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domenica 19 maggio 2013

LEZIONI DI STORIA MEDIEVALE 3: LA FORMAZIONE DEI REGNI LATINO- GERMANICI

Come visto nelle precedenti lezioni, l’elemento caratterizzante l’alto medioevo fu senza dubbio quello delle invasioni delle popolazioni germaniche che, sfruttando la debolezza dei confini dell’Impero, vi penetrarono insediandosi stabilmente. Queste “invasioni” dettero origine ai cosiddetti regni latino-germanici, così definiti in quanto coesistevano in uno stesso territorio la popolazione di origine latina, e quella di origine germanica. Prima delle invasioni, i rapporti tra le due popolazioni erano sostanzialmente regolati da due espedienti diplomatici. Il primo era conosciuto con il termine foederatio la cui funzione era quella di un mantenimento di rapporti di “buon vicinato” attraverso il contenimento delle frontiere; la seconda quella dell’hospitalitas che si caratterizzava per la concessione di un terzo delle terre in cambio del sostegno militare. Tali sistemi, tuttavia, si rivelarono insufficienti nel momento in cui le popolazioni germaniche assunsero maggiore consapevolezza delle proprie forze, da un lato, e dall’altro sfruttarono il profondo indebolimento delle frontiere dell’impero. La prima grande invasione si ebbe nel 406, quando Vandali, Alani, Svevi e burgundi attraversarono il Reno, dilagando in Gallia per poi stanziarsi nelle regioni centro-occidentali dell’impero, con alterne vicende di cui a breve tratteremo. Uno degli aspetti più interessanti di questo periodo storico è quello dell’integrazione, sul piano prettamente giuridico  tra le popolazioni di origini latine e quelle di origine germaniche. L’importanza e la prevalenza del diritto romano, non vennero mai messe in discussione, anzi questo veniva integrato con le consuetudini della tradizione giuridica germanica. La trasformazione di queste popolazioni da migranti in stanziali causò la nascita di una nuova entità istituzionale: il regno, che avrebbe successivamente sostituito in modo definitivo la precedente organizzazione per clan e tribù. E’ quindi proprio in questo contesto che inizia a definirsi la figura del re che deteneva il potere di banno (costringere, giudicare, punire) e che dunque accentrava su di sè tutti i principali poteri assumendo un ruolo predominante nella società del tempo. Le prime popolazioni germaniche a varcare i confini dell’Impero furono i visigoti. Essi, però, non si limitarono a questo, ma guidati dal re Alarico entrarono nella città di Roma attraverso Porta Salaria, saccheggiandola e distruggendola suscitando nei contemporanei la più viva impressione. I visigoti si stanziarono in Spagna dove lì crearono un regno importante che ebbe come capitale Toledo. Sotto re Recaredo, che si convertì al cattolicesimo, si assistette ad un’importante iniziativa legislativa, la Lex Romana Visigothorum che inflenzò notevolmente la produzione giuridica degli anni successivi. Senza dubbio, però, la popolazione che ebbe maggior influenza non solo durante quel periodo, ma anche nei successivi, fu quella franca. Clodoveo, per la prima volta, riunì sotto un sovrano comune i salii e i ripuarii. Sotto la guida di un unico sovrano e dopo aver messo fine alle rivolte interne, i franchi conquistarono nuovi territori riuscendo a spostare i confini del proprio regno oltre il fiume Reno. Nel 496 Clodoveo si converte al Cattolicesimo ed il sovrano volle pertanto essere battezzato nella cattedrale di Reims da vescovo Remigio. Tale scelta ebbe un valenza simbolica e politica notevole, perchè furono poste le basi per quella integrazione tra casa regnante e gerarchia ecclesiastica, che tanta importanza ebbe durante il regno di Carlo Magno. Alla morte di re Codoveo, il regno venne diviso fra i quattro figli, ma esso restò comunque coeso, anche perchè i sovrani temevano che le frazioni di regno si dissolvessero. Un altro grande fattore di solidità fu quello della forte integrazione tra la popolazione romana e quella dei conquistatori. L’integrazione venne favorita dall’espediente della personalizzazione del diritto. Tale principio garantiva che ad ogni individuo venisse applicato il diritto proprio dell’etnia di appartenenza.

Articolo di Alfonso Russo del sito http://medioevooggi.blogspot.it. Tutti i diritti riservati

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