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venerdì 21 febbraio 2014

ELEMENTI ALCHEMICI A CASTELSARDO

Abbiamo già parlato della mostra "SEGRETI E MAGIA DELLA ALCHIMIA MISTICA" evidenziando come i Canonici di Sant'Antonio Abate fossero dediti a pratiche magico-alchemiche dai forti connotati eretici. In questo articolo andremo oltre, approfondendo questo aspetto così misterico di Castelsardo che a quanto pare non smette proprio mai di stupirci. Intanto può risultare paradossale che studi alchemici da sempre ostacolati dalla Chiesa siano stati esposti proprio in un palazzo della diocesi: la risposta può apparire non scontata ma la parola Alchimia non è intesa solo come scienza alchemica ma come un percorso di conoscenza interiore e di perfezione per entrare in comunità simbiotica con il Cristo. La mostra è sponsorizzata da don Francesco Tamponi, responsabile dei Benui Culturali della Diocesi di Tempio-Ampurias il quale è impegnato nella diffusione del ritrovamento della cisterna dell'ex Palazzo Vescovile di una biblioteca con 4000 mila testi appartenuti ai Canonici della Cattedrale che erano membri di un vero e proprio percorso iniziatico tanto da chiamarsi tra di loro "fratelli". Centro "operativo" dei loro studi era la Cattedrale di Sant'Antonio Abate: come abbiamo detto nel post sopra selezionato è stata rinvenuta ed è presente (anche se non si sa bene dove sia) una lapide che non ha i simbolici classici del cristianesimo ma ha un uroboro (simbolo tipico della ricetta alchemica che spesso possiamo trovare anche in molte chiese come ad esempio il portale alchemico della Basilica di Santa Sabina a Roma) con la scritta  "Fratres Cathedralis Ampuriensis" "In Unum". Secondo Don Francesco questa è proprio la dimostrazione del fatto che i Canonici di Castelsardo avevano fatto loro una dottrina contraria ai dettami della Chiesa ma nonostante questo avevano disseminato i loro simboli come a voler presentare un percorso iniziatico che i "fratres" dovevano conoscere. Secondo un testo rinvenuto nel XVII secolo, gli altari della Cattedrale fungono da vere e proprie tappe che avrebbero portato verso una conoscenza superiore. Ma ciò che interessa sono anche i possibili collegamenti con i Cavalieri Templari. Un lettore attento salterebbe sulla sedia affermando che il lasso di tempo non è corretto per dei contatti diretti ed è vero: tuttavia prende sempre più corpo la teoria secondo cui i cavalieri templari, oltre ad essere i precursori o ispiratori della massoneria moderna, si siano molto dedicati anche a studi alternativi alchemici e curativi creandone una vera e propria "sezione" all'interno dell'Ordine tanto che, questo fatto, sarà usato contro di loro nel famigerato e grottesco processo ai loro danni. Sabato 7 aprile 2007 è uscito un articolo su "La Nuova Sardegna" a firma di Monica de Murtas dal titolo  "I segreti delle piante medicinali - Un giallo cominciato con i Templari" in cui don Francesco afferma che il cammino esoterico dei canonici fu recepito grazie a sostanziosi lasciti dei templari. Il percorso si snoda attraverso cinque Chiese dell'Anglona che formano una mappa a croce latina che si trasforma in un percorso di alto profilo spirituale grazie a saperi di altissimo livello che riportano al periodo di massimo splendore dei Cavalieri Templari del XII secolo. Sui gradini di accesso al sagrato della cattedrale di Sant'Antonio Abate c'è la prova di quanto detto fin'ora. I simboli sono evidentemente arcaici di forte connotazione egiziana e si nota chiaramente un sole con tanti raggi (sicuramente al dio del Sole Osiride), una croce e sotto di essa una figura femminile.

Foto per gentile concessione di Marisa Uberti di www.duepassinelmistero.com




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