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venerdì 28 dicembre 2012

SAN GIMIGNANO, MODERNA CITTA' MEDIEVALE

Torri di San Gimignano
Opera di Matteo De Maria
(www.matteodemaria.it) (CC)D
San Gimignano è uno splendido comune della provincia di Siena. Il centro cittadino, situato a 324 metri sul livello del mare, su un colle della valle dell’Elsa in posizione alta e dominante, è una testimonianza eccezionale della civiltà del Medioevo, poiché raggruppa in una piccola area tutte le strutture tipiche della vita urbana: piazze e strade, case e palazzi, pozzi e fontane. San Gimignano è stato un punto di inoltro della Via Francigena per i pellegrini in viaggio da e per Roma. Il paese, sviluppatosi attorno a un insediamento etrusco, prese il nome dal santo, vescovo di Modena, che avrebbe salvato il borgo dalle orde barbariche. Sede di mercato sotto la giurisdizione del vescovo di Volterra alla fine del sec. IX, nel 1199 fu libero comune. Le lotte intestine fra grandi famiglie guelfe e ghibelline indebolirono il potere civile; la crisi economica, le carestie e la peste del 1348 portarono il centro alla definitiva sottomissione a Firenze nel 1354. Sotto il dominio della repubblica prima, dei Medici poi, decadde perdendo ogni rilevanza politica. La città di San Gimignano, ancora cinta dalle mura duecentesche, conserva quasi intatta la struttura urbanistica e architettonica medievale, con 14 delle originarie 72 torri. Il centro monumentale della città è la piazza del Duomo. Circondata da case-torri duecentesche, dai palazzi Salvucci e Chigi, fu completata dalla torre Grossa (sec. XIV) e dal Palazzo del Popolo (del sec. XIII e oggi sede dei musei civici, che conservano notevoli opere di Coppo di Marcovaldo, Filippino Lippi, Pinturicchio e artisti toscani dei sec. XIV e XV). Sulla piazza si affaccia la Collegiata (duomo), della metà del sec. XII e ampliata nel 1460 da Giuliano da Maiano. L'interno a tre navate conserva statue di Iacopo della Quercia, notevoli opere pittoriche e la cappella di Santa Fina, capolavoro rinascimentale di Giuliano e Benedetto da Maiano affrescata dalle storie della santa del Ghirlandaio. Di fronte alla collegiata sorge il Palazzo del Podestà, con loggia affrescata dal Sodoma, sovrastato dalla possente torre detta “la Rognosa”. Alla fine del Duecento risale la Chiesa romanico-gotica di Sant'Agostino, ricca di opere quattrocentesche. Il passaggio dal romanico al gotico si legge anche nei palazzi Tinacci, della Cancelleria e Pesciolini e in altri che fiancheggiano la via principale di San Matteo e i vicoli secondari. Dalla rocca trecentesca di Montestaffoli, smantellata nel 1558 da Cosimo I, si ha una veduta panoramica eccezionale sul paese e sulla campagna circostante. Nei dintorni si segnala la romanica pieve di Cellole (sec. XIII). Nel 1990 il centro storico di San Gimignano è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Secondo il rapporto della Commissione delle Nazioni Unite «il centro storico di San Gimignano contiene una serie di capolavori del XIV e XV secolo dell’arte italiana, nel loro contesto architettonico originario, tra cui: nella Cattedrale, l’affresco del Giudizio Finale (Universale), Paradiso e Inferno di Taddeo di Bartolo (1393), il Martirio di San Sebastiano di Benozzo Gozzoli (1465),  e soprattutto i magnifici affreschi di Domenico Ghirlandaio, Il ciclo di Santa Fina (1475) e l’annunciazione di San Giovanni Battista (1482). Altre opere  della stessa straordinaria bellezza comprendono gli enormi affreschi di Benozzo Gozzoli che raffigurano San Sebastiano (1464) e Sant’Agostino (1465). San Gimignano - inoltre - porta un’eccezionale testimonianza della civiltà medioevale, in quanto raggruppa in una piccola area tutte le strutture tipiche della vita urbana: piazze e strade, case e palazzi, pozzi e fontane. Gli affreschi di Memmo di Filipuccio che il Comune commissionò nel 1303 per decorare le camere del Podestà nel Palazzo del Popolo, sono tra i documenti maggiormente adottati per illustrare la vita quotidiana, con molti dettagli domestici, dell’inizio del XIV secolo». Sempre secondo l’Unesco, «mentre il paesaggio urbano di Firenze, dominato dalle sue torri dei suoi palazzi pubblici (Palazzo del Podestà e Palazzo della Signoria) mostra che le sue istituzioni pubbliche prevalsero sulla sua personale potenza (l’altezza delle torri-abitazioni delle famiglie fu periodicamente ridotta dopo il 1250), a San Gimignano, il cui incastellamento risale al 998, le 14 torri orgogliosamente erette al di sopra dei suoi palazzi conservano l’aspetto di una città feudale toscana controllata da fazioni rivali sempre pronte al conflitto. Questo illustra un momento significativo della storia che non si trova in egual misura in città del calibro di Firenze, Siena o Bologna, nonostante la qualità dei loro monumenti. Il borgo ha conservato il suo aspetto feudale. Le sue mura e case fortificate formano un panorama indimenticabile, nel cuore del paesaggio etrusco. In città risiedono anche il Museo Archeologico e la Galleria d’arte moderna e contemporanea “R. De Grada” ospitati nell’ex Conservatorio di Santa Chiara insieme alla Spezieria di Santa Fina che raccoglie il materiale proveniente dalla Spezieria dello Spedale di Santa Fina, che riproduce l’antica farmacia, in particolare, vasi in ceramica (dalla seconda metà del Quattrocento al Seicento provenienti dalle manifatture di Montelupo Fiorentino) e contenitori in vetro (dal Seicento all'Ottocento) con preparati medicamentosi, oltre a suppellettili e arredi. La cittadina toscana diede i natali al poeta trecentesco Folgore da San Gimignano, pseudonimo del  Cavaliere e uomo di corte, Giacomo di Michele. Franco Zeffirelli vi girò i film “Romeo e Giulietta” (1968) e “Fratello sole, sorella luna” (1972). 

Fonte: ecoseven.it

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