Pagine

lunedì 22 agosto 2011

I LUOGHI INTERMEDI: PURGATORIO E LIMBI

Il purgatorio è un terzo luogo intermedio tra inferno e paradiso. L'idea di un tempo di prova e di purgazione dopo la morte che permette la salvezza dell'anima ed è agevolato dal suffragio dei vivi non è nuova poichè è espressa da Agostino. Il purgatorio è il luogo nel quale le anime si purificano dai peccati veniali o dai peccati confessati ma per i quali la penitenza prescritta o non è stata compiuta. Il purgatorio è ammesso come dogma al secondo Concilio di Lione (1274) conoscendo così un grande sviluppo ed uso nella predicazione. Il purgatorio da forma alla speranza di salvezza per quei fedeli che sanno di essere imperfetti; per gli usurai ad esempio il purgatorio costituisce proprio la speranza, quella di un castigo temporale che permetta di conservare la borsa qui sulla terra e allo stesso tempo di ottenere la vita eterna nell'altro mondo. Il purgatorio è il soggiorno transitorio delle anime, p provvisorio e cesserà di esistere al momento del Giudizio Universale.

Vi sono poi i due limbi: quello dei padri e quello dei bambini. Il limbo dei padri appartiene al passato: i giusti dell'Antico testamento vi soggiornavano in attesa della redenzione. Prima del sacrificio di Cristo nessuno poteva accedere al paradiso celeste, neanche coloro i quali avevano seguito alla lettera i comandamenti meritando quindi la salvezza. Secondo una tradizione basata su vangeli apocrifi, è la tra sua crocifissione e la sua resurrezione che Cristo è sceso al limbo per liberare i giusti dell'Antico Testamento al fine di condurli fino alla loro dimora celeste. Il limbo dei padri non esiste come luogo specifico anche se la tradizione bizantina lo sognala al Nord delle Alpi sotto la forma delle fauci del Leviatano.

Il limbo dei bambini appare nel XII secolo. Nel corso dei primi secoli, i bambini non battezzati erano destinati all'inferno per il fatto che non avevano ricevuto il sacramento necessario alla salvezza. Forse sotto la pressione dei genitori, preoccupati per la dannazione ingiusta della loro progenie, si generalizza il battesimo precoce dei neonati condannando la Chiesa a moderare la pena dei bambini morti prima di aver ricevuto il battesimo. Siccome si portano solo la macchia del peccato originale, gli ecclesiastici ammettono che questi bambini soffriranno solamente per la privazione di Dio. In un primo tempo le anime rimangono integrate al mondo infernale e la loro situazione particolare è pensata come un'attenuazione del castigo applicato agli altri dannati. Nel XII secolo e la successiva suddivisione dell'aldilà i bambini vengono collocati in un luogo specifico creando quindi una sorta di compromesso con i genitori i quali possono dire che il loro bambino morto senza battesimo non è destinato all'inferno. La Chiesa però non fa nessuna concessione su ciò che è essenziale: i bambini non battezzati subiscono sempre la principale pena della dannazione poichè sono privati della riunione con Dio e restano eternamente esclusi dalle gioie del paradiso. Senza il battesimo nessuno può essere considerato come membro della società cristiana sulla Terra, quindi nessuno può essere integrato nella chiesa celeste nell'aldià.

Fonte: La Civiltà Feudale, Gerome Baschet, Newton & Compton

Giudica l'articolo!

0 commenti:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...