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Organizzazione di Eventi

Vuoi creare un evento medievale e hai bisogno di un partner affidabile? Ci occupiamo dell'organizzazione, della ricerca degli artisti, location e comunicazione con attività di Social Management e Ufficio Stampa. Sguardo Sul Medioevo è anche Media Partner!

Organizzazione del Matrimonio Medievale

Vuoi organizzare un matrimonio in stile medievale? Vieni a scoprire come Sguardo Sul Medioevo può aiutarti a rendere meraviglioso il giorno più bello della tua vita! Falconieri, sbandieratori, costumi e giocolieri al tuo servizio!

Festeggia la tua ricorrenza

Vuoi festeggiare un compleanno, un anniversario, un battesimo o addirittura un addio al celibato o al nubilato in perfetto stile medievale? Contattaci!

Collaborazione con ACCADEMIA MEDIOEVO

Sguardo Sul Medioevo collabora con l'ACCADEMIA MEDIOEVO di Lanuvio per la creazione, promozione e diffusioni di eventi medievali. Una realtà eccezionale che vale la pena conoscere!

La Grande Storia dei Cavalieri Templari

Creati per difendere la Terrasanta a seguito della Prima Crociata i Cavalieri Templari destano ancora molto interesse: scopriamo insieme chi erano e come vivevano i Cavalieri del Tempio

La Grande Leggenda dei Cavalieri della Tavola Rotonda

I personaggi e i fatti più importanti del ciclo arturiano e della Tavola Rotonda

Le Leggende Medioevali

Personaggi, luoghi e fatti che hanno contribuito a conferire al Medioevo un alone di mistero che lo rende ancora più affascinante ed amato. Dal Ponte del Diavolo ai Cavalieri della Tavola Rotonda passando per Durlindana, la leggendaria spada di Orlando e i misteriosi draghi...

Erbe Mediche Medievali

Come ci si curava nel Medioevo? E' possibile utilizzare metodi antichi ancora oggi? Le ricette di Ildegarda sono ancora attuali? Troverete cure molto interessanti e ancora molto utilizzate tutti i giorni.

sabato 30 marzo 2013

FESTA MEDIEVALE BIANCOAZZURRA A CASTIGLION FIORENTINO (24-25-26-31 MAGGIO E 1-2 GIUGNO 2013)


La Festa Medievale Biancoazzurra di Castiglion Fiorentino (AR) è ormai una delle realtà maggiormente consolidate nel panorama delle iniziative di questo genere nell’Italia centrale e non solo; considerato che avrebbe dovuto avere in origine una vita brevissima, nata com’era solo per celebrare i primi 20 anni di attività del Gruppo Storico Musici e Sbandieratori “IL CASSERO”, in questi suoi primi anni di vita ha fatto registrare un crescendo clamoroso e continuo di consensi e di  pubblico, riuscendo a condurre fino ai piedi della maestosa Torre del Cassero diverse migliaia di visitatori nei 6-7 giorni in cui abitualmente si articola, tra l’ultimo fine settimana di maggio ed il primo di giugno. Fin da subito, lo stupendo scenario del Piazzale del Cassero ha dato alla Festa un innegabile tocco di magia: salire al Cassero, specialmente dopo il tramonto, tra le taverne ed in mezzo ai vari spettacoli offerti gratuitamente a tutti i visitatori, è una cosa che davvero riconcilia con se stessi e col mondo. Le taverne vengono allestite curandone con dovizia i particolari, i costumi degli oltre 100 rionali che ne permettono la realizzazione contribuiscono a far vivere la sensazione di un tuffo indietro nel tempo. Accanto ai più valenti artisti da strada provenienti anche da altre nazioni, le pietanze proposte al pubblico - legate alla saporita tradizione enogastronomia della Val di Chiana e realizzate completamente “in loco”- sono le protagoniste sempre più riconosciute e gradite della manifestazione.

Contatti
Tel.: 3317972504

venerdì 29 marzo 2013

LA VIA CRUCIS

Gesù è condannato a mortePRIMA STAZIONE
Gesù è condannato a morte

Dal Vangelo secondo Matteo. 27, 22-23.26
Disse loro Pilato: “Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?”. Tutti gli risposero: “Sia crocifisso!”. Ed egli aggiunse: “Ma che male ha fatto?”. Essi allora urlarono: “Sia crocifisso!”.
Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso.
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Gesù è caricato della CroceSECONDA STAZIONE
Gesù è caricato della Croce
Dal Vangelo secondo Matteo. 27, 27-31
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte. Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: “Salve, re dei Giudei!”. E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo.
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Gesù cade la prima voltaTERZA STAZIONE
Gesù cade la prima volta
Dal libro del profeta Isaia. 53, 4-6
Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti.
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Gesù incontra sua MadreQUARTA STAZIONE
Gesù incontra sua Madre
Dal Vangelo secondo Luca. 2, 34-35.51
Simeone parlò a Maria, sua Madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima”.
Sua Madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.
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Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la CroceQUINTA STAZIONE
Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la Croce
Dal Vangelo secondo Matteo. 27, 32; 16, 24
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prender su la croce di Gesù.
Gesù disse ai suoi discepoli: “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.
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La Veronica asciuga il volto di GesùSESTA STAZIONE
La Veronica asciuga il volto di Gesù
Dal libro del profeta Isaia. 53, 2-3
Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per potercene compiacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
Dal libro dei Salmi. 27, 8-9
Di te ha detto il mio cuore: “Cercate il suo volto”; il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo. Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.
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Gesù cade per la seconda voltaSETTIMA STAZIONE
Gesù cade per la seconda volta
Dal libro della Lamentazioni. 3, 1-2.9.16
Io sono l'uomo che ha provato la miseria sotto la sferza della sua ira. Egli mi ha guidato, mi ha fatto camminare nelle tenebre e non nella luce. Ha sbarrato le mie vie con blocchi di pietra, ha ostruito i miei sentieri.
Mi ha spezzato con la sabbia i denti, mi ha steso nella polvere.
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Gesù incontra le donne di Gerusalemme che piangono su di luiOTTAVA STAZIONE
Gesù incontra le donne di Gerusalemme che piangono su di lui

Dal Vangelo secondo Luca. 23, 28-31
Gesù, voltandosi verso le donne, disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci! Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?”.
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Gesù cade per la terza voltaNONA STAZIONE
Gesù cade per la terza volta
Dal libro delle Lamentazioni. 3, 27-32
È bene per l'uomo portare il giogo fin dalla giovinezza. Sieda costui solitario e resti in silenzio, poiché egli glielo ha imposto; cacci nella polvere la bocca, forse c'è ancora speranza; porga a chi lo percuote la sua guancia, si sazi di umiliazioni. Poiché il Signore non rigetta mai... Ma, se affligge, avrà anche pietà secondo la sua grande misericordia.
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Gesù è spogliato delle vestiDECIMA STAZIONE
Gesù è spogliato delle vesti
Dal Vangelo secondo Matteo. 27, 33-36
Giunti a un luogo detto Gòlgota, che significa luogo del cranio, gli diedero da bere vino mescolato con fiele; ma egli, assaggiatolo, non ne volle bere. Dopo averlo quindi crocifisso, si spartirono le sue vesti tirandole a sorte. E sedutisi, gli facevano la guardia.
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Gesù è inchiodato sulla CroceUNDECIMA STAZIONE
Gesù è inchiodato sulla Croce
Dal Vangelo secondo Matteo. 27, 37-42
Al di sopra del suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: “Questi è Gesù, il re dei Giudei”. Insieme con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra. E quelli che passavano di là lo insultavano scuotendo il capo e dicendo: “Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!”. Anche i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani lo schernivano: “Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso. E' il re d'Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo”.
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Gesù muore sulla Croce
DODICESIMA STAZIONE
Gesù muore sulla Croce
Dal Vangelo secondo Giovanni. 19, 19-20
Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: “Gesù il Nazareno, il re dei Giudei”. Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco.
Dal Vangelo secondo Matteo. 27, 45-50.54
Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: “Elì, Elì, lemà sabactàni?”, che significa: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: “Costui chiama Elia”. E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così gli dava da bere. Gli altri dicevano: “Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo!”. E Gesù, emesso un alto grido, spirò.
Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: “Davvero costui era Figlio di Dio!”.
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Gesù è deposto dalla Croce e consegnato alla MadreTREDICESIMA STAZIONE
Gesù è deposto dalla Croce e consegnato alla Madre
Dal Vangelo secondo Matteo. 27, 54-55
Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: “Davvero costui era Figlio di Dio!”. C'erano anche là molte donne che stavano a osservare da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo.
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Gesù è deposto nel sepolcroQUATTORDICESIMA STAZIONE
Gesù è deposto nel sepolcro
Dal Vangelo secondo Matteo. 27, 59-61
Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Màgdala e l'altra Mari

lunedì 25 marzo 2013

SGUARDO SUL MEDIOEVO APPOGGIA AISIC - ASSOCIAZIONE ITALIANA STRESS INVECCHIAMENTO CELLULARE

Sguardo Sul Medioevo non si può esimere dal sostenere associazioni con spiccate finalità sociali. Nello specifico, parliamo dell'ASSOCIAZIONE ITALIANA STRESS INVECCHIAMENTO CELLULARE della dottoressa Cinzia De Vendictis. L'AISIC nasce a Roma nel 2003 con gli obiettivi di:
· Condividere conoscenza e cultura nell‘ambito della prevenzione dei fattori che causano stress e invecchiamento in modo da riportare questi fattori al di sotto della soglia critica.
· Condividere conoscenza e cultura nell‘ambito della terapia dei disturbi da stress e invecchiamento
· Condividere conoscenza e cultura nell‘ambito della Ricerca di nuove terapie dei disturbi dovuti a stress e invecchiamento.

Inoltre appoggia il progetto 

"TUTTO...CON UN SORRISO"

Il progetto mira all'acquisizione di tappi di plastica per comprare apparecchiature da donare agli ospedali pediatrici italiani.

I punti di raccolta a Roma sono:
  • Studio Medico: viale Mazzini n.41
  • Beauty & Dental Wellness: v. C. Ferrero di Cambiano n. 82
  • Expert Group: via Tiburtina 545/E 
Per informazioni cliccare

domenica 24 marzo 2013

ARALDICA MEDIEVALE 23: L'ORDINE CIVILE

Esiste molta confusione in merito alla effettiva composizione del “ceto civile” nei secoli passati. Una confusione che rischia di essere variamente interpretata da un autore all’altro, a discapito della realtà storica, e che consente di essere persino manipolata come è avvenuto per secoli a proposito della discussione sul “terzo stato” francese. Un terzo stato che non era certo composto dalla povera gente, come si spiegava nelle scuole, ma da professionisti, commercianti, armatori, proprietari terrieri, tutti impegnati nel tentativo di entrare nella stanza dei bottoni a discapito della nobiltà.
Sotto molti punti vista, il ceto civile (ma anche detto del Popolo o ceto cittadino) subisce la stessa sorte.
Se è vero che popolo e plebe costituiscono due categorie differenti nella concezione di antichi autori, è vero anche che si varia da zona a zona nella composizione di queste categorie, e che il “popolo” comune (non plebe) era comunque molto diverso dal “ceto civile” di cui dobbiamo tener conto se si parla di classe “confinante” con la nobiltà. 
Nelle grandi città medievali i civili concorrevano con i nobili nell’acquisizioni di incarichi; e quasi sempre le cariche erano divise fra nobili e cittadini, variando il numero in diversi secoli. A metà del XV secolo, a Messina i senatori erano metà nobili e metà civili; nel 1453 erano tutti nobili, nel 1454 quattro nobili e due cittadini. Nel 1456 nuovamente la carica fu riservata ai soli nobili. I continui disordini per l’occupazione degli incarichi fece ripartire nuovamente il senato tra le due classi all’inizio del Cinquecento; ed in seguito ai gravissimi scontri nella grande città che si verificarono nel 1516, si convenne che tutte le cariche, dal senato al consolato del mare, dovessero essere ripartite fra nobili e civili. 
Una relazione scritta a Napoli nel 1620 in favore del Duca d’Ossuna, spiegava che in città appartenevano al popolo coloro che vivevano di entrate, svolgevano la loro attività nei tribunali, i mercanti e i commercianti “di rispetto” come stampatori, orefici, architetti, medici, barbieri, speziali, setaiuoli, coloro che vivevano a contatto con la Nobiltà, come segretari, maggiordomi, braccieri, scalchi, aji, cavallerizzi, gentiluomini e “pedanti” (cf. A.LEPRE, Storia del Mezzogiorno d’Italia, I, Napoli 1986, p. 238).
Si tratta di una relazione che comprende uno stato di fatto, e che allarga la composizione di una classe che ha pochi diritti e non gode di particolare prestigio. A che io sappia, non fa neppure uso di stemmi. E’ una relazione indicativa, non scientifica, che include molte categorie, lasciando la porta aperta ad una pericolosa discrezionalità e che certo venne adoperata solo per quel che era, come foglio consultivo.
Diversa è la realtà dei fatti ove davvero esisteva una classe popolare di rilievo. Si pensi ad Eboli dove i “civili” avevano un proprio sindaco distinto da quello dei nobili, si imparentavano frequentemente con le famiglie nobili, facevano uso di uno stemma, ricoprivano le cariche più importanti, sia dal punto di vista ecclesiastico che di quello civile, contavano notai e giurisperiti.
In questo, essi si avvicinavano molto alla classe civile di Messina: una classe, questa, che era davvero in stretta affinità con l’aristocrazia, tanto che, nella divisione annuale delle cariche di senatore o di governatore della Tavola pecuniaria o di Console di mare, se non era possibile per un nobile ricoprire un incarico perché già ricoperto da altri membri dell’aristocrazia, si ricorreva all’iscrizione nel ceto popolare, senza che fosse considerato un passaggio poco dignitoso. Anzi, quando voleva, il nobile poteva ritornare nella vecchia categoria senza nessuna diminuzione per il suo prestigio, tanto era noto per le sue ricchezze e per lo splendore il ceto cittadino. A Messina era famoso il proverbio che diceva: Populares equiparantur nobilibus et pari passu ambulant. Si pensi alla famiglia Labruto, appartenente al ceto civile, le cui prime memorie riconducono a Suor Deodata Labruto, famosa monaca carmelitana, che fu protettrice di Polidoro da Caravaggio durante il suo soggiorno a Messina e che per lei dipinse un importante quadro; suoi pronipoti furono tra gli altri Antonino vivente nel 1661, avvocato fra i più celebri della Sicilia; Placido, capitano delle Furie nel 1725, sposo di una grande nobile messinese; Francesco, eroe dell’assistenza agli appestati nel contagio del 1743; Carlo, sacerdote e teologo; Giovanni, giudice della Regia Udienza nel 1738-39 ed anche protagonista di nuovi eroismi nel corso della peste del 1743. Fu questo personaggio che essendo chiamato a ricoprire la carica nobilitante di giudice della regia Gran Corte, venne aggregato alla Nobiltà. Ecco, in pratica quali erano i veri componenti dell’Ordine civile.
Quando nel 1718 quasi tutte le famiglie civili erano estinte, e per ordine reale entrarono a far parte del ceto molti ricchi mercanti, i vecchi componenti della classe popolare chiesero ed ottennero di entrare a far parte della categoria nobile. Essi furono perciò sostituiti da ricchi commercianti che tuttavia ben presto seppero raggiungere il livello sociale dei vecchi cittadini.
I Capitoli della Sacra Arciconfraternita dei Verdi di Messina, aperta a Nobili e Civili, precisava nella nota 3 del 1805 che per venire ammessi come confrati civili bisognava discendere da persone che avessero ricoperto cariche pubbliche nel ceto cittadino o che si mantenessero con i propri averi, senza aver esercitato impieghi subalterni o servili, o professioni di qualsiasi genere, esclusa quella legale (cf. G.GALLUPPI, Nobiliario della Città di Messina, Napoli 1877).
Mi pare pertanto che tutte le altre interpretazioni sul ceto popolare siano da considerarsi inesatte, e che le aperture di cui si fa ogni tanto menzione siano state menzionate a solo titolo di cortesia da parte di qualche scrittore, senza che ai loro tempi esse abbiano trovato riscontro giuridico.
Anche in altri Paesi d’Europa i cittadini godevano di grande prestigio ed erano solti godere di uno stemma. Unica eccezione fino al Seicento fu la Svezia dove era proibito per i non nobili fare uso di armi; ma poi anche in questa Nazione le classi borghesi riuscirono a fare uso di stemmi senza incorrere in divieti.
Le armi dei civili si differenziano da quelle dei nobili non facendole sormontare da una corona ma da un elmo, come in Germania, Svezia, Norvegia, Danimarca, Olanda, Belgio, Italia, Svizzera, Portogallo. L’elmo può essere posto di profilo o di fronte. In Spagna gli stemmi dei cittadini sono come quelli dei nobili non titolati e quindi senza elmo. In Portogallo gli elmi non devono avere il colore dei metalli in oro e argento. In Francia non si fa uso dell’elmo. 
Carmelo Currò Troiano

giovedì 21 marzo 2013

ALCUNE LOCUZIONI LATINE ANCORA UTILIZZATE

TERMINE
DEFINIZIONE
Ab absurdo
Dall'assurdo; indica un procedimento logico con cui si dimostra la verità di una affermazione provando l'assurdità dell'affermazione contraria
Ad abundantiam
Più che a sufficienza, in aggiunta, in più
Ab aeterno
Da tutta l'eternità, da tempo immemorabile
Ab imis (fundamentis)
Dalle più profonde fondamenta
Ab intra
Dall'interno
Ab ovo
Dalle origini, la causa prima di qualcosa, partire dai primordi, dall'inizio
Absit iniuria verbo
Sia detto senza offesa
Ab uno disce omnes
Dall'uno i molti, da uno impara a conoscerli tutti; generalizzazione spesso indebita
Ab Urbe condita
Dalla fondazione di Roma
Ab utroque
Processione dello Spirito dal Padre e dal Figlio; eresia filioquista della chiesa romana
Abusus non tollit usum
L'abuso non vieta l'uso
Acta est fabula
La commedia è finita
Ad augusta per angusta
Alle cose eccelse si arriva attraverso le difficoltà
Ad extra
Dall'esterno
Ad interim
Provvisorio, temporaneo
A divinis
Una sospensione dai ministeri divini per motivi disciplinari
Ad hominem
Contro la persona
Ad honores
Per l'onore, gratuitamente, senza profitto
Ad kalendas graecas
Mai!
A latere
A fianco
Ad libitum
A piacere, a volontà
Ad litteram
Alla lettera, come può essere una  traduzione, invece che "a senso" (ad sensum)
Ad maiora
A cose maggiori, a successi ancor più grandi
Ad metalla
Alle miniere; condanna ai lavori forzati
Ad multos annos!
Ancora per molti anni; augurio, come dice "cento di questi giorni"
Ad patres
Ritornare agli antenati; eufemismo che indica la morte
Ad rem
Andare al nocciolo della cosa
Aeternum vale
Addio per sempre
A fortiori
A maggior ragione
Anno Domini (A. D.)
Denota la numerazione degli anni a partire dalla nascita di Cristo, usata dal calendario gregoriano e dal calendario giuliano; equivale a Dopo Cristo o Era Volgare
Addenda
Le cose che devono essere aggiunte perché dimenticate (l'addendum è un'aggiunta)
Ad hoc
Fatto per questo scopo, per un fine specifico, apposito, all'uopo
Ad honorem
Carica ad honorem (puramente formale, onorifica)
Ad interim
Ministro ad interim (nominato provvisoriamente), per ora
Ad libitum
A piacere, a volontà
Ad litteram
Alla lettera, (significato) letterale
Ad maiora
A più grandi cose!
Ad personam
Per una persona individuale
Ad usum delphini
Testo preventivamente censurato
Affidavit
Dichiarazione scritta e giurata
Age quod agis
Fa bene quanto stai facendo
Agenda
Le cose da fare
A latere
Giudice a latere, affiancato al presidente di un tribunale
Album
Libro bianco, volume o quaderno adibito ad usi particolari (album da disegno, per le fotografie, la raccolta di documenti ed altro)
Alea iacta est
Il dado è stato lanciato, è stata presa una decisione irrevocabile: quel che è fatto è fatto
Alias
Altrimenti, in altre parole, detto anche: è usato quando una persona è più conosciuta con uno pseudonimo che col nome proprio
Alibi
Altrove. La prova che l’accusato porta della sua presenza “altrove”, cioè in un luogo diverso da quello in cui, nello stesso momento, è stato commesso un delitto
Alma mater
Madre fertile
Alter ego
Un altro io, la persona che fa le veci di un'altra, la rappresenta in tutto e per tutto, è fidata
Amen
Prestar fede, credere
Amor et deliciae humani generis
Amore e delizia del genere umano
Ante litteram
Anticipazione geniale di qualcosa, anche di anni o secoli, che spesso non viene capita
Ante lucrum nomen
La reputazione prima del guadagno
Ante quem
Entro il... Fino a... Prima del...
Apertis verbis
Chiaro e franco
A posteriori
Da ciò che è dopo; col senno del poi: un giudizio a posteriori è basato su ciò che è già avvenuto; partendo dal dato empirico si risale col metodo induttivo ai principi generali
A priori
Da ciò che è prima; precostituito: giudicare a priori, senza dati informativi o cognizione di causa, significa essere prevenuti, anche se vi possono essere condizioni a priori che permettono il giudizio; partendo da un dato assodato si arriva, col metodo deduttivo, a determinate conclusioni
Aquila non capit muscas
L'aquila non va a caccia delle mosche
Ars longa, vita brevis
L'arte è lunga, la vita è breve
Audentes fortuna iuvat
La fortuna aiuta gli audaci
Aura popularis
Il vento popolare
Aurea mediocritas (est modus in rebus)
Un'ottimale condizione intermedia, tra l'ottimo e il pessimo, tra il massimo e il minimo, quindi stare nel mezzo
Aut Caesar aut nihil
O divento Cesare o è meglio niente; desiderio di raggiungere, a tutti i costi, il massimo della potenza
Ave, Caesar, morituri te salutant
Salve Cesare, coloro che stanno per morire (gladiatori) ti salutano
Beati monoculi in terra caecorum
Nel paese dei ciechi, beato chi ha un occhio;  il mediocre sembra un genio se posto a confronto con chi è peggio di lui
Bellum omnium contra omnes
Tutti contro tutti
Brevi manu
Direttamente, personalmente, senza intermediari, subito
Brevis furor
Breve follia
Captatio benevolentiae
Accattivarsi le simpatie di qualcuno, anche con belle parole, raggiri, blandizie
Caput orbis
Capitale del mondo
Carmina non dant panem
La poesia non dà l'agiatezza
Carpe diem
Cogli l'attimo, non lasciarti sfuggire l'occasione, approfittane
Casus belli
Occasione di guerra, spesso fortuita, oppure un fatto non grave che può, per la suscettibilità delle persone in causa, provocare la rottura di rapporti amichevoli
Castigat ridendo mores
Ridendo corregge i costumi; usare l'autoritarismo in maniera soft
Ceteris paribus
A parità di tutte le altre circostanze
Cogito, ergo sum
Penso, dunque sono; con questa frase cartesiana inizia la moderna filosofia
Compelle intrare
Fate entrare a forza (nella chiesa cristiana)
Compos sui
Padrone di sé, non è compos sui (non sa quello che fa o dice)
Condito sine qua non
Condizione senza la quale non (si può fare niente); irrinunciabilità
Consecutio temporum
Successione dei tempi, che in grammatica deve essere esatta
Consummatum est
Tutto è finito (o compiuto)
Contraria contrariis curantur
La malattie si curano coi rimedi contrari
Conventio ad excludendum
Accordo per escludere qualcuno
Coram populo
Alla presenza di tutti, pubblicamente
Corpus delicti
Corpo del delitto; prova inconfutabile di un reato
Credo quia absurdum
Credo perché impossibile, mi fido ciecamente
Crimen laesae maiestatis
Crimine molto grave, un reato politico, che minaccia l'autorità dello Stato
Cui prodest?
A chi giova? a chi interessa? a chi conviene?
Cuique suum
A ciascuno il suo, ciò che gli spetta o gli è dovuto
Cuius regio, eius et religio
Tale governo tale religione; i sudditi abbiano la religione del loro sovrano
Cum grano salis
Con prudenza, con intelligenza, con giudizio
Cum quibus (conquibus)
Soldi coi quali si compra ciò che necessita
Currenti calamo
Cose scritte in fretta
Curriculum vitae et studiorum
Carriera della vita, carriera degli studi
Cursus honorum
Corso di onori, carriera
Damnatio memoriae
Eliminazione di tutto ciò che poteva far ricordare ai posteri un personaggio risultato molto sgradito nel tempo in cui è vissuto
Datur omnibus
Si da a tutti
De auditu
Per sentito dire
Debellare superbos
Abbattere i superbi
De cuius (hereditate agitur)
Indica il defunto della cui eredità si tratta
De facto
Di fatto, effettivamente, le cose stanno così
Deficit
Mancanza di qualcosa, disavanzo economico
De gustibus non est disputandum
Sui gusti non si discute
De iure, De jure
Di diritto, in conformità all’ordine giuridico, alle legge vigenti
De iure condendo
Le leggi da farsi
De lana caprina
Cercare il pelo nell'uovo, discutere di cose insignificanti
Deminutio capitis
Il cambiamento, in peggio, delle condizioni di una persona, o una riduzione di potere sia sul posto di lavoro che in politica
Deo gratias
(Rendiamo) grazie a dio
De plano
Facilmente, senza alcuna formalità
De profundis
Cantare il De profundis a una persona che si sente spacciata
Desiderata
Cosa di cui si avverte la mancanza
Deus ex machina
Un dio che appare da una macchina; intervento di una circostanza o di una persona (con un'idea geniale) che risolve inaspettatamente una situazione
De visu
Visto di persona, constatato con i propri occhi, incontrarsi a tu per tu
Dictum factum
Quel che è stato detto, è stato fatto
Dies ad quem
Il giorno entro cui bisogna...
Dies a quo
Il giorno da cui decorre...
Dies irae
Il giorno dell'ira, del giudizio universale, della vendetta
Divide et impera
Tieni divisi i sottomessi per governarli meglio, cioè falli combattere tra loro
Docet
Insegna, nel senso che l'opinione di qualcuno importante fa testo
Doctum doces
Insegni a uno che già sa
Domine non sum dignus
Ottenere favori al di là dei meriti
Donec corrigatur
Non pubblicare finché non corretto
Do ut des
Io ti do qualcosa affinché tu mi dia qualcosa. Le varianti sono: do ut facias: ti do qualcosa perché tu lavori per me; facio ut des: lavoro per te affinché tu mi dia qualcosa; facio ut facias: lavoro per te affinché tu lavori per me.
Dulcis in fundo
Qualcosa di bello che arriva per ultimo e inaspettato, detto anche scherzosamente o ironicamente
Duplex
Duplice, due apparecchi collegati alla centrale con una sola linea, ambiguo
Dura lex, sed lex!
La legge è dura ma va rispettata
E concessis
Dando per scontato che...; anche ammettendo che...
Editio princeps
Edizione principale o prima di un'opera letteraria
Erga omnes
Nei confronti di tutti, la legge è valida per tutti
Errata corrige
Correggi le cose errate, elenco degli errori trovati in un libro già stampato e poi corretti
Ergo
Perciò, dunque; si conclude un ragionamento logico
Errare humanum est
E' nella natura dell'uomo sbagliare
Errata corrige
Correggi gli errori (in un testo)
Error communis facit ius
Dove tutti errano, nessuno; l'errore comune fa la legge
Est modus in rebus
In ogni cosa c'è una misura; qualunque eccesso va evitato
Et cetera
Eccetera, e così via
Ex abrupto
All’improvviso, senza preavviso, di colpo
Ex abundantia cordis
Dal profondo del cuore
Ex aequo
A pari merito
Ex cathedra
Per diritto, in tono dogmatico e perentorio, con autorità
Excelsior
Più alto, eccelso
Excerpta
Passi scelti, tratti da una o più opere di un autore, e pubblicati a parte
Ex commodo
Con comodità, senza fretta, senza preoccupazioni
Excursus
Digressione (parentesi storica), breve trattazione marginale rispetto ad un argomento generale
Excusatio non petita accusatio manifesta
Scusa non richiesta, accusa manifesta; affannarsi a giustificare il proprio operato senza che sia richiesto può venir recepito come un indizio del fatto che si ha qualcosa da nascondere
Ex dono
Regalato, proveniente da un dono
Exequatur
Si esegua, si dia corso, si conferisca efficacia alle sentenze... La delibazione o exequatur è la procedura giudiziaria che serve a far riconoscere, in un determinato paese, un provvedimento giudiziario emesso dall'autorità giudiziaria di un altro paese.
Ex falso (sequitur) quodlibet
Dal falso (segue una) qualsiasi cosa (scelta) a piacere, cioè da un enunciato contraddittorio consegue logicamente qualsiasi altro enunciato.
Ex libris
Etichetta o contrassegno che si applica su un libro per indicarne il proprietario
Ex nihilo nihil
Dal nulla non si ricava nulla
Ex novo
Da capo, di sana pianta
Ex professo
Con cognizione di causa; con competenza
Extra
Al di fuori di quello che consideriamo normale, eccellente
Extra ecclesiam nulla salus
Al di fuori della chiesa non esiste salvezza
Extra formam
Al di fuori di ogni formalità
Ex tunc
Da subito
Ex voto
Oggetto offerto in seguito a un voto fatto o per grazia ricevuta
Faciamus experimentum in corpore vili
Facciamo un esperimento (medico) in un corpo di poco valore
Facies
Faccia, aspetto esteriore
Facit indignatio versum
Lo sdegno ispira i versi
Facsimile
Riproduzione esatta di qualche cosa, legalmente non valida
Factotum
Persona che si occupa di tutto perché molto capace
Favete linguis
Fate silenzio
Felix culpa
Errore salutare, provvidenziale
Fervet opus
Ferve il lavoro
Festina lente
Affrettati lentamente (alla mèta)
Fiat voluntas tua
Sia fatta la tua volontà
Filioque
E dal Figlio; eresia filioquista relativa alla processione dello Spirito Santo, inserita dalla chiesa romana nel Credo
Forma mentis
Modo di pensare, agire, o anche un'abitudine di una persona
Frangar, non flectar
Mi spezzo, ma non mi piego
Genius loci
L'insieme delle caratteristiche socio-culturali, architettoniche, di linguaggio, di abitudini che caratterizzano un luogo, un ambiente, una città
Gloria victis!
Gloria ai vinti (il contrario è Vae victis)
Gratis (et amore Dei)
Senza pagare, gratis
Gutta cavat lapidem
La goccia scava la pietra; è un elogio alla pazienza, alla costanza dell'azione
Habeas corpus (ad suspiciendum)
Ci sia il corpo, ci sia documentato motivo. L'inviolabilità dei diritti personali, contro l'azione arbitraria dello Stato, specie nei casi di arresto
Habent sua fata libelli
Secondo le capacità del lettore i libri hanno il loro destino
Habitat
Ambiente in cui vive e si sviluppa una specie di animale o vegetale
Habitus
Complesso dei caratteri esteriori che contraddistinguono una specie vegetale o animale. Tendenza, comportamento, aspetto
Hannibal ad portas!
Indica un pericolo imminente molto grave
Heri dicebamus
Si usa per sottolineare, mentendo, un tempo breve che è trascorso
Hic et nunc
Qui e ora
Hic Rhodus, hic salta (o saltus)
Dimostra quello che hai detto
Historia est magistra vitae
La storia è maestra di vita
Hodie mihi, cras tibi
Oggi a me domani a te
Homo homini lupus
L'uomo è il lupo dell'uomo
Homo novus
Uomo nuovo
Homo sine pecunia est imago mortis
L'uomo senza soldi è l'immagine della morte
Homo sum, nihil humani a me alienum puto
Io sono uomo e nulla di ciò che è proprio dell’umanità, mi è estraneo
Honoris causa
A titolo di onore, per meriti speciali (p.es. il conferimento di una laurea)
Horresco referens
Inorridisco nel ricordare
Horribile dictu
Orribile a dirsi
Horror vacui
Orrore per il vuoto; in natura non esistono spazi vuoti
Hortus conclusus
Giardino chiuso, ambito privilegiato, esclusivo
Hostis humani generis
Nemico del genere umano
Humus
L’insieme dei fattori sociali, culturali, spirituali, storici, geografici, filosofici e simili che condizionano (positivamente o negativamente) il nascere di qualcosa
Ibidem (Ib.)
Nelle citazioni bibliografiche con riferimenti ad un passo o ad un autore già nominati
Ibis redibis
Legge scritta in termini cavillosi e fuorvianti
Ictus
Un colpo apoplettico
Idem
La medesima cosa
Idola
Ombre, immagini, fantasmi
Ignorantia legis non excusat
L'ignoranza della legge non scusa
Imprimatur
Si stampi; "Nihil obstat quominus imprimatur" (Non c'è nulla che impedisca che si
stampi)
In alto loco
In luogo alto, dove si comanda
In articulo mortis
All'atto della morte; azioni compiute sul letto di morte
In camera caritatis
Mettere qualcuno in guardia da minacce altrui
In cauda venenum
Il veleno sta nella coda; è il contrario di dulcis in fundo
Incipit
Le prime parole con cui inizia un testo
Index librorum prohibitorum
Indice dei libri proibiti
In dubio pro reo
Nel dubbio (decidi) a favore dell'imputato
In extremis
All’ultimo momento
In fieri
In via di formazione, in divenire
In flagrante delicto
Nel momento in cui si compie il delitto; cogliere il colpevole sul fatto
In folio
Un libro i cui fogli di stampa sono stati piegati una sola volta in modo da avere quattro facciate
In hoc signo vinces
Sulla base di questo segno (indicazione) vincerai
In illo tempore (In diebus illis)
In quel tempo, in quei giorni
In itinere
Durante il percorso, in svolgimento
In loco
Nel luogo
In manus tuas
Nelle tue mani
In medias res
Nel mezzo dell’argomento, a metà degli avvenimenti, quando si entra nel vivo del discorso, del racconto o dell'azione senza alcun preambolo; al centro del problema
In mente Dei
Lontano dalla realizzazione
In medio stat virtus
La virtù sta nel mezzo; evitare gli eccessi; l’ottimo è nemico del bene
In nuce
In sintesi, in sostanza
In pectore
Qualcosa o qualcuno che si tiene nascosto e di cui si rivelerà l'identità al momento opportuno; nel segreto del cuore
In primis
In primo luogo, anzitutto
In rerum natura
Nella natura delle cose
Insalutato hospite
Senza salutare l’ospite se n'è andato, oppure senza salutare il padrone di casa
In saecula saeculorum
Per i secoli dei secoli
In solido
In maniera solidale; pagamento in denaro di una sanzione
Instrumentum regni
L'uso della religione per fini di potere
Intelligenti pauca
A buon intenditor poche parole; chi ha orecchie per intendere, intenda
Inter nos
Tra noi, segretamente
Intra moenia
Dentro le mura
In verba magistris
Giurare sulle parole di un maestro, in modo fanatico, unilaterale
In vino veritas
Nel vino la verità
In vitro
Sotto vetro
Ipse dixit
L’ha detto lui in persona, proprio lui. Adoperata anche in senso ironico, nei confronti di chi convalida i propri ragionamenti con l’autorità altrui
Ipso facto
Per il fatto stesso, immediatamente, proprio a causa di quello specifico fatto
Ipso iure
In virtù del diritto; per la stessa legge
Ite, missa est
Andate, la messa è finita
Iter
Procedura
Item
Altresì, ugualmente
Iunior (Junior)
Più giovane (è il contrario di senior)
Ius commerci
Diritto al commercio
Ius connubii
Diritto a sposare
Ius gentium
Il diritto dei popoli
Ius migrandi
Diritto a trasferirsi
Ius murmurandi
Il diritto di mormorare
Ius primae noctis
Diritto particolare di un signore di trascorrere, in occasione del matrimonio di un proprio servo, la prima notte di nozze con la sposa; invenzione risalente al '400
Lapsus (linguae)
Errore di distrazione nello scrivere o nel parlare
Laudatores temporis acti
Nostalgici del tempo passato
Lectio
La lettura, la lezione breve con riduzione di orario
Legenda
Le cose che devono essere lette. Indicazioni per la lettura di segni convenzionali
Lapis
Matita
Lapsus (calami)
Errore di distrazione nel parlare o nello scrivere
Lapsus linguae
Errore di lingua; dire una cosa invece di un'altra, senza intenzione
Lectio
Una lectio brevis è una lezione a orario ridotto
Legenda
Indicazioni per la lettura del significato di segni convenzionali, in generale le cose che devono essere lette per essere comprese meglio o più facilmente
Longa manus
Quando il potere si serve di qualcuno in maniera occulta o non esplicita
Lupus in fabula
Sopraggiungere inaspettato o indesiderato di qualcuno di cui si stava parlando; è equivalente a De te fabula narratur
Magna pars
Persona al centro, che si prende gran parte del merito (o della colpa)
Maiora premunt
Ci sono cose più importanti che urgono
Mala tempora currunt
Corrono tempi cattivi
Manu militari
Intervento sbrigativo, con mezzi pesanti, polizieschi o militari
Manus manum lavat
Una mano lava l'altra
Maximum
Il massimo
Mea culpa
Riconoscere il proprio errore, autocritica
Medice, cura te ipsum
Medico, cura te stesso
Melioribus annis
Negli anni più felici; detto con nostalgia del passato
Melius abundare quam deficere
Meglio aver molto che poco
Memento mori (memento te hominem)
Ricorda che sei soltanto un uomo e che dovrai morire
Memento audere semper
Ricorda di osare sempre
Memorandum
Ciò che si deve ricordare, promemoria
Mens agitat molem
Lo spirito vivifica la materia
Mens sana in corpore sano
Mente sana in corpo sano
Minus habens
Ritardato mentale o senza diritti
Mirabile visu (dictu)
Cosa incredibile a vedersi! (dirsi)
Mirabilia
Cose meravigliose
Modus vivendi
Modo di vivere, accordo provvisorio, intesa
Mores maiorum
Il modo di comportarsi degli antenati
More solito
Al solito, secondo il solito costume
More uxorio
Uomo e donna che, pur non essendo sposati, convivono
Mors omnia solvit
La morte scioglie tutto
Mors tua vita mea
La tua morte è la mia vita; la tua sconfitta equivale alla mia vittoria
Mors ultima ratio
La morte è la ragione finale (di ogni cosa)
Motu proprio
Di propria iniziativa, senza collegialità
Multa paucis
Molte cose in poche parole
Mutatis mutandis
Cambiate le cose che si devono cambiare...; la si usa in situazioni comparative, tenendo conto di scenari differenti
Natura abhorret a vacuo
La natura ha orrore del vuoto
Natura non facit saltus
Procedere per gradi; c'è sempre qualcosa d'intermedio tra una cosa e l'altra
Navigare necesse est, vivere non necesse
Non pensare alle necessità contingenti ma vivi per un ideale
Nec pluribus impar
Non inferiore a nessuno
Nec spe nec metu
Né con speranza, né con timore; tranquilli
Nemo propheta in patria
Nessuno è profeta nella propria patria, o tra i propri familiari, colleghi, amici
Nemo sua sorte contentus
Nessuno è mai soddisfatto della sua condizione
Ne quid nimis
(Mai) nulla di eccessivo
Nihil admirari
Non stupirsi di cosa alcuna
Nihil morte certium
Nulla è più certo delle morte
Nihil obstat (quominus imprimatur)
Non esiste alcun impedimento all’effettuazione di qualche cosa, imprimatur concesso
Nihil sub sole novum
(Non v'è) nulla di nuovo sotto il sole
Noli me tangere
Non mi toccare
Nomen omen
Nel nome vi è il destino di una persona, il suo nome è un presagio di quello che sarà
Non bis in idem
Non due volte per la medesima cosa; un accusato non può essere punito due volte per lo stesso delitto; non ripetere due volte lo stesso errore
Non expedit
Non conviene, non è vantaggioso, ma non implica una proibizione tassativa
Non omne quod licet honestum est
Non tutto quello che è lecito è onesto
Non omnia possumus omnes
Non tutti possiamo fare ogni cosa
Non multa sed multum
Non molte cose, ma molto (bene)
Non plus ultra
Indica il massimo cui si può arrivare
Non possumus
Non possiamo, tacere o fare una determinata cosa; un imperativo etico o religioso
Non vitae sed scholae discimus
Non impariamo per la scuola ma per la vita
Nosce te ipsum
Conosci te stesso, non sopravvalutarti; la verità è dentro di te
Novissima verba
Ultime parole (di un testamento)
Nulla dies sine linea
L'arte è un continuo esercizio
Obtorto collo
Malvolentieri, contro la propria volontà
Omissis (ceteris rebus)
Riportando un testo altrui, si omettono parole non ritenute importanti
Omne trinum est perfectum
Ogni triade è perfetta
Omnia munda mundis
Tutto è puro per i puri; ingenuità
Omnia mutantur
Tutto cambia
Omnia tempus habent
Ogni cosa ha il suo tempo
Omnia vincit amor
L'amore supera ogni cosa
Omnis homo mendax
Tutti gli uomini sono bugiardi
Onus probandi incumbit actori
L'onere della prova è a carico di chi afferma qualche cosa, non di chi la nega
Ope legis
Per forza di legge, in virtù di una disposizione legale, superiore
Opera omnia
Tutte le opere (di un autore, generalmente scrittore)
Oportet ut scandala eveniant
A volte è opportuno che gli scandali avvengano per scatenare una giusta reazione o per far emergere un problema
Optimum
Il massimo, l'eccellenza
Ora et labora
Prega e lavora, motto benedettino
O tempora o mores
Che tempi! Che costumi! (Nostalgia del passato)
Oves et boves
Un gruppo eterogeneo, spesso riunito senza una precisa logica
Panem et circenses
Pane e giochi per tenere buone le masse; il popolo "bue"
Passim
Qua e là; si usa nelle citazioni dei libri, per indicare riferimenti sparsi
Pax et bonum
Pace e bene
Pax tibi
Pace a te
Pecunia non olet
Il denaro non ha odore; cinismo relativo alla sua provenienza
Per aspera ad astra
Arrivare alle stelle attraverso molte difficoltà
Per fas et nefas
Con mezzi giusti e ingiusti
Perinde ac cadaver
Obbedire come un morto (p.es. al papa)
Placebo
Quando si vuole compiacere qualcuno senza fargli capire che si sta fingendo; l'effetto dell'apparenza appare reale in chi non sospetta l'inganno
Placet
Si approva, non vi sono ostacoli o riserve a concedere il permesso (vedi imprimatur, nihil obstat)
Plaudite cives!
Applaudite cittadini!
Plenum
Consiglio, riunione politica
Post hoc, ergo propter hoc
Prendere per causa quello che è un antecedente temporale; si confonde il rapporto di precedenza con quello di causalità
Post quem
A partire da...
Post scriptum (p. s.)
Si aggiunge in fondo al testo, per scrivere qualcosa che si è dimenticata
Prima facie
Al primo aspetto, all'apparenza, di primo acchito
Primum facere, deinde philosophari
Prima fai, poi filosofeggia
Primum non nocere
Anzitutto non nuocere a nessuno
Primus inter pares
Primo tra pari; autorità d'onore ma non giuridica o giurisdizionale o politica
Principiis obsta
Non lasciare che la situazione diventi irreparabile
Probiviri
Persone di particolare prestigio
Pro bono pacis
Per amor di pace, per non litigare
Pro capite
A testa, per ciascuno, p.es. il reddito individuale
Pro die
Al giorno, quotidianamente
Pro domo sua
Chi difende con fervore una causa propria o i propri interessi o si esalta nel far valere le proprie ragioni
Pro forma
Per salvare le apparenze
Pro loco
A favore del luogo, un Ente che favorisce il turismo locale
Pro memoria
Breve scritto per ricordare qualcosa, memorandum
Promoveatur ut amoveatur
Sia promosso affinché sia rimosso; oppure promuovere un incapace fino al punto in cui la sua incompetenza diventi così evidente da imporne la rimozione
Prosit!
Augurio rivolto in occasione di un brindisi
Pro tempore
Temporaneamente
Provocare ad popolum
Appellarsi al popolo
Pulvis et umbra sumus
Siamo polvere e ombra, mortali
Purus grammaticus purus asinus
La pedanteria non serve a nulla; l'interesse per una cosa sola non aiuta a vivere
Quae nocent docent
Le cose che nuocciono istruiscono; non tutto il male viene per nuocere
Qualis pater talis filius
I difetti dei genitori generalmente vengono ereditati dai figli
Quantum satis (sufficit)
Quanto è sufficiente, quanto basta, formula per ricette mediche (q.s.)
Qua re
Per la qual cosa, perciò
Quia
Vengo subito al nocciolo, al perché...
Qui bene amat, bene castigat
Chi ama tanto, punisce tanto
Qui custodiet custodes?
Chi controlla i controllori?
Quid
Un certo non so che, un qualcosa d'importante, un elemento indefinibile
Quid novi?
C'è qualcosa di nuovo?
Quieta non movere
Non smuovere le cose tranquille
Qui multum habet, plus cupit
Chi ha tanto desidera di più
Qui nescit dissimulare, nescit regnare
Chi non sa dissimulare non sa regnare
Qui pro quo
Un equivoco, uno sbaglio, una falsa interpretazione, spesso accidentale
Quod erat demonstrandum
Come volevasi (o dovevasi) dimostrare (abbreviata in Q.E.D. o, in italiano, CVD)
Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini
Quello che non hanno fatto i barbari, lo hanno fatto i Barberini; nel senso che al peggio non c'è limite
Quorum
Una data percentuale rispetto a un intero, che rende valido un voto o altro
Quot capita, tot sententiae
Quante le persone, tanti i giudizi
Quousque tandem (abutere patientia nostra?)
Fino a quando (abuserai della nostra pazienza)?
Quo vadis?
Dove vai?
Raptus
Un impulso improvviso che spinge a compiere azioni irresponsabili
Rebus
Enigma, rompicapo
Rebus sic stantibus
Stando così le cose
Redde rationem
Resa dei conti; dammi la spiegazione di quanto fatto
Reductio ad absurdum
Ragionamento per assurdo; fa uso del principio del terzo escluso: un enunciato che non può essere falso, deve essere vero
Referendum
Appello rivolto al corpo elettorale perché si pronunci su determinate questioni
Reformatio in peius
In giurisprudenza il divieto di reformatio in peius impedisce a un giudice di una Corte d'appello di assumere, come pena base, una pena di entità maggiore di quella stabilita nel processo di primo grado
Refugium peccatorum
Persona molto indulgente o luogo sicuro cui si può ricorrere in caso di necessità
Relata refero
Riferire notizie apprese da altri, sulle quali non si esprime un parere personale
Res derelictae
Cose abbandonate
Res non verba
Fatti non parole
Repetita iuvant
Si usa, spesso in tono ironico, per sottolineare la necessità di ripetere concetti che si possono facilmente dimenticare
Reprimenda
Sgridata
Requiescat in pace
Riposi in pace
Res nullius
Cosa di nessuno
Ridendo dicere verum
Scherzando dire la verità
Risus abundat in ore stultorum
Il riso abbonda sulla bocca degli sciocchi
Roma locuta, causa finita
Roma ha parlato, la questione è chiusa
Ruit hora
Il tempo fugge
Salve!
Sta' bene! Formula di saluto
Semper idem
Sempre lo stesso
Senior
Senior distingue il nato prima, in caso di omonimia nella tessa famiglia
Seniores priores
Prima gli anziani
Servum pecus
Gregge servile; adulatori, cortigiani..., ma anche i volgari imitatori di opere letterarie
Sesquipedalia verba
Parole che riempiono la bocca, prive di significato
Sic!
Viene usato tra parentesi e spesso con un punto esclamativo, nel riferire una citazione sorprendente o del tutto errata
Sic et simpliciter
Così e semplicemente; alla buona, senza usare troppi paroloni, senza avere la pretesa di voler insegnare
Sic transit gloria mundi
Così passa la gloria del mondo; le cose del mondo sono passeggere
Sic vos non vobis
Voi, ma non per merito vostro
Signa signorum
Parole scritte
Similia similibus curantur
I simili si curano con i simili
Sine causa
Senza motivo
Sine cura
Senza preoccupazione, senza obbligo (una sinecura è un'occupazione di scarso impegno)
Sine die
Senza termine o scadenza; una certa cosa va fatta per sempre, oppure, pur procrastinandone l'esecuzione, dovrà essere comunque fatta
Sine ira et studio
Senza animosità (ostilità) e simpatia (partigianeria); imparzialità
Sine qua, non
Senza la quale, no; condizione e clausola essenziale, senza la cui osservanza il contratto diventa nullo
Sine strepitu
Senza clamore
Si parva licet componere magnis
Se è permesso paragonare le cose piccole alle grandi
Si vis amari, ama
Se vuoi essere amato, ama
Si vis pacem para bellum
Se vuoi la pace prepara la guerra
Sol lucet omnibus
Il sole risplende per tutti
Solve et repete
Prima paga e poi reclami
Solvet saeculum in favilla
Ridurrà il mondo in cenere
Specimen
Saggio, campione. In editoria è un breve saggio distribuito a fini propagandistici, di un'opera in preparazione
Spes ultima dea
La speranza è l'ultima a morire
Statu quo ante (o nunc)
Una situazione precedente (o attuale); nello stato in cui si trovava prima
Status (symbol)
La posizione giuridica o sociale di una persona o la situazione politica e giuridica di uno Stato
Stultorum numerus est infinitus
Infinito è il numero degli stolti
Sua sponte
Di sua spontanea volontà
Sub condicione
Sotto condizione, solo se si verificheranno determinate circostanze
Sub iudice (judice)
La questione non è stata ancora risolta, ma è tuttora in discussione, sotto giudizio
Sub lege libertas
La libertà sta sotto la legge
Sub specie aeternitatis
Valutare le cose sotto un profilo universale, non come contingenti ma come necessarie
Sui generis
Di un genere tutto suo, caratteristico, particolare, originale
Summum ius summa iniuria
Il massimo del diritto, il massimo dell'ingiustizia; quando si applica la legge alla lettera senza tener conto delle circostanze
Super
Eccellente, superiore
Super partes
Al di sopra delle parti, obiettivo, neutrale
Sursum corda
Star su di morale
Sustine et abstine
Sopporta il dolore e astieniti dai beni apparenti
Symposium
Congresso, convegno
Tabula rasa
Azzeramento di una data situazione, per ripartire da capo; indica anche qualcuno privo di cognizioni, oppure qualcuno che, non avendo conoscenze a priori, è virtualmente disponibile ad acquisire qualsiasi conoscenza
Temporibus illis
Molto tempo fa
Tene rem verba sequentur
Sii padrone dell'argomento, le parole seguiranno
Terminus a quo
Limite a partire dal quale, punto di partenza
Terminus ad quem
Limite entro il quale, punto di arrivo
Terminus ante quem
Una data in cui si sono svolti eventi storici che contraddicono quanto scritto in un lavoro letterario, il quale quindi non può essere stato composto che prima di tale data
Terminus post quem
Una data in cui si sono svolti eventi storici documentati in un lavoro letterario, il quale quindi non può essere stato composto che in un secondo momento
Tertium non datur
O è questo o è quello, non ci sono alternative
Tot
Tanti, un certa quantità di persone, animali, cose
Toto corde
Di tutto cuore
Transeat
Passiamo oltre, sia concesso in via eccezionale
Tu quoque Brute fili mi!
Anche tu Bruto figlio mio; quando ci si sente traditi da un amico o congiunto
Ubi commode, ibi incommode
Dove ci sono i vantaggi ci sono anche gli svantaggi
Ubi consistam
Un punto fermo, d'appoggio (i mezzi necessari) per fare qualcosa di significativo
Ubi deficiunt equi trottant aselli
Quando mancano i purosangue fanno trottare gli asini
Ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit
Dove la legge ha voluto, si è pronunciata, dove non ha voluto, non si è pronunciata
Ubi maior minor cessat
Alla presenza del maggiore, il minore è trascurabile; quando c'è chi vale di più, chi vale meno si deve mettere in disparte
Ubi mel ibi fel
Dov'è il miele, c'è anche il fiele
Ubi tu Gaius ibi ego Gaia
Giuramento di fedeltà matrimoniale; dove tu sarai felice, lo sarò anch'io
Ultima ratio
L’ultimo mezzo che si ritiene di dover usare per raggiungere uno scopo, quando non c’è altro da fare; ultima ragione, misura estrema
Ultimatum
Proposte definitive con l’ingiunzione di rispondere in modo preciso entro un determinato periodo di tempo
Ultra
Oltre, al di là, una situazione di estremismo; gli ultras sono i fanatici di uno sport
Una tantum
Una volta soltanto, una tassa straordinaria
Unicum
Cosa unica, unico esemplare esistente
Urbi et orbi
Il papa quando si rivolge non solo a Roma ma a tutto il mondo (cattolico)
Usus scribendi
Il modo consueto di scrivere di un autore, al di là dello stile tecnico preciso
Ut unum sint
Che siano una cosa sola
Vacatio legis
Vuoto legislativo
Vademecum
Manualetto pratico, tascabile, contenente notizie utili
Vade retro Satana
Vai indietro Satana
Vae victis
Guai ai vinti!
Vale
Sta' bene, sta' sano
Vanitas vanitatum et omnia vanitas
Vanità delle vanità e tutto è vanità
Vare, legiones redde!
O Varo, restituiscimi le legioni; domandar conto a qualcuno del suo operato, o per chiedere la restituzione di qualche cosa non sua
Veni, vidi, vici
Venni, vidi e vinsi
Verba volant, scripta manent
Le parole volano, gli scritti rimangono
Veritas filia temporis
La verità è figlia del tempo
Veto
Negare, proibire, vietare
Vexata quaestio
Vecchia questione dibattuta, rimasta per lo più irrisolta
Viribus unitis
L'unione delle forze o l'unione fa la forza
Vox clamantis in deserto
Voce di uno che grida nel deserto, inutilmente, perché inascoltato
Vox populi (vox Dei)
Voce del popolo, voce di dio; quello che dici lo sanno tutti, perché è opinione comune, ma anche nel senso che quello che decide il popolo dovrebbe essere legge

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