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lunedì 11 marzo 2013

VIAGGIO NEI CASTELLI AOSTANI

I castelli della Valle d’Aosta da visitare sono davvero molti e sparsi per tutta la regione, al punto da costituire un elemento caratteristico del paesaggio valdostano. Grazie ad essi e alla loro splendida conservazione, si può fare un vero e proprio viaggio nel tempo a partire dall’architettura civile e militare del Medioevo, rappresentato benissimo da torri, castelli e fortificazioni, fino ad arrivare alle residenze cortesi dell’inizio del Cinquecento. A cominciare dai più famosi Fénis, Issogne e Verrès, preparatevi ad un itinerario ricco di storia che vi porterà tra le mura inespugnabili delle fortezza medievali per conoscere e capire meglio la storia dell’età di mezzo. Essendo i castelli della Valle d’Aosta molti per numero, troverete qui solo un esempio per un possibile itinerario. Andiamo indietro nel tempo fino al XIII secolo per incontrare il Castello di Fénis, simbolo della Val d’Aosta feudale e grande esempio dell’architettura civile e militare medievale. Al contrario degli altri castelli e forti dell’epoca, non fu costruito sulla sommità di un promontorio perchè la sua funzione era solo quella di sede prestigiosa della ricca e nobile famiglia Challant. Il cortile con lo scalone circolare, il loggiato in legno e gli affreschi sono tre esempi di ciò che si può ammirare in questa dimora così austera fuori, con la sua doppia cinta muraria e le torri con le feritoie,ma così raffinata dentro. Anche il Castello di Issogne deve la sua bellezza in gran parte alla famiglia Challant: pur essendo già presente una torre dal XII secolo dove ora sorge il castello, esso fu ingrandito, ripreso e restaurato tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo dal raffinato Giorgio di Challant. Nonostante le sue facciate esterne quasi anonime infatti, all’interno del castello si possono ammirare raffinate stanze decorate ed affrescate, e nel suo cortile si trova la famosa fontana del melograno, simbolo della famiglia Challant, in ferro battuto. A differenza del Castello di Issogne, il Castello di Verrès fu costruito sulla base di un’architettura militare su un picco roccioso a strapiombo sul torrente Evançon e sul borgo di Verrés, con il preciso intento di controllare l’area sottostante. La sua costruzione iniziò nel 1390, come si legge in un’iscrizione, per opera di Ibleto di Challant, che nella struttura voleva rispecchiare la propria potenza. Il castello, legato alla storia di Caterina di Challant che viene rievocata durante il carnevale, si può raggiungere solo a piedi. Facendo un balzo di circa quattrocento anni, ci ritroviamo all’inizio del XIX secolo, quando fu restaurato il Forte di Bard per opera di Carlo Felice. Quello che vediamo oggi è infatti uno dei migliori esempi di fortezza di sbarramento, e da allora è rimasto pressochè intatto. Al suo interno si trovano il Museo delle Alpi, costituito da 29 sale in cui il visitatore può divertirsi nella scoperta del mondo alpino, e le prigioni che, una volta anguste e tetre, oggi sono diventate un percordo che guida il visitatore alla scoperta della base militare e della sua storia.
Il Castello di Ussel, costruito verso la metà del XIV secolo per opera di Ebalo di Challant, costituisce un’importante svolta nell’architettura militare valdostana, poichè è il primo esempio nella regione di castello monoblocco, e dunque fa come da spartiacque tra le rigide forme medievali e quelle contemporanee del Castello di Fénis. Il castello fu costruito in un’unica volta e poi non subì più modifiche, così si mostra a noi proprio come venne eretto in origine, al di sopra di un’altura rocciosa che domina Châtillon e Saint-Vincent, dove tra l’altro potete fare una piacevole sosta alle Terme di Fons Salutis . Il Castello di Sarre fu acquistato dal re Vittorio Emanuele II nel 1869, e divenne la sua residenza durante le battute di caccia in Val d’Aosta; il maniero rimase di proprietà dei Savoia fino all’esilio, e in alcune stanze dei piani superiori si possono ammirare gli arredi originali di inizio ‘900, i ritratti degli artisti di corte e molte opere possedute dai reali.

Fonte: Wikipedia

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