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martedì 30 agosto 2011

ACTUS SILVESTRI: IL PAPA DI COSTANTINO

Gli Actus Silvestri sono un documento che riporta episodi leggendari della vita di papa Silvestro I, tramandati in diverse versioni da numerosi manoscritti, in latino, in greco e in siriaco. Le sezioni del documento trattano delle opere e delle riforme liturgiche del papa, del battesimo di Costantino I (Conversio Constantini) e di una discussione tra il papa e dodici rabbini. Le sezioni furono assemblate tra la fine del IV e la metà del V secolo. Gli Actus Silvestri sono menzionati la prima volta nel Decretum Gelasianum, documento attribuito a papa Gelasio I (492-496). Nella seconda sezione si narra di come Costantino, divenuto imperatore dopo la morte di Licinio ancora pagano e promotore di persecuzioni contro i cristiani, si sarebbe ammalato di lebbra.

I sacerdoti pagani gli avrebbero suggerito una cura consistente nel bagnarsi nel sangue di tremila bambini. Costantino, tuttavia, impressionato dal pianto delle madri si sarebbe rifiutato di sottoporsi a tale pratica e nella notte successiva gli sarebbero apparsi in sogno i santi Pietro e Paolo che gli avrebbero consigliato di sottoporsi al battesimo, richiamando il vescovo Silvestro, fuggito sul monte Soratte per timore delle persecuzioni. Guarito dal battesimo nel palazzo del Laterano, Costantino avrebbe concesso al vescovo di Roma doni e privilegi, riconoscendogli lo status di capo di tutti i cristiani. Otto giorni dopo il suo battesimo, Costantino avrebbe inoltre iniziato i lavori di costruzione della basilica di San Giovanni in Laterano all'interno del suo palazzo.

La leggenda è in contrasto con la versione storicamente più sicura del battesimo dell'imperatore, effettuato in punto di morte a Nicomedia dal vescovo ariano Eusebio di Cesarea e fu probabilmente redatta allo scopo di eliminare la scomoda professione ariana del primo imperatore cristiano e di legittimare il primato della Chiesa di Roma. Inoltre, come altre fonti agiografiche si preoccupa di dimostrare l'inferiorità del paganesimo. Anche la basilica lateranense venne fondata non sopra un palazzo di proprietà imperiale, ma sui Castra nova equitum singularium. Nella terza parte, corrispondente a circa i due terzi del testo complessivo, si presentava la madre di Costantino, Elena come simpatizzante dell'ebraismo.

Papa Silvestro si sarebbe dunque impegnato in una disputa davanti a giudici pagani contro 12 rabbini per decidere quale fosse la vera religione. Sono riportate dodici altercationes o dispute, che trattano di diversi argomenti. All'ultima sarebbe stato portato un toro al quale uno dei rabbini avrebbe soffiato nell'orecchio il nome di YHWH, facendolo immediatamente morire, mentre papa Silvestro, pronunciandogli all'orecchio il nome di Cristo, l'avrebbe subito resuscitato. A seguito di tale dimostrazione il cristianesimo sarebbe stato riconosciuto come la vera religione. Elena si sarebbe dunque convertita al cristianesimo e sarebbe in seguito partita per il suo viaggio a Gerusalemme.

Gli Actus Constantini furono utilizzati dalla biografia di papa Silvestro nel Liber Pontificalis e la leggenda così creatasi fu alla base del falso della Constitutum Constantini. Le vicende narrate sono riportate in diversi cicli pittorici (affreschi duecenteschi della cappella di San Silvestro nella basilica dei Santi Quattro Coronati di Roma e altri della stessa epoca nell'abside della chiesa di San Silvestro a Tivoli). La leggenda della disputa di papa Silvestro con i dodici rabbini fu acclusa nella duecentesca Leggenda Aurea di Jacopo da Varazze.

Si racconta anche del famoso episodio del drago: alla base del Colle Palatino, sotto i resti del tempio dedicato a Castore e Polluce, si racconta avesse la tana un drago crudelissimo e dal respiro mefitico. Un giorno Silvestro I, assai preoccupato per questa calamità che faceva strage di innocenti, decise di intervenire personalmente, recandosi presso la tana del mostro armato del solo crocifisso. Tenendo dinanzi a sé la croce ed invocando il nome della Vergine, il papa riuscì miracolosamente ad ammansire il drago: lo legò con un fragile filo tolto alla sua veste e lo portò a guinzaglio come un docile cagnolino dai suoi fedeli, che pensarono ad eliminarlo. Nella stessa area il pontefice fece quindi costruire, a ricordo dell'episodio, la chiesa di Santa Maria Liberatrice.

Fonte: Wikipedia

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