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Vuoi creare un evento medievale e hai bisogno di un partner affidabile? Ci occupiamo dell'organizzazione, della ricerca degli artisti, location e comunicazione con attività di Social Management e Ufficio Stampa. Sguardo Sul Medioevo è anche Media Partner!

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Sguardo Sul Medioevo collabora con l'ACCADEMIA MEDIOEVO di Lanuvio per la creazione, promozione e diffusioni di eventi medievali. Una realtà eccezionale che vale la pena conoscere!

La Grande Storia dei Cavalieri Templari

Creati per difendere la Terrasanta a seguito della Prima Crociata i Cavalieri Templari destano ancora molto interesse: scopriamo insieme chi erano e come vivevano i Cavalieri del Tempio

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Erbe Mediche Medievali

Come ci si curava nel Medioevo? E' possibile utilizzare metodi antichi ancora oggi? Le ricette di Ildegarda sono ancora attuali? Troverete cure molto interessanti e ancora molto utilizzate tutti i giorni.

venerdì 27 febbraio 2015

58° PALIO DEI SOMARI A TORRITA DI SIENA - DOMENICA 22 MARZO 2015

A Torrita di Siena già si respira l’atmosfera elettrizzante del Palio dei Somari, la prima, grande festa popolare toscana della primavera.  Quest’anno l’imprevedibile sfida sul tufo, nata nell’ormai lontano 1967, andrà in scena il 22 marzo ovvero, come vollero i suoi fondatori, nella prima domenica successiva al 19 marzo, festa di San Giuseppe, patrono dei falegnami e, in generale, simbolo dell’impegno più umile e manuale e anche della capacità artigiana. Ma, come avviene ormai da molti anni, il programma scatterà otto giorni prima della carriera a dorso di ciuco, e, in un crescendo di appuntamenti, porterà fino alla giornata decisiva. Il primo atto ufficiale è appunto rappresentato dalla ufficializzazione del programma degli eventi che diventa l’agenda di una comunità che vive la propria festa popolare con un tale trasporto da non risparmiare praticamente nessuna famiglia. Il “cartellone” si aprirà dunque sabato 14 marzo con due appuntamenti che faranno subito schizzare verso l’alto la temperatura della passione contradaiola. Alle 18,30, nella centralissima Piazza Matteotti, avverrà infatti il Sorteggio dell’ordine di sfilata del corteo storico ma soprattutto delle quattro batterie eliminatorie della cora con lo spettacolo di rievocazione storica “Torrita AD 1358, la fortuna di un Castello”. Subito dopo l’Aperitivo Medievale “Nunc Est Bibendum” apriranno le celebri “taverne”. 
Le cucine delle contrade offriranno i propri migliori piatti, a cominciare da caratteristici antipasti, passando per i pici al sugo, fino ai secondi e ai dolci. La cittadella medievale, illuminata ed addobbata con particolare cura, sarà animata dall’inedito Mercato della Nencia, che raccoglierà artigiani e prodotti in tema con la rievocazione storica, e dalle coinvolgenti esibizioni di artisti di strada, saltimbanchi, mangiafuoco e giullari. Domenica 15 marzo il programma sarà soprattutto caratterizzato, alle 16.00, sempre in Piazza del Comune, dalla Festa dei Giovani Sbandieratori e Tamburini. Si incontreranno così i giovani rappresentanti del Palio dei Somari, del Quartiere Prato di San Quirico d’Orcia, dei Musici Terzieri di Porta Fiorentina e dei Piccoli Sbandieratori e Tamburini Bravio delle Botti di Montepulciano.  Dal lunedì 16 a mercoledì 18 Marzo, epicentro della manifestazione sarà il Teatro Comunale degli Oscuri che, nelle tre serate, ospiterà rispettivamente la cerimonia di premiazione dei ragazzi delle Scuole per il concorso "I ragazzi raccontano il Palio", gli esilaranti giochi tra contrade "Chissà se in contrada si sa" e la serata della Cultura "In - Canta - Oscuri", coordinata dall'Accademia degli Oscuri. Da venerdì 20 Marzo la tensione si farà più palpabile: in occasione delle cene propiziatorie le otto contrade (Cavone, Le Fonti, Refenero, Stazione, Porta a pago, Porta a Sole, Porta Gavina e Porta Nova) presenteranno i propri fantini. Sabato sarà il giorno del banchetto medievale, della presentazione del panno dedicato a San Giuseppe (dipinto quest’anno dal giovane artista Maurizio Rapiti di Città di Castello) e della gara tra gli sbandieratori e tamburini. Infine domenica Palio, 58° della serie, che designerà la contrada che succederà nell’albo d’oro, alla Stazione, trionfatrice nel 2014. 



Torrita di Siena, 20 Febbraio 2015
Commissione Pubblicità – Associazione Sagra San Giuseppe Torrita di Siena





giovedì 26 febbraio 2015

"A KNIGHT'S HONOUR" - EPISODIO 4: "WE WERE THREE NIGHTS AT THE TAVERN"

Guillaume comincia a comprendere la vera natura di Galeazzo. Ed ha un assaggio della sua giornata tipo.

SULLE TRACCE DI ROBIN HOOD


Chi di voi non è appassionato di Robin Hood? Dal primo film della disney ai moderni film, il mito de "il principe dei ladri" ha sempre affascinato grandi e piccini di ogni età. Nel Medioevo Robin Hood era un bandito ma un grande amatore, formidabile arciere e molto generoso, sempre pronto a rischiare di persona per "rubare ai ricchi per dare ai poveri". Un documento ritrovato nella Scuola Eaton e risalente al 1420 dice che "In questi tempi, secondo l'opinione popolare, un certo bandito di nome Robin Hood infestava Sherwood e altre aree dell'Inghilterra rispettose della legge con continue ruberie". Di tour particolari ce ne sono tanti, ma avete mai pensato di prendere i bagagli e visitare i luoghi magici e misteriosi di questo personaggio sulla cui storicità ancora si nutre qualche dubbio? 

La Foresta di Sherwood


Robin Hood riporta alla mente la celeberrima Foresta di Sherwood. Essa si trova nella Contea di Nottinghamshire, in Inghilterra. La foresta vanta un numero vicino ai cinquecento mila turisti da tutto il mondo ogni anno e ospita l'annuale "Robin Hood Festival" ogni estate in cui si ricrea l'atmosfera medievale rievocando i personaggi principali della leggenda di Robin Hood. In questa settimana trovano spazio anche attori travestiti da girovaghi, giullari, alchimisti e mangiatori di fuoco. Luogo cardine della foresta è la famosissima Major Oak (Quercia Maggiore) covo, secondo la tradizione, proprio del nostro amico Robin. Esso è un albero molto vecchio la cui età oscilla tra gli ottocento e mille e cento anni.

Chiesa di St. Mary a Edwinstowe


Edwinstowe è un villaggio situato nel cuore della foresta di Sherwood. Il nome significa "luogo di riposo di Edwin" perchè qui il corpo del re Edwin di Northumbia fu nascosto dopo esser stato ucciso nella battaglia di Hatfield Chase nell'anno 633. Proprio nella chiesa di St Mary, parte integrante del villaggio, Robin Hood e Lady Marian si unirono in matrimonio. (Foto tratta da Wikipedia, Autore Zach Beavers)

Castello di Nottingham

Nottingham Castle Gatehouse.JPG

Il Castello di Nottingham sorge su di una collina riconoscendole quella posizione di difesa tipica dei castelli medievali. Fu rinnovato nel 1067 da Guglielmo I di Inghilterra pochi mesi dopo la Battaglia di Hastings rafforzando una costruzione precedente. Il castello era famoso per la sua particolare collocazione e per essere una perfetta tenuta di caccia. Mentre Riccardo I di Inghilterra era impegnato in oriente con la Terza Crociata, il castello fu abbandonato per poi essere "conquistato", secondo la leggenda, dallo Sceriffo di Nottingham il nemico dichiarato del nostro Robin. Attenendoci ai fatti meramente storici, sappiamo che il castello ospitò uno scontro tra chi sosteneva Giovanni d'Inghilterra e chi no tanto che nel 1194 fu catturato e subito dopo subì un attacco proprio da Riccardo che usò le medesime armi usate a Gerusalemme. La dimora che risale al XVII secolo è la sede di un museo e una casa d'arte. Proprio dinanzi alla chiesa si erge una statua di Robin Hood nell'atto di scagliare la freccia. (foto tratta da Wikipedia, Autore Mango Salsa)

lunedì 23 febbraio 2015

MEDIOEVO DOSSIER - MEDIOEVO IN GUERRA

Luigi IX attacca Damietta.Un viaggio affascinante attraverso gli eventi che hanno rivoluzionato la storia: le invasioni barbariche, le crociate, la Reconquista, le lotte per l’indipendenza, la faida tra guelfi e ghibellini, i conflitti svevo-angioini, le invasioni mongole e ottomane, la guerra dei Cent’anni... L’epopea delle battaglie medievali può essere riletta come un lungo romanzo storico che inizia con la disgregazione di un impero e si conclude con lo scontro tra grandi regni, preludio delle guerre moderne tra superpotenze europee. Numerosi e avvincenti sono i capitoli di questo turbolento racconto: le invasioni barbariche, la Reconquista spagnola contro l’occupazione araba, l’era delle crociate, i trionfi degli imperatori germanici, la nascita dei primi prototipi di Stati nazionali, la faida tra guelfi e ghibellini, le conquiste degli Angioini, l’espansionismo mongolo e ottomano e la celebre guerra dei Cent’anni tra Francesi e Inglesi.Il ricostruire in senso cronologico l’età di Mezzo e la sua complessità politica attraverso gli eventi bellici si rivela un’operazione ardita, ma allo stesso tempo stimolante, perché in grado di scoprire dove nascono i rancori che tuttora risultano radicati nella memoria collettiva di alcune nazioni. Il nuovo Dossier che «Medioevo» dedica alla guerra presenta anche numerosi approfondimenti sulle tattiche militari e sull’evoluzione degli armamenti. Il lettore potrà ammirare splendidi disegni ricostruttivi sulle strategie degli eserciti e sugli equipaggiamenti dei soldati, apprendendo con sorpresa che nell’età di Mezzo a vincere le battaglie, non di rado, furono le truppe peggio addestrate…

Testo tratto da Newsletter di Medioevo.it

CONFERENZA STAMPA " CASTELLI APERTI"‏

Il castello di Bartolomeo Colleoni

Al via domenica 1 marzo la prima giornata dei castelli aperti:  per la prima volta ben 7 comuni della pianura bergamasca  apriranno congiuntamente ai visitatori le porte dei loro castelli, palazzi e borghi medievali. I comuni coinvolti sono Malpaga (Cavernago), Pagazzano, Romano di  Lombardia, Brignano, Cologno al Serio, Urgnano e Martinengo  che ogni prima domenica del mese mostreranno al pubblico  i propri monumenti ed edifici storici. I visitatori  potranno pianificare liberamente il proprio percorso  in base agli orari di apertura.

Pagazzano: visite dalle 9 - 12 e 14.30 - 18.30
Malpaga:  visite dalle 10.00 alle 18.00
Martinengo: una visita alle ore 10.30
Cologno al Serio: una visita ore 10.30
Romano di Lombardia : una visita ore 15.30
Urgnano: visite dalle 15 alle 17
Brignano Gera d'Adda: visite dalle 15 alle 17

Ogni visita durerà circa un'ora. Prenotazione non obbligatoria, consigliata per gruppi numerosi. 

domenica 22 febbraio 2015

IL PRIORATO DI KIRKLESS: LUOGO DI SEPOLTURA DI ROBIN HOOD?


Il Priorato di Kirkless è un monastero cistercense che si trova a Clifton nel West Yorkshire. Il convento è dedicato alla Vergine e fu fondato da Reiner The Fleming nel 1155 durante il regno di Enrico II. Tra il 1306 e il 1315 le suore del convento furono investite da scandali tanto che intervenì anche l'arcivescovo di York William Greenfield descrisse alla priora di alcuni "incontri particolari" tra Alice Raggid, Elizabeth Hopton e Hoan Heton. Nonostate la Dissolution of the Lesser Monasteries Act del 1535, il monastero non venne chiuso ma rimase attivo come luogo di culto e ricettivo. Il  convento è legato alla leggenda di Robin Hood: sembra che nel bosco nei pressi del fiume Calder ci possa essere la sua tomba su cui è scritto:

Robert Earl of Huntingdon
Lies under this little stone.
No archer was like him so good;
His wildness named him ROBIN HOOD.
For thirteen years, and something more,
These northern parts he vexed sore.
Such outlaws as he and his men
May England never know again.

 Robert Duca di Huntingdon 
Giace sotto questa piccola pietra
Nessun arciere fu pari a lui
Per la sua natura fu detto ROBIN HOOD.
Per tredici anni e più
Queste terre del nord egli rese aride.
Fuorillege come lui ed I suoi uomini
Possa l’Inghilterra non vederne più.

LA MADONNA DEL POZZO: LA PICCOLA LOURDES NEL CUORE DI ROMA

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Chi l'avrebbe mai detto: la città della Superbia per eccellenza ha una piccola Lourdes proprio nel suo cuore, stiamo parlando della Chiesa di Santa Maria in via. Ci troviamo nei pressi di largo Chigi proprio dietro la Galleria Alberto Sordi. In questo punto di Roma in cui il rumore delle macchine, lo smog e i clic dei fotografi fanno da padroni, sorge la piccola chiesa a dire il vero neanche molto conosciuta. La leggenda ci racconta che questa chiesa nacque dopo un miracolo. Anno Domini 1256 e dove ora sorge la chiesa in quel periodo era presenta una stalla che faceva parte dei poderi di un cardinale con un piccolo pozzo. Si racconta che a settembre un servo del cardinale fece cadere un'icona della Vergine dipinta su di un una tegola di terracotta proprio nel pozzo (non si sa se volontariamente o meno). Poco dopo il livello dell'acqua aumentò inesorabilmente fino a straripare inondando la stalla: i cavalli iniziarono ad innervosirsi e gli stallieri iniziarono a cercare di portare gli animali al sicuro. Subito dopo si iniziò a capire il perchè di questo strano fenomeno e costruirono dei canali di scolo atti a liberare la stalla il più velocemente possibile. La notte, durante le procedure di recupero della stalla, un uomo notò una pietra che galleggiava a filo dell'acqua ed era proprio l'immagine che era finita nel pozzo poco prima! Il miracolo fu chiaro: il pozzo aveva rimandato in superficie l'effige perchè evidentemente non era destinata a giacere in fondo al pozzo stesso. Ma, come se non bastasse, tutti i tentativi di recupero andarono in fumo perchè la tegola sgusciava via a tutti coloro i quali provassero ad portarla fuori dalle acque. A questo punto, gli uomini svegliarono il Cardinale Pietro Capocci che corse nella stalla e, vista l'immagine, corse verso di essa riuscendola a prendere...a questo punto le acque si ritirarono immediatamente. Sconvolto, Capocci andò da papa Alessandro IV per raccontargli quanto accaduto e dopo aver fatto tutte le ricerche del caso il miracolo fu dichiarato e fu deciso di costruire una chiesa che contenesse il miracoloso pozzo. Oggi si usa bere un piccolo bicchiere di acqua miracolosa in cambio di una semplice offerta o addirittura imbottigliarne un po' da portare a casa. E' stata costruita nei tempi una vasca con un rubinetto e troverete l'inserviente della chiesa che vi farà assaggiare un po' di buona acqua. 

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "IN CRUCIS VIA"...SEGRETI E RACCONTI SUI TEMPLARI MAI SVELATI PRIMA

Massa Lombarda, Ravenna, si terrà sabato 28 febbraio ore 16.00 presso la Casa Museo Grecò la presentazione del *In Crucis Via*; Questo libro è il frutto di alcune scoperte effettuate dall'autore, maestro Edoardo Grecò legate a simboli scolpiti su portali di antiche chiese e commende e alla presenza di un osservatorio solare sperduto tra storia e leggenda dell'antico Ordine Templare. Il segreto di alcuni personaggi poco conosciuti ma tassello importante nella rinascita culturale e spirituale dell'Europa. Durante la loro epoca – l'Ordine fu fondato nel 1119 – si credette che i Templari fossero entrati in possesso di qualcosa di enorme potere ed importanza, qualcosa che, qualunque sia stata la sua reale natur...a, quasi certamente contribuì all'improvvisa e tragica distruzione dell'Ordine, avvenuta nel 1307. Prima di quel momento, i Templari costituivano una delle più potenti organizzazioni del mondo. In realtà, i templari non scomparvero del tutto, ma furono accolti in altri Ordini o continuarono ad operare sotto altri nomi, custodi di una conoscenza esoterica di straordinaria importanza per il mondo intero. Alla presentazione, organizzata dal Priorato dell'Emilia Romagna della Confraternita Internazionale di Volontariato dell'Ordine dei Cavalieri Templari Cristiani Jacques De Molay interverrà: fr. Massimo Maria Civale Gran Priore Internazionale della Confraternita Templare , il Gen. dei Corpi Sanitari Internazionali Angelo Schiano di Zenise, lo stesso autore Maestro Edoardo Grecò ed alcuni dignitari e cavalieri Templari. 

IN CRUCIS VIA* -segreti e racconti dei templari ...mai rivelati prima....note dal codice ave, per partecipazione ed informazione 334.5383209 - cavaliericristiani@libero.it
Casa Museo Grecò - Massa Lombarda -Ravenna



giovedì 19 febbraio 2015

"A KNIGHT'S HONOUR" - EPISODIO 3: "HOW TO BE A GOOD HOST"

Dopo un brusco risveglio, Galeazzo incontra il giovane cavaliere Guillaume. E farà di tutto per fare bella figura con il suo giovane ospite.

martedì 17 febbraio 2015

IN VENDITA I MUSEI DELL'EUR PER...LA NUVOLA DI MASSIMILIANO FUKSAS

L'amministrazione capitolina è allo sbando totale e questo ormai è sotto l'occhio di tutti; Mafia Capitale è stato l'ovvio che finalmente è uscito fuori e i 20 mila euro spesi dal comune per cambiare il logo togliendo SPQR per mettere Rome&You manco fosse una tariffa telefonica è solo il colpo di grazia alla cultura e all'immagine di una città devastata. Siamo all'Eur, un quartiere nato durate il ventennio fascista che è stato oggetto di studio per generazione di architetti: ho la fortuna di abitarci vicino e posso garantire sul suo fascino intramontabile e che è devastato da due costruzioni che non vedranno mai fine, un acquario e una nuova...si...la famigerata Nuvola di Massimiliano Fuksas un famoso architetto monteverdino, di quelli che definiremo radical-chic. Fermo restando che la nuvola è di una bruttezza indiscutibile, almeno a mio gusto passo a raccontarvi cosa succede a Roma, voi non lo sapete perchè i TG non dicono nulla. Il dott.arch. Massimiliano Fuksas vinse il bando per la progettazione del Centro Congressi nel lontano 2000 e nel 2003 Centro Congressi S.p.A. firmò una concessione trentennale. 
Nel marzo del 2007 fu messa la prima pietra alla nuova costruzione, era l'11 dicembre del 2007 e il costo iniziale era di ben e dico ben 275 milioni di euro ma, "stranamente", in tutti questi anni il corso ha superato i 413 milioni. Come sempre in questi casi il Governo, che non ha soldi per i pensionati, allarga i cordoni della borsa e presta 100 milioni di euro (ma non garantisce una giovane coppia che si vuole comprare una casa da magari 150 mila euro) al Comune di Roma in difficoltà di Bilancio, è come se io mi entrassi in una banca a chiedere un mutuo senza garanzie, neanche mi fanno sedere e mi mandano a quel paese. L'obiettivo era uno: inaugurare la Nuvolona di Fuksas per l'Expo 2015 ma, guarda caso, anche questo lavoro non vedrà la luce, diciamo che la nuvola è la Salerno-Reggio Calabria delle costruzioni. Come salvare il tutto? Non sono bastati in tutto 753 milioni di investimento infruttuoso ergo servono denari fruscianti, e dove prenderli? Semplice...dalla vendita del bene pubblico...veniamo a noi...(scusate per la lungaggine ma non tutti sono di Roma...). Per completare il progetto Fuksasiano verranno venduti il Museo Pigorini, il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari, il Museo dell'Alto Medioevo e anche l'Archivio di Stato. Stiamo parlando di quattro edifici storici per la città di Roma, non c'è scuola romana che non ha organizzato una gita al "Pigorini". Dalla vendita, la società Eur S.p.A conta di fare circa 300 milioni di cui 50 se ne andranno per la Nuvola e BEN 180 per coprire i debiti bancari, senza contare i 70 per quelli della società. Lo stato (quindi noi popolo dei 1000 euro al mese o delle partite iva) pagherà l'affitto non più a Eur S.p.A. ma a chi comprerà gli immobili. Vi posto alcune immagini della Nuvola di Fuksas e guardate voi se è giusto SVENDERE alcuni dei musei più belli di Roma e non solo per un'accrocco futuristico che non vedrà la luce se non, a detta loro, nel 2016? Quanti alloggi popolari si sarebbero costruiti con la stessa cifra utilizzata per la Nuvola? Ragazzi, ve lo giuro...ho lavorato lì vicino per anni, è davvero senza parole, ma attenzione, la colpa non è di Fuksas ma è del Comune e dello Stato che ancora non hanno detto dove diamine sono finiti questi 753 milioni di euro.

lunedì 16 febbraio 2015

"LA COLOMBA E I LEONI - LA TERRA DEL TRAMONTO" LIBRO DI MARIA CRISTINA CAVALIERE

Si è svolta venerdì 16 gennaio presso l'Enoteca Letteraria Archeologica e Barocca di via delle Quattro Fontane a Roma, la presentazione del libro di Maria Cristina Cavaliere intitolato "La Colomba e i Leoni - La Terra del Tramonto". Ha moderato la discussione Emiliano Amici di Sguardo Sul Medioevo. La serata è stata molto piacevole anche perchè il testo di Maria Cristina Cavaliere è estremamente attuale; abbiamo fatto un rapido accenno ai templari e al contesto storico e culturale in cui il testo è ambientato.

Quarta di copertina

Nell’anno di Nostro Signore 1095, corrispondente all’anno dell’Egira 488, e dopo l’appello di papa Urbano II, gli eserciti dei principi cristiani si preparano a fluire da ogni parte d’Europa per mettere a ferro e fuoco il Vicino Oriente in nome della fede. Le esistenze di diversi personaggi, nemici per razza e religione, sono così destinate a intrecciarsi in maniera indissolubile. Un vecchio medico e seguace sufi parte dai pressi di Damasco per recarsi nella “terra dove il sole tramonta”, il lontano Marocco, e iniziarvi una missione singolarissima. Il cavaliere fiammingo Geoffroy de Saint-Omer è costretto ad abbandonare tra i normanni di Sicilia il suo unico, adorato figlio. Un irrequieto principe e cacciatore di leoni chiede allo zio, sovrano dell’impero musulmano almoravide, una nave per assaltare e saccheggiare le coste dei cristiani nel Mediterraneo. Passato, presente e futuro di popoli e individui scorrono in un unicum inscindibile, sotto lo sguardo sofferente di un giovane schiavo con una maschera d’oro sul volto. Pur tormentato dalle visioni, anch’egli si prepara ad affrontare il suo orgoglioso Amir. Sarà uno scontro dove combatteranno fra loro l’ultima, la più dolorosa delle battaglie; e dove sarà rivelato il più terribile dei segreti.



Estratto dal romanzo – Dopo la presa di Gerusalemme avvenuta nel 15 luglio 1099 da parte degli eserciti crociati, i musulmani cercano di riorganizzarsi. Tra loro, è il principe maghrebino Ghassan ibn Rashid. Sulla piana di Ascalona, all’alba l’accampamento musulmano è colto di sorpresa da un attacco improvviso.


La terra del tramonto. La colomba e i leoni. Vol. 1D’un tratto, dalla nuvola di polvere grigiastra da cui erano emersi gli arcieri, dissoltisi nel frattempo, cominciarono a provenire sordi grugniti d’animali e, prima che il giovane potesse rendersi conto di quel che accadeva, una nuova compagine, stavolta armata di corna e zoccoli, ne emerse come una valanga. Mandrie di cavalli, bovini, greggi di pecore e capre, in un concerto assordante di muggiti, grugniti, belati, in uno scalpitio infernale di zoccoli, si precipitarono a testa bassa contro i musulmani. Il giovane guerriero comprese al volo l’astuzia dei cristiani, che avevano liberato contro di loro il frutto di razzie precedenti: mandrie di cui avevano massacrato, o preso prigionieri, i pastori. Ghassan si vide sfilare ai lati tori e capre, che galoppavano come impazziti, e prese a mulinare la spada a destra e a sinistra per allontanare i capi più grossi e possenti, quelli che minacciavano di infilzare con le corna la pancia del suo cavallo, per rovesciarlo e calpestarlo insieme con lui. Aveva, nondimeno, l’occhio fisso su quella nuvola torbida e opaca, come in attesa d’una rivelazione: l’esercito nemico era ormai vicinissimo e l’impatto imminente. Il destriero scartò di lato, e il giovane lo trattenne, stringendo la briglia al petto, mentre, all’intorno, i compagni ancora erano intenti a schivare la mandria impazzita. Molti erano già appiedati, e si stringevano tra loro, spalla a spalla, a reggere l’urto di quella furia, i piedi invischiati nell’impasto di polvere mista a sangue degli animali caduti, le spade levate a compierne scempio. Furono quindi i suoi occhi a scorgere per primi l’esercito invasore. Lo vide emergere come da una visione, indistinto nella nuvola di polvere e calore, le armature opache, coperte da quel velo impalpabile, mentre a tratti, dagli scudi, bagliori si levavano, accecandolo. Li scorse mentre avanzavano compatti, i fanti innanzi a tutti, la cavalleria ai lati; e, in lontananza, due ali si disegnavano indistinte, rivelate solo da fiochi baluginii. Levò la mano ad allontanare il riverbero, il cavallo che s’impennava, furente. Poi il suo sguardo spazzò la piana e, finalmente, li scorse con chiarezza. Vide lunghe chiome fluenti, barbe dorate, carnagioni color latte o arrossate dal sole; e lo scintillio delle lame, le croci cucite sul petto e sui mantelli. Cavalcavano al seguito di quelle mandrie di animali, da essi stessi liberati, con moto leggero, quasi elegante, come se, a causa di quella nuvola di polvere cinerina, essi non poggiassero gli zoccoli dei cavalli, o dei calzari, sulla terra, ma avanzassero sopra un tappeto invisibile e compatto che li sosteneva a un palmo dal suolo. Sembravano aerei, allegri, come impazienti di partecipare a una danza, e Ghassan intravide i loro occhi chiari, sotto gli elmi, e gli parvero appartenere a creature ultraterrene. Lo sgomento lo attraversò con un lungo brivido… e in quel momento avvenne l’impatto, con il fragore di mille fulmini e tuoni che si abbattono tra le foreste e contro il fianco di una montagna.

BookTrailer



domenica 15 febbraio 2015

"IL PITTORE DEGLI ANGELI" - NUOVO LIBRO DI MARIA CRISTINA CAVALIERE

Il Pittore degli AngeliL’azione inizia a Venezia nel 1560, sul finire di un secolo devastato da guerre e grandi cambiamenti storici e religiosi. In quel tramonto, il pittore veneziano Tiziano Vecellio è colto nel suo studio, davanti all’abbozzo di una tela, “intento ad osservare, con gli occhi del viso e della mente, in piedi e con le braccia incrociate sul petto, ciò che aveva steso a gran colpi di pennello, come se avesse un nemico capitale dinnanzi”. L’autoritario, disincantato Maestro, ormai settantenne, attende la visita di un misterioso artista di nome Lorenzo che, appena giunto a Venezia, ha già molto fatto parlare di sé ed è stato soprannominato il pittore degli angeli per la maestria con cui dipinge le creature ultraterrene. In lui Tiziano percepisce un pericolo per la sua fama e, di conseguenza, la sua ricchezza, così faticosamente conquistate al servizio di principi, papi, nobili. Oltre ad eccellere nel suo campo, egli è soprattutto un uomo di potere, che esercita in maniera occhiuta grazie ad una rete di relazioni sociali e politiche intessute nella sua città d’adozione. Il pittore degli angeli si presenta, rivelandosi come un giovane talentuoso, ma povero, illetterato, ingenuo. Non sembra essere, Lorenzo, il rivale tanto temuto. Il potente Tiziano s’affeziona, lo prende sotto la sua ala protettrice: gli schiude numerose porte, gli fa avere importanti commesse, agevola il suo sentimento per Caterina, la fanciulla muta figlia di un mercante. Lorenzo, difatti, non possiede solo l’eterea dolcezza degli angeli che dipinge, ma è anche bellissimo come loro, e l’affetto paterno del Maestro si colora di venature erotiche. Lorenzo il pittore degli angeli non è, però, ciò che sembra… ed è il custode di segreti sconvolgenti e di un passato terribile, rimosso nelle profondità della sua mente. Così, ancora una volta l’infallibile intuito di Tiziano ha colto nel segno: l’arrivo del giovane, difatti, sarà destinato a stravolgere la vita artistica ed affettiva del pittore e dell’uomo e ne ribalterà le acquisite certezze. In un crescendo drammatico a colpi d’arte suprema, accanita rivalità, irruzioni del trascendente, il duello tra Tiziano e Lorenzo si sposterà da Venezia a Bergamo, e poi ancora a Venezia, fino all’inatteso, doppio finale che concluderà la partita.




Estratto del testo - Tiziano vede la Perfezione. L’ira del Maestro.

S’era recato alla chiesa dei Crociferi, vicinissima a casa sua, di proposito, poiché aveva appreso per bocca dello stesso Lorenzo che il Priore del monastero gli aveva commissionato una pala d’altare, e che egli stava ultimandola. “Sarebbe la prima volta che lo vedo dipingere sul luogo,” aveva pensato il Maestro, “e, a voler esser sinceri, delle sue tele vidi solo quella piccola Natività che mi portò quando venne a San Canciano. Vediamolo, dunque, all’opera,” e il fatto che, fra qualche giorno, la pala sarebbe stata terminata, e l’occasione sarebbe dunque sfumata, lo aveva portato ad uscir di casa senza altri indugi.
“V’è qui il giovane che chiamano il ‘pittore degli angeli’,” gli disse, infatti, il Priore, che, saputo del suo arrivo, si era fatto incontro con sollecitudine nella penombra della chiesa. “Si trova in sagrestia, a terminare una pala d’altare che gli abbiamo commissionato,” confermò, e Tiziano si dispose, lietamente, a far visita a Lorenzo, per osservarlo mentre lavorava, ma anche colmarlo delle sue attenzioni. Avanzò in solitudine lungo la navata di sinistra, passando di penombra in penombra, fino ad arrivare alla soglia della sagrestia e, là, arrestarsi dinnanzi alla scena che gli si presentava. Davanti ai suoi occhi e al centro della stanza, erano il pittore e la sua tela, e la luce, che spioveva dalla finestra della sagrestia, tagliando nettamente l’ombra, li eleggeva entrambi. Non visto, Tiziano osservò a lungo il profilo del giovane pittore e notò ch’egli dipingeva con gesti lenti, rallentati, eppure sicuri, soffermandosi con lo sguardo sull’immagine sacra che andava dipingendo, con amorosa attenzione, poi abbassandolo sulla tavolozza che reggeva con la mano sinistra, e qui immergeva il pennello nel colore ed il suo capo si chinava, sostava come fosse assorto, indorato dalla luce, posata su di lui come una carezza, poi lo rialzava verso la tela: dipingeva come se pregasse. Della tela non riusciva a scorgere che una chiazza di colore, posta com’era di sghembo rispetto a lui, e qui Tiziano mise un piede avanti per entrare ed esaminarla da vicino… e per un attimo, un attimo soltanto, Lorenzo volse il capo in direzione della soglia, forse a causa d’un rumore che l’inatteso visitatore aveva prodotto; ma, fosse stato per l’ombra densa in cui la navata era immersa, o per la luminosità della sagrestia, gli occhi celesti del giovane, abbagliati, sembrarono non scorgere il vecchio Maestro, e si volsero, nuovamente, al lavoro.
Tiziano varcò la soglia, fece pochi passi, ancora inavvertito, andò a mettersi alle spalle di Lorenzo... e rimase pietrificato. Davanti a lui, s’ergeva un’enorme pala d’altare – con una Madonna assisa in trono e il Bambino in grembo, circondata da vescovi e da santi, tutti in grandezza naturale – e, in un lampo, il Maestro incontrò gli occhi della Vergine, neri come un pozzo senza fondo, e tremò da capo a piedi... quegli occhi sembrava possedessero la scintilla della vita, anzi, la Madonna guardava proprio lui, ella respirava... viveva... ! Dio mio, che orrore! Con un urlo strozzato si strappò da quella vista, corse fuori dalla sagrestia, si rifugiò, tremante, dietro un pilastro. Subito, sentì accanto a lui la presenza di Lorenzo, che, accortosi di lui e della sua fuga, aveva posato tavolozza e pennello e gli era andato dietro. “Avete fatto voi quello?” gli sussurrò, sconvolto, Tiziano e, così chiedendo, concitato, gli aveva afferrato il braccio destro e l’aveva stretto con vigore. “Non vi piace?” gli chiese il giovane, invece di rispondergli. “Non v’ha aiutato nessuno? È tutta opera vostra?” chiese ancora, il vecchio Maestro, e sembrando, così, la conversazione, un rimbalzare di domande che si rispondevano. “Sì, è opera mia,” rispose, finalmente, Lorenzo. “La Natività che mi avevate portato era cosa ben diversa. M’avete ingannato!” proruppe d’un tratto, furente, Tiziano. “Vi dissi che era opera di bottega, e che l’avevo fatta quando ero poco più che un bambino,” replicò, stavolta, Lorenzo, “e, nel frattempo, non ebbi modo di mostrarvi altro. V’avevo invitato più volte a venire a casa mia, ma mi diceste che raramente lasciate San Canciano.” Le voci risuonavano, nel silenzio della chiesa, come brevi colpi d’arma da fuoco soffocati, fra l’ombra e la luce delle colonne, l’una concitata e furente, l’altra sbigottita e addolorata, fino a quando, senza più fiato per la collera, il vecchio Maestro volse le spalle al giovane pittore e, con passo incerto, andò verso l’uscita. 
Sentì Lorenzo dire, a voce appena più alta: “Comprendo che non vi piace quel che dipingo, o la maniera con cui dipingo.” In due falcate, allora, il Maestro gli fu di nuovo accanto, e gli afferrò la testa fra le mani, con una violenza ch’era quasi brutalità, come se avesse voluto stritolarla, e avvicinò il volto giovane e dolce al suo viso, che in quel momento era stravolto di rughe e d’ira; poi, con altrettanta violenza, lo lasciò, mandando Lorenzo ad urtare, con la schiena, contro il pilastro, e uscì in fretta dalla chiesa.

Ringraziamo per la condivisione l'autrice Maria Cristina Cavaliere



sabato 14 febbraio 2015

TUTTI A TAVOLA CON I CAVALIERI TEMPLARI

I cavalieri templari sono uno degli ordini cavallereschi più controversi e misteriosi della Storia, e fiumi d’inchiostro sono stati sparsi sia sulla loro irresistibile ascesa in potenza e ricchezza, sia sulla tragicità con cui furono annientati ad opera di Filippo il Bello di Francia. La loro leggenda si mantiene inalterata generando nuovi miti, con altrettanti romanzi e film di vario spessore. Dopo la conquista di Gerusalemme ad opera dei crociati, avvenuta nel 1099, il flusso dei pellegrini cristiani si era molto intensificato. Si necessitava quindi la presenza di un corpo armato che li proteggesse lungo i pericolosi itinerari del tempo. È pur vero che all'epoca della fondazione dell’ordine esistevano altri ordini cavallereschi, ma l'assoluta novità nei templari derivava dal connubio tra due figure contrastanti: quella del religioso che seguiva una regola monastica e contemplativa, e quella del combattente. Il Tacuinum templare redatto da Alex Revelli Sorini e Susanna Cutini, e pubblicato dalla casa editrice Ali&No ci permette di gettare uno sguardo interessantissimo sulla loro alimentazione, quanto mai sana ed equilibrata in un’epoca in cui le classi alte della società feudale si cibavano prevalentemente di carne ed erano sregolate a tavola nel mangiare e nel bere, e ci restituisce il ritratto non solo di rudi guerrieri, ma anche di attenti commensali che seguivano un galateo ante litteram. Il libro si apre con una breve storia dell'ordine, e riprende i punti della Regola relativi all'alimentazione. Suddivise non solo secondo la tipologia di portate, ma anche nelle sezioni dedicate alle precettorie d'Occidente e d'Oriente, le numerose ricette proposte nel libro sono state ricostruite dagli autori sulla base dei punti che si occupavano dell’alimentazione, e degli inventari redatti dai delegati di Filippo il Bello durante l’annientamento dell’ordine. In quanto monaci, i templari mangiavano riuniti nel refettorio della commenda (o casa templare principale), davanti a tavole apparecchiate con una tovaglia bianca, tranne il Venerdì Santo quando mangiavano sul nudo legno in segno di devozione e rispetto. Usavano il cucchiaio per zuppe e minestre, e il coltello per le carni, e prendevano i loro pasti in silenzio, o rivolgendosi l’uno all'altro sottovoce, se necessario, e ascoltando le Sacre Scritture. Anche quando erano in viaggio, dopo aver montato l’accampamento, si recavano alla tenda per la distribuzione dei pasti mantenendo grande ordine. Del resto non è un mistero che i cavalieri templari fossero delle micidiali macchine belliche per compattezza e disciplina, e non fa quindi meraviglia che applicassero la stessa precisione anche nel loro modo di regolare i pasti. A tavola il posto d’onore era destinato al pane, e i templari consumavano legumi come fornitura proteica, pesce d’allevamento se la commenda non sorgeva vicino a corsi d’acqua, verdure fresche dell’orto, frutta dal frutteto o dal bosco, uova dal pollaio, latte e formaggi di loro pecore e capre. Il maiale era tenuto in gran conto, pur limitando al consumo di carne a tre volte alla settimana (in quanto monaci, ma anche guerrieri, la carne era essenziale per la loro dieta). Una curiosità: la caccia era proibita, come da regola monastica. Il vino derivava dai numerosi vigneti dell’ordine. Molto prima di noi, si può ben dire che i cavalieri templari applicassero la sana abitudine del cibo “a chilometro zero”, visto che ogni commenda si sostentava con i prodotti della terra e delle fattorie ad essa sottoposte. Nelle precettorie o commanderie d’Oriente, i piatti erano inoltre insaporiti con le spezie, vero e proprio “oro” gastronomico in Occidente, ma anche con fiori e frutta secca, e risentivano delle influenze della cucina araba. Sembra che l’invenzione della pasta secca, ad esempio, fosse di derivazione islamica per poter conservare la pasta in un clima dove gli alimenti si deteriorano molto rapidamente. Un altro esempio consiste nella ricetta del marzapane per confezionare quei dolci coloratissimi così popolari in Sicilia e la cui parola parrebbe originata dal termine arabo “marzaban” per indicare la scatola di legno contenente il dolce. In conclusione, le ricette proposte sono tutte facilmente sperimentabili e, in questo modo, avremo davvero la sensazione di sederci a tavola con dei commensali vestiti di bianco, la croce rossa sul petto e sulla spalla sinistra del mantello, e la spada al fianco. Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam.  

Buon appetito a tutti!

Articolo di Maria Cristina Cavaliere del blog http://ilmanoscrittodelcavaliere.blogspot.it/
Immagine di copertina tratta dal sito www.alienoeditrice.net

giovedì 12 febbraio 2015

"A KNIGHT'S HONOUR" - EPISODIO 2: "A SON TO BE PROUD OF"

Ogni famiglia ha la sua pecora nera. E Francesco degli Amedei sembra intenzionato a nascondere la "vergogna della famiglia"...

martedì 10 febbraio 2015

SCRIPTORIUM FOROIULIENSE, A RAGONA NUOVO CORSO BASE DI CALLIGRAFIA

Scriptorium Foroiuliense

Inizierà il 17 febbraio alle ore 20 presso la sede didattica di Ragogna (UD) il nuovo corso base di calligrafia organizzato da Scriptorium Foroiuliense, la scuola italiana di amanuensi fondata nel 2012. Le lezioni, da due ore ciascuna, proseguiranno ogni martedì e giovedì, fino al 12 marzo quando gli aspiranti amanuensi sosterranno la prova di ammissione al livello successivo. Durante il percorso didattico i partecipanti potranno avvicinarsi alla tecnica di scrittura con calamo, piuma d'oca e pennello, impareranno a realizzare gli strumenti dell'amanuense (temperare la penna d'oca e preparare gli inchiostri naturali), riceveranno nozioni teoriche e pratiche sull'arte della calligrafia e della realizzazione delle miniature. È inoltre prevista anche la visita al Castello di Ragogna presso il quale Scriptorium Foroiuliense ha allestito l'Opificium Librorum, il museo dell'amanuense, dove proveranno a realizzare la carta fatta a mano. Per il costo e il modulo di iscrizione e per ogni altra informazione relativa al corso si può contattare l'associazione tramite email: marketing@scriptoriumforoiuliense.it

QUINTO APPUNTAMENTO CON "MEDIOEVO IN LIBRERIA" - SABATO 14 FEBBRAIO 2015


Sabato 14 febbraio 2015 si svolgerà il quinto appuntamento con “Medioevo in Libreria 2014-2015″, ciclo di conferenze, eventi e visite guidate organizzato dall’Associazione Culturale Italia Medievale in collaborazione con il Civico Museo Archeologico di Milano. Questo il programma della giornata:
Ore 11,00: Milano e il Medioevo della santità: Visita guidata alla Chiesa di Santa Maria Incoronata e Biblioteca Umanistica. Costo 5 euro: Ritrovo davanti all’ingresso in Corso Garibaldi 112. A cura di Mauro Enrico Soldi.
Nel pomeriggio, presso la Sala Conferenze del Civico Museo Archeologico di Milano (Ingresso da Via Nirone, 7):
Ore 15,30: Medioevo Movie. Viaggio nel Medioevo filmato. Proiezione del documentario: Il Pavimento Musivo della Cappella Palatina a Palermo. A cura di Italia Medievale.
Ore 16,00: Marina Benedetti, Università degli Studi, Milano: I margini dell’eresia.
Marina Benedetti è professore associato di Storia della Chiesa medievale e dei movimenti ereticali e di Storia del cristianesimo presso l’Università degli Studi di Milano. Si occupa di eresie, di inquisizione, di santità, di storia dei frati Minori e Predicatori, di storia delle donne, della cultura e della trasmissione e conservazione dei manoscritti inquisitoriali nel medioevo e nella prima età moderna. Un iniziale ambito di ricerca riguarda l’avventura religiosa dei devoti e delle devote di Guglielma di Milano.
Attualmente sta lavorando ai seguenti temi e progetti:
– Dolcino da Novara; Eresia e crociate; Valdesi medievali; Erudizione e inquisizione; Conservazione e trasmissione dei manoscritti inquisitoriali; Eretiche medievali.
– ideazione e realizzazione del volume sul medioevo (secc. VIII-XV) della Storia del cristianesimo coordinata da Emanuela Prinzivalli (in pubblicazione presso l’editore Carocci nel 2014).
– ideazione e realizzazione con il prof. Euan Cameron (Columbia University, New York) di un volume monografico sui Valdesi medievali (in uscita nella collana “Brill’s Companion to the Christian Tradition” nel 2015).
– responsabile del progetto di ricerca congiunto sulla recezione e trasformazione del culto dei santi medievali italiani nel Brasile in età moderna e contemporanea nell’ambito dell’accordo di cooperazione interuniversitaria internazionale tra l’Università degli Studi di Milano e l’Universidade Federal de Goiás/Campus de Catalão in Brasile (triennio 2013-2015).
– Ideazione e direzione con il prof. Grado Giovanni Merlo di “Fonti e documenti dell’inquisizione (secoli XIII-XVI)”, prima – e unica – collana dedicata alla pubblicazione e allo studio di processi inquisitoriali medievali.

giovedì 5 febbraio 2015

19 APRILE - 25 GIUGNO: OSTENSIONE DELLA SACRA SINDONE: DATE ED INFORMAZIONI

Ostensione della Santa Sindone 2015In occasione dell'Ostensione della Sacra Sindone a Torino tra il 19 aprile 2015 e il 24 giugno 2015, sono arrivate al Comitato Organizzatore già 600 mila prenotazioni, numero destinato ad un progressivo aumento. Secondo Elide Tisi che si occupa dell'organizzazione di questo evento di portata mondiale, circa 50 mila prenotazione provengono dall'estero. Durante il periodo si potrà ammirare il "Compianto sul Cristo morto del Beato Angelico" nel Museo Diocesano posto nella cripta del Duomo proprio sotto il luogo dove sarà possibile ammirare la Sindone. Le prenotazioni on line potranno avvenire anche tramite Tablet e Smartphone oltre naturalmente al normale PC e nel frattempo anche i social si stanno muovendo: l'hashtag dell'evento sarà #sindone2015. Il 21 giugno i giovanni incontreranno Papa Francesco e per rispondere alla forte risposta giovanile, gli Oratori di Torino stanno allestendo adatti ad ospitarli. I volontari che saranno messi in campo saranno circa 4500.

Nel 2010 mi recai a Torino proprio per la prima ostensione della Storia, ero il numero 1 milione e qualcosa ed erano gli ultimi giorni. E' un'emozione unica!  

La visita alla Sacra Sindone è Gratuita

TRE UOMINI E UNA SPADA: “L’ONORE DI UN CAVALIERE”, TRA PASSATO E FUTURO. INTERVISTA DI FEDERICA GAROFALO

Tre uomini e una spada: “L’onore di un cavaliere”, tra passato e futuro

La prima cosa che colpisce lo spettatore, anche uno spettatore distratto, è la palpabile volontà di creare, nonostante i limiti di una produzione con un budget minimo, un’opera il meno possibile amatoriale e che, anzi, possa darsi un tono di professionalità. Questo è un punto che Francesco Carradori, il quale ha avuto già in passato esperienze di coreografo teatrale, assistente alla regia e segretario di edizione in spot pubblicitari e di partecipazione a documentari anche di respiro internazionale come The Mona Lisa Myth diretto da Jean-Pierre Isbouts per History Channel (con la voce narrante di Morgan Freeman), ci tiene a sottolineare:

«Le modalità con cui abbiamo affrontato le riprese sono esattamente quelle che si vedono in un set cinematografico o televisivo: magari le attrezzature non sono quel che si dice il meglio, ma la preparazione, i ritmi della registrazione delle scene, la cura di luci e fotografia, sono professionali in tutto e per tutto. Abbiamo coinvolto giovani attori provenienti da diverse compagnie dilettantistiche, rievocatori di vari gruppi e tecnici toscani»

Sorge spontanea una domanda: perché una webserie invece di un film vero e proprio, di corto o lungo metraggio?

«In realtà, si tratta di una scelta maturata un po’ per caso,» confessa il regista. «L’idea da cui ero partito, insieme ad Andrea Zini e Francesco Barbarulo, era di girare dei singoli video didattici, ognuno incentrato su un aspetto della vita militare e civile del XIII secolo, allo scopo di promuovere e valorizzare sia il territorio toscano (in particolare il borgo medievale di Calenzano, in provincia di Firenze, un gioiellino ancora poco conosciuto) sia le attività dei gruppi di living history con cui abbiamo collaborato in passato, tra cui il gruppo Castrum Calenzani e il Museo del Figurino Storico di Calenzano.»

In effetti, osservando la prima puntata, The Swordmaster (“Il maestro d’arme”), si nota la minuziosa descrizione delle tecniche di scherma duecentesca. Poi, però, il progetto ha preso una piega diversa:

«Ci siamo resi conto che un lavoro del genere rischiava di essere troppo elitario, e di coinvolgere soltanto un pubblico troppo ristretto di storici, rievocatori e appassionati. Noi volevamo, invece, tentare di raggiungere il maggior numero di spettatori possibile, compresi i semplici curiosi che fanno “zapping” su Youtube. È nata così l’idea di un’opera che avesse un impianto più narrativo e, in un certo senso, più “ludico”, una storia che potesse appassionare ed emozionare, senza per questo sacrificare né la precisione storica né la qualità. Abbiamo così sviluppato una trama a partire da quel primo video, e l’abbiamo affidata alle cure di Rossana Caldari, aspirante sceneggiatrice. Per lo stesso motivo abbiamo scelto di dare sia all’intera webserie sia ad ognuno dei suoi 15 episodi che si concluderanno la prossima estate, dei titoli in Inglese e di corredarla di didascalie in Inglese, in modo da rendere comprensibili la storia e i dialoghi anche a chi non è Italiano.»

Vale la pena di fare una piccola parentesi: la webserie è una forma che negli ultimi anni sta conoscendo un vero e proprio “boom” e che sta guadagnando spazio anche all’interno di rassegne più ampie, ad esempio del Giffoni Film Festival o dei vari appuntamenti dedicati al mondo del fumetto dal Lucca Comics al Comicon di Napoli. Chiediamo a Francesco Carradori la sua opinione di regista esordiente in proposito:

«Un film, sia esso di corto o lungo metraggio, ha bisogno di una distribuzione per essere proiettato nelle sale, e dunque di un budget di una certa consistenza, che ben pochi possono permettersi; la webserie è a mio parere, e lo dico da regista, un ottimo sistema per permettere anche ai giovani registi, che per forza di cose possono disporre di un budget molto ridotto o addirittura assente, di veder diffusi i propri lavori. Inoltre, se ben fatta, come qualsiasi altro lavoro “a puntate”, dai romanzi d’appendice ottocenteschi pubblicati per la prima volta sulle riviste fino agli sceneggiati televisivi degli anni ’60-’70, instilla quel senso di suspense che permette allo spettatore di affezionarsi ai personaggi e di seguirla fino alla fine. Secondo me non è un caso se il successo delle webseries sta affiancando quello delle serie televisive internazionali, forse anche più seguite dei film veri e propri.»

Tornando a questa webserie, guardando il titolo, A Knight’s Honour, si coglie una curiosa assonanza con A Knight’s Tale, conosciuto in Italia come Il destino di un cavaliere, noto e criticatissimo film d’avventura dalla colonna sonora rock girato da Brian Helgeland (2001). È solo una coincidenza?

«Assolutamente sì,» assicura Francesco Carradori. «Il nostro cavaliere, anzi, i nostri cavalieri, hanno ben poco a che fare con quelli Hollywoodiani: abbiamo cercato di rimanere il più possibile “con i piedi per terra”, mostrando più il cavaliere reale che quello ideale.»

Ma allora da dove viene questo titolo, e quale significato ha nell’economia della storia?

«”Cavaliere”  e “onore” sono due parole strettamente legate tra loro, nel Medioevo come oggi; e, permettetemi di dirlo, talmente abusate da essersi logorate. Per restituire loro il giusto valore e significato abbiamo pensato di far collimare tre punti di vista diversi, legati ai tre protagonisti. Il cavaliere è l’uomo d’arme e il nobile, e al tempo stesso è sempre il personaggio per eccellenza dei racconti popolari e delle fiabe; è il modello maschile per eccellenza, quello che si presta meglio ad un percorso di formazione e di crescita. E sarà proprio un “romanzo di formazione” quello che dovranno affrontare i tre protagonisti (interpretati dal sottoscritto, da Marco Lombardi e da Michael Bianchi), tutti e tre cavalieri, diversissimi tra di loro, e la loro diversità è legata a doppio filo con l’onore: “uno ne ha tanto, senza saperlo, un altro tenta di dimostrare di averne almeno un po’, e il terzo crede di non averne più”. Con questa scelta abbiamo voluto sottolineare che l’onore è un concetto multiforme, che non si trova pronto, ma che essenzialmente per noi consiste nella volontà di ritrovare se stessi, di essere coerenti con se stessi. E i tre protagonisti sono coerenti con se stessi fino alla fine, nella volontà di portare a termine i loro fini personali. Saranno gli eventi, però, a plasmarli, portandoli a mettere in discussione se stessi e il proprio concetto di “onore”, fino a che le loro volontà si uniranno. Ma non voglio rovinarvi la sorpresa…»

Articolo di Federica Garofalo già pubblicato sul sito www.rievocare.it

VAGUS ANIMIS


Il Progetto musicale Vagus Animis nasce nel 2008, l'intento principale è quello di rievocare il musicista di strada all'epoca del Medioevo, con la maggiore attenzione alle fonti possibile. Vagus Animis ha collaborato fin dal 2009 con molti tra i maggiori eventi a carattere medievale/tradizionale della Penisola. Nel 2012 vede la luce il primo CD con il titolo di Vagus in Fabula. Musici medievali itineranti per ogni occasione: proponiamo intrattenimento musicale con cornamuse, flauti armonici, ghironda, liuto, davul, tamburi sciamanici, tamburelli, bombarde etc...L'inizio di tutte le nostre attività è la ricerca, dal vestiario al repertorio, possiamo fornire chiari riferimenti a specifica documentazione databile dalla fine del XIII secolo alla metà del XV. Anche i materiali di costruzione della nostra strumentazione sono pienamente compatibili con il periodo Medievale. L'insieme Vagus Animis è adatto per esibizioni sia all'aperto sia al chiuso.

"A KNIGHT'S HONOUR" - EPISODIO 1: "THE SWORDMASTER"



Firenze, anno domini 1251. Il giovane Guillaume de la Croix lascia la sua casa per recarsi al servizio della nobile famiglia degli Amedei, dove completerà il suo addestramento di cavaliere.

"A KNIGHT'S HONOUR" - WEB SERIE MEDIEVALE TUTTA MADE IN ITALY


“A Knight’s Honour” è una webserie ambientata nella Toscana del XIII secolo. Essa non parla di draghi e fanciulle in difficoltà, né di stregoni malvagi e di terribili maledizioni (sarebbe stato bello… ma troppo clichè). In compenso, essa parla di cavalieri. Per l’esattezza i cavalieri sono 3, e l’onore del titolo è riferito a quello che loro possiedono: uno ne ha tanto, senza saperlo; un altro tenta di dimostrare di averne almeno un po’, e l’altro… bè, l’altro non ne ha più. O almeno, questo è quello che crede…

In questo post l'elenco di tutte le puntate. Ogni puntata avrà un post dedicato dove gli utenti potranno commentare quanto appena visto!

lunedì 2 febbraio 2015

APERITIVO ARCHEOLOGICO BARBARICO PRESSO IL MUSEO DELL'ALTO MEDIOEVO DI ROMA - 15 FEBBRAIO 2015 ORE 18


Questa volta l'aperitivo archeologico è AL MUSEO e prima si assaggiare le ricette…assaggeremo il sapore dell'invasione: assisteremo alla caduta di Roma e sotto i colpi devastanti dei Barbari! Dalla più bella stanza in opus sectile mai ricostruita…con pezzi originali…sgargianti marmi colorati…ci muoveremo verso i CONFINI dell'Impero e sentiremo la pressione dei BARBARI sul collo…scopriremo le loro origini nordiche…i loro costumi…gli dei e le saghe mitiche…e poi ci faremo invadere! Una passeggiata tra i LONGOBARDI con le loro sepolture di grandi guerrieri…tra i segreti della metallurgia e dell'oreficeria...
Poi tra gli ARABI nella stanza dei tessuti egizi del Museo…e infine con i loro grandi avversari…i FRANCHI...

Alla fine di questo viaggio, in un mondo che diventa DIVERSO, lo chef non sarà di buone maniere…ma sarà un vero barbaro…con le RICETTE LONGOBARDE del Goto Vinidario! Niente nouvelle cousine...berremo a sorsi la birra dei Longobardi…addentando il "maiale al coriandolo e al timo" e scoprendo la libidine di una zuppa di legumi, cotiche e senape...e tante altre ricette…e perché no...sarà curioso attraversare il mediterraneo verso sud nella stessa epoca e scoprire la prima ricetta di cous cous concepita dalle popolazioni berbere nell' VIII secolo d.C.

*AVVERTENZE: è un aperitivo archeologico. Tutte le ricette di epoca Longobarda sono tratte da fonti originali. L'aperitivo si svolgerà nei locali adiacenti al Museo.

DOVE: Museo Dell'alto Medioevo; Viale Lincoln 3
QUANDO: Domenica 15 Febbraio ore 18
COSTO: 20 euro
PROGRAMMA: 
Ore 18.00 inizio visita guidata
Ore 19.00 Inizio APERITIVO ARCHEOLOGICO
Ore 20.15 fine evento

**Si ringrazia l'ente EUR S.p.a per la disponibiltà

domenica 1 febbraio 2015

L'ISOLA DI LOUGH DERG E LA LEGGENDA DI SAN PATRIZIO

InisCealtraMonastery.JPGIn Irlanda vi sono moltissimi pozzi che riportano il nome di San Patrizio; il pozzo, di per sé, è simbolo di ricchezza e fonte di vita e proprio in epoca cristiana era solito assegnare nomi di santi a questo tipo di costruzione. Ci siamo già occupati del Pozzo di San Patrizio Orvietano ma da che cosa nasce la leggenda? Secondo la tradizione medievale, il pozzo era una caverna profonda situata su una piccola isola del Lough Derg nell'Irlanda nord-occidentale. Proprio in questa zona, il Santo amava ritirarsi in preghiera e si racconta che Cristo gli indicò la caverna per dimostrare agli increduli le pene dell'aldilà: chiunque fosse riuscito ad arrivare sul fondo della grotta  avrebbe ottenuto non solo la remissione dei propri peccati ma anche accesso alla ricchezza del paradiso. L'isola è meta di molti pellegrini che, durante la breve estate irlandese, raggiungono l'isola rimanendovi per ben tre ore a piedi nudi e rimanendo svegli per 24 ore proprio come fece Patrizio che durante le sue 24 ore di veglia vide l'aldilà. La grotta venne chiusa da Alessandro VI nell'anno 1457. (Foto tratta da Wikipedia, Autore: John Armag)

Holy Island Clare St. Brigid's and Mary's churches.jpg

L'isola di Lough Derg mantiene ancora il suo fascino intramontabile. Molti pellegrini ancora oggi vanno nell'isola per fare il punta sulla loro vita e per tentare ispirazione per un futuro radioso. Il luogo incantevole, magico e mistico non ha fronzoli, non ha attrattive di alcun tipo, è semplicemente un luogo di pace, di riposo e di tranquillità. Il pellegrinaggio è estremamente duro ed è facile imbattersi in fedeli intenti a pregare sotto la tipica pioggia battente. Nella zona è possibile anche vedere resti di celle dei monaci eremiti le cui tracce sono rappresentati da sei croci. (Foto tratta da Wikipedia, Autore Deadstar)

Il pellegrinaggio è chiuso nei periodi invernali. Per altre informazioni http://www.loughderg.org/


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