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sabato 5 ottobre 2013

ELEMENTI DI STORIA MEDIEVALE 5: I LONGOBARDI

Nell'anno 568 l'Italia è invasa dai Longobardi di Alboino. Entrati da Cividale del Friuli, i Longobardi spinsero gli avari. Questo nuovo popolo era stanziato tra L'Elba superiore e il Danubio ed era di stirpe germanica. Sul perchè entrarono in Italia se ne è parlato in moltissime pubblicazioni: si pensa che sia stata una vendetta di Narsete che, adirato con Bisanzio, avrebbe esortato i Longobardi ad attaccare l'Italia per ridimensionare il potere bizantino. I Longobardi occuparono Cividale dilagando nella pianura padana arrivando anche a Vicenza, Verona, Milano e dopo un po' di tempo, Pavia. I Longobardi si distinsero per la rozzezza del popolo di cui solo una piccola parte era composta di guerrieri il resto erano vecchi e bambini. Gli abitanti di Aquileia, preoccupati, fuggirono in laguna creando il primo nucleo di quello che sarà la Repubblica di Venezia. I bizantini non opposero resistenza convinti che gli invasori se ne sarebbero presto andati spontaneamente e mantennero il controllo delle coste e delle roccaforti più importanti. Ma quando nel 603 i longobardi stipularono la Pace di Bisanzio l'Italia fu divisa di fatto in due parti: la Longobardia che comprendeva Piemonte, Lombardia, Veneto, parte dell'Emilia Romagna, Toscana e i ducati si Spoleto e Benevento e la Romania comprendente le coste del Veneto con la laguna, le coste di Toscana e Liguria, l'Esarcato (Ravenna, Ferrara, Bologna, Adria), la Pentapoli Marittima (Rimini, Pesaro, Fano, Ancona e Senigallia), la Pentapoli Annoraria (Urbino, Iesi, Cagli, Gubbio e Fossombrone), il ducato di Roma, Napoli, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna e Corsica. La capitale della Longobardia è Pavia, quella della Romania è Ravenna
I Longobardi non riuscirono a creare un regno unito in quanto erano molto influenti le fare, ossia i gruppi familiari dalla forte volontà autonomista, capeggiate dai duchi. Questa particolarità creò problemi dopo la morte di Alboino e del suo successore Clefi assassinati da congiure interne. Tra il 574 e il 584 i Longobardi non eleggono re e duchi conducendo, in questo periodo di anarchia, una politica di autonomia fiscale e di espansione. Dopo aver sventato il pericolo di una invasione franca con un accordo, i duchi longobardi elessero Autari che regnò dal 584 al 590. Autari si faceva ispirare da Teodolinda, sua moglie, che sposerà alla morte del marito Agilulfo. I Longobardi erano cristiani ariani, credono in Cristo ma ritengono che egli nacque dal Nulla. La conversione dall'arianesimo al cattolicesimo non ebbe la medesima importanza che si ebbe nel caso dei Franchi e Visigoti in quanto la monarchia si scontrò con la Chiesa di Roma che in quel periodo viveva un periodo di splendore. Molto importante è anche il Re Rotari di cui ricordiamo il suo editto. Il re propose di allontanare i bizantini e conquistò le coste della Liguria e del Veneto. L'Editto mirava a dare stabilità ad Regno longobardo e oltre alla raccolta di leggi scritte dai longobardi stessi reppresenta un vero e proprio passo avanti nell'evoluzione della società longobarda. La faida fu sostituira dal guidrigildo ossia un risarcimento in denaro dell'offensore nei confronti di chi ha subito il torto o della famiglia. Altro elemento innovativo è la territorialità del diritto per cui una persona accusata per un reato deve essere processata secondo le leggi del territorio in cui ha commesso il reato e non secondo la legislazione del suo popolo.
I longobardi erano dediti alla guerra e alla caccia dato che consideravano l'agricoltura un'attività di secondo ordine e proprio per questo l'agricoltura stessa regredisce. I conquistatori vogliono coltivatori e quindi tutti coloro i quali coltivavano erano uomini semiliberi. I campi coltivati furono sostituiti da paludi e da terre ricche di vegetazione: molte aree erano occupate da foreste ricche di selvaggina e legname. I campi coltivati presenti erano affidati ai servi e coloni latini con mezzi inefficienti dato che anche l'innovazione tecnologica subì una brusca frenata. Una prima ripresa economica si ebbe nell'VIII secolo periodo in cui vi fu la riorganizzazione della proprietà fondiaria. Si diffuse il latifondo appartenente a laici, a monasteri o agli uomini liberi che ricevevano terra in cambio della loro fedeltà. I latifondi erano divisi in villae o curtis e all'interno della "villa" si distingueva la pars dominica e pars massaricia:
Pars Dominica: era la riserva padronale e comprendeva le terre coltivate sotto la direzione del signore e dei suoi amministratori, servi. Al centro vi era la residenza del signore o l'abbazia con magazzini, granai, laboratori.
Pars Massaricia: includeva i lotti di terra concessi ai servi o ai "mansi", i liberi cittadini. L'estensione dipendeva dalla necessità della famiglia del colono.

I coloni dovevano pagare tre imposte: la capitazione, formariage e la manomorta
Capitazione: imposizione applicata ad ogni persona
Formariage: tassa per ottenere autorizzazione a sposarsi con una persona non serva o soggetta ad altro signore
Manomorta: il prelievo che il signore effettua sui beni del colono al momento in cui i figli del colono stesso ereditano.
Vi sono anche le prestazioni in natura, ossia il pagamento con parte del raccolto non influente se, naturalmente, il raccolto era abbondante. I coloni erano costretti a un tot di giornate di lavoro gratuite da effettuarsi o sulla pars dominica o sulle corveés. L'economia all'interno del latifondo è chiamata curtense ossia chiuso all'interno della curtis e tutto ciò che serviva ai signori e i contadini era prodotto proprio all'interno della proprietà fondiaria. Si usava il baratto che sostituiva la moneta. Tra il IV e VII secolo le città ebbero una profondissima crisi in cui i quartieri abbandonati erano ridotti a macerie o a pascolo. Nell'VIII secolo, invece, la situazione migliorò anche grazie alla presenza influente di vescovi nelle città. Essi provenivano dal senato romano e custodiscono la religione cattolica diffusa tra il popolo romano e non in un quello che viveva nei villaggi, rimasti pagani...proprio per questo il termine "pagus" significa villaggio. I vescovi promuovevano anche eventi e ferie per mantenere ad un ottimo livello gli scambi commerciali: ad esempio a Ravenna, Ancona o Bari i contadini ristabilirono contatti col mondo orientale per lo scambio di manufatti e stoffe. Circolò l'oro, coniato da Pavia e Lucca che fu utilizzato per pagare tutti i manufatti che provenivano dal magico Oriente

venerdì 4 ottobre 2013

ELEMENTI DI STORIA MEDIEVALE 4: IL MONACHESIMO

Il Monachesimo è il simbolo della vitalità della Chiesa e assume caratteristiche diverse a seconda che si studi il fenomeno in Oriente o in Occidente. Nel III secolo in oriente è diffusa la pratica dell'ascetismo da parte di alcuni eremiti che decidono di abbandonare la vita mondana per una dedita all'isolamento totale e alla preghiera. Particolarmente interessanti sono le vicende dei Pascolanti (che si nutrono di erba), i Acemeti che pregano continuamente dormendo pochissimo e i Reclusi che vivono chiusi in celle. Da queste forme estreme di isolamento vi è l' Anacoretismo ossia isolamento totale dal mondo. L'Anacoretismo è una via di mezzo tra l'eremitismo e il cenobitismo che rappresenta una forma di monachesimo in cui i religiosi vivevano assieme secondo rigidissime regole (benedettini, francescani...). Oltre alla preghiera i monaci erano dediti al lavoro della terra, all'artigianato sia per soddisfare l''esigenze della loro comunità sia per beneficenza nei confronti dei poveri. Solo con San Benedetto da Norcia il monachesimo si afferma in Occidente e secondo il santo umbro la preghiera non poteva essere separata da un concreto impegno sociale. Tutti i monasteri benedettini ricordano l'Abazia di Montecassino del 528, anno in cui la Regola iniziò ad essere diffusa seguendo il precetto dell'"ora et labora": infatti oltre la preghiera, i benedettini si dedicavano anche al lavoro dei campi, bonifiche ambientali, costruzioni di fattorie, ospizi, ospedali ridando vigore al lavoro manuale che presso i greci e romani era visto come una "diminutio" della dignità dell'uomo. 

Il monachesimo assicura alla Chiesa un vero e proprio strumento di affermazione. La Chiesa tiene in vita la cultura romana e sono proprio i monasteri che riescono a salvare codici, opere letterarie dalla furia barbarica trascritte da abilissimi monaci amanuensi. Le abazie anche erano rifugi per le popolazioni circostanti in quanto sotto Giustiniano l'Italia era una provincia ed era contesa dagli ostrogoti e dai longobardi e inoltre le pesanti tasse imperiali portavano i contadini a chiedere protezione proprio ai monasteri che divennero cittadelle autonome ed indipendenti dove non vi erano controlli nè da parte della Chiesa nè dallo stato: avevano autonomia giudiziari, possibilità di battere moneta, esenzioni fiscali e milizie private. I monasteri sovente ricevevano donazioni ed eredità da sovrani e grandi proprietari terrieri che spesso si aggiungevano all'edificio monastico. I monasteri diventano importantissimi centri economici e religiosi difesi da mura e rette da abati. Particolarmente interessante è il monachesimo irlandese che evangelizzò le tribune germaniche pagane. Alla base di questo nuovo tipo di monachesimo vi è la Regola di San Colombano vissuto tra il VI e VII secolo.

L'Incastellamento

*articolo di Giovanna Barbieri. Tutti i diritti riservati

A causa della dissoluzione dell’Impero Romano e incursioni di cavalieri normanni, saraceni e austro-ungarici, la costruzione di fortezze e castelli si rese necessaria da parte dei principi feudali che desideravano dare riparo ai propri uomini. Questi borghi si componevano di un bastione di pietra circondato da un fossato, sul quale si apriva una porta (spesso dotata di ponte levatoio), un Mastio, dove risiedeva il signore locale, una chiesa per i bisogni di culto, la cucina (si cuocevano interi cinghiali, cervi, oche, paioli di minestroni e serviva molto spazio), le stalle e altri edifici dove alloggiavano i cavalieri, armigeri e la servitù, un granaio e magazzini per stivale le derrate alimentari (cereali e carne affumicata), che servivano per il sostentamento di chi abitava all’interno del borgo e di chi, in caso di pericolo, vi si rifugiava con famiglia e animali. Alcune volte i castelli e fortezze erano così grandi che gli armigeri potevano essere ospitati nei pressi dell’armeria. I prigionieri politici che venivano catturati durante le battaglie di un esercito contro un altro, erano gettati nelle segrete (nel piano inferiore del castello spesso erano costruite delle prigioni) e liberati solo tramite riscatto. Naturalmente i contadini locali venivano obbligati a sostenere la manutenzione e costruzione delle opere. Inoltre la maggior parte di loro divengono servi della gleba, cioè il signore locale li legava alla propria terra da coltivare, a lui dovevano pagare ovviamente un fitto (in derrate alimentari), in cambio il nobile aveva l’obbligo di tutelarli giuridicamente e militarmente. Inoltre la povera gente doveva offrire alla chiesa la decima. Pochissimo cibo rimaneva quindi per loro. Nasce così l’incastellamento dell’Europa Occidentale. Verso il X secolo il commercio cominciò a svilupparsi soprattutto verso il Medio-Oriente, Asia e grandi città, tuttavia in un’epoca in cui imperava la rapina come mezzo della piccola nobiltà di procurarsi ricchezza (merce da vendere e denari), i mercanti non videro altra soluzione se non rifugiarsi in tali borghi, comprensibilmente ben presto lo spazio divenne insufficiente e i venditori si videro costretti a creare dei sobborghi, vale a dire dei borghi esterni nei quali svernare o sostare con la merce (spesso nei pressi di fiumi navigabili o estuari).


ELEMENTI DI STORIA MEDIEVALE 3: LA CHIESA DI ROMA E PAPA GREGORIO MAGNO

La motivazione per cui nella storia della Chiesa il vescovo di Roma aveva supremazia spirituale risiede nel fatto che il papa è per tradizione successore di San Pietro, il primo apostolo designato da Gesù Cristo per proseguire la sua Chiesa. Già dopo la caduta dell'impero romano, il papa è considerato il giudice della fede ma tra il IV e VI secolo oltre al potere religioso aggiunge quello economico grazie ad un vasto patrimonio fondiario ottenuto da lasciti e da speciali agevolazioni fiscali. Come se non bastasse la Chiesa inizia ad avere anche un notevole peso politico e proprio in questo momento di disgregazione dell'impero riescono a far sentire la propria influenza anche temporale. Gli imperatori d'Oriente sono lontani da Roma e quindi il papa diventa "imperatore" in occidente, nasce lo Stato della Chiesa. La Chiesa cercò di creare una fitta rete di informatori che cercavano, nonostante notevoli problemi di trasporti e logistici, di portare quante più informazioni possibili su ciò che succedeva al di là dei confini. In questo periodo di enorme incertezza la Chiesa iniziò a formare i sacerdoti, i chierici ossia i sacerdoti secolari non legati ad ordini religiosi che studiavano non solo la dottrina ma anche scienza e giurisprudenza. In questo senso è fondamentale il pontificato di Gregorio Magno. Tra il 590 e il 604 fu proprio lui a permettere alla Chiesa di affermarsi prepotentemente. Come ci riesce? Convinto che l'elemosina non è un atto di bontà ma un restituire ai poveri ciò che si ha, fa dividere i latifondi in lotti per soddisfare il numero più grande di contadini e utilizza i beni fondiari per sostenere i poveri ed indifesi. Semplificò la liturgia, anche per far avvicinare molte persone al culto e compose inni sacri in cui trasforma la musica sacra (il canto gregoriano). Altrettanto importante è stata la sua opera di evangelizzazione, infatti Gregorio riesce a convertire i Longobardi e inizia opera di persuasione nei confronti dei barbari pagani o ariani. Il suo più grande successo fu la conversione degli Angli e Sassoni. Dopo il ritiro delle truppe romane nel V secolo, Inghilterra, Irlanda, Galles e Scozia restano fedeli a Roma ma sono decisamente isolate e poco controllabili. Agostino guidò una squadra organizzata da Gregorio che riuscì a sottomettere la Chiesa anglo-sassone a Roma. I monasteri anglosassoni acquistano notevole prestigio e non a caso sarà proprio un sassone come Bonifacio a propagare la fede cattolica estendendo a tutte le terre d'Occidente l'autorià papale. Bonifacio riuscì a convertire anche le popolazioni pagane di quella che oggi chiamiamo Germania diventando un vero e proprio vicario. Riesce anche a rompere le resistenze dei vescovi franchi che si troveranno costretti a piegarsi a Roma. Alla metà dell'VIII secolo l'Occidente è quasi tutto cristiano e tutte le Chiese sono subordinate alla Chiesa Cattolica. 

martedì 1 ottobre 2013

ELEMENTI DI STORIA MEDIVALE 2: L'IMPERO ROMANO D'ORIENTE

Dopo il 476 mentre l'Impero d'Occidente crolla, la parte orientale fioriva e sopravvisse fino al 1453 quando i turchi conquistarono Costantinopoli. Ma quali furono i fattori che permisero all'Impero di Oriente di sopravvivere?
A) Stabilità economica: Costantinopoli inizia una fitta rete di scambi con le zone vicine più ricche come Egitto, Siria e Asia Minore, India e Cina che aumentarono la lavorazione dei metalli, ceramica e industria serica. Dall'Oriente arrivavano pietre preziose, derrate alimentari, schiavi e pellicce. Il tutto era favorito dal grande numero di porti (Costantinopoli, Smirne, Antiochia ed Alessandria) e da una fitta rete stradale e fluviale. Allo sviluppo commerciale è legata la diffusione del solidus aureus, una moneta d'oro di 4,5 grammi. L'Impero bizantino riuscì a controllare il processo di degrado svalutando la moneta anche dopo la crisi provocata dall'espansione dell'Islam tra il VII e VIII secolo. Viene inventato l'aratro col vomere di ferro, mulino ad acqua e il collare pettorale per gli animali da lavoro.
B) Cesaropapismo: l'imperatore esercita, in oriente, i poteri civili e militari. Egli non è solo un capo politico ma anche capo religioso dello Stato. E' un basileus e come tale ha il diritto di ultima parola sull'elezione del patriarca di Costantinopoli. Inizia il Cesaropapismo, secondo cui l'autorità statale è superiore a quella religiosa.
C) Potere centralizzato: Centralizzazione amministrativa. All'imperatore fa capo una squadra di funzionari, ministri esattori e ispettori i quali formano la burocrazia che permette di esercitare il controllo diretto sui territori
D) Difesa: flotta ed esercito efficienti. L'esercito consente di tenere d'occhio il Mediterraneo e il Mar Rosso mentre l'esercito vedrà la nascita della cavalleria pesante già importanti presso i persiani.

Ma non era tutto rosa e fiori. All'interno dell'Impero vi erano molti conflitti:

A) Eresie: Eresia monofisita e eresia nestoriana mineranno l'unità religiosa e politica dell'Impero. 
B) Guerre contro i persiani: Dopo aver sconfitto i germani ad Adrianopoli nel 378, l'impero dovette arginare i persiani. Tra il 611 e il 630 avvenne la guerra bizantino-persiana che assunse i connotati di una guerra mondiale che vide contrapposti i due più grandi imperi del tempo. I bizantini dovevano difendersi dai Persiani, gli Avari e gli Slavi che si allearono proprio contro bisanzio assediandola nel 626 inutilmente. Il territorio fu diviso in tre distretti militari posseduti da soldati pagati con una piccola proprietà terriera, in questo modo fu ripristinata la proprietà privata e permette un risparmio sui costi dell'esercito. Dopo due anni di assedio Bisanzio si libera dai persiani mentre i soldati contadini sconfissero il re persiano Cosroe. Come se non bastasse tra il 750 e l'869 i bizantini subirono l'attacco anche dai bulgari.
C) Conflitti con la chiesa di Roma: I rapporti tra i bizantini e la Chiesa erano sempre più tesi. I vescovi orientali non accettavano l'autorità del pontefice e lo stesso cesaropapismo orientale è fortemente osteggiato dalla Chiesa di Roma. Un importante avvenimento avvenne nel 649 quando per la prima volta fu un papa (Martino I) a convocare un concilio ecumenico a Roma, infatti prima di questa data da Nicea in poi erano stati sempre gli imperatori a convocare concili.
Nel 648 l'Imperatore Costante II succedette ad Eraclio e mostra sostegno per il monotelismo (secondo cui solo la volontà divina è presente in cristo e non anche quella umana) ed emanò un divieto di trattare questioni teologiche. A questo punto Martino I indice il concilio di Roma in cui si adottò la dottrina delle due volontà, umana e divina in Cristo. Martino I, ponendosi in contrasto con l'imperatore ordinando ai cattolici di sottrarsi alla sua autorità (e per questo fu arrestato) contribuì a creare un distacco netto tra Chiesa e impero, processo che si competerà solo nell'XI secolo con lo scisma d'Oriente.

La storia complessa dei regni romano-barbarici si intreccia con la figura di Giustiniano. I suoi predecessori Zenone e Anastasio avevano acconsentito alla formazione dei regni romano barbarici i cui sovrani erano dei rappresentanti dell'Imperatore d'Oriente nella parte occidentale dell'Impero. Giustiniano ritenne che questi regni sono una vera e propria usurpazione e nonostante il parere contrario della moglie Teodora, decise di eliminarli.
Tra il 533 e il 553 Belisario e Narsete studiarono la politica della riconquista dei regni romano barbarici puntando ai Vandali, agli Ostrogoti e ai Visigoti che nella prima metà del VI secolo erano in crisi. Nel 534 caddero i Vandali. L'esercito di Belisario sottomise parzialmente i barbari si impadronì della Sardegna, Corsica e Baleari. La conquista dell'Italia fu molto più complicata. La regina Amalasunta, in rotta col popolo che non voleva politiche di pacificazione con i romani, fu imprigionata dal marito Teodato e chiese aiuto a Giustiniano il quale inviò Belisario ma, preoccupato dal prestigio che stava prendendo il suo generale, lo richiamò a Bisanzio abbandonando l'Italia a se stessa subendo l'esasperata politica fiscale bizantina. A questo punto il re degli ostrogoti Totila toglie agli schiavi il legame con la terra e la popolazione si schiera contro i barbari. nel 552 Totila viene ucciso a Gualdo Tadino da Narsete. La guerra continuò fino al 553 quando l'ultimo re dei Goti, Teia, fu sconfitto da Narsete e morì a Lettere. L'Italia viene riannessa a Bisanzio.
L'Imperatore Giustiniano volle riorganizzare l'impero affidando a Triboniano il compito di rielaborare la giurisprudenza romana. Nacque nel 528 il Corpus Iuris Civilis composto da quattro parti:

- INSTITUTIONES => trattato con i principi giuridici dello stato da insegnare nel diritto e nelle scuole
- PANDECTAE => sintesi della giurisprudenza imperiale
- CODICE => raccolti di leggi emanate da Adriano fino al 533
-NOVELLAE=> complesso di leggi emanate da Giustiniano

Accanto a questa imponente revisione, Giustiano si preoccupò di creare una forte ed efficiente burocrazia. L'Imperatore concentrò il potere militare e civili nelle mani di un funzionario e affidò ai vescovi il controllo dei burocrati. Grazie a questi funzionari statali riuscì a frenare le prevaricazioni dei proprietari terrieri. Giustiniano è il paladino dell'Ortodossia Cattolica in accordo con la Chiesa di Roma ma ribadì la propria autorità sul papa.

L'Italia divenne provincia dell'Impero e con la Prammatica Sanzione dell'anno 554 le leggi di Giustiniano venne estesa anche all'Italia su richiesta di papa Vigilio. La politica vessatoria bizantina mise in difficoltà le popolazioni di contadini che si unirono alle carestie e pestilenze.
Dopo la morte di Giustiniano nel 565 i territori italiani che rimangono legati all'impero sono Calabria, Puglia, Sicilia, Sardegna, Napoli, Esarcato, Pentapoli e laguna veneta. Ravenna è sede amministrativa governata dall'esarca scelto dall'imperatore d'Oriente e inviato come amministratore degli interessi dell'impero bizantino. A Ravenna ha sede il prefetto d'Italia che si occupava di finanza e fisco. A Venezia i dogi creano una forma di politica aristocratica, la Sardegna si divide in giudicati e la Pentapoli, Napoli e Gaeta si costituiscono in ducati.

CHIESE ED ERESIE

le prime comunità cristiane erano assemblee di fedeli che si riunivano clandestinamente (ecclesiae). A capo vi era un presbitero eletto dall'assemblea che veniva assistito da un diacono. I due svolgevano la loro missione gratuitamente e rendevano conto solo ai componenti dell'assemblea. Non vi era una gerarchia ecclesiastica. Quando il cristianesimo iniziò prendere piede si sentì il bisogno di strutturare la nuova religione. Nelle città i presbiteri elessero un episcopo (vescovo) che controllava l'azione delle comunità nel territorio assegnato. Nel IV secolo si formano gerarchie ecclesiastiche: sopra i vescovi vi erano gli arcivescovi tra cui i "patriarcali" erano quelli più importanti (Roma, Costantinopoli, Antiochia, Gerusalemme, Alessandria). Il vescovi di Roma era il papa. Nel 381 il Concilio di Costantinopoli riconobbe al papa la supremazia sui vescovi di Occidente e lo nominò Pontefice ossia successore di Pietro.
Con l'istituzione della figura del pontefice, la Chiesa diventa ormai una organizzazione gerarchica che subirà continuamente spinte "centrifughe" a causa delle forze disgregatrici all'interno della chiesa stessa. Queste spinte nascono intorno alla natura di Dio e alle interpretazioni delle Scritture. La dottrina di Ario (Arianesimo) nega l'identità di Cristo con Dio e trova appoggio in Siria ed Egitto. All'Arianesimo seguirono anche il donatismo secondo cui i sacramenti di preti peccatori non sono validi, il nestorianesimo che sostiene che Maria non ha generato Dio ma un essere umano ammettendo l'esistenza di due nature di Cristo, uomo e figlio di Dio, ma distinte. Non è la stessa cosa con il monofisismo che ammette in Cristo solo la natura divina.

Gli imperatori bizantini si mostrarono intolleranti nei confronti dei movimenti ereticali. I padri della Chiesa più importanti si chiamano Dottori (sant'Agostino, Sant'Ambrogio ecc....). Per mantenere ben salda l'unità dell'Impero, le istituzioni convocavano una lunga sequenza di concili ecumenici a dimostrazione del fatto che gli imperatori esercitavano autorità anche in campo religioso. In Occidente però i contrasti tra Chiesa e Impero iniziavano ad acuirsi dato che il vescovo di Roma prendeva sempre più prestigio ostacolando gli imperatori che si intromettevano nelle questioni ecclesiastiche. un clamoroso caso è la disputa tra Giustiniano e Vigilio circa il monofisismo. Giustiniano si mostrò rispettoso dell'ortodossia cattolica e della teoria monofisita; il vescovo di Roma non approvò il compromesso e non firmò la revoca dei trattati antimonofisiti presenti negli atti del Concilio di Calcedonia (clicca per gli atti) del 451 e per questo fu arrestato e condotto a Costantinopoli. Nel 533 fu costretto a firmare la condanna degli atti antimonofisiti.

GLOSSARIO FONDAMENTALE

Esarcato: governatorato di tipo militare voluto dai bizantini nei territori in Italia e Africa. In Italia si affermò l'Esarcato di Ravenna che comprendeva anche Ferrara, Bologna, Adria dal 584 al 751 anno della conquista longobarda.

Pentapoli: uno dei sette distretti in cui era diviso l'Esarcato d'Italia da Maurizio I nel 585. Comprendeva Pesaro, Rimini, Fano, Senigallia ed Ancona.

DATE FONDAMENTALI

325: Concilio di Nicea
381: Concilio di Costantinopoli
451: Concilio di Calcedonia
527-565: Giustiniano Imperatore
534: Cade il Regno dei Vandali
535-553: Guerra Greco-Gotica
611-626: Avari e Slavi contro i bizantini
611-630: Guerra bizantino-persiana
649: Contrasti tra Papa Martino I e Impero Bizantino. Concilio di Roma

lunedì 30 settembre 2013

ELEMENTI DI STORIA MEDIEVALE 1: LA FINE DELL'IMPERO ROMANO D'OCCIDENTE E I REGNI ROMANO-BARBARICI

Ormai tutti gli studiosi concordano sul fatto che la caduta dell'Impero Romano non dipese dalle invasioni barbariche ma da una serie fattori interni all'impero stesso come ad esempio una eccessiva burocrazia amministrativa, la scomparsa dei ceti medi della società, la forza prorompente del cristianesimo. Roma era una grande civiltà, difficilmente disgregabile dall'esterno: l'unico modo per sconfiggerla era aspettare che implodesse nelle sue contraddizioni, nei suoi problemi. Le invasioni barbariche (che poi in realtà erano migrazioni di popoli) avevano sicuramente minato la sicurezza dell'impero ma anche il disordine amministrativo, la pessima qualità delle strade e la pressoché nulla manutenzione dei canali di irrigazione erano stati fattori fondamentali per accelerare il processo di crisi del sistema. Ma ancora più importante fu la mescolanza tra romani e barbari: la crisi demografica aveva impedito un rapido cambiamento nell'esercito e si rimediò arruolando schiavi, barbari e criminali. E' facile intuire la conseguenza di ciò: non si parlerà più di eserciti romani ma erano eserciti misti con barbari che combattevano per soldi e per saccheggi e che ovviamente mostravano più ardore nei furti che non nei combattimenti col nemico. Tra il III e IV secolo il confine inizia a vacillare pericolosamente: iniziamo a parlare di migrazioni di popoli proveniente da nord e da che gli imperatori accolsero come foederati ponendo sotto il controllo di un prefetto romano intere tribù pur permettendo loro di mantenere la propria lingua e la religione. I tentativi di Diocleziano e Costantino di arrestare la decadenza del regno, sortirono l'effetto contrario accentuando il processo di separazione tra la parte dell'impero occidentale e orientale. D'altronde fu proprio Costantino con lo spostamento della capitale da Roma a Bisanzio ad indebolire l'impero rompendo di fatto l'unità amministrativa.

L'Impero diviso

La separazione dell'Impero si attuò dopo la morte dell'Imperatore Teodosio avvenuta nel 395: Arcadio diventa imperatore in Oriente e Onorio in Occidente. Le due parti dell'impero non tornerà mai più unito tanto che nel 476 quando l'impero cadde cambiò il nome in impero bizantino richiamando il nome della capitale Costantinopoli (Bisanzio). In occidente arrivano gli Unni dall'Asia e spinsero le popolazioni germaniche dentro i territori dell'Impero in maniera del tutto scoordinata. Nacquero così i regni romano-barbarici. L'integrazione dei barbari che avevano raggiunto anche alti gradi militari si bloccò di colpo.

Le migrazioni di popoli nel IV e V secolo

I Germani sono dei popoli indeuropei provenienti dalla Scandinavia e dall'Europa nor orientale. Erano popolazioni di nomadi che non vivevano in territori ospitali e che per trovare terreni idonei all'agricoltura
si spostarono nei territori vicino ai fiumi Reno, Danubio, Vistola e Mar Nero. Rispetto ai Germani del I secolo, quelli che ora vivevano a ridosso dell'impero erano senza dubbio più evoluti. La stessa parola barbari con cui i romani definivano le popolazioni germaniche indica la scarsa considerazione che si aveva per la loro coltura. Il nucleo principale dei germani era la sippe, un insieme di famiglie consanguinee che sviluppavano la propria vita all'interno di territori comuni: infatti presso i germani la proprietà privata non era contemplata e i campi coltivati appartenevano alla comunità. Tante sippe formavano una tribù che unita ad altre tribù davano vita ad un primo nucleo di popolo. I germani avevano una concezione della giurisprudenza totalmente diversa dal mondo romano: le loro leggi erano non erano scritte e non avevano tribunali la vendetta poteva essere regolata autonomamente mediante la faida che fu affiancata successivamente dal guidrigildo (indennità pecuniaria). I litiganti possono portare prove o sottoporsi all'ordalia, il Giudizio di Dio restando incolumi dopo aver superato una barriera di fuoco o dopo aver immerso un braccio o una gamba in acqua molto calda. A capo delle loro divinità vi era Odino. Nelle società germaniche solo i guerrieri, gli arimani, sono da considerarsi uomini liberi: gli altri sono semiliberi o schiavi. In caso di guerra tutti i combattenti si univano per eleggere il koenig, il capo. Dal 341 la preoccupazione principale degli imperatori era di convertire i Goti e affidarono al vescovo Ulfila questo compito molto complicato. Ulfila decise di tradurre in gotico inventando un alfabeto la Bibbia secondo l'interpretazione ariana portando alla conversione il popolo che furono i primi ad aderire all'arianesimo (leggi qui per Nestorianesimo ed Arianesimo). 
La caduta dell'impero subì una rapidissima accelerazione a causa degli Unni che nel 355 raggiunsero il Volga. La loro presenza costrinse i Sarmati russi a muoversi verso i Balcani obbligando a loro volta i goti a spostarsi a un passo dai confini romani. Alla fine del IV secolo i Goti arrivarono sulle rive del Mar Nero e sconfissero ad Adrianopoli nel 378 l'esercito Romano arrivando a minacciare Costantinopoli. 
Possiamo suddividere in due gruppi i popoli barbarici: il primo era composto da Franchi, Sassoni, Alamanni e Bavari stanziati nella Gallia centro settentrionale, in Britannia e nella zona tra Reno e Alpi che aderirono alla religione pagana. Il secondo gruppo era formato da Visigoti, Vandali, Burgundi, Ostrogoti che occupano la Gallia meridionale, Italia, Spagna, Africa settentrionale e sono dei popoli cristianizzati. 
E' chiara la contraddizione del termine romano-barbarici. Romane sono le leggi ed istituzioni, i barbari sono per lo più guerrieri e anche per questo i sovrani germanici cercarono di ottenere dall'imperatore di Oriente il riconoscimento della loro presenza che l'imperatore concedeva facilmente anche perchè aveva tutto l'interesse a stringere alleanze politiche e militari. Ma la fusione è lenta in molti campi:
- campo religioso: arianesimo contro cattolicesimo
- campo giuridico: alla visione morale del diritto romano si contrappone la vendetta personale
- campo economico: la proprietà privata romana si contrappone all'economia collettivistica. 
I barbari però ammiravano la cultura romana e proprio per questo la fusione era lenta ma inevitabile portando ad una vera e propria romanizzazione anche dei costumi e della legge. 
Il primo regno a nascere fu quello dei Vandali stanziati tra il Marocco e la Tripolitania. Il re Geneserico che saccheggiò nel 455 Roma impose che la successione al trono spettasse al più anziano della famiglia regnante. I vandali si dedicarono a scorribande continue per tutto il Mediterraneo occidentale senza mai integrarsi con i Romani preferendo l'arianesimo. Nel 533 si fusero con i bizantini dopo esser stati deportati per volontà di Giustiniano. I Visigoti si stanziarono in Gallia meridionale e in Spagna. Sconfitti nel 507 dai Franchi cedettero l'Aquitania e tra il 550 e il 554 consegnarono ai bizantini la Spagna del sud. I visigoti si convertirono divenendo il braccio destro della Chiesa cattolica lottando contro gli ebrei che erano in netta minoranza in Spagna. Importante è la lex wisighothorum che introdusse il principio di territorialità della legge. I Burgundi furono assorbiti nel 533 dai Franchi. Gli Anglosassoni rimasero ben lontani dalla sfera di influenza latina fino al VI secolo quando la Chiesa riuscì ad allacciare rapporto tra Europa e Britannia. 
Più complessa è la storia dei Franchi. Apparsi nel 240, nel V secolo si stanziarono sul Reno. Il primo re fu Clodio e il suo successore Meroveo iniziò la lunga discendenza merovingia che governerà sino al 751. Clodoveo ereditò il regno, sconfisse i Visigoti e trasferì la capitale a Parigi. Si convertì al Cristianesimo dopo il matrimonio con Clotilde. Alla sua morte il regno fu diviso in quattro parti divenendo una sorta di proprietà privata: Austrasia, neustria, Borgogna ed Aquitania. I re merovingi non esercitavano un potere assoluto in quanto molto importanti erano i maggiordomi o maestri di palazzo che avevano le funzioni di amministratori di proprietà terriere. Gli Ostrogoti riconquistarono l'indipendenza dopo la morte di Attila e si allearono con i bizantini i quali chiesero, in cambio di denaro, di respingere i barbari verso l'occidente. In compenso ottennero oltre la Pannonia e come garanzia tennero a Bisazio Teodorico il figlio del re il quale apprese dai bizantini l'arte della guerra e del governo. Zenone impone a Teodorico, nominato patricius, di conquistare l'Italia che tra il 476 e 489 è governata da Odoacre che non riesce a creare una forma stabile di monarchia nonostante collaborasse con la Chiesa e col personale amministrativo di Roma. Teodorico sconfisse Odoacre e dal 493 al 534 l'Italia diventa un regno romano-barbarico avente per capitale Ravenna. Teodorico collabora con le strutture romane, scegliendo uomini di grande cultura e fama come amministratori tentando di instaurare una convivenza pacifica garantendo libertà sia ai Goti che ai Romani ma, onostante questo, proibisce i matrimoni misti, vietò ai Goti di imparare il latino e difese l'arianesimo. Tollerò il cattolicesimo e favorisce il prosieguo del diritto romano per regolare i rapporti tra persone latine. Teodorico, temendo un attacco bizantino, cercò l'appoggio degli altri regni romano barbarici e per questo sposò la sorella di Clodoveo. Teodorico fallì clamorosamente: preoccupato della politica aggressiva dell'imperatore di oriente che mira a riconquistare l'Occidente, fece giustiziare tutti i suoi collaboratori ed arrivò anche ad imprigionare il papa, Giovanni I. Teodorico muore nel 526.

Glossario fondamentale

Arianesimo => dottrina elaborata da Ario e condannata a Nicea nel 325 che sosteneva l'inferiorità della natura divina del Logos (Cristo) rispetto a quella di Dio ritenendo che il Verbo di Dio fosse stato creato in seguito. Ariano non negava la Trinità ma subordinava il Figlio al Padre negandone la consustanzialità che verrà riformulata nel Credo Niceno Costantinopolitano. Per Ario Cristo era un semidio. 

Date importanti

455: Sacco di Roma per mano dei Vandali
476: Cade l'Impero Romano d'Occidente
476-489: In Italia governa Odoacre
478: Goti in Scizia
482-511: Regno di Clodoveo
493: Teodorico conquista Ravenna
493-534: l'Italia diventa un regno romano barbarico con capitale Ravenna
507: I Franchi sconfissero i Goti
526: Teodorico muore
527-565: Giustiniano Imperatore
535-553: Guerra Greco-Gotica
587-589: Conversione dei Visigoti al Cattolicesimo

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