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sabato 20 dicembre 2014

LE TESTIMONIANZE DIRETTE SULLA BASILICA DELLA NATIVITA' DI BETLEMME


Se qualcuno richiedesse ancora nuovi argomenti per convincersi che Gesù è nato a Betlemme, secondo la profezia di Michea e secondo la storia scritta dai discepoli di Gesù nei vangeli, rifletta come, conformemente alla narrazione evangelica della nascita, viene mostrata la grotta di Betlemme dove è nato, e, nella grotta, una mangiatoia dove fu deposto. E tutto questo è noto, in quei luoghi, anche a coloro che sono estranei alla fede: che in quella grotta ha veduto la luce colui che è adorato e ammirato dai cristiani (Origene)

E subito dedicò al Dio che adorava due templi: uno presso la grotta della Natività e l’altro sul monte dell’Ascensione. Il Dio con noi accettò infatti di sottostare alla nascita e il luogo della sua nascita nella carne: chiamato Betlemme presso gli Ebrei. La piissima imperatrice volle dunque abbellire il luogo dei parto della Madre di Dio con monumenti meravigliosi, facendo risplendere la sacra grotta di ogni genere di ornamenti. L’imperatore, poco dopo, l’arricchì ancora di più di doni votivi veramente di natura regale accrescendo gli ornamenti procurati dalla madre con la varietà e il pregio di veli intessuti d’oro e d’argento. (Eusebio di Cesarea)

E ancora per quelli che da Gerusalemme vanno a Betlemme, al quarto miglio, sulla strada, a destra, c’è il sepolcro dove fu deposta Rachele, la moglie di Giacobbe. Di là, verso sinistra, a due miglia c’è Betlemme. Dove nacque il Signore Gesù Cristo è costruita una basilica per ordine di Costantino. (Anonimo di Bordeaux)

A Betlemme per tutti gli otto giorni, ogni giorno, la festa col suo ornamento viene solennizzata dai presbiteri, da tutto il clero del luogo e dai monaci che dimorano in quel posto. Infatti in quell’ora in cui tutti ritornano di notte a Gerusalemme col vescovo, proprio allora i monaci di quel luogo, quali siano, vegliano fino al mattino nella chiesa di Betlemme, dicendo inni e antifone; perciò è necessario tenere sempre in Gerusalemme il vescovo in questi giorni. Per la solennità e per la festa di quel giorno si raduna a Gerusalemme un’immensa moltitudine da ogni parte, non solo di monaci, ma anche di laici, uomini e donne. (Egeria, Itinerarium Ad Loca Sancta Cap. XXV-12.)

Ma parliamo ora del paesello di Cristo e del rifugio di Maria(dato che ognuno loda maggiormente ciò che possiede); però con quali parole e in quale lingua possiamo spiegarti la grotta del salvatore? E quel presepio, in cui Egli da bambino vagì, bisogna venerarlo più col silenzio, che con parole inadeguate. Dove sono gli spaziosi portici, dove sono i soffitti dorati? dove sono i palazzi ornati con i sacrifici dei poveri e col lavoro degli schiavi? dove sono le basiliche che, a somiglianza dei palazzi, sono costruite con le ricchezze dei privati, al solo scopo di far camminare questo nostro piccolo e miserabile corpo umano in un ambiente più prezioso, e come se in questo mondo vi possa essere qualche cosa di maggior ornamento, si preferisca contemplare più le cose fatte bene, che il cielo? (Ma) ecco che in questo piccolo buco della terra è nato il Creatore dei cieli; qui fu avvolto nei panni; qui fu visto dai pastori; qui fu indicato dalla stella; qui fu adorato dai Magi. E io credo che questo posto è più sacro della rupe Tarpea, che per essere stata più volte colpita da fulmini del cielo, ci fa capire che essa dispiaceva al Signore... (Girolamo, Epistola 46)

Dai tempi di Adriano fino all’imperatore Costantino, per circa 180 anni, fu venerata una immagine di Giove sul luogo della Risurrezione e una statua marmorea di Venere sul luogo della Crocifissione ... E quanto a Betlemme, ora nostra, quel santissimo tra i luoghi della terra del quale il salmista canta: “La verità germoglierà dalla terra” era ombreggiato da un boschetto sacro a Tammuz, cioè Adone, e nella grotta dove un tempo Cristo, bambino, aveva vagito si piangeva l’amante di Venere.
Epistola 58 (Girolamo, Epistola 48)

Urbicio veniva chiamato il Sovraintendente dell’Impero, perchè lo fu a sette imperatori dell’impero; era egli che metteva le corone sul capo di quei medesimi imperatori, ed era egli che le toglieva, e anche correggeva gl’imperatori.
Esiste un luogo sacro a 3 miglia da Gerusalemme: quando Madonna Maria, Madre del Signore, andava a Betlemme, scese dall’asina, sedette sopra una roccia e la benedisse. Il Sovraintendente Urbicio fece tagliare quella roccia e la fece squadrare in forma di altare, perchè voleva spedirla a Costantinopoli. Giunta alla Porta di S.Stefano, non si potè più smuoverla. Una coppia di buoi tirava(il carro)con quella pietra, e visto che in nessuna maniera si poteva tirarla in avanti come prima, fu riportata al sepolcro del Signore, e di quella pietra fu fatto un altare; noi(oggi)a quell’altare facciamo la Comunione. Però sta dietro il sepolcro del Signore. Il Sovraintendente Urbicio morì e fu sepolto in Costantinopoli al tempo dell’imperatore Anastasio. Ma quella terra non volle ricevere Urbicio: per tre volte il suo sepolcro lo cacciò fuori. (Teodosio)

Sulla via che conduce a Betlemme si trova a tre miglia da Gerusalemme il sepolcro di Rachele, al limite del luogo chiamato Rama. Nello stesso posto ho visto nel mezzo della strada uscire dalla roccia un'acqua lenta, a mio giudizio fino a sette sestari, da cui tutti riempiono, e non diminuisce e nemmeno aumenta. Bevendola, ha un gusto indicibilmente soave, e dicono che ciò avviene, perché Santa Maria fuggendo in Egitto, sedette in quel luogo ed ebbe sete, e perciò uscì fuori codesta acqua. Là adesso esiste una chiesa costruita recentemente. Da quel posto fino a Betlemme vi sono tre miglia. Betlemme è un luogo splendidissimo; vi sono molti servi di Dio; nella grotta, dove nacque il Signore si trova la mangiatoia, ornata di oggetti d'oro e d'argento; vi sono lampade accese giorno e notte. L'entrata della grotta è veramente stretta. Il prete Girolamo all'entrata della grotta scavò in quella roccia e vi fece il suo sepolcro, dove poi fu messo. Drittamente a mezzo miglio da Betlemme, in un sobborgo, vi sono due sepolcri: in uno riposa David, ed insieme vi sta suo figlio Salomone. Quella basilica si chiama "ad Sanctum David". I bambini che furono uccisi da Erode, hanno in quel posto il loro sepolcro, e sono sepolti tutti insieme; aprendo quel sepolcro, si vedono le loro ossa. Di fronte a Betlemme si trova un monastero cinto di muro, in cui vive una numerosa comunità di monaci. (Anonimo da Piacenza)

De illa petra extra murum posita, super quam aqua primae post nativitatem dominici ablutionis corpusculi de muri summitate inclinato, in quo fuit, effusa est vasculo, breviter commemorandum aestimo. Quae sacri lavacri aqua de muro effusa in petra inferius iacente quasi quandam natura cavatam invenit fossam; quae cadem undula in primo dominico repleta natalico ex eadem die ad nostra usque tempora per multos saeculorum circuitus purissima plena monstratur limpha sine ulla defectione vel diminutione, nostro Salvatore hoc miraculum a die nativitatis suae peragente, de quo propheta canit: Qui eduxit aquam de petra et apostolus Paulus: Petra autem erat Christus, qui de durissima contra naturam petra in deserto sitienti populo consolatoriam produxit undam. Idem ipse est dei virtus et dei sapientia, qui et de Bethlemitica illa petra aquam eduxit lacunam plenam semper limphis conservat. Quam noster Arculfus propriis obtutibus inspexit et in ea faciem lavit. (Arculfo)

Da lì ( Willibaldo ) andò a Betlemme, dove il bue conobbe il suo padrone e l’asino il presepio del suo Signore. Avvicinandosi quindi a quel pozzo, che prima aveva meravigliato l’udito ( di tutti ); vide sulla superfice dell’acqua la figura di una stella andare da un margine all’altro; essa apparve più per il nato Signore ( che per i Magi ), che li condusse fuori Betlemme nel tredicesimo giorno della nascita del Signore. (Itinerarium Sancti Willibald Cap. 12)

Poi ( Willibaldo ) andò al luogo dove un angelo apparve ai pastori dicendo:”Vi annuncio una grande gioia ecc”...E da lì andò a Betlemme , dove nacque il Signore, che sta a sette miglia da Gerusalemme. Nell’antichità quel luogo dove nacque il Cristo, era una grotta sotto terra, ed ora è un’abitazione quadrangolare tagliata nella roccia, e tutt’all’intorno fu scavata la terra e gettata via. E sopra di essa attualmente è costruita una chiesa. E dove nacque nostro Signore, adesso vi sta sopra un altare; ed è stato fatto un’altro altare più piccolo; perciò quando ( i pellegrini ) vogliono celebrare la Messa nella grotta, prendono quel piccolo altare, lo portano lì dentro nel tempo in cui vogliono celebrare la Messa, e di nuovo lo riportano fuori. Quella chiesa che sta sopra dove nacque il Signore, è una gloriosa costruzione fatta a forma di croce.
(Itinerarium Sancti Willibald Cap. 22)

Così Omar costruì un tempio e pose la pietra nella parte posteriore. Da lì partì per veder Betlemme. Quando giunse il tempo dell preghiera, pregò nella chiesa, presso l’arco sud. Tutto l’arco era adormato da mosaici. Omar scrisse un documento per il patriarca proibendo ai Musulmani di pregare in quel posto se no uno alla volta, uno dopo l’altro e proibendo i loro incontri là per la preghiera, o di essere chiamati tutti insieme dalla voce dell’urlatore, e proibì che fosse alterata una qualsiasi parte di questo documento. Eutichio di Alessandria (Said ibn Batriq), Annali (sec. X)

Bethleem civitas in Judea sex milibus distat a Jerosolimis in australem plagam: ibi nichil a Sarracenis est remissum habitabile, sed omnia devastata sicut in aliis omnibus sanctis locis extra murum civitatis Jerosoliman, preter monasterium beata virginis Mariae matris Domini nostri quod est magnum atque preclarum. In eadem ecclesia est quedam cripta sub choro, quasi in medio, in qua conspicitur ipse locus nativitatis Dominicae, quasi ad levam; ad dexteram vero paulo inferius, juxta locum nativitatis Domini, est presepe ubi bos et asinus stabant, imposit Dominico infante coram eis in presepio; lapis autem unde caput Salvatoris nostri in sepulchro supponebatur, a sancto Jeronimo presbitero illuc Jerosolimis delatus, in presepio sepius videri potest. Ipse vero sanctus Jeronimus sub altare aquilonis in eadem ecclesia requiescit. Innocentes quidem qui infantes pro Christo infante ibidem ab Herode trucidti sunt, in australi parte ecclesiasub altare requiescunt; due etiam sacratissimae mulieres Paula et filia eius Eustochium virgo similiter ibi requiescunt. (Sevulfo)

Il luogo della Natività è girato verso oriente e vis-à-vis, leggermente a destra, si trova la mangiatoglia di Cristo; questa è piazzata a occidente “su una roccia ed è in questa santa mangitoia che il Cristo, nostro Dio, fu deposto, avvolto in un povero panno, Lui che tutto ha sofferto per la nostra salvezza. Questi due punti, quello della Natività e quello del Presepe, sono l’uno vicino all’altro, non sono separati che da una distanza di poco spazio, e si trovano nella stessa grotta, che è coperta de mosaico e ben pavimentata. (Abate Daniele)

La Santa Betlemme è costruita sopra una collina rocciosa dove c’è la sacra grotto e la mangiatoia, e la fonte da cui Davide desiderò bere; e si vede una chiesa di grande lunghezza costruita sulla sommità della grotta; è di grandi dimensioni, a forma di croce, col tetto ricoperto di assi di legno impermeabile ; ma il soffitto sull’altare è formato da una volta di pietra. Questa bellissima e vasta chiesa fu costruita anche dalla mano munifica del mio Imperatore salvifico, che ha anche adornato l’intera chiesa con mosaici d’oro: dentro in molti posti, e specialmente nel sacrario stesso sopra la santa grotta, il pastore, incaricato di quelli che in quel luogo seguono il rito latino, ha posto il bellissimo ritratto dell’imperatore, probabilmente per ringraziarlo della sua magnanimità.  (Giovanni Focas)

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo. C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama». Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. (Vangelo di Luca 2,1-17)

Immagine tratta da Wikipedia, Autore: Mohammada Atta

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