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lunedì 13 agosto 2012

LA ROTTA DI RONCISVALLE


La battaglia di Roncisvalle (778 d.C.), sebbene ricordata come una delle più celebri battaglie condotte da Carlo Magno, re dei franchi, in realtà non andrebbe considerata come una vera e propria battaglia e si discute anche se possa essere considerata come un episodio della Reconquista, visto che questa fu portata avanti dalle popolazioni iberiche di religione cristiana, mentre Roncisvalle fece parte di quelle operazioni militari con cui Carlo Magno cercò di ampliare il suo impero. Questo scontro fu infatti un episodio bellico anomalo, amplificato in Occidente dalle chansons des gestes composte dai trovatori, che eternarono così sia il mito di un grande sovrano che espressamente si richiamava ai valori della fede cristiana e che se ne proclamava come il migliore e il più autorevole difensore sia il mito dell'eroe leale e impavido (il paladino Orlando) e del traditore pronto a vanificarne gli sforzi (Gano di Maganza). Il fatto si svolse in appendice al fallito tentativo dell'imperatore franco di proporsi come difensore dei cristiani spagnoli che vivevano sotto il giogo politico degli emiri musulmani omayyadi di al-Andalus. Secondo un'ipotesi sostenuta da un studioso particolarmente esperto di Spagna islamica, Carlo Magno potrebbe aver risposto all'invito di qualche esponente musulmano che, nel gioco delle beghe interne alla politica di al-Andalus, potrebbe aver invitato il futuro Imperatore del Sacro Romano Impero ad affacciarsi nella Penisola iberica, per disfarsi di qualche nemico politico. Attraversati i Pirenei nella primavera del 778, Carlo conquistò Pamplona e Barcellona, e poi - vista la mancata attuazione della promessa fattagli dal Wālī di Saragozza di aprirgli le porte della città, assediò Saragozza. 
Alla notizia di un'insurrezione dei Sassoni, da poco sottomessi, Carlo si mise di nuovo in marcia per rientrare in patria, lasciando Rolando/Orlando e la guardia reale con il bottino ottenuto durante la campagna militare, e valicando col suo esercito le gole pirenaiche di Roncisvalle. Le locali popolazioni basche - in parte cristiane ma in gran parte ancora pagane, intenzionate comunque ad avere buoni rapporti coi vicini musulmani, liberando un alto esponente arabo (Ibn al-Aʿrabī) trascinato con sé da Carlo dopo averlo fatto prigioniero - malgrado all'arrivo dell'imperatore gli avessero fatto atto di omaggio, non si fecero però sfuggire il 15 agosto l'occasione per aggredire la sua retroguardia (che fu annientata) e depredarne gli averi e i carriaggi.
Nell'imboscata caddero, il conte-palatino Anselmo, il siniscalco Eggihardo (o Aggiardo) e il conte-palatino Rolando (Orlando), duca della Marca di Bretagna. Il fatto d'armi (ben difficilmente si può parlare di vera e propria battaglia) era iniziata nel tardo pomeriggio di sabato 15 agosto 778 per arrestarsi al calar del sole, terminando l’indomani col totale annientamento della retroguardia dell’esercito franco e la razzia dell’intero bottino che i Franchi avevano conseguito a Barcellona e a Pamplona. Circa il luogo esatto ove l’evento accadde, regna l’incertezza assoluta. Sicuramente non avvenne lungo l’attuale strada che valica il passo pirenaico, perché - al tempo in cui si svolse l’attacco – essa non era ancora stata realizzata. Le uniche strade possibili di collegamento tra il territorio franco e la Spagna erano le strade costruite secoli prima dai romani. Nell’area degli Alti Pirenei, dalle regioni della Navarra e dell’Aragona in direzione della Catalogna le strade romane – tuttora esistenti – erano diverse. La prima è la “Via ab Asturica ad Burdigalam” che partiva da Castra Legiones (l’attuale León) e terminava a Benearnum (attuale città francese di Béarn) prima di inserirsi nella strada che portava a Burdigala (attuale Bordeaux): nota anche come “Strada Napoleonica”, essa attraversa il passo, ma non segue il tracciato della strada moderna in quanto non passa per Ibaineta. Essa si colloca più ad est dell’attuale moderna via di comunicazione, ed attraversa i passi di Lepoeder e di Bentartea, presso la città di Aezkoa, in una serie di angusti tornanti sovrastati dal Monte Urkuilu, il luogo ideale per imboscate e per la guerriglia, anche contro un potente esercito che non trova spazio per potersi dispiegare. A favore di questa localizzazione sta il fatto che l’esercito franco prima partì da Saragozza e poi giunse a Pamplona, attraversata proprio da questa via. Un'altra strada romana che transita per questa regione è la “Via Cæsar Augusta”: essa valica il passo di Selva de Oza, attraverso la Valle dell’Hecho, giusto al confine tra Aragona e Navarra. Essa inizia da Cæsaraugusta (la moderna Saragozza) e s’innesta nella via precedente. Anche questa potrebbe esser stata la via di ritirata dell’esercito di Carlo Magno dalla Spagna più per motivi geografici. Nelle descrizioni coeve od appena successive allo svolgimento dei fatti in questione, si descrive il luogo dello scontro come un sentiero costeggiato da burroni abbastanza largo per far transitare in colonna un esercito, con dirupi dai quali è facile tendere imboscate all’esercito che marcia. Rispetto al Passo di Roncesvalle questa località dista circa una trentina di chilometri. L'infelice episodio convinse Carlo dell'ingenuità della fiducia che aveva riposto in alcuni capi musulmani del nord della Penisola iberica, privilegiando gli interessi immediati del suo regno, rendendo la frontiera più sicura. Quell'anno stesso, infatti, dette disposizioni perché fosse creato un Regno di Aquitania, che presidiasse validamente i Pirenei e i suoi valichi, destinandogli le città di Bourges, Bordeaux, Auch e Narbona. Suo re divenne, per volere di Carlo, suo figlio Ludovico, consacrato il 15 aprile 781 a Roma da papa Adriano I. Il mancato sollevamento dell'elemento cristiano presente nell'area coinvolta dalle operazioni carolinge, dimostra l'estraneità di qualsiasi molla religiosa nella vicenda, ridotta alla sua pura e semplice dimensione politica. Col tempo questo scontro marginale fu trasfigurato e reso immortale dai poeti: i baschi furono trasformati in un'orda di 400.000 - chissà perché - saraceni e la battaglia divenne uno dei più grandi e importanti scontri tra cristiani e musulmani. Nell'XI secolo la tradizione orale su questo scontro fu codificata nell'opera poetica, scritta da un anonimo troviero e conosciuta col nome di Chanson de Roland. La fama di Orlando e della battaglia di Roncisvalle era così stata resa immortale.

Fonte: Wikipedia

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