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Visita il Primo Museo Didattico Templare Permanente in Italia!

Scopri la storia dei Templari con il Primo Museo Didattico Templare Permanente in Italia sito a Viterbo!

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Se vuoi visitare Viterbo, l'Appartamento uso turistico di Emiliano e Rosita è il punto ideale per la tua vacanza!

La Grande Storia dei Cavalieri Templari

Creati per difendere la Terrasanta a seguito della Prima Crociata i Cavalieri Templari destano ancora molto interesse: scopriamo insieme chi erano e come vivevano i Cavalieri del Tempio

La Grande Leggenda dei Cavalieri della Tavola Rotonda

I personaggi e i fatti più importanti del ciclo arturiano e della Tavola Rotonda

Le Leggende Medioevali

Personaggi, luoghi e fatti che hanno contribuito a conferire al Medioevo un alone di mistero che lo rende ancora più affascinante ed amato. Dal Ponte del Diavolo ai Cavalieri della Tavola Rotonda passando per Durlindana, la leggendaria spada di Orlando e i misteriosi draghi...

lunedì 23 settembre 2019

CIPANGO: LA MITICA "ISOLA D'ORO" DI MARCO POLO


Se esiste un libro che ha ispirato generazioni di esploratori e viaggiatori nel corso dei secoli quello è senz'altro Il Milione di Marco Polo. L'opera del viaggiatore veneziano fu dettata a Rustichello da Pisa, compagno di cella di Marco Polo ritrovatosi prigioniero dei genovesi dopo la disfatta della Serenissima nella battaglia navale di Curzola in Dalmazia.

Le storie di questi viaggi straordinari compiuti da Marco Polo nel corso di oltre 30 anni di viaggi in Asia con il padre e con lo zio ispirarono persino Cristoforo Colombo nella sua affannosa ricerca di una rotta commerciale privilegiata verso le Indie. Marco Polo non fu del resto solo uno dei più grandi viaggiatori della storia ma le sue esperienze e scoperte influenzarono i suoi stessi contemporanei: si pensi che fu proprio lui a introdurre i giochi di carte a Venezia. A proposito del rapporto tra Marco Polo e Cristoforo Colombo c'è da dire che entrambi sono stati sfiorati da fascinazioni templari sui quali gli storici e gli amanti del mistero hanno ampiamente ricamato. Si è infatti fantasticato sul fatto che il viaggiatore veneziano fosse in realtà un emissario segreto del Papa impegnato a ricercare alleanze nella lotta agli infedeli. Marco Polo fu infatti ospite a Pechino dell'imperatore del Catai Gran Khan Kublai ed effettivamente il Pontefice Gregorio X aveva rifornito i Polo di una serie di doni da presentare al Gran Khan tra cui anche un'ampolla con l'olio del Santo Sepolcro da far recapitare all'imperatore dell'Oriente. Prima di arrivare a Pechino i Polo avevano transitato per San Giovanni d'Acri in Siria, avamposto crociato tenuto dai cavalieri Templari con l'aiuto degli Ospitalieri e dei cavalieri teutonici. Qui i Polo avrebbero incontrato il legato pontificio Tedaldo Visconti da Piacenza (divenuto per l'appunto in seguito Gregorio X) che avrebbe istruito gli emissari sulla loro missione per portare i Mongoli a fianco della lotta dei crociati. Proprio Piacenza, città dalla forte impronta templare e luogo natale di questo Papa fautore della riconquista dei luoghi Santi, è anche la patria di quei Pallestrello (o Pallestrello, Perestrilli) la cui figlia Felipa sarà moglie di Cristoforo Colombo. Tra i luoghi descritti dal celebre esploratore quello più discusso e avvolto nel mistero è senz'altro Cipango, un'isola favolosa popolata da genti di pelle bianca dedite al cannibalismo i cui templi erano ricoperti di tetti d'oro. Un paese fantastico che i Polo non avrebbero mai visitato di cui avrebbero appreso l'esistenza dallo stesso Gran Khan, che per due volte nel 1274 e nel 1281 aveva cercato di conquistare l'arcipelago del Sol Levante non riuscendo nell'impresa a causa di alcune incredibili tempeste che mandarono in rotta la sua flotta (i giapponesi chiamarono quei fortunosi eventi climatici che sventarono l'invasione con il nome di Kamikaze o vento divino).



Alcuni indizi confermerebbero Cipango come l'odierno Giappone in quanto l'origine della parola stessa deriverebbe da Jepenkuo o Zhebenguo parola usata nella Cina degli Yuan per designare l'arcipelago nipponico e probabilmente le popolazioni dalla pelle bianca descritte nel milione potrebbero essere gli Ainu, gli antichi abitanti del nord del Giappone, quasi totalmente sterminate dagli Shogun nel corso dell'unificazione del Giappone. Tuttavia l'oro nel Sol Levante è quasi del tutto assente e non si hanno nemmeno notizie di tradizioni antropofaghe, due fatti che farebbero propendere per una possibile collocazione di Cipango nel continente americano. Sia i Maya che gli Inca come gli Aztechi praticavano i sacrifici umani mentre ad Haiti era in uso l'antropofagia e a differenza del Giappone in questo continente c'è abbondanza d'oro e i templi Inca come quelli Aztechi erano realmente ricchi d'oro (l'ultimo imperatore azteco Montezuma pagò il riscatto per la sua liberazione a Hernan Cortes riempendo d'oro un'enorme sala del suo palazzo). Inoltre nel Milione si parla di un'anno di navigazione dalla Cina per raggiungere Cipango quando in realtà la distanza che separa l'arcipelago dall'Asia è molto più breve anche navigando con le imbarcazioni dell'epoca.
Sulla possibilità di una frequentazione delle Americhe da parte delle navi templari si è già scritto e discusso abbondantemente con il porto francese di La Rochelle sull'atlantico individuato come base per le possibili esplorazioni “americane” dei cavalieri del Tempio, mito di fatto connesso con la scomparsa di parte della flotta templare, forse salpata proprio verso le americhe o più probabilmente verso il Portogallo (il re Dionigi fornì infatti ospitalità e protezione ai reduci templari facendoli confluire nell'ordine dei Cavalieri di Cristo), dopo la congiura di Filippo il Bello e Clemente V che con il Concilio di Vienne del 1312 decretarono la soppressione dei santi cavalieri. Americhe o Giappone resta il fatto che Cipango e Il Milione ispirarono Cristoforo Colombo nella sua ricerca di un “passagium” verso le Indie e che entrambi gli esploratori sulla via dell'ignoto scrissero pagine fondamentali della storia.


venerdì 6 settembre 2019

INAUGURAZIONE DEL PRIMO MUSEO STORICO DIDATTICO DEI CAVALIERI TEMPLARI

A partire da sabato 7 settembre, lo staff di Tesori d’ Etruria è pronto ad accogliere e trasportare i visitatori nel mondo dei Cavalieri Templari attraverso una vasta serie di attività e percorsi emozionali che ammaliano grandi e bambini in occasione dell’apertura, a Viterbo, del Museo Storico Didattico dei Cavalieri Templari. Una nuova spettacolare realtà che va ad arricchire l’offerta di Tesori d’Etruria e la sua Viterbo Sotterranea, diventati ormai un vero e proprio punto di riferimento culturale e di intrattenimento nel capoluogo della Tuscia e nel centro Italia.

Come ben sapete la nascita dell'ordine dei Cavalieri del Tempio si colloca nella Terra Santa, al centro delle guerre tra forze cristiane e islamiche scoppiate dopo la prima crociata del 1096. In quel periodo le strade della Terra Santa erano percorse da pellegrini provenienti da tutta Europa, spesso assaliti e depredati. Intorno al 1118 un piccolo gruppo di cavalieri fondò il nucleo originario dell'ordine templare, con il compito di assicurare l'incolumità dei numerosi pellegrini europei che continuavano a visitare Gerusalemme. L'ordine fu ufficializzato nel 1128, assumendo una regola monastica, con l'appoggio di Bernardo di Chiaravalle.

I Templari e Viterbo, un binomio imprescindibile, con molti punti di contatto fin dall'origine dell'Ordine, una sorta di primogenitura templare di Viterbo in Europa. Tutto ciò soprattutto grazie a papa Eugenio III, in esilio, più di una volta, da Roma a Viterbo. Proprio qui, nel 1145, papa Eugenio III, con la bolla Militia Dei, dà la possibilità all’Ordine Templare di raccogliere decime, tasse di sepoltura ed altri pagamenti.

Nello stesso anno, sempre da Viterbo, Eugenio III, con la bolla Quantum Praedecessores, dà inizio alla seconda Crociata, appena saputo che la città assira di Edessa era caduta in mano al temibile Imad al-Din Zengi che, con la presa di Edessa, voleva rispondere e contrastare l’ammaliante azione predicatoria messa in atto da Bernardo di Chiaravalle.

A Parigi, 2 anni dopo, Eugenio III presiede il capitulum generale di 130 Cavalieri Templari sotto il comando di Evrard des Barrès. Terminato il capitulum generale, Eugenio III ufficializza l’adozione della croce patente quale simbolo dei Templari, che già utilizzano quella patriarcale, consegnata trent’anni prima da Varmondo di Picquigny, patriarca di Gerusalemme, ai primi Templari. La croce patente assume un significato particolare solo tra i Cavalieri Templari che la adottano come emblema.

Queste e tante altre storie sui monaci-guerrieri, che fondono la storia dei Cavalieri Templari con il mito, potranno essere scoperte dai visitatori in un affascinante viaggio nel tempo con la visita al museo storico-didattico dei Cavalieri Templari a Viterbo Sotterranea.

IL PERCORSO DI VITERBO SOTTERRANEA

Viterbo sotterranea è composta da un reticolo di gallerie che si estendono sotto il centro storico e conducono fin oltre la cinta muraria. Il percorso è completamente scavato nel tufo, una roccia vulcanica che caratterizza il paesaggio interno del viterbese.

L'origine dei cunicoli è antichissima. Stando ad alcune accreditate teorie, avanzate da studiosi e archeologi, il primo taglio nel tufo risale a epoche pre-etrusche. E nel periodo etrusco, poi templare, questi luoghi assunsero la conformazione attuale: alzati, allargati ed allungati, i tunnel sotterranei diventarono un autentico labirinto.

I passaggi segreti e rituali, secondo alcuni studiosi, servivano a mettere in comunicazione le strutture sacre nei primordi etruschi della nascente Surna, oggi Viterbo.

Nel periodo templare, invece, alcune gallerie conducevano verso le uscite principali della città e assicuravano le vie di fuga in caso di pericolo o di assedio.

APERTO AL PUBBLICO IL NUOVO AMMALIANTE PERCORSO SOTTERRANEO

Aperto completamente al pubblico il nuovo spettacolare percorso di Viterbo Sotterranea. Ambienti di grande suggestione che ammaliano il visitatore.

Il percorso Sotterraneo emoziona e stupisce i visitatori non solo per la grandezza degli spazi, ma anche per la suggestione che gli stessi evocano grazie alla loro antica storia.

Dai cunicoli pre-etruschi a quelli dei cavalieri templari, dai “butti” medioevali agli antichi passaggi pre-etruschi, fino ad arrivare in un ambiente di grande fascino: il più antico luogo di culto, sotterraneo, del centro storico di Viterbo.

Il circuito ipogeo di Via Chigi fu scavato all’interno della più caratteristica formazione vulcanica dell’apparato di Vico: il Tufo rosso a scorie nere (Ignimbrite c). Il termine ignimbrite deriva dal greco: ignis (fuoco) e imbris (pioggia), e descrive le modalità di deposizione di questa particolare roccia che avviene attraverso imponenti colate piroclastiche, ovvero un flusso incandescente costituito da un insieme turbolento di gas e parti solide (pomici, lava, ceneri, lapilli) anche di dimensioni decimetriche. La famosa eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei ed Ercolano è un esempio di colata piroclastica.

Il deposito ignimbritico di Viterbo Sotterranea ha avuto origine dal collasso del paleo-vulcano di Vico, un edificio imponente che si ergeva dove ora è il Lago omonimo, raggiungendo altezze di gran lunga maggiori dell’attuale Monte Fogliano, e che si estendeva sino a Castel d’Asso, alla periferia Sud di Viterbo. Questo evento esplosivo ebbe luogo tra 200 e 150 mila anni fa. Per questo il circuito ipogeo di Viterbo Sotterranea ci descrive un periodo geologico lungo migliaia di anni.

Tra i cunicoli presenti nella Viterbo Sotterranea, in particolare uno, grande e dalla forma perfettamente ovoidale, è secondo alcuni un’antica via rituale utilizzata per raggiungere aree sacre degli antichi luoghi templari.

Il Museo Storico-Didattico dei Cavalieri Templari e il nuovo complesso monumentale di Viterbo Sotterranea si possono visitare tutti i giorni con una visita guidata dedicata che conduce alla scoperta di questi magici luoghi, etruschi e templari, un viaggio nella storia lungo migliaia di anni.

Per ulteriori informazioni e notizie: Tesori d’Etruria, Piazza della Morte, 1 Viterbo 338.8618856 0761.220851 welcome@tesoridietruria.it

Galleria Fotografica










martedì 16 luglio 2019

ITINERARIO DI SIGERICO

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L'Itinerario di Sigerico rappresenta la più importante e antica "guida" alla Via Francigena, il percorso che portava a Roma e che costituiva una delle più importanti vie di comunicazione. Prende il nome dall'Arcivescovo del Canterbury Sigerico che, di ritorno a Roma, scrisse un vero e proprio diario... L'itinerario acquisì notorietà quando Rotari, Re dei Longobardi, dopo la conquista della fortezza della Cisa e della Marictima (la costa ligure) stabilì una via di comunicazione principale che diverrà nota come la "via Francigena di Monte Bardone". Nel 990, Sigerico tornò da Roma dove ottenne il Pallio dalle mani del Sommo Pontefice e decise di descrivere le settantanove tappe del suo itinerario verso Canterbury in maniera estremamente precisa tanto che ha consentito agli studiosi di tracciare l'originale tracciato della via Francigena.

Il testo originario

«Adventus archiespiscopi nostri Sigeric ad Romam : primitus ad limitem beati Petri apostoli : deinde ad Sanctam Mariam scolarn Anglorum: ad Sanctum Laurentium in craticula : ad Sanctum Valentinum in ponte Molui : ad Sanctam Agnes : ad Sanctum Laurentium foris murum : ad Sanctum Sebastianum : ad Sanctum Anastasium : ad Sanctum Paulum : ad Sanctum Bonefatium : ad Sanctam Savinam : ad Sanctam Mariam scolam Graecam : ad Sanctam Ceciliam : ad Sanctum Crisogonum : ad Sanctam Mariam Transtyberi : ad Sanctum Pancratium. Deinde reversi sunt in domum. Mane ad Sanctam Mariam rotundam : ad sanctos apostolos : ad Sanctus Johannes in Laterane. Inde reficimus cum domini apostolico Johanno : deinde ad Jerusalem : ad Sanctam Mariam majorem : ad Sanctum Petrum ad Vincula : ad Sanctum Laurentium ubi corpus ejus assatus fuit. Iste sunt submansiones de Roma usque ad mare. I Urbs Roma. Il Johannis VIIII. III Bacane. IIII Suteria. V Furcari. VI Sce Valentine. VII Sce Flaviane. VIII Sca Cristina. IX Aquapendente. X Sce Petir in Pail. XI Abricula. XII Sce Quiric. XIII Turreiner. XIV Arbia. XV Seocine. XVI Burgenove. XVII Aelse. XVIII Sce Martin in Fosse. XIX Sce Gemiane. XX Sce Maria Glan. XXI Sce Peter Currant. XXII Sce Dionisii. XXIII Arne Blanca. XXIII Aqua Nigra. XXV Forcri. XXVI Luca. XXVII Campmaior. XXVIII –Luna. XXIX Sce Stephane. XXX Aguilla. XXXI Puntremel. XXXII Sce Benedicte. XXXIII Sce Moderanne. XXXIV Philemangenur. XXXV Metane. XXXVI Sce Domnine. XXXVII Floricum. XXXVIII Placentia. XXXIX Sce Andrea. XL Sce Cristine. XLI Pamphica. XLII Tremel. XLIII Vercel. XLIV Sca Agath. XLV Everi. XLVI Publei. XLVII Agusta. XLVIII Sce Remei. XLIX Petrecastel. L Ursiores. LI Sce Maurici. LII Burbulei. LIII Vivaec. LIV Losanna. LV Urba. LVI Antifern. LVII Punterlin. LVIII Nos. LIX Bysiceon. LX Cuscei. LXI Sefui. LXII Grenant. LXIII Oisma. LXIV Blaecuile. LXV Bar. LXVI Breone. LXVII Domaniant. LXVIII Funtaine. LXIX Chateluns. LXX Rems. LXXI Corbunei. LXXII Mundlothuin. LXXIII Martinwaeth. LXXIV Duin. LXXV Atherats. LXXVI Bruwaei. LXXVII Teranburh. LXXVIII Gisne. LXXX Sumeran.

Delle settantanove località attraversate da Sigerico nell'itinerario originale, trentaquattro sono le città: Canterbury, Calais, Bruay, Arras, Reims, Châlons-sur-Marne, Bar-sur-Aube, Besançon, Pontarlier, Losanna, Gran San Bernardo, Aosta, Ivrea, Santhià, Vercelli, Pavia (deviazione per Bobbio), Piacenza, Fiorenzuola d'Arda, Fidenza, (deviazione per Parma), Fornovo di Taro, Pontremoli, Aulla, Luni, Carrara, Camaiore, Lucca, Porcari, Altopascio, San Genesio, San Gimignano, Colle di Val d'Elsa, Siena, San Quirico d'Orcia, Acquapendente, Montefiascone, Bolsena, Viterbo, Sutri, Roma.

Sigerico impiegò 79 giorni a percorrere, perlopiù a piedi, tutti i 1600 chilometri del tragitto. La percorrenza media di viaggio fu quindi di 20 Km circa al giorno.

Itinerario in Italia

Lazio
I Urbs, Roma, Borgo Leonino,
II Johannis VIIII, oggi La Storta,
III Bacane, oggi Valle di Baccano, nel comune di Campagnano di Roma,
IIII Suteria, oggi Sutri,
V Furcari, oggi Vetralla,
VI Sce Valentine, oggi Bulicame presso Viterbo,
VII Sce Flaviane, oggi Montefiascone,
VIII Sca Cristina, oggi Bolsena,
IX Aquapendente, oggi Acquapendente.

Toscana
X Sce Petir in Pail., oggi Podere Voltole nel comune di Abbadia San Salvatore,
XI Abricula, oggi Le Briccole o anche Bricola nel comune di Castiglione d'Orcia,
XII Sce Quiric., oggi San Quirico d'Orcia,
XIII Turreiner., oggi Torrenieri, nel comune di Montalcino,
XIV Arbia, oggi Ponte d'Arbia, nel comune di Monteroni d'Arbia,
XV Seocine, oggi Siena,
XVI Burgenove, oggi Abbadia a Isola nel comune di Monteriggioni,
XVII Aelse, oggi Pieve d'Elsa, località scomparsa nei pressi di Gracciano d'Elsa, nel comune di Colle di Val d'Elsa,
XVIII Sce Martin in Fosse, oggi Molino d'Aiano, nel comune di Colle di Val d'Elsa,
XIX Sce Gemiane, oggi San Gimignano,
XX Sce Maria Glan., oggi Pieve di Santa Maria Assunta a Chianni, nel comune di Gambassi Terme,
XXI Sce Peter Currant., oggi Pieve dei Santi Pietro e Paolo a Coiano, nel comune di Castelfiorentino,
XXII Sce Dionisii, oggi Borgo San Genesio, sito archeologico nel comune di San Miniato,
Attraversamento dell'Arno.
XXIII Arne Blanca, oggi Fucecchio,
XXIV Aqua Nigra, oggi Ponte a Cappiano nel comune di Fucecchio,
XXV Forcri, oggi Porcari,
XXVI Luca, oggi Lucca,
XXVII Campmaior, oggi Camaiore.

Liguria
XXVIII Luna, oggi Luni, sito archeologico presente nel comune omonimo,
XXIX Sce Stephane, oggi Santo Stefano di Magra.

Toscana
XXX Aguilla, oggi Aulla,
XXXI Puntremel, oggi Pontremoli,
XXXII Sce Benedicte, oggi Montelungo, nel comune di Pontremoli.

Per il Passo della Cisa.
Emilia-Romagna
XXXIII Sce Moderanne, oggi Berceto,
XXXIV Philemangenur, oggi Felegara, nel comune di Medesano (o forse Fornovo di Taro, oppure ancora località I Filagni qualche chilometro a nord di Fornovo),
XXXV Metane, oggi Medesano (o forse Costamezzana nel comune di Noceto),
XXXVI Sce Domnine, oggi Fidenza,
XXXVII Floricum, oggi Fiorenzuola d'Arda,
XXXVIII Placentia, oggi Calendasco (Piacenza).

Attraversamento del Po.
Lombardia
XXXIX Sce Andrea, oggi Corte Sant'Andrea frazione del comune di Senna Lodigiana,
XL Sce Cristine, oggi Santa Cristina,
XLI Pamphica, oggi Pavia,
XLII Tremel, oggi Tromello.

Piemonte
XLIII Vercel, oggi Vercelli,
XLIV Sca Agath., oggi Santhià,
XLV Everi, oggi Ivrea.

Valle d'Aosta
XLVI Publei, oggi Pontey, (o forse Montjovet) ,
XLVII Agusta, oggi Aosta,
XLVIII Sce Remei, oggi Saint-Rhémy-en-Bosses.

Per il passo del Gran San Bernardo.
Itinerario in Svizzera

Canton Vallese
XLIX Petrecastel, oggi Bourg-Saint-Pierre,
L Ursiores, oggi Orsières,
LI Sce Maurici, oggi Saint-Maurice e Abbazia territoriale di San Maurizio d'Agauno.

Canton Vaud
LII Burbulei, oggi Versvey nel comune di Yvorne, presso Aigle,
LIII Vivaec, oggi Vevey,
LIV Losanna, idem Losanna,
LV Urba, oggi Orbe,

In Francia
Franca Contea
LVI Antifern, oggi Jougne, Cappella di Saint-Maurice,
LVII Punterlin, oggi Pontarlier,
LVIII Nos, oggi Nods,
LIX Bysiceon, oggi Besançon,
LX Cuscei, oggi Cussey-sur-l'Ognon,
LXI Sefui, oggi Seveux.

Champagne-Ardenne
LXII Grenant, idem Grenant,
LXIII Oisma, oggi Humes nel municipio di Humes-Jorquenay,
LXIV Blaecuile, oggi Blessonville,
LXV Bar, oggi Bar-sur-Aube,
LXVI Breone, oggi Brienne-la-Vieille,
LXVII Domaniant, oggi Donnement,
LXVIII Funtaine, oggi Fontaine-sur-Coole, nel municipio Faux-Vésigneul,
LXIX Chateluns, oggi Châlons-en-Champagne,
LXX Rems, oggi Reims.

Piccardia
LXXI Corbunei, oggi Corbeny,
LXXII Mundlothuin (in Monte Loduni), oggi Laon,
LXXIII Martinwaeth (Martini Vadum), oggi Seraucourt-le-Grand,
LXXIV Duin, oggi Doingt.

Nord-Passo di Calais
LXXV Atherats, oggi Arras,
LXXVI Bruwaei, oggi Bruay-en-Artois o Bruay-la-Buissière,
LXXVII Teranburh, oggi Thérouanne,
LXXVIII Gisne, oggi Guînes,
LXXIX (?)
LXXX Sumeran, oggi Sombre (in olandese Someren) presso Wissant.

Per il Canale della Manica.
In Inghilterra
Kent
(?), oggi Dover.
(?), oggi Canterbury.

lunedì 15 luglio 2019

IL BULLICAME VISTO DA DANTE ALIGHIERI

Risultati immagini per bullicame

Uno dei più interessanti luoghi citati da Dante Alighieri nell'Inferno della sua "Commedia" sono, senza dubbio, le terme del Bullicame. Dante le cita in riferimento al fiume infernale Flegetonte che parte dalla Selva dei Suicidi e percorre una lunga strada attraverso l'Inferno. Il Flegetonte, per Dante Alighieri, somiglia al Bullicame dato che la sua acqua bolle proprio come quella che, ad oggi, si trova nell'impianto termale a pochi chilometri da Viterbo. La sorgente del Bullicame è documentata fin dai primissimo periodo del Medioevo dato che era un punto di passaggio importante lungo la via Francigena. Nell'Itinerario di Sigerico (Arcivescovo di Canterbury) era la VI tappa presso Sce Valentine (in riferimento ai Santi Valentino e Ilario martirizzati peroprio in questa zona. 

Dante Alighieri, come detto, cita il Bullicame nel suo "Infermo"

«Tacendo divenimmo la 've spiccia
fuor della selva un picciol fiumicello,
lo cui rossore ancor mi raccapriccia.
Quale del Bullicame esce ruscello
che parton poi tra lor le peccatrici,
tal per la rena giù sen giva quello.
Lo fondo suo ed ambo le pendici
fatt'era 'n pietra, e margini dallato»

(Dante, Inferno - canto XIV, vv.76-84)

Secondo la maggioranza dei commentatori della "Commedia" le peccatrici erano le prostitute che usavano le acque termali per purificarsi. In realtà "peccatrici" poteva essere un errore di trascrizione derivante da "pettatrici", braccianti che mettevano nelle acque del Bullicame fasci di canapa. E ciò non è assolutamente un caso: in quel periodo Viterbo era famosa per l'alta qualità della canapa e del lino. Dopo circa un secolo, il Comune vietò alle prostitute di bagnarsi nelle acque del Bullciame sotto pena di "un ducato d'oro e quactro tracte de corda"

sabato 13 luglio 2019

SECONDO GIORNO DI LUDIKA1243 XIX EDIZIONE


La diciannovesima edizione di Ludika 1243 procede in maniera davvero spedita. Ci si avvicina sempre di più al clou della manifestazione (la Rievocazione dell'assedio del 1243) e Viterbo è sempre più immersa nell'atmosfera medievale.

Interessante la risposta di un pubblico appassionato e curioso che, per un attimo, stacca gli occhi dagli smartphone per cimentarsi nelle più disparate sfide... Dai giochi di Piazza San Carluccio all'intamontabile Subbuteo, che non perde mai il suo fascino coinvolgendo persone di tutte le generazioni, passando per il tiro con l'arco organizzato dall'ASD Cerberus Tuscia le attività ludiche riescono a coinvolgere persone di tutte le età. L'aver messo il concetto di gioco al centro della comunità è il tratto distintivo degli amici de La Tana degli Orchi di via Fattungheri.

E tra la recitazione sublime dei versi di Dante Alighieri da parte del nostro amico AliIusuf Dirie e una sfida a colpi di spada a piazza della Morte, Viterbo si appresta ad affrontare la terza serata di una delle principali rievocazioni storiche italiane.

Ieri sera sono stati consegnati gli Attestati di Eccellenza Medievale a:

Ali Iusuf Dirie per le sue interpretazioni dell'inferno di Dante Alighieri

La Tana degli Orchi per l'organizzazione di Ludika1243

Viterbo Sotterranea per la valorizzazione della storia della città e delle eccellenze enogastronomiche della Tuscia

venerdì 12 luglio 2019

GRANDE SUCCESSO PER LA PRIMA GIORNATA DI LUDIKA 1243

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Grande successo per la prima giornata di Ludika 1243: d'altronde non poteva essere altrimenti dato che questa manifestazione è arrivata proprio quest'anno alla diciannovesima edizione. Davvero una grande moltitudine di persone affollato le strade di Viterbo partecipando alle tante iniziative ludico culturali proposte dagli organizzatori. Il cuore della manifestazione è, come sempre, piazza San Carluccio dove è stata allestita una sala giochi con centinaia di giochi di società e, all'aperto, una seconda "sala giochi" in legno che ha attirato l'interesse di grandi e piccini. Non potevano mancare spettacoli teatrali, stand con prodotti artigianali di grande qualità e il nostro amico Ali Iusuf Dirie che ha deliziato i passanti con la recitazione dei versi infernali di Dante Alighieri. Quest'anno Ludika raddoppia... Sarà possibile godere dell'atmosfera medievale di Viterbo fino al 21 luglio, una maniera sana e alternativa per passare insieme questi bizzarri fine settimana di luglio. 

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