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lunedì 30 giugno 2014

"RESPICE ARCANUM - IL PAPA". NUOVO ROMANZO DI BARBARA FRALE. PRESENTAZIONE 30 GIUGNO 2014 A VITERBO ORE 19.00

Lunedì 30 giugno 2014 alle ore 19,00, nel chiostro di Santa Maria Nuova a Viterbo, in occasione della manifestazione “Caffeina Festival”, verrà presentato “Respice Arcanum – Il Papa”, l’ultimo libro di Barbara Frale, edito da Edizioni Penne & Papiri di Tuscania. E' il primo di una avvincente saga medievale che narra, romanzato, lo scontro tra Bonifacio VIII e il re di Francia Filippo il Bello, oltre al processo contro l’Ordine dei Templari. 

Barbara Frale (Viterbo, 1970), è una storica dell’Archivio Segreto Vaticano esperta di medioevo. Ha pubblicato diversi saggi sui Templari e sulla Sindone, per prestigiose case editrici (Mondadori, Il Mulino, Viella), e nel 2012 ha esordito nella narrativa con un romanzo intitolato La lingua segreta degli dèi (Mondadori).Chi volesse approfondire gli argomenti storici trattati nel romanzo di Barbara Frale può visitare il blog dell'autrice.
respicearcanum.blogspot.com







Introduzione (a cura della dott.ssa Barbara Frale)

Immaginate di avere speso oltre vent’anni della vostra vita a studiare gli enigmi di antiche pergamene secolari, e di aver raccolto con pazienza certosina tutti i dati storici sicuri in contenitori affidabili, cioè saggi scritti con criterio scientifico, insomma libri di ambito accademico. E di avere in casa, altrettanto voluminosi dei libri, tanti fascicoli di appunti sparsi dove avete registrato una quantità incredibile di altri dettagli, cose che non trovano una spiegazione logica nel quadro dei fatti ufficiali, ma che pure esistono, e sono documentate. 
Volete un esempio concreto? Eccovelo! 
Siamo nel febbraio 1312, il re di Francia Filippo IV detto il Bello, quello dello Schiaffo di Anagni, per capirci, sta lottando contro papa Clemente V ormai da cinque anni: nell’ottobre 1307 aveva arrestato all’improvviso tutti i Templari del suo regno, e con la complicità dell’Inquisizione di Francia li accusava di coltivare dottrine eretiche. Il pontefice si era opposto, aveva fatto ciò che poteva nei limiti della sua condizione militare limitatissima, minacciandolo però di scomunica. Ma Filippo il Bello delle scomuniche se ne infischiava, tutto sommato; e contro Bonifacio VIII che lo aveva scomunicato di fatto, aveva scagliato un esercito guidato dal suo “cane nero”, l’avvocato Guglielmo Nogaret. Troppo ricchi, troppo influenti, troppo autonomi, i Templari erano un ostacolo per la corona di Francia, che inoltre, oberata di debiti e sul punto di fare bancarotta, poteva salvarsi incamerando il loro patrimonio.
Dunque, siamo nel febbraio 1312: il re di Francia ha vinto, a furia di ricatti, usando la forza bellica, giocando scorretto su ogni versante. Si sta riunendo a Vienne il Concilio in cui Clemente V, pur senza condannare i Templari, anzi mettendo per iscritto che le prove emerse dal processo non convalidavano l’accusa di eresia, di fatto chiuderà l’ordine. Eppure, Filippo il Bello non arriva. Se ne sta rinchiuso in un monastero nelle vicinanze, a fare cosa nessuno lo sa. Se ne resta lì, mentre tutti aspettano il suo arrivo per cominciare quei lavori che di fatto decreteranno la sua vittoria, almeno sul piano materiale. Fin quando, dopo un paio di settimane, il Nogaret lo raggiungerà, gliele canterà di tutti i colori, e insomma lo trascinerà a Vienne praticamente per i capelli.Perché succede tutto questo? 
Il dettato delle fonti storiche suggerisce il ritratto di questo sovrano come un uomo spietato, gelido, insensibile, deciso a ottenere vittoria a qualunque costo. Provate a trascorrere vent’anni sulle fonti originali, scavando dentro i documenti con la curiosità e gli strumenti dello storico professionista.  vi accorgerete di altre verità più discrete, le quali non furono registrate negli atti ufficiali perché non era conveniente farlo. Filippo IV aveva emplicemente dei grossi problemi di carattere privato, problemi talmente gravi che gli guastarono il gusto per la vittoria quanto ai Templari; la quale, peraltro, nonostante ciò che noi oggi possiamo immaginare, era ai suoi occhi solo una questione odiosissima, spinosissima, che volentieri avrebbe evitato, se avesse potuto in altro modo salvare la Francia. E sapevate che lo stesso Filippo il Bello desiderava ardentemente di entrare nel Tempio? Certo, voleva fare il Gran Maestro, che diamine! Lo rifiutarono; e detto da storico professionista, forse fu un errore fatale.Ricapitolando questo discorso, abbiamo una quantità sterminata di informazioni che non possiamo discutere in un saggio storico di tipo classico, perché le fonti ce le lasciano solo intuire, senza descriverle. Allora, mi è sembrato divertente raccoglierle insieme in un testo di carattere diverso: una saga storica, dove il documento la fa da padrone, ma lascia anche spazio per illazioni, congetture e ipotesi altamente verosimili che trovano il modo di emergere nei dialoghi e nelle vicende narrate. Ho trovato un editore appassionato di medioevo, dunque disposto a pubblicare questo lungo racconto nel quale passa l’intero mondo del medioevo, un po’ come si vede nell’arte delle cattedrali. Il processo ai Templari è al centro di tutto, ma anche lo scontro epocale tra Filippo il Bello e Bonifacio VIII. Poiché il medioevo era un’epoca di grande fede religiosa ma anche di fiorentissime convinzioni magiche, il compito di innescare tutto è affidato a un personaggio ambiguo: medico personale di papa Bonifacio VIII, è anche ritenuto un mago di enorme talento e un alchimista insuperabile. Sarà lui, creando una figura alchemica dal potere travolgente, a punire Filippo il Bello boicottando le sue vittorie disoneste con una valanga di calamità che lo feriranno nella sfera privata. Come lo farà? Nel modo più semplice e crudele, naturalmente, senza nessuna pietà. Poiché Filippo IV era francese, gli useremo almeno la cortesia di dirlo nella sua lingua: cherchez la femme...Qualcuno che l’ha già letto, ritiene che io mi sia identificata con questo alchimista che ferisce e infilza l’odiato tiranno facendogliene passare di tutti i colori; avrà ragione? Forse un pochino è vero, lo ammetto...Ma la verità storica resta sempre padrona del quadro, e i documenti dai quali ho tratto i dati saranno visibili a tutti. Ho dovuto creare un blog apposito (a presto l'indirizzo e il primo post) per raccogliere le spiegazioni dei fatti che i lettori vedranno: non solo gli intrighi politici ma anche la Cabala, la magia, l’alchimia, insomma l’intero cosmo dell’immaginario medievale. Lo terrò separato da questo, dove sono raccolti soltanto i dati storici adatti a un saggio accademico. Vedrete fra l'altro ricette per creare pozioni magiche e filtri d’amore tratte dai veri testi del medioevo (tranquilli: pubblicherò solo quelle innocue!)

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