Materia sozza e laida trattata con una sorta di compiacimento, con parole turpi e aspre. Così viene figurato il profeta Maometto, come una botte che ha perduto un pezzo, ma che non appare così tanto rotta e sfasciata come l'anima del fondatore dell'Islam, Si vedono le interiora, il cuore, il fegato, i polmoni, lo stomaco denominato "tristo", che in tale contesto, precisa il Poeta, è lurido e ripugnante. Maometto si "dilacca", quindi si divarica, apre il proprio corpo. Maometto mostra la propria colpa, il suo essere peccatore di fronte a Dio e al Cristianesimo. Le viscere ostentate nel mondo ultraterreno, corrispondono ai suoi stati emotivi, ai moti della sua anima, quali la collera, l'animosità, l'ira, il desiderio, la bramosia, che tanto avevano caratterizzato la sua personalità sulla Terra. Tutti questi sentimenti gli hanno permesso di essere il fondatore della religione islamica. Maometto mostra al Sommo Poeta anche il cuore, il punto simbolico di collegamento con il mondo spirituale che il profeta si è dato la pena di fondare, affinché tutti potessero accedervi. Spaccato dal mento alla fronte, dove i capelli formano il ciuffo, segue Alì, seguace e cugino di Maometto, e suo genero in quanto ne sposò la figlia Fatima: la sua ferita è complementare a quella del suocero, muovendo dallo stesso punto in direzione opposta. Alì ha il capo rescisso e da questo presupposto bisogna considerare il confronto e lo scambio tra il cuore e il cervello. Quest'ultimo è la sede dell'intelligenza e delle sue componenti speculative, ossia le facoltà della ragione. Un vero e proprio passaggio di testimone. Alì, non è solamente colui che creò un ulteriore scisma, essendo il fondatore dell'Islam sciita, ma rappresenta il secondo anello, dopo il profeta, che ha permesso la trasmissione dell'influenza spirituale musulmana. Non a caso la figura del genero di Muhammad, nell'islamismo è sempre associata ad una percezione profonda della dottrina, sulla base di un noto "hadith" che recita: "Io (Maometto) sono la città della conoscenza e Alì ne è la porta". Un passaggio diretto a conoscenze metafisiche, che trovano il loro ingresso nei principii della fede degli sciiti e che rivelano, nel familiare del profeta, la loro fonte di ispirazione e il lascito di un'eredità sacrale. E' attraverso tali esperienze che si depositano e che trovano il loro terreno fertile spirituale, le vie iniziatiche del Sufismo, l'esoterismo islamico.