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domenica 11 settembre 2011

GLOSSARI E VOCABOLARI MEDIEVALI

Il Medioevo è dominato dall'opera monumentale, in venti libri, realizzata nel VII secolo da Isidoro di Siviglia (570-636). Negli Etymologiarum sive Originum libri viginti, Isidoro consegnò ai posteri una summa di tutto il sapere dell'antichità, con un'attenzione particolare alle etimologie, talvolta corrette, talvolta fantasiose, in un tentativo costante d'arrivare alla conoscenza attraverso la spiegazione dell'origine e del significato delle parole. La raccolta d'Isidoro presente in ogni monastero e diffusa attraverso copie manoscritte, ha influenzato tutti i glossatori e i lessicografi medievali e rinascimentali. Altra opera di carattere enciclopedico, in ventidue libri, è il De Rerum naturis o De Universo di Rabano Mauro, arcivescovo di Magonza (784-848), nella quale le voci latine erano tradotte in tedesco o spiegate con altre parole latine.
 Gli etymologica, cioè i repertori d'etimologie che elencavano parole e cose in ordine sistematico, ebbero grande fortuna nel Medioevo. Invece, la consuetudine a concepire veri e propri glossari si trasformerà, col passar del tempo, in elenchi di parole non più concepiti solo come aiuto alla lettura e alla comprensione di testi, ma come strumento pratico per chi doveva scrivere in latino, quando questa lingua non era più parlata. Fa eccezione il Glossario di Monza, risalente al X secolo, destinato a chi, dovendo viaggiare in Oriente, aveva la necessità di conoscere parole e frasi della lingua greca: consiste in una lista di sessantacinque voci italiane provenienti dall'area lombarda, indicanti nomi comuni (parti del corpo, indumenti, animali domestici, giorni della settimana), affiancate alle voci corrispondenti greche e bizantine. Volendo citare i glossari più rappresentativi, andrà ricordato il Vocabulista del grammatico lombardo Papias, che intorno al 1041 compilò un elenco in ordine alfabetico comprendente voci latine seguite da glosse di spiegazione, da definizioni, e da etimologie, fra le quali compaiono talvolta volgarismi, parole proprie della lingua volgare. Famoso e diffuso nel Medioevo fu anche il Liber derivationum o Magnae derivationes di Ugoccione da Pisa (1150-1210), che raccolse centinaia di parole rare mescolate a volgarismi. Dall'Italia settentrionale provengono: il Catholicon, un'enciclopedia di problemi grammaticali e sintattici, comprendente una raccolta in ordine alfabetico di voci latine e volgari di Giovanni Balbi; e il Vocabulista ecclesiastico del savonese di Giovanni Bernardo, consistente in un elenco in ordine alfabetico di voci latine seguite da brevi definizioni in volgare. L'attività lessicografica in Sicilia è testimoniata dal Liber declari o Declarus, vocabolario latino corredato di spiegazioni in volgare siciliano, del benedettino Angelo Senisio abate di San Martino delle Scale (Palermo), scritto probabilmente dopo il 1352. Queste opere si fondavano sulla tecnica dell'expositio – della glossa sinonimico-esplicativa – o della derivatio – basata sul raggruppamento dei termini legati da una comune base etimologica, con l'aggiunta di definizioni rudimentali, etimologie, indicazioni grammaticali, volgarismi. Accanto a tali opere vanno considerati i numerosi glossari latino-volgari redatti tra la fine del XIV e il XV secolo, opere nelle quali venivano registrate soprattutto voci comuni, mettendo a confronto le voci latine con le corrispondenti varianti locali. Fra questi bisogna citare il glossario latino-volgare di Goro d'Arezzo, composto intorno alla metà del secolo XIV; e il Vocabolarium breve latino-veneto del bergamasco Gasparino Barzizza, databile tra la fine del secolo XIV e i primi decenni del XV, i cui vocaboli erano registrati secondo una progressione gerarchica che partiva da Dio e arrivava, dopo le voci riguardanti le parti del mondo ele attività umane, all'uomo e al suo corpo. Raccolte d'altro genere, compilati con intenti pratici, mettevano a confronto lingue diverse: com'esempio si può citare il dizionario veneziano-tedesco stampato a Venezia nel 1477 col titolo Libro el quale se chiama introito e porta, consistente in un vero e proprio dizionario bilingue per mercanti e viaggiatori, con elenchi di parole suddivisi per settore.

Fonte: Wikipedia

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