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venerdì 16 settembre 2011

IL CONCILIO DI COSTANTINOPOLI I

Il Primo Concilio di Costantinopoli, tenutosi tra maggio e luglio del 381, è considerato il secondo concilio ecumenico dalla Chiesa cattolica, Chiesa ortodossa, Chiesa anglicana e Chiesa luterana. Dopo il Concilio di Nicea del 325 che aveva dichiarato eretico l'arianesimo, accusato di negare la divinità di Gesù, tale dottrina tornò in vigore proprio a Costantinopoli per opera del suo vescovo, Eusebio di Nicomedia, che riuscì a convincere i successori dell'imperatore Costantino I ad appoggiare l'arianesimo, rifiutando la linea ortodossa approvata a Nicea e sostituendo i vescovi niceni con vescovi ariani nelle sedi episcopali dell'Oriente.
Inoltre, si era fatta strada una nuova dottrina, denominata Macedonianismo o Pneumatomachia, sostenuta da Macedonio di Constantinopoli, la quale, pur affermando la divinità di Gesù, negava quella dello Spirito Santo.
Questo fu il quadro in cui si trovò Teodosio I quando, nel 379, salì al trono imperiale. Teodosio decise di convocare il primo dei concili che si sarebbero tenuti a Costantinopoli, per dirimere le controversie dottrinali che minacciavano l'unità della Chiesa. l concilio ebbe inizio sotto la presidenza del patriarca Melezio di Antiochia con la presenza di 150 vescovi delle diocesi orientali, dal momento che papa Damaso I non inviò alcun suo rappresentante: tra i principali partecipanti si distinsero i padri cappadoci Gregorio di Nissa e Gregorio Nazianzeno, mentre Basilio Magno era morto nel 379. Il Nazianzeno fu nominato dal concilio vescovo di Constantinopoli e, dopo la morte di Melezio, ne assunse la presidenza fino alle sue dimissioni, causate dalla difficoltà di mediare tra le opposte fazioni, sostituito nell'incarico da Nettario di Costantinopoli. Il principale provvedimento adottato dal primo concilio di Costantinopoli fu la conferma del Credo niceno, con l'introduzione nella sua formula della consustanzialità dello Spirito Santo con il Padre e il Figlio mediante l'espressione: Credo in Spiritum Sanctum qui ex Patre per Filium procedit (Creo nello Spirito Santo, che procede dal Padre e dal Figlio). Con questa aggiunta, che affermava la divinità sia del Figlio (contro gli ariani) sia dello Spirito Santo (contro gli pneumatomachi), il credo niceno fu ribattezzato Credo niceno-costantinopolitano. Il concilio inoltre prese anche i seguenti provvedimenti:

  • condannò l'Arianesimo, il Macedonianismo e l'Apollinarismo (Canone 1).
  • delimitò le province ecclesiastiche, proibendo i titolari di ciascuna di esse di interferire nella sfera di competenza delle altre diocesi (Canone 2).
  • dichiarò Constantinopoli la "Nuova Roma", elevando il suo vescovo alla dignità di patriarca e collocandolo al secondo posto nell'ordine gerarchico dopo il vescovo di Roma (Canone 3).
  • invalidò la consacrazione di Massimo di Costantinopoli a vescovo di Constantinopoli (Canone 4).
  • Il carattere ecumenico del concilio, a cui non prese parte alcun esponente della Chiesa occidentale, fu confermato dal Concilio di Calcedonia nel 451.

Al termine del concilio, l'imperatore Teodosio emanò un decreto imperiale, dichiarando che la Chiesa avrebbe dovuto reintegrare i vescovi che avevano sostenuto l'uguaglianza tra le divinità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.


Fonte: Wikipedia

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