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martedì 24 giugno 2014

NOTTE DI SAN GIOVANNI


Una credenza secolare, ovunque radicata in Italia, perpetuava con rituali e superstizioni differenti la convinzione che in questa nevralgica fase solstiziale dell’anno le streghe o altre creature malefiche erano solite darsi convegno nella notte tra il 23 ed il 24 giugno. L’antica trattatistica sulla stregoneria ed anche il sapere popolare conveniva che queste donne oscure dotate di poteri demoniaci si dessero appuntamento attorno ad un antichissimo albero di noce nei pressi di Benevento. Ed esattamente con i frutti di questi alberi stregati, colti ancora verdi e madidi di rugiada nella notte di San Giovanni, si preparava il nocino, liquore considerato terapeutico, o anche il vino “nociato” e “nocellato”. La tradizione marchigiana in questa notte di passaggio, carica di arcane presenze inquietanti, immagina la figura di un folletto, talvolta maligno ma anche più bonariamente dispettoso, nominato “sprevengolo” (o anche “sprovincolo” o “sprovengolo”. Vestito di un cappello rosso e calzate con scarpine guarda caso a guscio di noce, si presenta specialmente quando si ha mangiato troppo, ed infatti spesso è quasi sinonimo di indigestione. Contro le creature malefiche di questa notte magica il sapere popolare suggerisce un po’ ovunque l’impiego dell’aglio, ed un proverbio contadino suggerisce infatti “Per san Giovanni si sveglion le cipolle e gli agli”. Molte altre erbe si raccolgono nella notte della vigilia di San Giovanni, con la convinzione che abbiano particolari poteri benefici e terapeutici grazie all’intercessione salvifica del santo: con queste “misticanze” raccolte si preparava un’acqua “magica”, da impiegare per abluzioni reputate assolutamente rigeneranti e curative. Sempre riguardo alle erbe “magiche” di San Giovanni, un’altra usanza contadina ricorrente consisteva nel raccogliere la rugiada stillata in questa notte dei miracoli, che veniva poi aspersa sul corpo con la convinzione che facesse crescere i capelli, favorisse la fecondità, curasse la pelle ed allontanasse le malattie. Una diffusa credenza nelle campagne attribuiva pertanto alla data di San Giovanni particolari proprietà soprannaturali, come anche divinatorie. Pietanze caratteristiche invece della ricorrenza di San Giovanni sono le lumache, il cui consumo in questi giorni onora antiche tradizioni di carattere ugualmente salvifico e propiziatorio, dovute alle suggestioni simboliche associate a questo animale.

Fonte: www.appennino.info

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