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lunedì 22 agosto 2011

IL DIAVOLO

Durante la battaglia tra vizi e virtù si profila la battaglia tra Diavolo e Dio che ha per teatro il mondo. Ignorato nell'Antico Testamento il ruolo del Diavolo è valorizzato dal Vangelo di Giovanni che lo definisce come il dio di questo secolo che raggruppa tutti gli spiriti demoniaci. E allora che viene precisato il mito della caduta degli angeli che costituiscono l'atto di nascita del diavolo e segna l'ingresso del male nell'Universo. Se nel racconto iniziale la caduta è la conseguenza del desiderio dei demoni sedotti dalla bellezza delle donne, a partire dal IV secolo è spiegata in base alla superbia del primo degli angeli Lucifero desideroso di essere uguale a Dio e per questo cacciato dal cielo insieme a tutti gli angeli con la medesima pretesa. L'importanza della figura del maligno si rafforza durante il Medioevo e solo verso l'anno mille si inizia a rappresentarne la sua mostruosità.

Il cristianesimo cerca di liberarsi del dualismo: la dottrina cristiana considera Dio come signore e creatore di tutte le cose e il racconto della caduta degli angeli mostra che Satana e i demoni sono creature, angeli decaduti che non possono agire con il permesso di Dio. San Tommaso insiste che i demoni sono stati creati buoni e sono cattivi per loro volontà. La tentazione di Abramo ed Eva è la prima rivincita di Lucifero e si afferma grazie a Agostino secondo il quale il Diavolo grazie al peccato originale possiede un diritto di proprietà sull'uomo. Ma Cristo, col suo sacrificio, riacquista questo diritto del diavolo e può liberare Adamo ed Eva e tutti i giusti dell'Antico Testamento che Satana fino ad allora teneva prigionieri nell'inferno.

La lotta è pari perchè se le forze del male hanno a proprio vantaggio il peccato originale, quelle del bene trovano nella Incarnazione un argomento potente ricordando che l'uomo ha i mezzi per ritrovare l'armonia con Dio. Il Diavolo è considerato il responsabile di tutte le disgrazie e con le sue armi favorite ossia tentazione ed inganno, cerca di insinuare nel cuore degli uomini desideri colpevoli suscitando cattivi pensieri attraverso il sogno o l'apparizione. Può impossessarsi di un'apparenza umana, soprattutto quella di donna attraente o di un giovanotto o addirittura di un santo divenendo un campione della metamorfosi arrivando anche a trasformarsi nell'arcangelo Gabriele, la vergine o Cristo. le tentazioni della carne e del denaro per non parlare del potere sono le più forti e una leggenda vuole che Teofilo per diventare vescovo strinse un patto col diavolo.

Il diavolo può possedere il corpo degli uomini, e proprio per questo esiste l'esorcismo un rituale che permette alla chiesa di liberare i posseduti. Dopo l'anno mille la possessione arretra a vantaggio dell'ossessione diabolica che assilla le coscienze soprattutto dei monaci. In molti racconti si mettono in scena i tormenti delle anime e il diavolo esprime proprio quello che la coscienza giudica negativo e non può considerare come emanante da se stessa o da Dio. Come dice Freud, i demoni sono le forme personificate e proiettate fuori di sè dei desideri repressi. Le pulsioni sono spesso di natura sessuale (vedasi le polluzioni notturne) che possono rivestire anche un tono morboso come quando il diavolo, avendo preso le sembianze di San Giacomo, ordina ad un pellegrino di castrarsi e di darsi la morte. Si precipita presso i morenti per far provare l'ultime tentazione per evitare che possano all'ultimo salvarsi iniziando una guerra con gli angeli al capezzale del morente stesso.

Fonte: La Civiltà Feudale, Gerome Baschet, Newton & Compton

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