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mercoledì 22 agosto 2012

ROVERETO E LE SUE CHIESE RIVALI, PROTAGONISTI DEL MEDIOEVO

Due chiese, Sant'Andrea e San Pietro di Rovereto, con i loro borghi millenari immersi tra gli ulivi, nell'incantevole scenario del golfo del Tigullio, tra Zoagli e Chiavari: sono i tesori poco conosciuti alla cui scoperta ci conduce questo libro-guida preciso e documentato di Ferruccio Burlando (classe 1981, laurea in Conservazione dei Beni Culturali e master in Tecnologie Integrate per i Beni Culturali), che ha collaborato con i Musei di Strada Nuova per l'informatizzazione dei dati cartacei nell'ambito della revisione degli inventari della pinacoteca di Palazzo Rosso e Palazzo Bianco.Emerge l'importante ruolo svolto nel medioevo dal territorio di Rovereto quale località di sosta per i pellegrini che percorrevano a piedi l'antica strada romana diretti a Santiago di Compostela e necessitavano di strutture e servizi di accoglienza, come gli «ospitali» appositamente costruiti a questo scopo, che a loro volta favorirono il sorgere di centri abitati e di luoghi di culto.Alla bellezza del paesaggio fa riscontro lo splendore delle due chiese con il sagrato, il campanile, gli arredi liturgici e i dipinti, questi ultimi descritti in schede dettagliate. Spiccano nomi di artisti celebri del XVII secolo come Domenico Fiasella, Giovanni Battista Carlone e Domenico Piola. In alcuni casi è l'autore a dare un'attribuzione alle opere pittoriche rinvenute. Il capitolo dedicato agli argenti sacri, oltre a presentare le schede tecniche dei vari oggetti (come reliquari, calici, turiboli, ostensori), rievoca l'antica usanza della punzonatura per marchiare gli oggetti d'argento genovesi e spiega l'origine della parola «fravego» per indicare il fabbro argentiere: corruzione dialettale del nome del luogo che ospitava le botteghe dei lavoratori dell'argento «campetus fabrorum», probabilmente quella che oggi conosciamo come piazza Campetto a Genova.La storia delle due chiese di Rovereto racconta di interessi contrastanti, di rivalità e antagonismo tra i due borghi, due piccoli mondi così vicini eppure lontani, ma anche di pellegrinaggi pieni di pericoli, tanto che prima di partire si faceva testamento, e i più prudenti preferivano non partire affatto ma pagare qualcuno che affrontasse il viaggio al posto loro.Le fonti storiche comprendono, oltre agli Archivi della Curia Arcivescovile e all'Archivio di Stato di Genova, gli archivi parrocchiali delle due chiese, dove Burlando ha svolto un lavoro di ricerca amorevole e paziente per decifrare documenti scritti a mano con calligrafia arcaica, penna d'oca e inchiostro sbavato, pagine ingiallite e danneggiate dal tempo.Il libro fa venire voglia di visitare i luoghi che descrive, di vedere da vicino le preziose testimonianze custodite silenziosamente da secoli: l'obiettivo dichiarato dall'autore - far conoscere Rovereto e la sua storia, colmando un vuoto tra gli studi recenti - si può dire felicemente raggiunto.«Rovereto e il suo territorio. Parrocchie e percorsi devozionali nel Levante Ligure» di Ferruccio Burlando, De Ferrari Editore, pagg. 136, euro 16,00.

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