Il Linguaggio della Divina Commedia
I piani di lettura della Divina Commedia
- un piano allegorico
- storico
- esoterico-alchemico
Veggio il novo Pilato sì crudele,che ciò nol sazia, ma sanza decretoportar nel Tempio le cupide vele.
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Veggio il novo Pilato sì crudele,che ciò nol sazia, ma sanza decretoportar nel Tempio le cupide vele.



| Argomenti | a. Stereotipi della vulgata attuale |
b. Messa a punto della storiografia |
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| 1. | I barbari | 1. Invadono l'impero e lo distruggono. 2. Si caratterizzano per la loro alterità, rispetto al mondo imperiale. 3. Vivono in comunità primitive e semplici, rispetto alla società mediterranea complessa |
Quando penetrano nell'impero sono già abbondantemente latinizzati. Sergi, pp. 8-9 |
| 2. | I barbari | L'organizzazione sociale dei popoli germanici è fondata su sostanziale egualitarismo. Le diverse popolazioni germaniche erano, infatti, abituate a spartirsi il bottino, ma nel contatto con il mondo romano, hanno cominciato a perdere questa loro caratteristica. |
Si tratta di postulati del tutto indimostrabili. Sergi, p.9 |
| 3. | Il feudalesimo | Il feudalesimo è stato abbattuto dalla rivoluzione francese che ha dissolto ogni "residuo medievale". |
Il feudalesimo abbattuto dalla rivoluzione francese (la celebre "piramide feudale") non era quello tipico del medioevo (caratterizzato piuttosto da una struttura a "rete"), ma era un feudalesimo nato da sviluppi ulteriori legati alla nuova Europa degli Stati nazionali. Sergi, p.4 |
| 4. | La curtis | Azienda agricola autarchica. Economia povera e stentata, non produce abbastanza per mettere in modo il commercio |
Questa è un'immagine tipica dell'800. La curtis produce alimenti a sufficienza. La moneta esiste e circola. Sergi, pp. 22, 23, 27 |
| 5. | Servi della gleba | Sono l'emblema della condizione servile del lavoro agricolo Vi sono rare attestazioni di adscripti glebae. Si tratta di una cattiva lettura di Marc Bloch. |
I contadini erano liberi, servi o schiavi: ma non legati alla terra. Sergi, p. 25 |
| 6. | Papato | Dopo Costantino, la chiesa è un potere unico, esteso in tutta Europa. Le eresie rappresentano una rottura di questa unità. Attentano all'unità ecclesiale anche l'anarchia feudale e i processi di autonomia. I papi dell'XI secolo, a partire da Gregorio, lottano per ripristinare l'unità originaria |
Solo dopo il XII secolo il papato si presenta come un potere monarchico. Fino ad allora, i vescovi erano sovrani nelle loro sedi. Sergi, p. 29 |
| 7. | Riforme | Il matrimonio dei preti, la vendita delle cariche, le chiese dei laici sono degenerazioni che i papi riformatori tentano di combattere. |
Costituivano aspetti normali della vita religiosa e sociale del tempo. Vengono messi sotto accusa da Gregorio VII, nel contesto della sua riforma accentratrice. Sergi p. 29 |
| 8. | Concordato di Worms | Segna la vittoria del potere papale (o di quello temporale) a seconda delle interpretazioni |
Vi si stabiliscono forme di gradimento reciproco. Sergi, p. 30 |
| 9. | Vescovi conti | Ottone I li istituisce, per impedire che nei feudi si affermi il principio ereditario. |
Esistevano ovunque vescovi con poteri civili.Gli Ottoni ottengono l'alleanza di quelli più potenti. Sergi, p. 31 |
| 10. | Opulenza dei monasteri | La ricchezza è un'aspetto della degenerazione della vita monastica - originariamente costruita intorno al precetto della preghiera e del lavoro - contro la quale insorge la riforma. |
Erano segno di superiore disciplina spirituale. I benedettini non amavano il lavoro manuale. Sergi, pp. 31-32 |
| 11. | Comuni | Sono gli antagonisti principali dei poteri feudali. In essi si sviluppa la classe borghese. Impongono a Federico I Barbarossa il rispetto delle libertà comunali; rappresentano gli esordi di una italianità (o un'identità lombarda), nei confronti del nemico straniero e centralizzatore. |
L'età comunale non rappresenta un superamento dell'età feudale. I comuni sono immersi in una rete di rapporti feudali e signorili. La lotta contro Federico I non ha nulla di nazionale, borghese o lombardo. La pace di Costanza è un momento di tarda feudalizzazione. Sergi, pp. 33-34 |
| 12. | La libertà comunale | L'aria della città rende liberi. |
Usano strumenti non nuovi di assoggettamento delle campagne. Molto raramente i contadini accolgono come "liberatori" i nuovi dominatori comunali Sergi, p. 35 |
| 13. | Podestà | Erano un potere neutrale, esterno alle rissose famiglie cittadine |
Non si ricorreva al podestà tanto per la sua neutralità, quanto per la sua esperienza in diritto e nell'arte del governo. Sergi, p. 36 |
| 14. | Germani | I "popoli germanici". Il concetto di nazione è frutto dell'elemento germanico |
Un popolo che si chiamava "germani" forse non è mai esistito. I goti non sono germani. Non avevano la sensazione di far parte di un popolo. Pohl, p. 73 |
| 15. | Alimentazione altomedievale | La povera e disperata agricoltura altomedievale. |
Mangiavano più carne che vegetali e, probabilmente, avevano più problemi di colesterolo che di fame. Wickham, p. 211 |
| 16. | La rivoluzione dell'anno mille |
Nuovi strumenti, aumento di produzione, aumento di popolazione ecc. |
Non è vero che le innovazioni abbiano avuto l'effetto di produrre una sorta di rivoluzione medievale dei rendimenti agricoli. Petralia, p-. 297 |
| 17. | Regni medievali | Al termine del periodo di anarchia feudale, si riprendono gli antichi regni |
Non di ricostruzione di ordinamenti pubblici si trattò, ma di vera e propria costruzione di quadri politici fondati su una concezione del potere monarchico sostanzialmente diversa da quella dei cosiddetti regni romano-germanici e da quella dell'impero carolingio. Corrao, p. 321 |
| 18. | Il sacro romano impero | Così si chiama il regno di Carlo Magno, per distinguerlo dall'impero romano. |
A partire dal 1158 cominciò ad essere adoperato il termine Sacrum Imperium. Dunque, il Sacro Romano Impero fu opera di Federico I Barbarossa. Miglio, p. 439 |
| 19 | Modelli di organizzazione famigliare |
L'origine del modello di famiglia allargata e patriarcale, opposta a quella nucleare odierna, è individuabile nel medioevo. |
Nel medioevo prevaleva la famiglia nucleare, o coniugale, molto più simile a quella di oggi. Sergi, p.4 |
| 20. | Frazionamento | Nel frazionamento politico-territoriale del medioevo è rintracciabile l'origine delle civiltà nazionali. |
Immagine elaborata nell'Ottocento. Sergi, p.8 |
| 21. | I franchi | L'invasione "francese" (non definita germanica) del suolo italico porta alla sconfitta dei longobardi. |
In realtà il suolo italico è teatro di un grande conflitto intergermanico in cui prevale il popolo più incline alle integrazioni etniche, pur presentando molteplici aspetti di primitivismo,(lex Salica), rispetto ai longobardi più evoluti. Sergi, p.10 |
| 22. | I vincoli feudali | I vincoli feudali sono l'esito dello smembramento del patrimonio statale e del potere pubblico a favore di un'aristocrazia militare e fondiaria. |
I poteri signorili si sono formati più o meno spontaneamente dal basso e non delegati feudalmente dall'alto. Sergi, p.15 |
| 23. | Medioevo "europeo" o medioevo "nazionale" |
Nel medioevo è rintracciabile quel "mosaico etnico preesistente" rispetto all'età moderna. L'origine etnica delle nazioni è rintracciabile proprio nel medioevo. (Anthony Smith). |
Non si può parlare di medioevo "nazionale" sia perché era molto frazionato, sia perché non c'è nulla di vocazionale nelle linee di ricomposizione che affiorano nei secoli finali. Sergi p.21 |
| 24. | La fine del mondo antico | Il 476 contrassegna l'inizio del Medioevo caratterizzato dal tracollo imperiale di Roma e dal conseguente decomporsi di un'intera civiltà: quella del mondo antico. |
Un'immagine così drammatica appartiene soltanto al mondo occidentale. Vista da Oriente, la caduta dell'Impero d'Occidente, appare piuttosto come una mutazione. Per un altro millennio i sudditi dell'Impero Bizantino avrebbero continuato a definirsi "romani". A. Schiavone p.45 |
| 25. | Il ruolo delle clientele nei popoli germanici. |
Il guerriero che giurava fedeltà al capo doveva poi seguirlo per tutta la vita. |
I guerrieri spesso cambiavano signore secondo le opportunità che venivano loro offerte e le prospettive di successo. W. Pohl p.79 |
| 26. | Il ruolo del re nei popoli germanici. |
A differenza dell'impero, i popoli germanici erano governati da "re". |
Ciò che le nostre fonti definiscono "re" non è un'istituzione fissa ma una designazione data dai romani a vari fenomeni: capi di gruppi locali o di piccole tribù, comandanti di eserciti piccoli o grandi, sovrani di grandi imperi di steppa come Attila, o reggenti di regni potenti sul suolo romano come Teodorico o Clodoveo. W. Pohl p. 79 |
| 27. | Paganesimo, magie e superstizioni | Ogni credenza, rito o pratica delle religioni politeistiche. Religione connessa con pratiche umane volte a controllare la natura: la magia, l'astrologia, l'uso di amuleti e così via. |
Nella recente letteratura si tende a ridimensionare l'entità e la presenza del paganesimo come coerente sistema religioso, e a ridiscutere di conseguenza il carattere di radicale azzeramento delle credenze precedenti attribuito di solito all'azione di evangelizzazione, e alle missioni monastiche in particolare. C. La Rocca p. 121 |
| 28. | Cristianesimo | Il cristianesimo si diffuse in maniera sempre più decisa a partire dal IV secolo, quando divenne religione ufficiale dello Stato. Tale processo portò all'omogenizzazione della cultura e delle pratiche religiose dell'Europa occidentale. |
Risulta inadeguata l'idea dell'avanzata del cristianesimo come un processo senza ostacoli e contrasti. C. La Rocca p. 138 |
| 29. | La fine dell'età carolingia |
Segna il crollo dell'unità imperiale e l'indebolimento dell'autorità politica e la fine della concezione pubblica di quest'ultima. |
Il frazionamento dell'unità carolingia non determinò la fine della concezione pubblica dell'autorità politica, ma l'avvio e l'accelerazione di processi più complessi. Si ebbe la formazione di nuove realtà politico territoriali come da una parte le "signorie", e dall'altra l'individuazione di due aree geografiche e culturali: quella francese e quella germanica. P. Guglielmotti p. 201 |
| 30. | La crisi economica al crollo dell'Impero d'Occidente. |
Questo periodo vide una catastrofe economica generalizzata contrassegnata da una notevole contrazione degli scambi e dell'attività produttiva. |
Non possiamo parlare i catastrofe economica generalizzata. La schiacciante maggioranza della popolazione, fatta di contadini, non avvertì i cambiamenti macro-economici e continuarono a vivere in un mondo tutto sommato immutato. Ch. Wickham p.225 |
| 31. | La curtis | Il modello curtense costituisce il sistema agrario medievale per eccellenza. |
R. Latouche e A. Verhulst (tra 1950-70) hanno dimostrato che il modello curtense ebbe nei fatti una diffusione assai limitata nello spazio e nel tempo, concentrata sostanzialmente in Gallia, in Inghilterra e nell'Italia del Nord solo dopo la metà dell'VIII secolo. C. Wickham p.210 |
| 32. | La schiavitù | Con la caduta dell'Impero d'Occidente, e la diffusione del Cristianesimo, ha fine il modo di produzione basato sul lavoro degli schiavi. |
Nel tardo impero e all'inizio dell'età medievale c'erano ancora molti schiavi, nel senso di uomini e donne senza diritti legali. Per quanto riguarda l'impero romano, poi, bisogna tenre presente che il sistema di produzione basato sul lavoro degli schiavi fu diffuso solo nell'Italia centrale. C.Wickham pp. 208-9 |
| 33. | Il commercio nel 700 | Con l'espansione del mondo arabo il commercio subisce una brusca interruzione. |
Il commercio dei beni di lusso continuò senza interruzione grazie alla vocazione commerciale degli arabi. Il commercio dei generi di consumo di medio livello era già in declino nel V e VI secolo. C.Wickham p. 216 |
| 34. | L'immagine degli arabi | Le rapidissime e fortunate campagne militari costituirono la ragione fondamentale dell'ampliamento del mondo islamico. |
Lo sviluppo era legato all'esistenza di una complessa società stratificata al cui interno funzionari civili e giuristi, mercanti e dotti avevano un ruolo di rilievo. Il commercio rivestiva un ruolo di importanza maggiore, per il consolidamento dell'Impero, dello stesso espansionismo armato. M. Gallina p. 239 |
| 35. | La piramide feudale | I rapporti sociali presenti nel Medioevo possono essere rappresentati attraverso una "piramide" di subordinazioni feudali che dal piccolo signore saliva, passando per vassalli di livello crescente, fino al re. |
I domini signorili non scaturivano da concessioni "feudali" compiuti dal re e dagli ufficiali pubblici, ma erano il prodotto di una evoluzione spontanea. Per questo l'immagine della "piramide feudale" si può applicare semmai ai secoli XII e XIII: ma non al periodo carolingio o a quelli immediatamente successivi. S. Carrocci p.257 |
| 36. | Età signorile-feudale | Nella prima parte del medioevo si forma il sistema feudale; a questo succedono le signorie. |
L'incontro tra signoria e feudalesimo ha luogo solo a partire dall'XII secolo. Potremo parlare quindi per il periodo compreso tra X-XII di "età signorile"perché caratterizzato dalla signoria e non dal feudalesimo. S. Carrocci p.266 |
| 37. | Età buia | Medioevo come periodo caratterizzato da guerre, fame e carestie. |
Ciò si può dire solo dei secoli XIV e XV, i due secoli finali del medioevo, che tuttavia hanno determinato l'immagine che del medioevo si è successivamente consolidata. Le carestie fecero immaginare un medioevo molto più affamato di quanto non fu in realtà. Sergi p.37 |
| 38. | Il monachesimo | I monaci benedettini si rifacevano al principio dell' "ora et labora". Ovvero credevano nella funzione purificatrice dell'attività manuale. |
Non amavano il lavoro se non come condizione indispensabile per consentire la preghiera, non credevano a una funzione purificatrice dell'attività manuale. Sergi p. 32 |
| 39. | Il VII secolo | Secolo di morte, in cui un'Europa cristiana indebolita è soggetta agli attacchi di nuovi nemici, gli Arabi. |
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| 40. | Oscurantismo medievale | Ignoranza, superstizione, oscurantismo, arroganza del potere ecclesiastico appaiono i tratti dominanti di una realtà medievale poi rinnovata dalla riforma di Lutero. |
I polemisti luterani tracciarono, nel XVI secolo, un disegno della storia europea recente centrata sulla questione religiosa, ossia sulla decadenza dell'originaria spiritualità cristiana causata dal papato romano. In tal modo si precisò un'immagine di Medioevo da condannare in blocco e si affermò l'idea di una pressoché totale coincidenza fra il concetto di Medioevo e la storia del cattolicesimo romano. Montanari p. 109 |
A partire da sabato 7 settembre, lo staff di Tesori d’ Etruria è pronto ad accogliere e trasportare i visitatori nel mondo dei Cavalieri...