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lunedì 19 settembre 2011

TRANSUSTANZIAZIONE E CONSUSTANZIAZIONE

Transustanziazione

Significa passaggio (trans) di sostanza (substantia).  Nell’Eucaristia la sostanza del pane e del vino diventa il corpo e il sangue di Gesù , mentre rimangono immutati gli "accidenti", cioè le specie o apparenze del pane e del vino. Quindi le dimensioni dell’ostia non cambiano, e non cambiano il colore, l’odore e il sapore, poiché tutte queste cose sono accidenti o specie. Cambia invece la sostanza. E lo stesso si dica del vino. Avviene quando il sacerdote pronuncia le parole della consacrazione. Quando il sacerdote ha finito di dire: “Questo è il mio Corpo”, il pane non c’è più, e al suo posto c’è il corpo del Signore, e quando ha finito di dire: “Questo è il mio Sangue”, il vino non c’è più, e al suo posto c’è il sangue del Signore. La transustanziazione prima della Consacrazione e dopo la Consacrazione. Gesù non lascia il cielo, eppure viene a trovarsi realmente sotto le specie del pane e del vino.  È proprio la transustanziazione che rende possibile questo fatto straordinario. Infatti il pane e il vino diventano quel corpo e quel sangue che sono in cielo, diventano Gesù in persona, vivo e vero, che siede alla destra del Padre. Quindi non è Gesù che cambia, o lascia il cielo, ma sono il pane e il vino che in forza delle parole della consacrazione diventano quello stesso Gesù che è in cielo. 

La consustanziazione è una dottrina teologica cristiana, per lo più diffusa in ambito luterano, che, come la teoria cattolica della transustanziazione, tenta di descrivere la natura dell'Eucaristia in termini concreti metafisici. Essa sostiene che nel sacramento eucaristico il pane e il vino al tempo stesso mantengono la loro natura fisica e divengono anche sostanza del corpo e del sangue del Cristo. Differisce dalla transustanziazione poiché quest'ultima afferma invece la reale conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del corpo di Cristo, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo sangue.

Consustanziazione

La consustanziazione è una dottrina sostenuta da una minoranza di Cristiani, fra i quali alcuni Luterani ed alcune Chiese Ortodosse Orientali. Uno dei primi a teorizzare la consustanziazione fu Berengario di Tours (1010-1088), che reintrodusse i concetti di "sostanza" e di "accidente", impiegati da Aristotele nel suo sviluppo critico delle idee del vecchio maestro Platone. Berengario dunque afferma che, se una sostanza scompare, scompaiono anche le sue proprietà, in quanto intrinsecamente legate ad essa: se nell’Eucaristia la sostanza del pane e del vino scomparisse, dovrebbero scomparire anche le proprietà accidentali, come il sapore, l’odore, il colore, ecc; siccome ciò non avviene, le sostanze del pane e del vino devono continuare a sussistere durante la consacrazione. Inoltre, il corpo di Cristo sta nel cielo, e dunque non può essere presente in tanti luoghi quante sono le ostie consacrate, ed inoltre in esse non potrebbe rientrare completamente. Ed allora per Berengario il pane e il vino sono soltanto un simbolo di realtà spirituali, un signum sacrum, un segno visibile che ci permette di afferrare, al di là dell’apparenza sensibile, l’idea della Passione di Cristo. Ma Cristo è morto, nella carne, una volta sola, e dopo la Resurrezione il suo corpo è incorruttibile e dunque non può soffrire ancora. 

Fonte: Wikipedia

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