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sabato 5 ottobre 2013

ELEMENTI DI STORIA MEDIEVALE 5: I LONGOBARDI

Nell'anno 568 l'Italia è invasa dai Longobardi di Alboino. Entrati da Cividale del Friuli, i Longobardi spinsero gli avari. Questo nuovo popolo era stanziato tra L'Elba superiore e il Danubio ed era di stirpe germanica. Sul perchè entrarono in Italia se ne è parlato in moltissime pubblicazioni: si pensa che sia stata una vendetta di Narsete che, adirato con Bisanzio, avrebbe esortato i Longobardi ad attaccare l'Italia per ridimensionare il potere bizantino. I Longobardi occuparono Cividale dilagando nella pianura padana arrivando anche a Vicenza, Verona, Milano e dopo un po' di tempo, Pavia. I Longobardi si distinsero per la rozzezza del popolo di cui solo una piccola parte era composta di guerrieri il resto erano vecchi e bambini. Gli abitanti di Aquileia, preoccupati, fuggirono in laguna creando il primo nucleo di quello che sarà la Repubblica di Venezia. I bizantini non opposero resistenza convinti che gli invasori se ne sarebbero presto andati spontaneamente e mantennero il controllo delle coste e delle roccaforti più importanti. Ma quando nel 603 i longobardi stipularono la Pace di Bisanzio l'Italia fu divisa di fatto in due parti: la Longobardia che comprendeva Piemonte, Lombardia, Veneto, parte dell'Emilia Romagna, Toscana e i ducati si Spoleto e Benevento e la Romania comprendente le coste del Veneto con la laguna, le coste di Toscana e Liguria, l'Esarcato (Ravenna, Ferrara, Bologna, Adria), la Pentapoli Marittima (Rimini, Pesaro, Fano, Ancona e Senigallia), la Pentapoli Annoraria (Urbino, Iesi, Cagli, Gubbio e Fossombrone), il ducato di Roma, Napoli, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna e Corsica. La capitale della Longobardia è Pavia, quella della Romania è Ravenna
I Longobardi non riuscirono a creare un regno unito in quanto erano molto influenti le fare, ossia i gruppi familiari dalla forte volontà autonomista, capeggiate dai duchi. Questa particolarità creò problemi dopo la morte di Alboino e del suo successore Clefi assassinati da congiure interne. Tra il 574 e il 584 i Longobardi non eleggono re e duchi conducendo, in questo periodo di anarchia, una politica di autonomia fiscale e di espansione. Dopo aver sventato il pericolo di una invasione franca con un accordo, i duchi longobardi elessero Autari che regnò dal 584 al 590. Autari si faceva ispirare da Teodolinda, sua moglie, che sposerà alla morte del marito Agilulfo. I Longobardi erano cristiani ariani, credono in Cristo ma ritengono che egli nacque dal Nulla. La conversione dall'arianesimo al cattolicesimo non ebbe la medesima importanza che si ebbe nel caso dei Franchi e Visigoti in quanto la monarchia si scontrò con la Chiesa di Roma che in quel periodo viveva un periodo di splendore. Molto importante è anche il Re Rotari di cui ricordiamo il suo editto. Il re propose di allontanare i bizantini e conquistò le coste della Liguria e del Veneto. L'Editto mirava a dare stabilità ad Regno longobardo e oltre alla raccolta di leggi scritte dai longobardi stessi reppresenta un vero e proprio passo avanti nell'evoluzione della società longobarda. La faida fu sostituira dal guidrigildo ossia un risarcimento in denaro dell'offensore nei confronti di chi ha subito il torto o della famiglia. Altro elemento innovativo è la territorialità del diritto per cui una persona accusata per un reato deve essere processata secondo le leggi del territorio in cui ha commesso il reato e non secondo la legislazione del suo popolo.
I longobardi erano dediti alla guerra e alla caccia dato che consideravano l'agricoltura un'attività di secondo ordine e proprio per questo l'agricoltura stessa regredisce. I conquistatori vogliono coltivatori e quindi tutti coloro i quali coltivavano erano uomini semiliberi. I campi coltivati furono sostituiti da paludi e da terre ricche di vegetazione: molte aree erano occupate da foreste ricche di selvaggina e legname. I campi coltivati presenti erano affidati ai servi e coloni latini con mezzi inefficienti dato che anche l'innovazione tecnologica subì una brusca frenata. Una prima ripresa economica si ebbe nell'VIII secolo periodo in cui vi fu la riorganizzazione della proprietà fondiaria. Si diffuse il latifondo appartenente a laici, a monasteri o agli uomini liberi che ricevevano terra in cambio della loro fedeltà. I latifondi erano divisi in villae o curtis e all'interno della "villa" si distingueva la pars dominica e pars massaricia:
Pars Dominica: era la riserva padronale e comprendeva le terre coltivate sotto la direzione del signore e dei suoi amministratori, servi. Al centro vi era la residenza del signore o l'abbazia con magazzini, granai, laboratori.
Pars Massaricia: includeva i lotti di terra concessi ai servi o ai "mansi", i liberi cittadini. L'estensione dipendeva dalla necessità della famiglia del colono.

I coloni dovevano pagare tre imposte: la capitazione, formariage e la manomorta
Capitazione: imposizione applicata ad ogni persona
Formariage: tassa per ottenere autorizzazione a sposarsi con una persona non serva o soggetta ad altro signore
Manomorta: il prelievo che il signore effettua sui beni del colono al momento in cui i figli del colono stesso ereditano.
Vi sono anche le prestazioni in natura, ossia il pagamento con parte del raccolto non influente se, naturalmente, il raccolto era abbondante. I coloni erano costretti a un tot di giornate di lavoro gratuite da effettuarsi o sulla pars dominica o sulle corveés. L'economia all'interno del latifondo è chiamata curtense ossia chiuso all'interno della curtis e tutto ciò che serviva ai signori e i contadini era prodotto proprio all'interno della proprietà fondiaria. Si usava il baratto che sostituiva la moneta. Tra il IV e VII secolo le città ebbero una profondissima crisi in cui i quartieri abbandonati erano ridotti a macerie o a pascolo. Nell'VIII secolo, invece, la situazione migliorò anche grazie alla presenza influente di vescovi nelle città. Essi provenivano dal senato romano e custodiscono la religione cattolica diffusa tra il popolo romano e non in un quello che viveva nei villaggi, rimasti pagani...proprio per questo il termine "pagus" significa villaggio. I vescovi promuovevano anche eventi e ferie per mantenere ad un ottimo livello gli scambi commerciali: ad esempio a Ravenna, Ancona o Bari i contadini ristabilirono contatti col mondo orientale per lo scambio di manufatti e stoffe. Circolò l'oro, coniato da Pavia e Lucca che fu utilizzato per pagare tutti i manufatti che provenivano dal magico Oriente

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