Pagine

lunedì 4 giugno 2012

LA BATTAGLIA DI DESIO DEL 1277 RICOSTRUITA DA RECH

Cosa successe il 21 gennaio 1277, il giorno della battaglia di Desio che ha ispirato il Palio degli zoccoli? Rinaldo Rech, desiano con lontane origini altoatesine, ha la sua idea. E' il frutto di un serio e paziente lavoro di ricerca tradotto in un saggio da lui composto, dal titolo 'Locus qui dicitur Desio: il nostro medioevo'. Il volume dedica più capitoli alla vicenda della battaglia di Desio. "Dà- dice- nuove possibilità d'interpretazione di molte pagine della storia di Desio libera da miti e leggende". La battaglia ci fu, cruenta. E i morti furono parecchi. "Tanti erano desiani assoldati da Napo Torriani.
Carne da macello. Ottone Visconti, il vincitore, concesse la loro sepoltura nella chiesa di Sant'Agata che sorgeva dove adesso c'è piazza Conciliazione, davanti alla pasticceria Viganò. La gente stava con Napo, per questo mi pare fuori luogo deriderlo e schernirlo al passaggio del corteo storico del Palio. Aveva tassato i ricchi per aiutare i poveri. Con lui finiva un'epoca, terminava la libertà del popolo partecipe alle decisioni del governo. Coi Visconti inizia il periodo delle Signorie, che significa divieti, restrizioni. Guai ad uccidere una lepre, anche per fame. Erano frustate". Ne ha letti di libri di storia, Rinaldo Rech, 69 anni, in pensione dopo una vita trascorsa alla Philips. La sua passione sono l'Egitto e la Grecia. "Ma anche le vicende della mia città, con molti punti da chiarire". Ha tutto dentro l'armadio. Anche le copie del volume stampate da lui stesso, al computer. Due copie, più eleganti, sono custodite nella biblioteca civica, a disposizione di tutti. "Spero possano servire soprattutto ai giovani per riscoprire un passato troppo spesso trascurato". Ci sono cartine, nei suoi raccoglitori. Le ha ricostruite lui, coi due campanili, uno l'attuale, l'altro, longobardo, dove ora sorge la chiesa di Santa Maria. "Il nostro campanile - dice - non può essere stato eretto per ricordare la battaglia del 1277. C'era già. Era una torre militare senza ingresso al suolo, ma a quattro metri d'altezza, raggiungibile con una scala ritirabile. Un ingresso a forma di cuneo, per impedire che entrassero in tanti contemporaneamente. E' ancora visibile salendo la torre campanaria". E poi gli zoccoli. "Arrivarono molto dopo, calzati dai contadini bergamaschi chiamati a lavorare le terre. Il Palio va bene e mi auguro che resti così com'è. Ma chi volesse conoscere di più la storia e selezionare le leggende, può leggere la mia opera. Gli sarà sicuramente d'aiuto. Anzi, consentirà di gustare ancora di più i giorni del Palio".

Articolo di Egidio Farina per www.ilcittadinomb.it

0 commenti:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...