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domenica 4 maggio 2014

TESTIMONE DI UNA MORTE VIOLENTA

L'immagine presente sulla sindone mostra  il corpo di un uomo adulto ma giovane, contratto nella tipica rigidità cadaverica dei defunti nelle prime ore dopo il decesso. Ovunque compaiono i segni di molti traumi e violenze: sono state contate in tutto le tracce di 372 ferite visibili, ma il numero va di molto aumentato (forse quasi raddoppiato) se si includono molte tracce meno certe ma fortemente sospette di essere lesioni, oltre alle ferite che senz’altro stavano lungo tutta la parte esterna delle spalle, delle braccia e delle gambe: sul telo infatti non si vede l’immagine delle zone laterali, dove il corpo poggiava contro garze imbevute di polveri e sostanze per l’imbalsamazione. Non è esagerato dire che quest’uomo avvolto nel telo fu letteralmente massacrato. Oltre alle centinaia di ferite che costellano tutta la superficie del corpo, come già detto, sappiamo che fu colpito in faccia ripetutamente e con gran violenza: gli venne spezzato il setto nasale che presenta addirittura una frattura scomposta, oltre a rivoli di sangue usciti dalle narici che hanno impregnato il lino. La parte destra del viso è completamente tumefatta. L’impronta sulla sindone è fatta soprattutto da sangue, sudore, una mistura di essenze aromatiche, le tracce di terriccio del quale si è già detto e anche frammenti di pelle lacerata durante le torture: tutte queste sostanze hanno impregnato il telo direttamente, nel momento in cui il corpo è stato avvolto. Il sangue è umano di gruppo AB, come ha dimostrato un’équipe di esperti in medicina legale diretta da Pier Luigi Baima Bollone, ordinario di medicina legale dell’università di Torino; contiene una grande quantità di bilirubina, cosa riscontrata nei soggetti che hanno subito una morte violenta.

Articolo per gentile concessione della dott.ssa Barbara Frale

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