Le Crociate

L'affascinante storia delle Crociate in Terra Santa

I Cavalieri del Tempio (di ieri e di oggi)

Nati nel 1099 dopo l'assedio di Gerusalemme per difendere la Terra Santa, ancora oggi sono oggetti di studio e passione. Negli ultimi anni sono nati tantissimi ordini secondo lo spirito e la filosofia degli antichi Cavalieri del Tempio. E' solo una moda oppure un modo per rievocare antichi valori? In questa pagina centinaia di articoli sui Cavalieri Templari.

La Grande Leggenda dei Cavalieri della Tavola Rotonda

I personaggi più importanti del ciclo arturiano e della Tavola Rotonda

Le Leggende Medioevali

Personaggi, luoghi e fatti che hanno contribuito a conferire al Medioevo un alone di mistero che lo rende ancora più affascinante ed amato. Dal Ponte del Diavolo ai Cavalieri della Tavola Rotonda passando per Durlindana, la leggendaria spada di Orlando e i misteriosi draghi...

Erbe Mediche Medievali

Come ci si curava nel Medioevo? E' possibile utilizzare metodi antichi ancora oggi? Le ricette di Ildegarda sono ancora attuali? Troverete cure molto interessanti e ancora molto utilizzate tutti i giorni.

Personaggi

Alcuni dei più particolari personaggi dell'Età di Mezzo: da Carlo Magno a San Francesco d'Assisi.

Oroscopo Settimanale

Oroscopi dal sapore Medievale! Settimana per settimana insieme al personaggio principale!

lunedì 2 maggio 2016

ABBADIA SAN SALVATORE: IL MEDIOEVO TORNA A RISPLENDERE


Ad Abbadia San Salvatore (Siena) il medioevo torna a risplendere grazie ai suoi cittadini che per tre giorni smettono gli abiti contemporanei e tornano a vestire quelli dei loro avi dando vita a una delle più imponenti rievocazioni storiche italiane. Nel secondo fine settimana di luglio la città del Monte Amiata riscopre le sue origini di “Castrum” medievale e mette in scena una festa in costume, unica nel suo genere, che offre un singolare spaccato della vita di quel tempo.

Nel cuore del caratteristico borgo, rivivono i terzieri, mentre le piazze e le strade si trasformano in un palcoscenico naturale capace di accogliere taverne, botteghe di arti e mestieri e mercatini. Per le vie si muovono musicanti e danzatori, cantori e giocolieri mentre nel vicino accampamento militare si susseguono sfide e duelli. Qui per tre giorni e tre notti si prepara l’Offerta dei Censi recuperando una “pratica” spesso descritta nella ricca documentazione del secolo XIII, relativa ad Abbadia San Salvatore.

Le carte parlano infatti dei “censi in natura” (ovvero prodotti locali) che venivano offerti al Monastero di San Salvatore dagli abitanti a sancire lo stretto rapporto tra la comunità del borgo e l’imponente struttura monastica, ancora oggi una delle meraviglie che Abbadia offre al visitatore. Ed è proprio in memoria di questo antico legame che nasce una grande festa in costume, momento in cui la comunità badenga riscopre la sua antichissima storia con una celebrazione collettiva.



La rievocazione medievale prenderà il via venerdì 8 luglio quando i figuranti in costume sfileranno dal cuore del paese al monastero per richiedere la concessione da parte dell'abate dello svolgimento del mercato sabbatico. Quindi, inizieranno i "Giochi dei Terzieri" con la gara di tiro con l'arco. I giochi proseguiranno anche sabato 9 luglio, una giornata caratterizzata da spettacoli, mercati e antichi mestieri perduti nella memoria.

La festa raggiungerà poi il suo momento cruciale domenica 10 luglio quando i figuranti daranno vita all’Offerta dei Censi. Già dalla mattina, un corteo di fabbri, falegnami, tessitrici, lanaioli, abitanti del villaggio, guidato dal podestà, dai priori, dal camerlengo e dai membri dei terzieri, percorrerà un tratto della Via Francigena in onore della sua riscoperta e dell’inaugurazione della variante ufficiale del percorso che attraversa Abbadia San Salvatore. 

Nel pomeriggio, il corteo si snoderà per le vie del centro storico fino a raggiungere l’Abbazia, dove verrà accolto dai rappresentanti ecclesiastici. Qui si svolgerà la “Gara delle portantine” che concluderà i Giochi dei Terzieri e decreterà il terziere vincitore. La festa poi proseguirà con banchetti e musica fino a tarda notte.

Come ogni anno, la festa medievale avrà un gustoso prologo: da lunedì 4 a giovedì 7 luglio ogni sera dopo cena ci saranno le prove dei gruppi delle ballerine, dei musici, dei cavalieri, degli arcieri e gli ultimi allenamenti dei partecipanti ai giochi dei terzieri.

Per maggiori informazioni: tel/fax: 0577778324/0577775221

"DISCESA E SALITA, DA SUBIACO A CHIARAVALLE"


"Discesa e salita. Da Subiaco a Chiaravalle". L'incontro con il prof. Mario Polia si terrà alle ore 20:30 di domenica prossima, 8 maggio presso la sala adiacente alla chiesa di San Giovanni Battista de' Fiorentini sita in piazza dell'Oro 1 a Roma. Per motivi organizzativi vi chiediamo la cortesia di segnalarci per quanto possibile la Vs. presenza. Vi inviamo in allegato la locandina ufficiale dell'evento, per diffonderla a coloro che ritenete possano essere interessati a questo ciclo di incontri.

Inoltre, siamo lieti di potervi inviare in allegato la bibliografia del ciclo di incontri approntata dal Prof. Polia.
Un caro saluto e buona serata!

Lineamenti bibliografici per il seminario “Un viaggio inaspettato” gennaio-giugno 2016

1. Antica Grecia:

Iliade e Odissea: per quanto riguarda questo argomento trattato, sarà presto disponibile un mio commento. Su questo vi terremo aggiornati appena sarà pubblicato.

2. Roma antica:

* G. De Giorgio, La tradizione romana (nella II parte sviluppa un’ottima panoramica sui valori spirituali di Roma anche in riferimento alla translatio al Cristianesimo.

* P. De Francisci, La civiltà Romana: di prossima uscita presso l’editore Novantico corredato con tre saggi miei di cui uno dedicato alla funzione della donna, uno al concetto di “mos maiorum” e uno in cui, puntualmente, si spiega perché il Cristianesimo offrì al mondo romano e all’Impero i fondamenti spirituali per una renovatio. Il De Francisci delinea in modo magistrale il modo in cui Roma trasfuse nella sua storia i valori fondanti della sua visione del mondo.

* M. Polia, Imperium, origini e funzioni del potere nella Roma arcaica. Affronta in tutti i suoi aspetti il tema del potere politico come investitura divina (Juppiter datore della regalità). Studio indispensabile per intendere la formulazione cristiana “non est potestas nisi a Deo” e per comprendere la funzione meta-politica del Sacro Romano Impero.

3. Medioevo e Cavalleria:

* R. Pernoud, Luce del Medioevo. Ottima opera introduttiva alla comprensione dei valori dell’oikoumene medievale. Opera orientata in senso nettamente contrario all’opinione corrente che identifica il Medioevo con l’epoca oscura dell’Europa.

* S. Bernardo di Chiaravalle: L’elogio della Nuova Milizia (De Laude Novae Militiae). Esiste una traduzione mia con commento edita da Il Cerchio di Rimini.

* Raimondo Lullo: Il libro dell’Ordine della Cavalleria. Un classico della spiritualità cavalleresca medievale.

* M. Polia: Il mistero imperiale del Graal. Spiega il simbolismo del Graal dalla prospettiva di una via di realizzazione riservata al miles, o Cavaliere. Nel saggio introduttivo si affronta, da un’ottica dottrinale, lo scottante argomento sulle relazioni tra “esoterismo” e cristianesimo mediante l’esegesi di passi del Nuovo Testamento.

* M. Polia: c’è un mio saggio, di cui non ricordo il titolo, riguardante il rapporto fra il Cavaliere e l’amore e il ruolo della Dama. Questo saggio è stato specialmente scritto per un pubblico femminile. Stiamo tentando di “recuperare” questo saggio e anche di questo vi faremo sapere quanto prima.

* Carlo Gugliemo (a cura di): Cavalleria, oggi. Una Via ancora aperta. Uscito di recente, questo vademecum contiene un’antologia di brani scelti utili a far comprendere in che consiste la Via cristiana del miles e a guidare il lettore alla scoperta d’una possibile vocazione. Il libro è prologato da P. Serafino Tognetti, monaco. Copie del libro saranno materialmente disponibili in occasione dell’incontro di maggio.

4. Vie cavalleresche orientali:

* M. Polia: Bushidô. Saggio introduttivo all’etica guerriera nipponica. Delinea, da una prospettiva etica, i valori comuni tra la via del Cavaliere e quella del Bushi.

5. Per affrontare da una prospettiva teologia l’argomento della continuatio e delle affinità presenti nei diversi sistemi religiosi, è utile leggere il mio breve saggio:

* M. Polia, Dal seme alla pienezza, il Cristianesimo e le altre religioni. (Il libro ha superato l’esami di varie commissioni teologiche e lo addotto anche nei miei corsi presso la Gregoriana).

venerdì 22 aprile 2016

CICLO DI CONFERENZE MAGGIO/LUGLIO 2016 DELL'ACCADEMIA DEL MEDIOEVO

LogoAccademiaMedioevo

L'Accademia del Medioevo ci invia un interessantissimo ciclo di incontri davvero da non perdere. Un vero e proprio viaggio attraverso il medioevo sia storico che fantastico in compagnia di personaggi miti e leggendari che hanno allietato l'infanzia di tutti noi appassionati.

Domenica 8 Maggio:
Il Medioevo e Tolkien.
Conferenze, workshop per adulti e bambini, mostre e didattica per conoscere più da vicino il mondo della Terra di Mezzo ed il suo legame con un'epoca tutt'altro che buia: il Medioevo, con le Arti Antiche, i suoi Saperi e i suoi Valori.
ORARI: dalle ore 10:00 alle ore 21:00
Presso Palazzo Ruspoli, Via del Plebiscito Nemi (RM)

Sabato 21 e Domenica 22 Maggio:
Quenya e Sindarin: le lingua degli Elfi nelle opere di Tolkien
a cura di Gianluca Comastri (Presidente Associazione Eldalie)
Sabato 21 dalle ore 15:00 alle ore 19:00
Domenica 22 dalle ore 10:00 alle ore 17:00 (pranzo al sacco)
Presso la Sede di Accademia Medioevo - Centro Studi EOS a Lanuvio (RM)

Sabato 28 e Domenica 29 Maggio:
Stage I livello di Cavalleria Medievale.
Sabato dalle ore 10:00 alle ore 18:00
Domenica dalle ore 10 alle ore 17:00
Presso la Sede di Accademia Medioevo - Centro Studi EOS a Lanuvio (RM)

Mesi di Giugno e Luglio 2016:
Centro Estivo: "I GIARDINI DI CAMELOT" per i ragazzi dagli 8 ai 15 anni.
Orari: dalle 8:30 alle 16:30
Presso la Sede di Accademia Medioevo - Centro Studi EOS a Lanuvio (RM)

Venerdì 8, Sabato 9 e Domenica 10 Luglio:
Seconda Edizione dei "Ludi Tuscolani"
presso Villa Sciarra a Frascati (RM)

Sabato 30 e Domenica 31 Luglio:
Seconda Edizione della "Notte Medievale" a Lanuvio (RM)

INFORMAZIONI PER PROGRAMMI DETTAGLIATI, QUOTE O AGGIORNAMENTI IN MERITO GLI EVENTI CONSULTARE:
O TELEFONARE AL: 3384787362

martedì 12 aprile 2016

DEMONI BONARI E PREGHIERE MAGICHE

Lille PdBA fetti gregoire.jpgDopo aver parlato brevemente di quelli che ho definito “santi vendicativi”, passo ad illustrare la tradizione dei “demoni bonari”, cioè quelli che, per bisogno di riscatto, cercano di guadagnarsi il paradiso, oppure che dimostrano di compiere il male involontariamente. Un esempio di questa seconda tradizione lo da Gregorio Magno nei suoi Dialogi (I – IV, 7), in cui narra le vicende di una suora che, entrata nell'orto, mangia una foglia di lattuga strappandola dalla pianta, e dimentica di fare il segno della croce. Il diavolo, così, ne prende possesso ed inizia a lamentarsi del fatto che lui si trovasse sulla foglia per i fatti suoi e non avesse avuto alcuna intenzione di entrare nel corpo della religiosa; a questo punto, perciò, all'ordine dell’abate di andarsene, lo fa di buon grado (“Che ho fatto? Che ho fatto io? Me ne stavo seduto su un cespo di lattuga. E’ venuta costei e mi ha dato un morso”). E’ dunque evidente che la percezione delle pratiche culturali fosse, come si diceva all'inizio, molto confuso ed influenzato in gran parte dai vecchi riti pagani, come dimostra, anche, la relativa sovrapposizione dei caratteri positivi e negativi sui santi e sui demoni, i quali mancano ancora, in questa fase iniziale, di tratti marcatamente positivi o negativi, caratterizzazione che si specificherà solo con il tempo.

Infatti, nell’Historia Francorum di Gregorio di Tours (V - 14), vediamo un conte franco che, prima di eseguire l’ordine impartitogli dal suo signore di uccidere un uomo, si affida alle predizioni, rifacendosi, dunque, più ad un passato magico e pagano che non al nuovo culto, nonostante il velo di cristianità che si vuole dare alla richiesta (“Il re Chilperico fece pervenire una lettera scritta al sepolcro di S. Martino, dove era espressa la richiesta per il beato Martino di rispondere se fosse consentito portar fuori dalla basilica Gontrano oppure no”).

Per quanto riguarda questa tematica si può prendere ad esempio anche Beda il Venerabile, il quale nella sua Historia ecclesiastica gentis Anglorum (IV – 22 - 20) narra la liberazione del guerriero Imma, avvenuta, come per magia, grazie alle preghiere del fratello sul corpo di un defunto che credeva essere Imma stesso; ad ogni preghiera le sue catene si scioglievano di più. Dunque, sebbene l’intento dell’autore fosse di dimostrare l’onnipotenza divina, l’uso e la percezione delle preghiere erano, ancora, gli stessi delle antiche formule magiche, che operano in modo meccanico: sono preghiere funebri, ma vengono recitate per un vivo sul cadavere di uno sconosciuto, ma il loro potere salvifico non diminuisce.

Ciò dimostra, altresì, che, in fase iniziale, non sono solo le masse contadine a percepire la nuova religione monoteista come una fusione tra nuovi riti ed antiche pratiche magiche, ma anche gli intellettuali, come nel caso appena presentato. Nell'uso delle nuove preghiere, la funzione è ancora intesa come pratica e finalizzata a muovere l’intervento divino, esattamente come negli antichi sacrifici pagani.

Articolo di Valentina D'Innocenzi. Tutti i diritti riservati.

domenica 10 aprile 2016

UN VIAGGIO INASPETTATO: "ROMA - AQUISGRANA, ANDATA E RITORNO" - II INCONTRO



Nuovo appuntamento del ciclo di incontri "Un viaggio inaspettato": "Roma - Aquisgrana, andata e ritorno" Nasce un nuovo ordine: Roma diventa universale.
Il Sacro Romano Impero e le sue fondamenta: il monaco, il guerriero ed il contadino.

L'incontro con il prof. Mario Polia si terrà alle ore 20:30 di domenica 10 aprile presso la sala adiacente alla chiesa di San Giovanni Battista de' Fiorentini sita in piazza dell'Oro 1 a Roma.
Per motivi organizzativi si ritiene necessario prenotare la propria presenza.

Mario Polia (Roma, 20 maggio 1947) è uno storico, antropologo, etnografo, e archeologo italiano, specialista in antropologia religiosa e storia delle religioni. Polia è attivo fin dal 1971 nel campo scientifico della ricerca archeologica e antropologica nelle Ande peruviane. Tra le numerose attività che ha creato e diretto si annovera la Missione "Ande Settentrionali", organizzata dal Centro Studi e Ricerche Ligabue di Venezia, attivata dal 1987 sulla Cordigliera di Wamaní, Dipartimento di Piura, nelle provincie di Ayabaca e Huancabamba. Nel campo archeologico è stato svolto, in coordinazione con l'organo governativo Instituto Nacional de Cultura del Perú, un programma metodico di scoperta e catalogazione del patrimonio monumentale e delle aree cimiteriali. Qui, fin dal 1993, sono iniziati scavi sistematici di necropoli appartenenti all'antico gruppo etnico degli Ayawak'a. Questo formava parte, prima della conquista incaica, dell'etnia Wayllakuntur di origine alto-amazzonica e di derivazione Shuar (o Jíbaro). Le ricerche intraprese dalla Missione "Ande Settentrionali" sono in assoluto le prime; esplorazioni e scavi hanno permesso di costituire il primo nucleo di dati utili a scrivere un capitolo della storia sconosciuta del Perù pre-incaico.

L'esistenza dell'El Dorado. Il nome di Mario Polia nel 2001 compare nelle cronache giornalistiche di tutto il mondo (come: Die Zeit, El Pais, Le Monde, The New York Times per citarne alcune) per la scoperta fatta durante una ricerca presso gli archivi romani della Compagnia di Gesù. Selezionando circa settemila documenti inviati dai missionari gesuiti a Roma, l'attenzione di Polia si sofferma sul primo volume della Peruana Historia, una collezione di manoscritti degli anni compresi tra il 1567 e il 1625, e in particolare su una lettera alla pagina 38. La lettera descrive la relazione che il gesuita Padre Andrea Lopez, rettore del Collegio dei Gesuiti a Cuzco, fa a Claudio Aquaviva, (il quinto Generale dell'Ordine dei gesuiti dal 1581 al 1615), o al suo successore Muzio Vitelleschi, su una sua visita presso il misterioso luogo del Paititi (nome incas dello spagnolo El Dorado). Nel rapporto Padre Andrea Lopez parla di un “miracolo avvenuto nel regno del Paititi per la grazia di Dio” in una "città ricchissima abbondante di oro, argento e pietre preziose" dove la popolazione conosceva l'uso della metallurgia e dell'architettura monumentale e possedeva un'organizzazione politica molto evoluta con a capo un monarca che ricorda l'impero incaico. La cronaca del religioso gesuita racconta come il Re del Paititi, una volta convertitosi, offrì di costruire "una chiesa fatta con blocchi di oro massiccio". Secondo Polia tale scoperta potrebbe costituire la "prova dell'esistenza di uno dei luoghi più misteriosi del mondo, l'El Dorado". Il Padre Generale dell'Ordine dei Gesuiti considerò interessante il rapporto di Padre Lopez tanto che ne informò il papa richiedendogli l'autorizzazione per evangelizzare l'area. Quindi, secondo Polia, la Chiesa Cattolica sapeva dell'esistenza dell'El Dorado fin dal XVI secolo, e probabilmente ne conosceva anche l'esatta ubicazione. Lo studioso ipotizza che "il Vaticano non ne abbia mai diffuso la notizia per il timore che se rivelato avrebbe potuto rinnescare la corsa all'oro".

Fonte: Wikipedia

mercoledì 30 marzo 2016

SOVRAPPOSIZIONE DEI PIANI INTERPRETATIVI NELLA NUOVA RELIGIOSITA’: I “SANTI VENDICATIVI”


Come abbiamo visto in precedenza, la tematica della convivenza dei vari piani culturali e culturali nell’ambiente rurale altomedievale è stato approfondito da diversi storici, date le sue numerose sfaccettature. La stessa Sofia Boesch Gajano definisce la campagna una “frontiera difficile da smantellare” nel suo saggio “Il demonio e i suoi complici” del 1995. Uno studio schematico di questa realtà lo aveva fatto Jacques Le Goff nel 1977 nel saggio “Cultura clericale e tradizioni folkloriche nella civiltà merovingia”, nel quale parla di tre processi : distruzione (riguardo templi, idoli e temi di letteratura folklorica), obliterazione (ossia la sovrapposizione di monumenti, personaggi e tematiche nuove alle vecchie), e snaturamento (cioè il cambiamento di significato delle vecchie argomentazioni).

Duro da superare era, dunque, l’incontro-scontro tra gerarchie ecclesiastiche, poco intransigenti rispetto ad una religiosità più formale che di contenuto, e le popolazioni rurali, che creavano delle forme sincretiche di culto, nel quale il maggior punto di contatto tra vecchi culti pagani e nuova religiosità cristiana era dato proprio dalla credenza nei demoni. All’inizio la loro figura non aveva delle connotazioni ben precise rispetto a quelle dei santi: essenza demoniaca ed essenza divina, si sovrappongono attraverso sfumature, a volte piuttosto difficili da individuare. Tanti saranno, infatti, i racconti delle avventure di santi vendicativi e demoni bonari, sfruttati, durante le prediche, per catturare l’attenzione di un uditorio poco abituato a concetti elaborati, per spiegare i quali era necessaria una semplificazione che ne colpisse l’immaginario.

Si trovano, a riguardo, infatti, racconti di santi che percuotono i fedeli colpevoli di peccati, o di demoni che fanno buone azioni per giungere in Paradiso. Un esempio si trova nella “Vita Remigii episcopi Remensis auctore Hincmaro” nel quale si racconta del proprietario di un mulino che si contrappone alle rivendicazioni su di esso del vescovo Remigio: la ruota del mulino, per volere del religioso, inizia così a girare al contrario, e, quando il laico, impaurito, accetta le tesi del vescovo, questo fa sprofondare la costruzione. Qui, dunque, un santo compie un atto tradizionalmente demoniaco, cioè invertire il normale moto di un oggetto, metafora dell’inversione del naturale ordine dell’universo, ordinato da Dio.

Articolo di Valentina D'Innocenzi. Tutti i diritti riservati.

sabato 26 marzo 2016

IL TRADIZIONALE SCOPPIO DEL CARRO A FIRENZE


Il tradizionale Scoppio del Carro di Firenze affonda le sue radici ai tempi della Prima Crociata, indetta per liberare il Santo Sepolcro dai musulmani. Nell'anno 1097 Goffredo di Buglione comandò i crociati alla volta della Palestina dove espugnarono Gerusalemme il 15 luglio 1099.

Secondo quanto riportato dalla tradizione, Pazzino de' Pazzi fu il primo soldato ad arrivare sopra le mura della città dove posò un'insegna bianca e rosso vermiglio: l'atto colpì molto Goffredo che gli consegnò tre schegge provenienti dal Santo Sepolcro. Il 16 luglio 1101 Pazzino tornò a Firenze dove fu accolto con tutti gli onori del caso: le pietre vennero conservate nel Palazzo dei Pazzi e riconsegnate alla Chiesa di Santa Maria Sopra a Porta in Mercato Nuovo.

Dopo la liberazione della Città Santa, nel primo giorno del Sabato Santo, i soldati crociati rimasti in Palestina si incontrarono presso la Chiesa della Resurrezione dove consegnarono a tutti il fuoco benedetto, vero e proprio simbolo di purificazione. Dopo il ritorno di Pazzino, i giovani si recavano nella cattedrale cittadina dove veniva accesa una piccola torcia prima di andare in processione portando la fiamma purificatrice. La fiamma era accesa utilizzando le tre schegge provenienti dal Santo Sepolcro. Nel tempo la cerimonia cambiò e fu creato un carro che, alimentato a carboni infuocati, aveva il compito di trasportare il sacro fuoco. Fu la famiglia Pazzi a essere incaricata dell'organizzazione del carro fino all'anno 1478 quando, a seguito della congiura contro i Medici, i Pazzi furono uccisi arrivando a cancellare tutto ciò che faceva riferimento alla famiglia compreso lo Scoppio del Carro.

Il popolo fiorentino insorse non perché sostenitori dei congiuranti ma perché avevano mostrato di preferire lo Scoppio del Carro alla semplice processione. La Signoria di Firenze ordinò, quindi, si Consoli dell'Arte Maggiore di Calimala di occuparsi dei festeggiamenti così come avveniva prima della drammatica congiura dei Pazzi. Nell'anno 1494 il riformatore Savonarola cacciò i Medici in favore dei discendenti dei Pazzi che si poterono riappropriare dell'organizzazione dello Scoppio del Carro nel Sabato Santo.

Il fuoco si accende grazie a una colomba che altro non è che un razzo avente la forma del sacro pennuto. Lo spettacolo dura circa venti minuti e ha luogo nei pressi del Battistero della Cattedrale di Santa Maria del Fiore dove svetta austero ed elegante il Campanile di Giotto.


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