Pagine

lunedì 20 ottobre 2014

IL CASTELLO DI ORIA


Dalla parte più alta della collina, denominata Colle del Vaglio, della millenaria città di Oria, sorge il suo maestoso castello che controlla il territorio intorno ad essa per difenderla dagli assedi degli eserciti nemici. Il castello è considerato un "gioiello" dell'architettura militare non solo per quanto riguarda il territorio brindisino ma dell'intera Puglia grazie alla sua bellezza e particolare struttura. Nei pressi del castello fino ai pressi dell'odierna Piazza Cattedrale era situata un acropoli di origine messapica di cui si possono vedere, in parte, alcuni resti delle mure risalenti al VI secolo a.C. Nel 880, quando l'Italia Meridionale era sotto il dominio bizantino, il vescovo Teodosio decise di costruire una chiesa, all'interno delle mure cittadine, con l'intento di conservare le reliquie dei Santi Martiri Crisante e Daria, riportata alla luce nel 1822 e situata sotto la piazza d'arme del castello. 

La Storia del Castello

Con l'arrivo dei normanni, giunti nel 1071, si iniziò il processo di incastellamento della città con la costruzione del primo nucleo difensivo della città, come si può notare dalla torre a forma quadrata nell'angolo meridionale di sinistra dell'edificio militare. Dopo circa duecento anni, il castello venne amplificato e rafforzato ma soprattutto accogliente  secondo le esigenze dell'epoca, ovvero l'epoca sveva dell'imperatore Federico II di Svevia, attendendo l'arrivo a Brindisi della futura sposa Iolanda di Brienne, e da tale evento prenderà spunto per l'odierna rievocazione del Torneo dei RioniAltre modifiche al castello sono state effettuate durante il periodo angioino con la costruzione delle due torri cilindriche situate al centro e alla destra della cinta muraria meridionale. Nel 1407 abbiamo notizie dell'arrivo della regina di Napoli, Maria d'Enghien, il quale venne ospitata presso il castello, mentre il suo sposo Ladislao giungerà sette anni più tardi nel 1414. Nel 1433 ci fu l'assalto, da parte del condottiero molisano Giacomo o Jacopo Caldorna che, dopo tentativi di entrare al castello, dovette arrendersi. Con il cambio di dinastia nel Regno di Napoli tra gli angioini e gli aragonesi, nel 1447 giunsero Isabella di Chiaramonte con il re Ferrante d'AragonaNel 1480, Alfonso II di Napoli partì dalla città federiciana per riprendere, ottenendo una vittoria, la città di Otranto dal controllo turco, conquistata il 14 agosto ricordando le 800 decapitazioni dei Martiri di Otranto per aver rifiutato la conversione all'Islam e la leggenda di Antonio Primaldo che dopo la sua decapitazione rimase in piedi fin quando l'ultimo morì.

Grazie all'invenzione delle armi da fuoco, il castello "svevo" venne riadattato, nuovamente, alle esigenze dell'epoca per fronteggiare gli assalti con l'utilizzo dei cannoni e altre armi.

Per un lungo periodo di tempo non si hanno notizie particolari sul castello fino a quando il 15 dicembre 1933 il Comune di Oria lo cedette alla famiglia Martini Carissimo ricevendone Palazzo Martini, divenuto sede municipale della città. La famiglia decise di ristrutturare il castello assegnando l'incarico all' architetto Carlo Ceschi, e grazie allo sforzo economico compiuto da essi che il re d'Italia Vittorio Emanuele III decise di conferirli il titolo di Conti del Castello d'OriaNel periodo post-bellico, precisamente dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel castello soggiornò per  l'ultima regina d'Italia, Maria Josè di Savoia e il cardinale francese Eugenè TisserantIl 2 giugno 2007 i coniugi Romanin della Borgo Ducale s.r.l., i quali decisero di acquistare il castello per ristrutturarlo, ma dopo pochi anni il castello viene sequestrato per lavori abusivi e ancora in questo periodo si sta svolgendo il processo. Tuttora il castello è al vaglio della magistratura, ma concede la disponibilità delle visite guidate al castello nei giorni stabiliti da essa.

     

L'Architettura del Castello

Come già accennato nell'introduzione, il maniero si trova nella collina più alta della città a circa 166 m.s.l.m (livello del mare) per la sua posizione strategia e per la eccellente visibilità del territorio circostante in caso di un attacco nemico. 
La struttura, come visibile nella figura accanto, ha una forma di triangolo isoscele, ovvero di una figura geometrica che possiede due lati uguali e due angoli uguali, con il vertice rappresentato dalla Torre dello Sperone, probabilmente risalente al periodo svevo, adatta per la difesa, attraverso l'utilizzo degli arcieri che scagliavano le frecce per respingere l'attacco nemico grazie alla sua forma alta e sventata, ottima per la difesa proveniente dalla campagna. La torre, rappresentata col colore azzurro sulla pianta, è dotata di merli, elementi caratteristici dell'architettura militare utilizzati per la difesa passiva dal lancio di frecce nemico per poi contrattare oppure per la difesa attiva quando potevano essere scalzati precipitando sugli assedianti il quale tentavano la scalata alle mura o che si assiepavano dinnanzi alle porteLa tipologia di merlatura presente nella torre è quella guelfa, cioè avente la sommità squadrata come visibile nella figura accanto. La torre è anche formata da beccatelli, ovvero elementi architettonici utilizzati nelle torri, balconate, cammini di ronda e altro, per aumentare la difesa grazie agli spazi lasciati, detti caditole o piombatoie, con l'intento di lasciar cadere elementi liquidi come per esempio l'olio bollente versato ai soldati nemici o alle macchine d'assedio di legno e successivamente gli arcieri scoccavano le frecce infuocate, grazie all'olio versato sulla punta della freccia, oppure lanciavano elementi pesanti come per esempio grandi massi di pietra. 

Dalla torre ci spostiamo in direzione della piazza d'arme, la parte colorata di verde sulla pianta, sempre a forma di triangolo isoscele, dove potevano contenere dalle 3.000 alle 5.000 di soldati pronti a difendere il castello con le loro spade e con le loro lance. Nei pressi della torre del Salto si può trovare l'ingresso alla Cripta di Crisante e Daria, accennati nel paragrafo precedente, che si accede scendendo alcune scale. Nel tratto di mura, sono visibili alcune tracce dell'antica chiesa, in particolare, le tre arcate. Qui è ancora visibile il passaggio sotteraneo che serviva alla popolazione oritana di allontanarsi dalla città in caso di assedio. Ci dirigiamo verso le mure meridionali del castello dove si possono trovare le due torri dalle forme cilindriche con la presenza dei beccatelli, risalenti al periodo angioino, denominate  Torre del Cavaliere e Torre del Salto, e il Mastio dalla forma quadrata risalente al primo nucleo difensivo di epoca normanna. La torre del Cavaliere, colorata in arancione sulla mappa, è così denominata perché era il luogo dove i cavalieri si armavano e si vestivano per respingere gli assalti dell'esercito nemico, mentre la torre del Salto, colorata in rosso, chiamata in questo modo per via della leggenda di una ragazza che si è gettata per sfuggire a un signore.

Le due torri, collegate attraverso un passaggio stretto, si trovano sulla parte meridionale delle mura del castello, ovvero la parte più vulnerabile della collina, e perciò si decise di rafforzare il sistema difensivo. Per salire in cima alle due torri cilindriche, i soldati utilizzavano la scala a chiocciola dove possedevano una visuale perfetta del territorio circostante, infatti, sulla sinistra il visitatore riesce a vedere la cupola della Chiesa Madre della vicina città, distante 10 Km, di Francavilla Fontana. Se i difensori avvistavano i nemici ad est, intuivano che l'attacco è partito da Brindisi perchè in linea d'aria Brindisi si trova a est di OriaConcludiamo la nostra gita al castello raccontando del mastio risalente con probabilità al periodo normanno.

Vi domanderete: <>
Il Mastio è la torre più alta dell'intero castello, utilizzato come l'ultima difesa in caso di un attacco nemico. Come potete vedere nella mappa, per accedere a questa del castello bisogna attraversare una serie di edifici. Di questa torre potete notare l'elemento scarpato del basamento, elemento visibile nel castello di Mesagne, per essere maggiormente difendibile dall'alto e difficoltoso per gli assedianti che attaccavano dal basso, e aggiungendo che in questa torre si possono trovare i famosi beccatelli. L'interno era suddiviso in due piani, creando quattro stanze in totale tra le due attuali sali grandi, divisi attraverso un soffitto in legno, di cui tuttora si possono vedere gli attacchi delle travi. Nella parte superiore di una delle due sale è ancora visibile un caminetto per riscaldare l'ambiente nelle giornate fredde d'inverno, elemento che si può vedere nel celebre Castel del Monte situato ad Andria.




Fonte:
ñ      Terre dei due Mari, TeleRama, 19/11/2010


Foto:

[1] rtmweb.it
[2] ilsacroregnodellepuglie.weebly.com
[3] vomero.it
[4-5] stupormundi.it (N.B. Le zone solo colorate dall'autore dell'articolo)
[6] tripadvisor.it
[7] spaziovidio.it
[8] treccani.it
[9] castelsintheworld.wordpress.it
[10] viaggiareinpuglia.it

Articolo di Pierluigi Papa del blog Brindisi Medievale. Tutti i diritti riservati

Giudica l'articolo!

0 commenti:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...