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giovedì 13 marzo 2014

VIAGGIO NELLA LUNIGIANA MEDIEVALE

File:Fortezza della Verrucola dei Bosi2.JPG

Luni da cui prende il nome la lunigiana: parte finale della Liguria e iniziale della Toscana, era un’antica città romana. Potente città marinara ebbe una storia molto travagliata che si estende dall'età Repubblicana sino al XIII secolo, con molte vicissitudini degne di un romanzo. Fondata nel 177 a.C. dai romani con lo scopo d'avere un punto avanzato contro i Liguri Apuani, Luni conobbe poi la sua fama per il porto da cui, da cui si imbarcavano i marmi apunani, gli alberi appenninici e i prodotti tipici dell'entroterra come  formaggi e vini locali, citati da Marziale e da Plinio. Il periodo di splendore Luni lo ebbe in età ugustea e giulio-claudia. In questo ultimo periodo, grazie al vicino marmo la città fu abbellita di monumenti che resero Luni un centro opulento e rinomato. Luni era strutturata in modo militare, attraversata dal decumano, costituito dalla via Aurelia e dal cardo, che collegava il foro alla zona del porto. Sul foro si trovavano le facciate degli edifici pubblici e religiosi come il Capitolium. Il bell’anfiteatro è databile all'età degli Antonini. Con l'era cristiana Luni ebbe un papa: Eutichiano, eletto nel 272, e la sua importanza fu tale che nel V secolo divenne come vescovile. Col tardo impero cominciò la decadenza di Luni. 

I Goti, nel VI secolo, la saccheggiarono, nel 552 fu coinvolta nella guerra gotica con l'assedio e la riconquista da parte delle truppe dell'Impero d'Oriente comandate da Narsete.  Sotto il controllo di Costantinopoli Luni divenne capitale della Provincia Maritima Italorum. Centro nevralgico di una serie di costruzioni difensive fatte costruire da Belisario per proteggere e controllare la Via Aurelia. Questo fu un nuovo periodo di periodo di prosperità sia per la ripresa delle attività navali e commerciali, sia come centro militare. Il 642 fu un anno particolare e drammatico: discesero in Liguria i Longobardi che bruscamente spazzarono via il dominio Imperiale. Se dapprincipio la  conquista longobarda isolò Luni senza tuttavia sottometterla tuttavia la presenza degli invasori fece si che le attività commerciali decadessero avendo scelto come centri nevralgici Carrara per i commerci e Lucca come punto militare. Anche il potere vescovile fu attaccato, preferendo il Longobardi i monaci di Brugnato prima, e poi inglobando la città nella diocesi di Lucca. Col regno di Liutprando la città divenne longobarda, e fu inglobata nel ducato di Lucca perdendo la supremazia marinara; infatti sorgeva in quel periodo la prosperità di Pisa come città marinara. Quando arriveranno i Franchi a spodestare il dominio longobardo la città ebbe nuovo lustro dovuto sopratutto alla presenza del Vescovo-Conte che ebbe anche il feudo di Carrara. In tale periodo è da ricordare l'edificazione del duomo: la Cattedrale di S.Marco. Il IX secolo portò la rovina alla città di Luni. Due saccheggi la devastarono prima gli arabi nell'849 e poi i vichinghi nell'860. Il saccheggio vichingo fu talmente violento che per anni i superstiti si trasferirono a Carrara, abbandonando la città. Il lento ripopolamento della città, ma sopratutto la costante presenza della sede vescovile fece si che il re d'Italia Berengario I ristabilisse nel 900 i privilegi feudali pregressi. La posizione strategica della città di Luni sia terrestre (punto di crocevia fra la costa e l'interno) che marittimo riportarono nuovamente nuovo lustro. Sotto il regno di Oberto I il nord Italia era unificato e gli scambi commerciali facilitati; Luni aveva addirittura una delegazione vescovile a Pavia; nonostante razzie di pirati arabi, Luni continuò in questa nuova fase di crescita. Il re d'Italia Berengario II nominò Oberto marchese di Luni. Nel 945 l'Imperatore Ottone I nominando Oberto Conte gli assegnò il comando anche su Carrara e sui suoi castelli, Tortona e la nascente Repubblica di Genova. Nel 951 Il conte Oberto estese i suoi domini ricevendo da Ottone I il comando sulla Marca Ligure Orientale l'odierna Liguria orientale, sulla Toscana settentrionale e nell'entroterra fino a Tortona, Parma e Piacenza. Tale potenza di Luni si ripeteva nel potere vescovile della città che si estendeva alle città di Carrara, Massa,Ameglia, Sarzana e Vezzano Ligure. Il massimo era raggiunto da adesso inizierà la lenta e progressiva decadenza di Luni. Nel 998 il vescovo di Luni per sfuggire alle incursioni arabe e alla malaria trasferì la sua sede a Carrara; la famiglia degli Obertenghi oramai numerosa spartì lentamente e costantemente i suoi possedimenti, da tali spartizioni nasceranno le future famiglie degli Adalberti, Malaspina, Este, Pallavicino, Massa, Corsica, Parodi. La Marca ligure oramai non aveva più un controllo unitario. Nel 1015 la città di Luni conobbe il suo periodo peggiore, infatti il califfo arabo Mujāhid al-Āmirī conquistò temporaneamente Luni con la sua flotta di navi proveniente dalla Sardegna; la città divenne un campo di battaglia tra le forze arabe e una coalizione di truppe di terra e di mare della Repubblica di Pisa e della Repubblica di Genova, guidate dal papa Benedetto VIII. Quando gli arabi alla fine furono costretti a ritirarsi Luni era distrutta. Nel 1033 il piccolo paese di Arcola, già appartenuto a Oberto di Luni, entrò a far parte del dominio dei vescovi di Luni. Tra il 1040 e il 1054 la diocesi di Luni perse definitivamente la giurisdizione sulle isole della Gorgona, della Capraia, del Tino, del Tinetto e della Palmaria, che vennero spartite tra le diocesi di Pisa e Genova. Nel 1055 il vescovo Guido di Luni strinse un patto di alleanza con il nobile Rodolfo di Casola per la costruzione del castello di Soliera, che sarebbe stato amministrato congiuntamente dai due domini. All'aumento del potere dei vescovi di Luni andò di pari passo la decadenza della città, che non rimase abitabile ancora per molto: oltre alla malaria e ai pirati, il progressivo insabbiamento del porto ne decretò la fine economica. Le attività portuali si trasferirono in parte ad Ameglia e lungo la foce del fiume Magra, anche se si hanno notizie di sporadici approdi al vecchio porto di Luni fino al XII secolo. Nel 1058 l'intera popolazione di Luni si trasferì a Sarzana; altri gruppi di profughi fondarono gli abitati di Ortonovo e Nicola e la città venne definitivamente abbandonata. Nonostante l'abbandono della città il titolo di vescovo o conte di Luni sarà ancora adottato per molti secoli dalle autorità civili e religiose della zona. I vescovi di Luni, in particolare, sposteranno la loro sede vescovile a Sarzana nel 1204.

Bibliografia

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  • Maurizio Bardi, La Guida della Lunigiana, Città del Mondo, 2007.
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  • Livio Galanti, Il soggiorno di Dante in Lunigiana, Artigianelli, 1985.
  • Valter Bay, Seme di Luna, La "quarta" guerra Punica, Luna editore, 2001.
  • Nicola Guerra, Controrisorgimento. Il movimento filoestense apuano e lunigianese, Eclettica Edizioni, 2009. ISBN 8890416807.
  • Nicola Guerra, I Filoestensi apuani durante il processo di unità nazionale: condizioni sociali e fuoruscitismo in “Rassegna storica Toscana”, Leo S. Olschki Editore, Firenze 2003
  • Nicola Guerra, Partir Bisogna. Storie e momenti dell’emigrazione apuana e lunigianese, Massa, Provincia di Massa Carrara – Comunità Montana della Lunigiana 2001.
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  • Farina, Lunigiana, l'ambiente e i suoi caratteri, Aulla 1980
  • P.M. Conti, Luni nell'alto medioevo, Padova 1967
  • G. Pistarino, Le pievi della diocesi di Luni, Bordighera 1961
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  • Illustrazioni di Francesco Musante Testi di Anna Valle, Storie e leggende della Lunigiana, La Spezia, Edizioni Giacché 2003, ISBN 88-86999-62-3.
  • Illustrazioni di Davide Danti Testi di Caterina Rapetti, Accanto al camino. Diavoli stolti e contadini astuti nelle favole della Lunigiana, Milano, Edizioni dell'Arco 2007, ISBN 88-78760-96-X.
  • Testi di Mauro Biagioni ed Enrica Bonamini, La Lunigiana dei castelli, La Spezia, Edizioni Giacché 1999, ISBN 88-86999-36-4.
  • Tiziana Neri, Davide Capponi, La vita lungo la via Francigena in viaggio nella Lunigiana feudale, La Spezia, Edizioni Giacché 1997, ISBN 978-8886-99-926-7.
  • A cura di: Eliana M. Vecchi Testi di: Fabrizio Benente, Federico Andreazzoli, Monica Baldassarri, Roberto Codovilla, Marzia Dentone, Gian Battista Garbarino, Sara Lassa, Alexander Parise, Fabrizio Pastorino, Nadia Piombo, Eliana M. Vecchi, Daniele Calcagno, Loris Jacopo Bononi, Alessandro Soddu, Alessio Zoppi, Roberto Ricci.Poteri signorili ed enti ecclesiastici dalla Riviera di Levante alla Lunigiana, La Spezia, Edizioni Giacché 2004, ISBN 978-8886-999-69-4.
  • A cura di: Massimo Dadà Testi di: Federico Andreazzoli, Flavio Arfanotti, Liliana Arfanotti, Monica Baldassarri, Antonio Bartelletti, Dante Ivan Bernardini, Massimo Bertozzi, Marcello Bianchi, Enrico Corona, Massimo Dadà, Ermanno Dicasale, Stefano Di Meo Rosaria Ercole Mellone,Antonio Fornaciari, Francesco Freddolini, Luca Madrignani, Mirco Manuguerra, Luca Mor, Patrizia Moradei, Francesca Nepori,Giannorio Neri, Francesca Panconi, Emanuela Paribeni, Luca Parodi,Carlo Romanelli, Emanuele Sirgiovanni, Vieri Torrigiani Malaspina,Alessio Zoppi, Anna Maria Zuccarino.Guida di Fosdinovo Cultura, storia e natura di un angolo di Toscana tra Alpi Apuane e mare, La Spezia, Edizioni Giacché 2010, ISBN 978-88-6382-016-4.
  • A cura di Eliana M. Vecchi e Stefano Ricci. Testi di: Fabio Baroni, Eliana M. Vecchi, Giorgio Di Gangi, Chiara Maria Lebole, Mauro Lombardi, Tatiana Di Pino, Alessandro Soddu, Enrica Salvatori, Maria Alberta Faggioli Saletti, Gabriella Girardin, Stefano Ricci, Francesco Mallegni, Alessandro Catoi, Rita Lanza, Daniele De Luca, Massimo Masetti, Cristoforo Pomara, Stefano D'Errico, Angelo Marrone, Irene Riezzo, Francesco M. Morreale, Antonio Fiengo. “ GSL Il cavaliere di Castel dell'Aquila il ritrovamento, lo scavo archeologico e gli studi antropologici, la storia del castello.” La Spezia, Edizioni Giacché 2005. ISBN 978-88-86999-74-8.

Articolo di Luigi Caliendo direttore provinciale di Genova e Savona. Tutti i diritti riservati.

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