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venerdì 11 ottobre 2013

RACCOLTA ARAGONESE

Con il nome di Raccolta aragonese è nota una celebre antologia di rime toscane composta a Firenze nel 1476-1477 per volontà di Lorenzo de' Medici ed inviata come omaggio a Federico d'Aragona, figlio del re di Napoli Ferdinando I. La raccolta è preceduta da una epistola accompagnatoria, attribuita ad Angelo Poliziano, nella quale si espongono le finalità culturali dell'operazione, ovvero dimostrare, attraverso una vasta scelta di rime, la nobiltà e la continuità della tradizione poetica toscana nonché la ricchezza e la piena dignità letteraria della lingua volgare. La raccolta comprende 499 componimenti ed in essa vengono inserite le rime dei più illustri poeti toscani, dal Duecento fino all'epoca laurenziana. Tra i rimatori inclusi spiccano Dante, Guittone d'Arezzo, Guido Cavalcanti, Cino da Pistoia, Cino Rinuccini, Giovanni Boccaccio Luigi Pulci Matteo Maria Boiardo, fino a giungere allo stesso Lorenzo.
L'originale della Raccolta è andato perduto, ma il suo contenuto è stato ricostruito da Michele Barbi, sulla base di tre manoscritti: il codice Laurenziano 90 della Biblioteca Medicea Laurenziana, il codice 554 della Biblioteca Nazionale di Parigi ed il codice 204 della Biblioteca Nazionale di Firenze.
Collocandosi in un periodo fondamentale della nostra storia letteraria, questa raccolta è, insieme al certame coronario del 1441, l'emblema della rivalutazione e del recupero di interesse intorno alla lingua volgare, messa in crisi tra il finire del '300 e l'inizio del '400 dalla nascente cultura umanistica. La carismatica figura di Petrarca aveva infatti favorito (in anticipo rispetto all'Umanesimo vero e proprio) l'affermarsi dello studio e della venerazione per cultura classica, vertice di tutto il sapere umano, mai più raggiungibile ma solo imitabile, e di conseguenza aveva indotto gli intellettuali dell'epoca alla lettura dei testi del passato direttamente nella lingua originale. La dimostrazione che la supremazia del latino, tanto invocata dagli umanisti più ortodossi, poteva invece essere uguagliata e anzi superata dal prestigio del fiorentino. Da questa raccolta sono state tratte liriche per comporre la Giuntina di rime antiche, una raccolta di testi edita a Firenze nel 1527.

Fonte: Wikipedia  

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