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sabato 2 marzo 2013

ABBAZIA DI GLASTONBURY

L'Abbazia di Glastonbury (in inglese: Glastonbury Abbey) è un complesso monastico medievale in rovina della cittadina inglese di Glastonbury (considerata la"culla della cristianità inglese"), nel Somerset (Inghilterra sud-occidentale), fondato nel 712 dal re sassone Ine del Wessex e ricostruito dai Benedettini dopo un incendio (1184) tra il XIII e l'inizio del XV secolo. Nel luogo, sono sepolti vari re sassoni e anche quelli che sono ritenuti i resti mortali di Re Artù e della moglie Ginevra, i quali avrebbero vissuto qui (si dice che Re Artù dormisse sotto i pinnacoli dell'abbazia assieme ai sui cavalieri), in quella che è considerata la mitica Avalon, gli ultimi anni della loro vita.Si troverebbe sempre qui anche il cenobio dove sarebbero morti San Patrizio e Santa Brigida. Il luogo è inoltre legato al famoso "biancospino di Glastonbury", che fiorisce sia a maggio che a Natale e che - secondo la leggenda - sarebbe spuntato dal bastone di Giuseppe d'Arimatea (considerato - sempre secondo la leggenda - il fondatore dell'abbazia), giunto qui intorno al 60 d.C. per convertire i Britanni al Cristianesimo. L'abbazia, chiusa nel 1539 in seguito alla Riforma protestante, ha rappresentato per anni un'importante meta di pellegrinaggio. Robert de Boron, poeta francese della Franca Contea, è la fonte più antica fra quelle che colleghi il Graal a Glastonbury, dove nel V secolo sembra sia stato fondato il primo santuario cristiano in Britannia. Sulle rovine dell'antico e modesto edificio sorse una grande abbazia, distrutta però da un incendio nel 1184. Nel fuoco, oltre che gli edifici annessi, andarono perduti tutti i tesori della comunità (vasellame liturgico, paramenti sacri, preziosi codici miniati). L'immane impegno finanziario richiesto alla ricostruzione si sarebbe potuto affrontare solo con un'opera vasta e capillare di sensibilizzazione. Fra i resti umani rinvenuti nell'incendio (ossa maschili e femminili, fra i quali un enorme cranio con dieci cicatrici) ci sarebbe stata anche una treccia di luminosissimi capelli biondi. Alcuni studiosi ritengono che questi resti potessero appartenere ad Artù e Ginevra, sepolti proprio a Glastonbury. La notizia della scoperta, oltre ad alimentare un considerevole flusso di pellegrini e quindi di denaro (utile per la ricostruzione dell'abbazia) ebbe anche l'effetto di avvalorare il prestigio della corona inglese presso Gallesi e Bretoni. Sta di fatto che poiché la leggenda di Artù contemplava anche il suo trasferimento, ferito a morte, ad Avalon, questo luogo misterioso venne identificato con Glastonbury.

Fonte: Wikipedia

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