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giovedì 22 maggio 2014

SANT'EUROSIA

File:Saint eurosia.jpg

Eurosia, nata Dobroslava, il cui equivalente greco è Eurosia (Bayonne, 864 – Jaca, 880), figlia di Moyslav, duca di Boemia, è venerata come santa dalla Chiesa cattolica. La giovane, rimasta in tenera età orfana di entrambi i genitori, venne accolta dal nuovo duca Boriboy e dalla sua giovane moglie Ludmilla, questi la trattarono come vera figlia e si prodigarono per il diffondersi della religione cristiana in tutta quella regione, così anche Dobroslava venne battezzata ed assunse il nome greco di Eurosia. Furono quelli anni di pace e di fede e la giovane Eurosia si distinse per bontà ed altruismo, ma un gruppo di cechi-boeri pagani presero il potere e costrinsero la famiglia ducale all'esilio. Fu solo grazie all'opera del grande san Metodio che il duca e la sua famiglia poterono tornare trionfalmente in Boemia. Nell'anno 880, san Metodio si recò a Roma da papa Giovanni VIII, il quale era impegnato in un difficile caso: trovare una degna sposa per il figlio del conte spagnolo d'Aragona, Fortun Jimenez, erede al trono di Aragona e Navarra impegnato nella lotta contro gli invasori arabi saraceni; Il papa chiese aiuto a san Metodio, il quale senza dubbio alcuno indicò la giovane principessa Eurosia, quindi ritornò in Boemia con una ambasciata aragonese e raccolse l’accettazione del duca e di santa Eurosia, la quale lasciò il proposito di dedicarsi totalmente a Cristo, vedendo nell’intervento del papa un supremo disegno della volontà di Dio. Iniziò così il viaggio verso la Spagna, era l’anno 880, arrivati però ai Pirenei, era necessario valicarli per incontrare il suo sposo nella cittadina di Jaca, tuttavia tutta questa zona subì improvvisamente una feroce invasione di saraceni capitanati dal rinnegato Aben Lupo, questi ucciso l'ambasciatore che doveva annunziare l'arrivo di Eurosia, e saputo del matrimonio col principe aragonese, si mise in animo di catturarla e trattenerla con sé.La comitiva con Eurosia, avvertita dell’accaduto, fu costretta a nascondersi sui monti, ma il feroce bandito saraceno riuscì a trovarli, cercò con buoni modi di ottenere i favori della giovane Eurosia, pretendendo ch'essa rinnegasse Gesù Cristo e rinunciasse al principe aragonese per divenire sua sposa; Eurosia però si oppose decisamente a tali progetti, provocando in tal modo l'ira del bandito che diede l'ordine di uccidere tutti. Grazie all'eroismo di alcuni ambasciatori spagnoli appartenenti alla comitiva, Eurosia riuscì a fuggire ma fu inseguita e raggiunta. Subì un tragico martirio: le vennero amputate le mani e recisi i piedi, tuttavia Santa Eurosia in ginocchio, con il volto fisso al cielo, pregava con fierezza e nel contempo nebbie e nuvole minacciose salivano dalle valli e un lampo improvviso scese vicino ad Eurosia, senza provocarle danni, tutti i saraceni ebbero gran paura ma il capo bandito, preso da rabbia mista a terrore diede l'ordine di decapitarla. Eurosia alzando i sanguinanti moncherini al cielo chinò il capo pregando è così venne uccisa, aveva solo sedici anni. Contemporaneamente si scatenò un grandinare furibondo, uno scrosciare spaventoso di acque, folgori e tuoni assordanti, venti fortissimi, i saraceni fuggirono terrorizzati mentre dal cielo una voce più potente della tempesta diceva: «Sia dato a Lei il dono di sedare le tempeste, ovunque sia invocato il suo nome!». Vennero miracolosamente le sue spoglie trovate due anni dopo da un pastorello chiamato Guilleu. Eurosia fu canonizzata a Jaca il 25 giugno, la sua festa ricorre ancora oggi il 25 giugno, è invocata contro le tempeste, i fulmini, le grandinate e anche per i frutti della terra. Molte campane in Italia recano la dedica ad Eurosia: venivano infatti suonate per allontanare temporali e grandinate. Dal Martirologio Romano al 25 maggio: "A Jaca nella Spagna settentrionale, santa Eurosia, vergine e martire".
Il suo culto si diffuse in tutta la Spagna e grazie ai soldati spagnoli anche nell'Italia settentrionale, soprattutto nelle zone collinari vinicole.
Solitamente è invocata contro le tempeste, i fulmini, le grandinate e anche per i frutti della terra.
In località Mizzole (comune di Verona), si conserva un capitello risalente al 1630, eretto per invocare la protezione di sant'Eurosia contro la peste; esso è racchiuso all'interno di una cappella insieme ad un frassino che nel frattempo era cresciuto accanto.

Fonte: Wikipedia

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