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sabato 20 dicembre 2014

LA BASILICA DELLA NATIVITA' DI BETLEMME E I SUOI IPOGEI

La figura di Gesù, ormai alle soglie del 2015, è ancora oggetto di studio da parte di studiosi e semplici appassionati di storia del Cristianesimo e non solo. Ma cosa affascina maggiormente di questa figura? Questo articolo cercherà di raccogliere le informazioni principali su Gesù scandagliando la Storia, i vangeli alla leggenda con l'obiettivo di fornire al lettore un quadro quanto più chiaro possibile su cosa accadde in Palestina più di duemila anni fa... Basti pensare, infatti, che la nascita di Gesù non era presente nelle elencazioni delle feste nei primi anni di nascita del Cristianesimo e soltanto nel Basso Medioevo si è tentato di dare importanza o comunque una impronta storica alla nascita di Gesù. La data della nascita è senza dubbio uno degli elementi più affascinanti. Il cristianesimo festeggia il bambinello il 25 dicembre la cui menzione risale al Cronographus del 354, un testo scritto da Filocalo. L'assegnazione della data sembra il frutto di una sorta di "compromesso" tra idee ebraiche e correnti religiose interne al Cristianesimo. Ma è solamente la coincidenza con il giorno del Natalis Solis Invicti che impone il 25 dicembre come la data di nascita di Cristo. Nel periodo tardo-antico, riuscì a far coincidere le feste dell'Impero Romano con i culti che provenivano direttamente dall'Oriente. Oltre ai già citati elementi di unione, si unirono anche alcuni elementi della tradizione popolare infatti proprio nel periodo in cui si entra nel solstizio di inverno venivano celebrati importantissimi riti propiziatori come i Saturnali, feste dedicate al Dio dell'agricoltura al quale venivano offerti raccolti e pranzi. Furono San Giovanni Battista e Zaccaria i primissimi che identificarono Cristo con il Sole consentendo una evidente sovrapposizione dell'iconografia pagana a quella cristiana. 
Uno dei primissimi testi che descrivono un pellegrinaggio in terra santa è l'Itinerarium Ad Loca Sancta di Egeria, vissuta nel IV secolo: nel testo si descrive anche il Natale in cui il vescovo di Gerusalemme si recava a Betlemme in pellegrinaggio. Egeria afferma anche che la presentazione del bambinello nel Tempio risalga a 14 giorni dopo il 6 gennaio e quindi intorno al 480 si riteneva che il 25 dicembre fosse davvero la data del Natale.

Particolarmente affascinanti erano le celebrazioni ad Antiochia e Gerusalemme ma fu a Roma dove, forse, ebbe il valore maggiore e precisamente a Santa Maria Maggiore dove il Natale ebbe i suoi primissimi riconoscimenti. Durante la Vigilia di Natale la cattedra del papa era posta a Santa Maria Maggiore nel presbiterio dove venivano allestite candele di incenso mentre all'interno della chiesa era possibile ascoltare canti e litanie. Sant'Ambrogio introdusse riti più o meno simili a Milano con l'intento di diffondere il culto del Natale anche in altre chiese del nord. 

La Basilica della Natività

Uno dei luoghi principali della vita di Gesù è senza dubbio la Basilica della Natività. San Girolamo ci dice che i romani innalzarono nel luogo dove Gesù morì una statua di Afrodite insieme ad un grandissimo tempio dedicato a Zeus. Successivamente alla rivolta di Bar Kokhba (131 d.C.) Adriano fece ricostruire Gerusalemme come fosse una città pagana iniziando una pesante repressione contro gli Ebrei diffondendo, in quella zona, i culti pagani cancellando tutti i luoghi di culti degli ebrei: unitamente vennero assimilati anche tutti gli spazi cristiani che furono letteralmente "segnalati". La costruzione della Basilica avvenne nel 330 per volere di Costantino e della madre, la regina Elena in una zona particolarmente ricca di cavità ipogee che erano luoghi di precedenti culti (si noti come a Roma molte delle chiese antiche sorgono proprio su santuari che prima erano pagani, si veda Santa Sabina, Santa Prisca su tutte...). 

La Grotta della natività (Fonte: betlemme.custodia.org)

Luogo della nascita di Gesù
Fonte immagine Wikipedia, autore Donatus
Le pareti naturali della grotta abbellite in epoca costantiniana, furono ricoperte di marmo in epoca bizantina. S’iniziò a venerare l'altare della Natività solo quando in epoca bizantina fu creato questo spazio in ricordo del luogo preciso della nascita di Gesù. L’attuale struttura è ormai totalmente modificata da quella descritta dal pellegrino Focas e dall'Abate Daniele nel XII sec. Due colonne in pietra rossa e l'iscrizione «Gloria in excelsis Deo et in terra pax hominibus» sovrastano l'altare, sopra al quale sono rappresentati la Vergine e il Bambino in fasce, la scena del lavacro e quella della venuta dei pastori. Sotto l'altare è posta la stella con l'iscrizione latina: «Hic de Virgine Maria Iesus Christus natus est» in ricordo del luogo preciso della Natività. A destra dell'altare sta il luogo dove Maria pose Gesù dentro la mangiatoia, detto anche "del Presepio". In questo punto della Grotta il pavimento è più basso e il vano è costituito da colonne simili a quelle bizantine della navata centrale della basilica e da resti di due colonne crociate. Di fronte al Presepio c'è un piccolo altare dedicato ai Magi, dove i latini celebrano la Santa Messa. La struttura del presepio non è originale ma è il risultato di ritocchi derivati dalla continua usura del tempo e del passaggio dei pellegrini. Dopo l'incendio del 1869 le pareti della Grotta furono ricoperte di amianto per prevenire gli incendi, donato dal Presidente della Repubblica Francese, il Maresciallo MacMahon, nel 1874. Al disotto del rivestimento sono ancora visibili i marmi crociati originari; mentre al di sopra si possono vedere dei dipinti su tavola.

La Grotta di San Giuseppe

Grotta di San Giuseppe
Fonte: betlemme-custodia.org

Usciamo dalla Grotta della Natività e attraversiamo un cunicolo che fu costruito dai francescani per accedere alla Grotta di San Giuseppe che costituirà l'ingresso più vicino alla Natività. La grotta, in cui troviamo l'altare di San Giuseppe, era un luogo utilizzato come sepolcreto dato che l'abitudine di seppellire il defunto nei pressi del luogo sacro era in voga sia in Oriente ma anche in Occidente. 

La Grotta degli Innocenti

Grotta degli Innocenti
Fonte: betlemme-custodia.org

Mettendoci alle spalle l'altare di San Giuseppe notiamo alla destra la Grotta degli Innocenti in cui si ricorda la drammatica Strage di infanti provocata da Erode pochi giorni dopo la nascita di Gesù. Nei primissimi secoli del cristianesimo, la memoria degli infanti erano ricordati in quella che era probabilmente una fossa comune in cui furono scoperte un numero incredibile di ossa di cadaveri

La Grotta di San Girolamo

Grotta di San Girolamo
Grotta di Girolamo
Fonte: betlemme-custodia.org

Prima di entrare nella Grotta di San Girolamo vi sono due altari uno dedicato a Paola ed Eustochio, seguaci di Girolamo, e l'altro dedicato a Girolamo ed Eusebio, padri della Chiesa. A destra del primo altare vi sono tre sepolcri disposti come quelli scoperti nelle campagne romane e questo fa pensare che fossero presenti nella città di Gesù fedeli di comunità latine che seppellivano il defunto secondo il metodo utilizzato nelle catacombe dove i corpi venivano deposti in nicchie costruite internamente alle pareti.


Foto tratte dal sito http://www.betlemme.custodia.org/

Orario d’apertura dei Santuari:

Basilica della Natività 
6.30 -19.30 (orario estivo)
5.30-18.00 (orario invernale)
domenica mattina la Grotta è chiusa

Santa Caterina 
6.00-19.00 (orario estivo)
5.30-18.00 (orario invernale)

Campo dei Pastori 
8.00 -18.00 domenica 8.00-11.45/ 14.00-17.30 (orario estivo)
8.00 -17.00 domenica 8.00-11.45/ 12.00-16.30 (orario invernale)

Grotta del Latte
8.00-18.00 (orario estivo)
8.00-17.00 (orario invernale)

S.Messe:
E’ possibile celebrare S.Messe presso la Grotta della Natività previa prenotazione al Franciscan Pilgrims' Office - FPO

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