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mercoledì 14 settembre 2011

IUS PRIMAE NOCTIS

L'espressione latina Ius primae noctis ("diritto della prima notte") indica il diritto di un signore feudale di trascorrere la prima notte di nozze con la sposa di un servo della gleba. Tuttavia non vi sono testimonianze di una sua diffusione nell'Europa medievale e ciò ha portato molti storici a ritenere lo Ius primae noctis come un mito moderno. Se e quanto questa "pratica" fosse diffusa, e in quale misura era adottata dai signori nessuno lo sa con certezza. Si sa però che il servo era legato alla proprietà e per sposarsi doveva chiedere il permesso in cambio di un tributo che, a quanto pare, era la concessione della moglie. Tale diritto è citato in alcuni documenti medievali (lo sposo deve lasciare che il signore giaccia la prima notte di nozze con la sua sposa, o affrancarla con 5 scellini e 4 pfennig) ma, secondo altre tradizioni il servo poteva reclamare la propria sposa pagando una lauta somma in denaro.
Si crede che questo diritto risalga al XVI secolo allorchè Il filosofo scozzese Hector Boece riportò il decreto del re Evenio III secondo il quale "il signore delle terre può disporre della verginità di tutte le ragazze che vi abitano". Una leggenda vuole che Santa Margherita di Scozia fece rimpiazzare lo ius primae noctis con una tassa di matrimonio chiamata merchet. Ma il re Evenio III non è mai esistito...


Per Sguardo Sul Medioevo, Emiliano Amici


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