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mercoledì 12 novembre 2014

PICATRIX

Asclepius Louvre engraving c1860.jpgPicatrix è una fondamentale opera per l'occultismo astrologico Medievale e Rinascimentale: scritto in lingua latina fu tradotto dall'arabo in Spagna nell'XI secolo. Il titolo originale è Gāyat-al-hakīm, cioè il fine del saggio, scritto da Abū- Maslama Muhammad ibn Ibrahim ibn 'Abd al-da'im al-Majrītī. Il testo ebbe una grande diffusione durante il Rinascimento, tanto che era presente nella biblioteca di Cornelio Agrippa, di Pico della Mirandola e anche di Marsilio Ficino. Pur non essendo mai stato stampato, il testo si diffuse molto tra il XV e il XVI secolo anche per via delle notevoli immagini magiche che vi si trovavano unitamente ai consigli di magia. Dopo aver parlato nell'introduzione delle idee filosofiche espresse in altri trattati ermetici (Asclepio e il Pimadro), l'autore dedica ben due libri all'arte di creare talismani partendo da alcune immagini di cui propone un elenco molto completo. Nel terzo libro l'autore parla della corrispondenza di piante e pietre con i pianeti, lo zodiaco e le parti del corpo umano unitamente a formule magiche per invocare gli effluvi dei pianeti. Il quarto libro termina con alcune preghiere rivolte ai pianeti. 

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