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giovedì 13 novembre 2014

MEDIOEVO QUANTE STORIE: ICONOGRAFIA MEDIEVALE. IL DIALOGO FRA L'ARTE E LA STORIA. CON EMANUELA FOGLIADINI E FABIO SCIREA


Domenica 16 novembre 2014 alle ore 11,00 presso la Libreria Jaca Book “Città Possibile” in Via Frua, 11 a Milano (Ingresso da Via delle Stelline), l’Associazione Culturale Italia Medievale e Editoriale Jaca Book sono lieti di invitarvi alla presentazione del libro “L’iconografia medievale” di Jérôme Baschet (Jaca Book, 2014). Intervengono Emanuela Fogliadini e Fabio Scirea. Ingresso libero. Segue aperitivo. Nel libro fondante di Emile Mâle, L’Art religieux du XIIIe siècle en France (1898, e numerose edizioni successive, fra cui quella italiana: Le origini del Gotico. L’iconografia medievale e le sue fonti, Milano, Jaca Book, 1986) è detto che «Il Medioevo ha concepito l’arte come forma di insegnamento», o che la cattedrale è «un libro di pietra per gli ignoranti». Tale concezione delle immagini medievali è stata efficacemente sintetizzata dalla nozione di «Bibbia degli illetterati», al punto di farne un luogo comune inestirpabile; una formula che permetteva di sbarazzarsi di tutti i quesiti sullo statuto delle immagini e sul loro posto nel mondo medievale.
Al contrario, è attorno a tali quesiti che si sviluppa L’iconografia medievale di Jérôme Baschet (2008): con il più serrato rigore metodologico, Baschet penetra efficacemente nella mentalità medievale per elaborare la nozione di immagine-oggetto, quella maggiormente in grado di avvicinare le opere d’arte medievale e le interazioni sociali che vi si annodano tutto attorno. Si tratta di concepire l’immagine-oggetto non come la semplice congiunzione di un’immagine e del suo supporto, ma piuttosto come un tutto indissociabile, coinvolto in rapporti sociali e in situazioni pratiche, in seno a luoghi, gesti, parole, pratiche liturgiche e devozionali, ecc. Il percorso che Baschet propone implica la riconsiderazione critica degli approcci semplificanti che si ricollegano alle nozioni di iconografia e iconologica, a partire dai padri fondatori Aby Warburg et Erwin Panofsky. Bisogna allora elaborare la nozione di Iconografia relazionale per sfuggire alla dicotomia fra senso e forma, fra linguaggio figurativo e linguaggio verbale, e riconoscere «il reciproco attraversamento del testo mediante l’immagine e dell’immagine mediante il testo». Il libro – è l’autore stesso che ci avverte – «non è un manuale o una guida […] si tratta di un tentativo che traccia un percorso metodologico, parallelo alla considerazione o riconsiderazione di certe opere, al fine di proporne un’analisi il più possibile precisa». L’edizione italiana del volume costituisce dunque un ulteriore passo nello sforzo di rinnovamento metodologico della comunità scientifica italiana, inserendosi inoltre, grazie al taglio trasversale e multidisciplinare, nel quadro dell’alta divulgazione della cultura. Emanuela Fogliadini ha conseguito la Licenza in Teologia presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano, dove è attualmente impegnata in un Dottorato di Ricerca in Storia della Teologia dell’Oriente cristiano. È docente all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano, alla Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna di Bologna e alla Scuola Iconografi ca di Seriate. Nella presente collana ha già pubblicato nel 2011 il volto di Cristo. gli acheropiti del Salvatore nella tradizione dell’Oriente cristiano. 

Fabio Scirea è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Storia delle Arti, della Musica e dello Spettacolo dell’Università degli Studi di Milano, ateneo dove ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Storia e critica dei beni artistici e ambientali. Suo campo di studi è la storia dell’arte dell’Occidente medievale, con particolare riferimento all’ambito lombardo e al rapporto fra pittura e contesti monumentali.

Questa iniziativa è parte del programma di BookCity Milano 2014 (http://www.bookcitymilano.it/).

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