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Vuoi visitare Viterbo?

Se vuoi visitare Viterbo, l'Appartamento uso turistico di Emiliano e Rosita è il punto ideale per la tua vacanza!

Viterbo Sotterranei e i Tesori d'Etruria

Vuoi scoprire i sotterranei di Viterbo? Vuoi venire a conoscenza di misteri, personaggi e avvenimenti che hanno reso immortale il territorio della Tuscia? Vieni a scoprire Viterbo Sotterranea!

La Grande Storia dei Cavalieri Templari

Creati per difendere la Terrasanta a seguito della Prima Crociata i Cavalieri Templari destano ancora molto interesse: scopriamo insieme chi erano e come vivevano i Cavalieri del Tempio

La Grande Leggenda dei Cavalieri della Tavola Rotonda

I personaggi e i fatti più importanti del ciclo arturiano e della Tavola Rotonda

Le Leggende Medioevali

Personaggi, luoghi e fatti che hanno contribuito a conferire al Medioevo un alone di mistero che lo rende ancora più affascinante ed amato. Dal Ponte del Diavolo ai Cavalieri della Tavola Rotonda passando per Durlindana, la leggendaria spada di Orlando e i misteriosi draghi...

venerdì 14 giugno 2019

XIX EDIZIONE DI LUDIKA: DALL'11 AL 14 LUGLIO E DAL 18 AL 21 LUGLIO 2019 NEL CUORE DI VITERBO!

L'immagine può contenere: una o più persone e testo

Ludika 1243 – Viterbo, 10/14 luglio 2019! Festival organizzato dall’Associazione ‘La Tana degli Orchi’ con la direzione artistica di Vania Castelfranchi ed il grande impegno dei volontari di Ludika e del Teatro Ygramul.

Ludika 1243 nasce nell’estate del 2001 su iniziativa dell’Ass.ne Culturale “La Tana degli Orchi” che da anni offre numerose attività dedicate al tempo libero. L’intento è quello di riscoprire la dimensione storica e culturale del quartiere medievale di San Pellegrino, rimasto architettonicamente inalterato dal XIII secolo, attraverso la rievocazione giocosa di un episodio storico poco noto che interessò la Città di Viterbo nell'anno 1243. L’assedio dell’imperatore Federico II di Svevia. La manifestazione ha uno dei suoi appuntamenti più particolari nella rappresentazione in chiave ludica di questo avvenimento d’arme, con la volontà di unire l’aspetto culturale della rievocazione storica con quello goliardico al quale tutti possono partecipare. Tanti sono gli appuntamenti che durante l’evento vengono proposti affinché ognuno, grande o piccolo, appassionato o neofita trovi il suo modo di vivere e partecipare all'evento stesso.

TUTTI I GIORNI A LUDIKA 1243: 
Taverna Medievale: Perfetta per concedersi un momento di pausa dalle attività della manifestazione sempre rimanendo immersi nel gioco del Medioevo. Potrete infatti degustare un menù composto dalle vere ricette del 1200 rimanendo col naso rivolto alle stelle in una notte di mezza estate. Date sostegno alla manifestazione!

Festival del teatro di strada: Vie e piazze saranno animate dalla poesia degli artisti di strada con spettacoli medievali.
Venite a emozionarvi con giocolieri, trampolieri, mangiafuoco e cantastorie!

La piazza dei giochi : Divertiti con i tuoi amici e parenti e sfidali a vincere provando i veri giochi in legno medievali!

Ludoteca: Vieni a provare il Gioco dell’Anno e altri giochi da tavolo nella ludoteca di Piazza San Carluccio e partecipa ai tornei!

Come d’Arte – Festival Internazionale di Commedia dell’Arte: al Cortile “La Zaffera” in Piazza San Carluccio si svolgerà il Festival Internazionale di Commedia dell’Arte! Divertiti insieme ad Arlecchino, Pulcinella, Pantalone e le altre maschere. Goditi gli spettacoli delle compagnie partecipanti per riassaporare la tradizione teatrale italiana.

Concorso fotografico estemporaneo: le emozioni raccolte in un battito… Se la fotografia è la tua passione “cogli l’attimo” che più ti piace. A fine evento verranno premiati gli scatti più belli.

Mercatino Medievale: Passeggia tra i banchi degli antichi mestieri e vai a curiosare tra i banchetti dell’artigianato!

La cittadella Fantasy e del gioco di ruolo: Un angolo di Ludika 1243 è dedicato al regno della fantasia e dell’immaginazione, a tutto ciò che è fantasy e medioevo fantastico. Immergiti nel mondo del gioco di ruolo dal vivo e scopri come la fantasia che si ispira alla storia si possa vivere e indossare!

E da quest'anno una grande sorpresa....riportiamo da Facebook...

📢Udite...udite...LUDIKA RADDOPPIA!!!📢
Dopo i giorni trepidanti di attesa per la Battagliola dall' 11 al 14 Luglio, seguiranno i giorni di una nuova festa dal 18 al 21, mentre il festival del Gioco da Tavolo Giokeria resterà baluardo per tutto il periodo (11/21 Luglio) insieme ad altri eventi da scoprire nei prossimi giorni.
Un sentito e festoso ringraziamento va al Giovanni Arena Sindaco, all' Assessore Cultura e Turismo Marco De Carolis e all'amministrazione comunale tutta, che crede nel nostro progetto e si impegna con noi affinché possa continuare a crescere e perdurare nel tempo.
Seguite il nostro sogno e partecipate alla grande festa...

domenica 21 aprile 2019

IL VERO SIGNIFICATO DELLA PASQUA


Coniglio, Pasqua, Lepre, Mammifero, Natura


Lungi dall'essere blasfemi in questa giornata di festa, ci piace offrire un punto di vista diverso sulla festività pasquale scevro dalla concezione religiosa. Ebbene, la Passione di Cristo assume, alla luce delle tradizioni precedenti l'avvento del Cristianesimo, un carattere fortemente simbolico, diciamo anche "sostitutivo" delle vecchie concezioni. Tra l'altro è cosa provata come il Cristianesimo si sia appropriato di simboli e luoghi pagani per imporre il proprio credo.

Il termine inglese per indicare la Pasqua è Easter, deriva da Eostre (1) una divinità germanica legata ai molteplici aspetti della vita (vita, fertilità...) e avrebbe come etimologia "Est" (e già questo basterebbe per allungare il nostro discorso con il parallelismo tra Mitra e Gesù nati, guarda caso il 25 dicembre giorno del Sole Nascente, Sol Invictus). In questo contento, già di per sé diverso da come la visione cristiana ha imposto in oltre due mila anni di storia, la Pasqua altro non è che una festa che rende omaggio al Sole segnando l'inizio della Primavera e, quindi, della propria rinascita. Le stesse uova rappresentavano la Vita, o meglio la nascita della vita, solo che in tempi antichi ad essere scambiati erano uova di serpente

Avendo bisogno di un terreno fertile su cui svilupparsi, il Cristianesimo sovrappose a credenze ormai consolidate il "mito" di Gesù Cristo letteralmente creato da Costantino (con il Concilio di Nicea del 325) e Teodosio (che, nel 380 rese il Cristianesimo Religione di Stato...ricordiamo come Costantino si limitò solamente a consentire il culto cristiano, già di per sé una rivoluzione epocale per i tempi senza dimenticare la sua storia cristianizzata figlia proprio della Donazione di Costantino, un falso documento scoperto dal grande umanista Lorenzo Valla su cui la Chiesa ha fondato il suo potere.) consentendo di avere all'impero romano anche un proprio "protettore". 

Sic stantibus rebus, augurare Buona Pasqua seguendo la normale tradizione cristiana, creata, come visto, a tavolino sulla base del potere che voleva sovvertire (e ha sovvertito) conoscenze e credenze precedenti, non ha alcun senso: ben venga l'augurio più simbolico, in cui un rinnovato spirito di conoscenza, una più marcata saggezza e un miglioramento interiore rappresentano davvero le tappe principali della crescita e del consolidamento dello spirito umano.

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(1) Ostara (chiamata anche Eostre, Eastre oppure Eostar) è uno degli otto sabbat pagani; si celebra il giorno dell'equinozio di primavera ed è condivisa relativamente da tutte le religioni pagane moderne.

giovedì 18 aprile 2019

LA STRANA STORIA DI VICEDOMINO, "PAPA PER UN SOLO GIORNO"


Il Cardinale Vicedomini è famoso per essere stato, probabilmente, "papa per un solo giorno". Sembra infatti che sia morte poche ore dopo la sua nomina. Secondo alcuni studiosi che avallano questa bizzarra teoria, il 5 settembre 1276, Vicedomini che già soffriva di una fortissima febbre accettò la sua elezione assumendo come nome pontificale Gregorio XI in onore dello zio. Tuttavia morì il giorno dopo senza che la sua elezione fosse ufficializzata. Secondo una seconda teoria, Vicedomini si sarebbe preso una notte per riflettere ma poi morì senza fare a tempo a sciogliere la riserva. Il racconto appena fatto è solamente una teoria non essendoci documenti della Chiesa che possano testimoniare ufficialmente il fatto. Tuttavia, se ci si vuole fermare in preghiera dinanzi a Vicedomini, basta recarsi nella Basilica di San Francesco alla Rocca a Viterbo in pieno centro storico.

I MISTERI DI PITIGLIANO E IL SUO INTRAMONTABILE FASCINO MEDIEVALE

I misteri di Pitigliano
La storia di Pitigliano è letteralmente costellata da miti e leggende di ogni tipo: già il fatto di essere conosciuta anche come Piccola Gerusalemme deve destare qualche “sospetto”. Sovente si fa riferimento a Gerusalemme in riferimento a luoghi particolarmente carichi di simboli o di energia (si pensi ad esempio alla Chiesa di Santo Stefano Rotondo a Roma chiamata anche “la Gerusalemme Celeste) proprio perché la cultura giudaica si porta con sé una serie di miti che affondano le proprie radici dalla leggenda di Hiram, il costruttore del Tempio di Salomone custode di incredibili tesori (Arca dell’Alleanza, la Menorah, il Graal).
Partiamo proprio dalla presenza ebraica a Pitigliano, una presenza che affonda le radici alla fine del quattrocento quando divenne un vero e proprio rifugio dalle Bolle Papali del 1555 (Cum nimis Absurdum) e 1569 (Hebraeorum gens) oltre che dalle azioni vessatorie del Granducato di Toscana. Furono infatti immuni dalla furia censoria delle istituzioni dell’epoca le zone indipendenti tra Lazio e Toscana. Questa sorta di limbo consentì alla comunità ebraica di svilupparsi anche grazie all’arrivo di altri ebrei da Scansano, Piancastagno, Proceo e Sorano concentrando le proprie comunità in quella di Pitialino.
Durante il secondo conflitto mondiale, Pitigliano divenne luogo di rifugio dalle feroci persecuzioni naziste (sono ancora presenti tracce del pesante bombardamento alleato data la presenza nei nazisti a Palazzo Orsini) grazie ai cunicoli presenti nel sottosuolo per questo di narra che racchiudano i preziosi tesori dei banchieri ebraici più influenti lasciati nel corso dei secoli. Di certo sappiamo che l’avventore che si inoltra nei meandri del borgo può visitare le cantine Kasher e godere del vino ebraico per non parlare del famoso forno di pane azzimo.
Questi vicoli scavati nel tufo sono di origine etrusca, così come le Vie Cave che sono un misto di via di comunicazione e percorsi sacri (non è un caso la presenza massiccia di necropoli). La particolare struttura, anche sotterranea, di Pitigliano non può essere messa in secondo piano da chi è appassionato di mistero; l’Italia è costellata di sotterranei il più delle volte misteriosi (basti pensare a Viterbo Sotterranea in cui ci sono tracce templari oppure Narni Sotterranea con la presenza di una cella ricca di graffiti dai forti connotati alchemico/massonici).
Si pensa che al di sotto della Pitigliano che vediamo ci siano i resti delle antiche abitazioni che hanno costruito il substrato di quelle attuali: per questo, si dice, esiste un sotterraneo privato in cui sono presenti colonne con immagini falliche, probabilmente luogo di adorazione del paganesimo e di riunione di sette religiose che volevano mantenere la propria clandestinità. Esiste poi un’altra cantina in cui è possibile notare simboli dal chiaro riferimento massonico (squadra e compasso) che, probabilmente, fa di questo luogo una vera e propria “loggia”; non è un caso che molti convegni della Massoneria Italiana siano stati organizzati proprio a Pitigliano grazie al patrocinio del Comune.
A questo punto sorge una domanda: come mai non sono mai state fatte ricerche più approfondite? Può essere davvero presente un tesoro? E se sì, cosa può essere? Di certo, la sola presenza di una folta comunità ebraica già può far capire come Pitigliano abbia un qualcosa di esoterico e fortemente simbolico e la presenza di simboli in riferimento alla massoneria e a culti religiosi unita a questa ritrosia a mostrare al mondo le vie sotterranee trasformano quelli che sono dei semplici indizi in qualcosa di più concreto.
Le persone particolarmente ricettive avrebbero, nel corso del tempo, percepito una tale quantità di vibrazioni che addirittura hanno preferito andare a vivere altrove. Sicuramente il turista che si affaccia per la prima volta a Pitigliano non può che restarne affascinato ma anche colpito: ci sono simboli strani cosparsi in tutta la città sta solo a chi li sa “leggere” può comprendere appieno la vera, e misteriosa, storia di Pitigliano.
Alloggio consigliato per la tua vacanza tra Tuscia e Maremma Toscana
Appartamento Turistico "Happy Days" di Stefania ed Elisa
via Luigi Pavolini, 10
Tel. 3921507601

martedì 16 aprile 2019

"I CUSTODI DELLA PERGAMENA DEL DIAVOLO" IL NUOVO LIBRO DI FRANCESCA RAMACCIOTTI


Un tesoro scomparso all’ombra di un monastero, un assassino che semina morte tra donne innocenti e un inquietante mistero che attraversa i secoli...  Il thriller storico “I custodi della pergamena del diavolo” di Francesca Ramacciotti (Newton Compton) è ambientato a Pisa nel XII° secolo e ai giorni nostri. Nel 1174 dello Stile Pisano, anno in cui l’architetto Deotisalvi inizia a costruire la Torre di Pisa, viene rubato l’oro che un tempo rivestiva l’antico arco di trionfo della città: la Porta Aurea. Inoltre Pisa è funestata da una serie di strani femminicidi, su cui indaga il giovane perito legale Lanfranco, pupillo di Deotisalvi. Ai giorni nostri, Yasser Martani, uno scrittore di saggi storici, convinto che il ladro sia un notabile di Pisa e che per questo motivo le fonti siano inspiegabilmente carenti di notizie su quell'anno, cerca di scoprirne l’identità e ritrovare l’oro. Con lui collabora Emma, una bella dottoranda in storia medievale, in possesso di una cronaca scritta da una suora, proprio a partire dal 1174. Nel testo la monaca accenna a un malfattore che la minaccia e che ha nascosto in un luogo misterioso il frutto del suo crimine. Sia nelle fonti in possesso dello scrittore che nella cronaca della suora, compare l’espressione Porta del demonio. Dato che l’oro, nel medioevo era detto “frutto del demonio”, i due pensano che l’espressione fosse il nome criptato della Porta Aurea. Yasser ed Emma credono, quindi, che il criminale citato dalla monaca sia l’autore del furto e iniziano una caccia all'oro a ritroso nel tempo, proprio nel periodo in cui Lanfranco tenta di catturare l’assassino delle giovani donne. I delitti e gli intrighi del passato si congiungeranno al quelli del presente, fino all'insospettabile epilogo.


Francesca Ramacciotti, scrittrice livornese, dedicata il suo nuovo romanzo alla città di Pisa.

“Pisa altera Roma: così San Bernardo di Chiaravalle invocava che Pisa diventasse la sede della Chiesa, al posto di una Roma decadente e corrotta. Infatti, nel XII° secolo, Pisa era forse la più ricca e potente città d’Italia, anche se nei libri di storia niente si legge in merito – spiega Francesca Ramacciotti - Per rimediare a questa “ingiustizia” storica, nel mio romanzo “I custodi della pergamena del diavolo”, uscito il 28 marzo per Newton Compton, ho ricreato l’universo, ricco di luci e ombre, della Pisa medievale, grazie anche all’aiuto di due storici pisani, Agostino Agostini e Maurizio Vaglini. Durante le mie ricerche, durate un anno, mi sono posta alcune domande: perché non esistono, di fatto, notizie sull'inizio della costruzione della Torre di Pisa e sul suo architetto? Dov'è finito l’oro che ricopriva la Porta Aurea, antico arco di trionfo della città? Quale mistero nasconde l’enigmatica chiesa di San Sepolcro, che nel 1174 era la sede del Gran Priorato gerosolimitano, antesignano dell’Ordine di Malta? Il mio libro, che non vuole essere un saggio ma un thriller storico, ricostruisce uno scenario letterario inedito e risponde a queste e ad altre domande, intrecciando realtà storica e fantasia, medioevo e giorni nostri, santi e meretrici. ”I custodi della pergamena del diavolo”, uscito per Newton Compton, è il mio secondo romanzo ed è il primo di una trilogia ambientata nel XII secolo, con il perito legale Lanfranco come protagonista”.

Il protagonista del libro è il perito legale Lanfranco, pupillo dell’architetto Deotisalvi e di Santa Ubaldesca. Indaga su una serie di strani omicidi nella Pisa del 1174, mentre viene rubato l’oro della Porta Aurea, che doveva finanziare la costruzione del Campanile. Mentre ai giorni nostri, Yasser Martani, scrittore di saggi storici, è convinto, grazie a un’antica pergamena, che il tesoro rubato sia ancora nascosto in città e cerca di ritrovarlo. Ma un assassino sembra riemergere dal medioevo, uccidendo ancora per impadronirsi della pergamena.

Nei vicoli di Chinzica e nelle vie della Civitas, in luoghi ancora adesso riconoscibili, i lettori si appassioneranno agli intrighi del passato, legati al presente da un segreto inconfessabile. E, al tempo stesso, visiteranno una Pisa inedita, antica ma viva e affascinante. E se lo dice una scrittrice livornese, c’è da crederci.

“Francesca Ramacciotti può essere definita la Signora italiana del thriller storico. La sua Pisa del XII secolo, dove intrighi e delitti si consumano a ritmo serrato durante la costruzione della torre pendente, non si dimentica”. Carlo A. Martigli

Francesca Ramacciotti è nata a Livorno ma ama anche Pisa. Laureata in Giurisprudenza all’Università di Pisa, è stata giudice conciliatore per sei anni e attualmente insegna Diritto ed Economia all’Itis G. Galilei di Livorno. Accanita lettrice, ha sempre praticato la scrittura, sia creativa che in forma di sceneggiatura e testi teatrali. Ha collaborato con registi a Pisa e Livorno, dove sono stati rappresentati i suoi testi teatrali. Con il cortometraggio “Gnam Gnam”, di cui ha realizzato soggetto e sceneggiatura, ha vinto numerosi premi, fra cui il secondo posto al Corto Festival di Chianciano Terme. È stata allieva di Giulio Mozzi, Sebastiano Mondadori e Carlo A. Martigli. Prima classificata al premio letterario internazionale Città di Barletta, patrocinato dall’Unesco, nel 2010 e al premio Giallo di Donna nel 2011, ha scritto molti racconti presenti in antologie e riviste. Nel 2013 è stata fra i vincitori del Torneo letterario IoScrittore, bandito dal gruppo editoriale GeMS, con la conseguente pubblicazione in eBook del romanzo “Un angelo nel pallone”. I custodi della pergamena del diavolo, uscito per Newton Compton, è il suo secondo romanzo ed è il primo di una trilogia ambientata nel XII secolo, con il perito legale Lanfranco come protagonista. Francesca non esce mai di casa senza gli orecchini e un libro.

INCENDIO A NOTRE DAME, CADE L'ULTIMO BALUARDO DEI VECCHI VALORI CRISTIANI

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Parlare stasera di Notre Dame è facile; altrettanto facile sarebbe cadere nel retorico riempiendo i social media e i giornali di frasi fatte adatte ad ogni occasione. Tuttavia è inutile raccontare ciò che è accaduto a Parigi nel tardo pomeriggio del 15 aprile senza spiegare il perché l'incendio di Notre Dame ha creato uno spartiacque tra il passato e il futuro. Non ci si può esimere dal rimanere sconvolti dagli accadimenti, tra l'alto è insito nella natura umana rispondere con una carica emotiva molto forte a un qualcosa che destabilizza un vecchio equilibrio, così fu per le Torri Gemelle in un'epoca in cui non c'erano i social, in cui internet non era così preponderante, in cui le uniche possibilità di farsi un'idea sui fatti era comprare il giornale o vedere un notiziario. 

Siamo pietrificati nel vedere il simbolo della Cristianità occidentale e ultimo baluardo degli antichi valori crollare come fosse una costruzione di cartapesta. Nonostante buona parte della struttura sia stata salvata, non prendiamoci in giro, Notre Dame, Parigi, l'Europa e il mondo non saranno mai più gli stessi. Notre Dame non era sono una Cattedrale, era, ed è, un simbolo di grandi cambiamenti avvenuti in Europa negli ultimi sei secoli, cambiamenti che hanno toccato tutti gli aspetti della società francese e non solo. E pensare che durante la Rivoluzione Francese si era pensato di distruggerla salvo poi trasformarla nella cattedrale della Dea Ragione; proprio qui Napoleone si cinse la testa con la Corona da Imperatore con la celeberrima frase "Dio me l'ha data, guai a chi me la tocca"; qui Enrico IV di Navarra si convertì esclamando "Parigi val bene una messa"; qui riposano la Corona di Spine di Gesù e il mantello di Luigi IX il Santo; qui perì l'ultimo Gran Maestro dei Templari il 18 marzo 1314 dopo un processo farsa per ordine di Filippo il Bello (che di Luigi IX era un diretto discendente). Come è possibile vedere sono stati menzionati solamente alcuni dei grandi avvenimenti storici che, in un senso o nell'altro, hanno letteralmente cambiato il mondo, proprio per questo abbiamo parlato di spartiacque tra passato e futuro.

In questa serata così emotivamente complicata torna in mente il meraviglioso personaggio di Victor Hugo, Quasimodo, che a Notre Dame ci viveva nascosto dagli occhi non sempre benevoli del popolo: chissà se quelle campane che lui suonava con vigore e sincero amore torneranno a scandire la vita dei francesi e del popolo di tutto il mondo, chissà se Notre Dame tornerà ad essere il simbolo dell'unione tra i popoli e le culture. Noi ci auguriamo che questo mirabile esempio di arte gotica possa, in futuro, tornare a splendere e continuare ad essere quel baluardo di valori e di cultura di cui stasera siamo tutti orfani.

Emiliano Amici




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