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venerdì 18 gennaio 2013

RENE' GUENON E IL SANTO GRAAL


L’etimologia della parola Graal deriva dal latino “gradalis”, ovvero “coppa”. Il primo autore che menziona il Graal fu Crethien de Troyes (Perceval ou le Conte du Graal), nel 1191, ma furono Robert de Boron (Joseph d’Arimathie y Estoire del San Graal) y Wolfram von Eschenbach (Parzival), che svilupparono la leggenda del Graal, convertendo la coppa in quella dell’Ultima Cena che fu poi utilizzata da Giuseppe di Arimatea per raccogliere il Sangue di Gesú nella Croce. Secondo questi libri Giuseppe di Arimatea si rifugiò in Gran Bretagna portando con sé il Graal. Secondo l’esoterista francese René Guénon (1886-1951), la leggenda del Graal, oltre ad essere certamente cristiana, ha delle radici molto più profonde che possono essere ricondotte all’unione fondamentale di tutte le tradizioni. Innanzitutto per Guénon il Graal, inteso cone “vaso” o “coppa” è simbolicamente connesso con il concetto di “Sacro Cuore di Gesù”. Se il Graal ha raccolto il prezioso sangue di Cristo, è associabile al Cuore, che per antonomasia è il ricettacolo del sangue, il centro dell’Essere Umano e dell’Universo. Secondo varie tradizioni esoteriche il Graal rappresenterebbe la dimora dell’immortalità e la conoscenza, che avrebbe dovuto essere comunicata all’uomo nel Giardino dell’Eden. Gli Angeli avrebbero forgiato il Graal da uno smeraldo che era incastonato nella corona di Lucifero. Qui Guénon fa notare che questo smeraldo è stranamente simile al terzo occhio di Shiva, che nelle tradizioni Indú rappresenta la conoscenza. Sempre secondo le tradizioni esoteriche (ricompilate da Anna Katharina Emmerick), il Graal venne consegnato ad Adamo, ma in seguito al peccato originale e quindi alla cacciata dell’uomo dal Giardino, Adamo non poté portarlo con sé. Per Guénon il Giardino o Paradiso Terrestre era realmente il “Centro del Mondo” assimilato al “Cuore Divino”. Fu Set che poté, in seguito, recuperare il Graal. Set, terzo figlio di Adamo, è simbolicamente considerato colui che annuncia la restaurazione dell’ordine primordiale dopo la “caduta dell’uomo”. Quindi il Graal sarebbe stato salvato da Noè e utilizzato da Melchisedek e Mosé, per poi essere consegnato a Gesú da parte di Veronica. Secondo la leggenda ricompilata da Robert de Boron sarebbe stato poi portato in Britannia da Giuseppe di Arimatea. Secondo questo mito i Cavalieri della Tavola Rotonda erano destinati a ricevere il Graal, quando uno di loro lo avrebbe conquistato. La Tavola Rotonda con i suoi dodici cavalieri, per Guenon simbolo del ciclo zodiacale, richiama anche ai dodici apostoli di Gesú. Da notare che, sempre per Guénon l’origine etimologica della parola Graal può ricondursi sia alla parola grasale (vaso) sia alla parola gradale (libro). Nella tradizione cristiana, al Graal viene associata una lancia, detta la lancia di Longino. Con quella lancia il centurione romano Longino avrebbe trafitto il costato di Gesú. E’, per Guenón, un simbolo complementare al Graal, ed ha le sue radici in altre tradizioni simboliche simili: per esempio la lancia di Achille, che curava le ferite che aveva causato, o il mito di Adone, il cui sangue, dopo che fu ferito mortalmente dalla zanna di un cinghiale, si trasformò in fiori. Il simbolismo florale è importante nella visione di Guénon in quanto il fiore è anch’esso un ricettacolo (del polline). Tornando al simbolismo “universale” del Graal, Guénon fa notare che anche nelle tradizioni orientali esiste la coppa sacrificale che contiene il soma vedico. Il soma è la bevanda sacra della religione vedica. Ecco un passaggio del Ṛgveda, VIII-48,3:
Noi abbiamo bevuto il Soma e siamo divenuti immortali. Noi abbiamo raggiunto la luce, abbiamo incontrato gli Dei. Che cosa può fare a noi la malvagità dell’uomo mortale o la sua malevolenza, o Immortale?
Anche nella religione Mazdea (Zoroastrismo) esiste il concetto di bevanda sacra, che da la conoscenza assoluta e la vita eterna: è il haoma. Per gli Induisti questo concetto è detto amrta, mentre per gli antichi Greci era denominato ambrosia. In ultima analisi per René Guénon il Graal, o vaso sacrificale, rappresenta il Centro o Cuore del Mondo. E’ riconducibile ad una tradizione comune antichissima di tutti i popoli della Terra e coincide con il Sacro Cuore di Cristo.
YURI LEVERATTO
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