Pagine

lunedì 10 marzo 2014

LE ERESIE DI WYCLIFFE E HUS

John Wycliffe è stato il più importante riformatore prima di martin Lutero; di lui sappiamo poche notizie se non che, nato a Hipsell nei pressi di Richmond, studiò al Balliol College di Oxford dove conobbe Guglielmo di Ochham e dove studiò le opere di Gerardo di Borgo San Donnino. Nell'anno 1374, a due anni dalla laurea in teologia, fu mandato dal governo del Re a Bruges per un incontro con gli emissari di papa Gregorio XI al fine di risolvere alcune questioni rimaste aperte tra il pontefice ed Edoardo III. In realtà, Wycliffe era assoggettato al partito anti papale che faceva capo a Giovanni di Gad di Lancaster figlio del re che, successivamente, lo assunse come consigliere ecclesiastico. Proprio per questo rapporto Wycliffe si mostrò favorevole all'interruzione di sussidi in denaro alla Chiesa Cattolica scatenando l'ira di Roma che portò in giudizio Wycliffe e il Duca di Lancaster. Come se la situazione non fosse già delicata di suo, in questo periodo Wycliffe scrisse due opere (De Civili Domino e De Dominio Divino) in cui ribadiva la superiorità del potere del re su quello del papa. L'intervento del figlio di Edoardo evitò, per ora, la sua condanna che fu sancita comunque da ben cinque bolle papali di Gregorio XI: date le sue amicizie influenti, riuscì ad evitare l'arresto e nel 1377 fondò l'Ordine dei Poveri Predicatori, i lollardi. Nel 1378, Wycliffe fu convocato ancora una volta con l'accusa di eresia, accusa che cadde nel vuoto grazie al tempestivo intervento della regina Giovanna di Kent. A favore del riformatore, corse lo Scisma d'Occidente che costrinse il papa ad occuparsi più della tenuta della sua chiesa che non di un folle predicatore eretico e proprio questo permise a Wycliffe di scrivere le 33 conclusioni sulla povertà di Cristo. Convinto, ormai, che il papato non si sarebbe più occupato delle sue dottrine, scrisse il De Eucharistia attaccando la dottrina della transustanziazione in cui dichiarò che la sostanza del pane rimaneva la stessa pur ammettendo la presenza di Cristo nel pane stesso non a livello materiale. Questa teoria contrastava con i canoni del concilio del IV lateranense del 1215 in cui si affermava che la sostanza del pane diventava Corpo di Cristo. Questa visione accelerò la condanna di Wycliffe, anche per via dell'"abbandono" del Duca di Lancaster, del 17 maggio 1382 da parte di William Courtenay, Arcivescovo di Cantervury il quale condannò 24 tesi. Assistito da John Purvey riuscì a fuggire nuovamente dal carcere andando presso la parrocchia di Lutterworth dove ebbe nel 1382 il suo primo attacco di cuore, solo due anni dopo morì...era il 31 dicembre del 1384. Wycliffe fu condannato definitivamente per eresia dal Concilio di Costanza nel 1415 e 1428 su pressione di Papa martino V. Il suo corpo venne riesumato, messo al rogo e le sue ceneri sparse nel fiume Swift.

La dottrina di Wycliffe

Wicliffe sosteneva la superiorità dello Stato sulla Chiesa che si doveva mantenere povera senza possedimenti o coinvolgimenti col mondo politico. Il potere della Chiesa deriva dalla grazie e quindi il clero poteva essere espropriato dei suoi beni per ordine del potere dello Stato. La Chiesa doveva essere una "Vera Chiesa" pronta ad accogliere solo coloro i quali fossero destinati alla Salvezza. Wycliffe ritenne inutile la cresima, negò la transustanziazione, accettò l'idea del Purgatorio rifiutando la pratica delle indulgenze, le messe in suffragio di deceduti, il culto dei santi, le reliquie e i pellegrinaggi.

John Hus nacque nella Boemia, a Husinec nell'anno 1369. Orfano di padre molto presto andò a Praga dove ottenne ottimi risultati nei corsi di teologia e filosofia. Nel 1393 ottenne di titolo di Baccelliere in arti, nel 1396 la laurea e nel 1400 fu nominato sacerdote per diventare nel 1402 decano presso l'Università di Praga. Nel 1403 l'Università di Praga condannò ben 45 tesi negli scritti di Wycliffe ma nonostante questo, Hus tradusse in ceco il Trialogus divenendo molto popolare presso i boemi che proprio in quegli anni assaporavano l'idea di costruire una nazione. Le idee così contrastanti con l'ortodossia cattolica non provocarono le antipatie dell'Arcivescovo di Praga il quale offrì la sua incondizionata protezione nonostante le accorate richieste di intervento di Gregorio XII preoccupato che, oltre al diffondersi delle teorie di Wycliffe, anche quelle di Hus potessero prendere piede soprattutto presso il re Venceslao IV il quale, appunto, permise alla componente ceca dell'Università di Praga tre voti nelle assemblee concedendone solo uno ai boemi scatenando una vera e propria migrazione di circa 20 mila persone verso Lipsia e come se non bastasse il re proibì ogni contatto tra il papa e il clero locale. A questo si aggiunse la cronica incertezza della Chiesa Cattolica con l'antipapa Alessandro V che emanò nel 1409 una bolla in cui fu vietata la predicazione in Boemia al di fuori dei luoghi consacrati e alla diffusione delle opere di Wycliffe. Hus, che vantava l'appoggio del re, inviò all'antipapa Giovanni XXIII Stanislao di Znojmo e Stefano di Palec ma l'Arcivescovo lo bandì nel 1410 sancendo la sua condanna a morte per mano dello stesso re nel settembre del 1411. Hus si mostrò molto critico nei confronti di Giovanni XXIII particolarmente propenso alla vendita di indulgenze per ottenere finanziamenti per la guerra contro Gregorio XII scatenando la sua ira e la seguente scomunica. La bolla fu bruciata in piazza durante una manifestazione e tre seguaci del filosofo furono arrestati e decapitati per ordine di Vencesclao che in questo modo tolse l'appoggio ad Hus dato che dalle indulgenze ne avrebbero tratto giovamento anche le sue casse. Nel 1412 Hus decise di fuggire nella Boemia meridionale predicando fra i contadini: in questo periodo scrisse le sue opere più importanti, tra cui Interpretazione del credo, dei dieci comandamenti e della preghiera del Signore e Della simonia, in ceco e De ecclesia in latino. Nel 1414 rientrò a Praga e, grazie ad un salvacondotto del re di Germania Sigismondo di Lussemburgo che era divenuto re nel 1410, partecipò al Concilio di Costanza del 1415 dove fu, comunque, arrestato e condannato a morte se non avesse abiurato. Hus non ritrattò nulla, fu condannato per eresia e messo al rogo il 6 Luglio del 1415. La stessa cattiva sorte toccò al suo amico Girolamo di Praga, che lo accompagnò a Costanza. il tradimento del re Sigismondo, però, scatenò la reazione della componente nazionalista ceca che sfociò in una guerra che ebbe termine nel 1436 con la pace e con la fondazione l'anno successivo dell'Unione dei fratelli boemo-moravi. 

La dottrina di Hus

Hus rimase impressionato da Wycliffe. La sua dottrina era basata sull'utraquismo, ossia la Comunione sotto forma sia di pane di vino secondo il Vangelo di Giovanni (VI,54): Chi si ciba della mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. A dir la verità, la Chiesa dei primi secoli (fino al XII secolo) aveva praticato la Comunione sotto ambedue le forme e, ai tempi di H., anche le Chiese orientali lo facevano, ma successivamente era stata ristretta al solo officiante e abbandonata l'usanza per i fedeli a causa del rischio che qualcuno potesse versare, in maniera sacrilega, per terra il Sangue di Cristo. L'usanza fu condannata a Costanza e questo scatenò la reazione degli ussiti fino al Concilio di Basilea dove fu permesso ai boemi di comunicarsi in entrambe le forme. Infine H. lottò contro le indulgenze, i pellegrinaggi, il ricorso all'intercessione dei santi e la venerazione delle reliquie, probabilmente in ciò influenzato dal pensiero delle comunità valdesi, esistenti all'epoca in Boemia ed in seguito assorbite dagli hussiti stessi.

Giudica l'articolo!

0 commenti:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...