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venerdì 4 ottobre 2013

IL SINAI FRANCESCANO

"Il monte della Regola, monte Ranierio [l'attuale Fontecolombo], è stato riempito dal Signore di divina dolcezza, consacrato al sapore mellifluo della sua presenza, in mezzo al festoso stuolo dei beati. È divenuto un nuovo Sinai, dove, sentendolo tutti, fu data la legge. Un altro monte Carmelo, dove l'anima di Francesco si intratteneva e conversava con il Signore. Fontecolombo è il monte che dobbiamo salire a piedi scalzi, perché è un luogo veramente santo".  Anonimo Reatino, Actus Beati Francisci in Valle Reatina, II, 57- 60, a c. di A. Cadderi, Assisi, Edizioni Porziuncola, 1999.
Nella parte più nascosta di un bosco di lecci possiamo trovare il Santuario di Montecolombo identificato come il Sinai Francescano: infatti è il monte scelto da Francesco per scrivere la regola del suo Ordine. Qui troviamo anche il sacro speco, la grotta dove Francesco scrisse materialmente la Regola.

Francesco fu presente per la prima volta a Fontecomobo nel 1217 e poi tra la primavera e l'estate del 1223 quando si misse a scrivere la Regola passata alla storia come Regola Bollata sottoposta all'approvazione di Ononio III il 29 novembre 1223. A Fontecolombo Francesco subì un intervento agli occhi, gli vennero incise le vene dell'orecchio e del sopracciglio. Si narra che Francesco iniziò a parlare col fuoco usato dal medico per scaldare i ferri e ciò permise a Francesco di non setire dolore. 

La malattia è il morbo dell'egiziano, una malattie virale contratta in Egitto nel 1220 e si manifestò pesantemente anche a causa dell'anemia di cui soffriva il Santo dovuto alle febbri e ai digiuni. Quando la malattia peggiorò risultò estremamente difficile convincere Francesco a curarsi data anche il suo ascetismo ma cedette solo alle pressioni del Cardinale Ugolino che lo invitò a Rieti dove vi era un famoso medico specializzato nella cura degli occhi:
« Sendo una volta santo Francesco gravemente infermo degli occhi messere Ugolino, cardinale protettore dell'Ordine, per grande tenerezza ch'avea di lui, sì gli iscrisse ch'egli andasse a lui a Rieti dov'erano ottimi medici d'occhi [...] San Francesco quindi, su sollecitazione dei confratelli e del Cardinale Ugolino Conte di Segni (futuro Papa Gregorio IX) fu convinto a sottoporsi ad una terribile operazione nella speranza di poter guarire dalla malattia. Fatto giungere appositamente a Fonte Colombo, il medico sottopose San Francesco alla cauterizzazione, utilizzando un ferro rovente, delle vene dall'orecchio al sopracciglio, credendo d'interrompere in tal modo il flusso di umori che si riversava dagli occhi del Santo. »
(I Fioretti di San Francesco, cap. XIX)
Il Santuario Convento di Fonte Colombo è uno dei quattro santuari che delimitano il cosiddetto Cammino di San Francesco, insieme il Convento di Greccio, il Santuario della Foresta, e il convento di San Giacomo a Poggio Bustone. Anticamente poco più di semplici rustici di pietra e legno, i conventi, disposti come una corona sui colli che sovrastano la Valle Santa a Rieti, sono tutti legati profondamente ad alcuni particolari momenti mistici della vita di Francesco d'Assisi. Immerso in un meraviglioso bosco di lecci secolari, il santuario di Fonte Colombo si adagia su un costone del Monte Rainiero, a circa 549 metri s.l.m.
Inizialmente punto di presidio dei benedettini dell'abbazia di Farfa, pare che il nome con cui è conosciuto gli sia stato attribuito dallo stesso Francesco, il quale salendo sul monte, vide nel bosco una fonte di acqua cristallina (che esiste tuttora) a cui si abbeveravano delle colombe bianche (Fons colombarum).
Due sono i momenti importanti della vita di san Francesco legati a questo luogo. Il primo, tra la fine del 1222 e l'inizio del 1223, fu la redazione della Regola definitiva dell'ordine, detta "Regola bollata" che fu definitivamente approvata da papa Onorio III il 29 novembre 1223. Dopo aver sostato in preghiera e digiunato per quaranta giorni (questo luogo è conosciuto anche come "Sinai francescano"), san Francesco dettò a frate Leone, in presenza di frate Bonizo da Bologna, esperto in diritto canonico, la regola dell'ordine, molto più breve di quella cosiddetta "non bollata" presentata al capitolo del 1221. La stesura della regola avvenne in una grotta alle pendici del monte. Sulla grotta, detta Sacro Speco, è stata poi costruito l'oratorio di San Michele, che racchiude la grotta e comprende una piccola cappella. Il secondo momento della vita del santo testimoniato da questo luogo, è datato alla fine del 1225, un anno prima della morte, ed è legato al tentativo di guarire san Francesco dalla grave malattia agli occhi che aveva con tutta probabilità contratto in Egitto durante la Quinta Crociata e che lo rendeva quasi cieco. Narrano le fonti francescane che, di fronte all'emozione e alla fuga dei confratelli all'inizio del terribile intervento (in realtà una vera e propria tortura), san Francesco, mentre il medico scaldava il ferro, apostrofò "fratello Foco" pregandolo di mitigare la sua forza, invocandone la benevolenza e la cortesia. E il fuoco risparmiò il santo dal dolore, con grande stupore e meraviglia del medico. Il 6 gennaio 1519 il convento venne affidato alla custodia di Bernardino d'Asti e Stefano da Molina che vi fondaromo i Frati Minori Riformati. 

Fonte: Wikipedia

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