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lunedì 28 gennaio 2013

ARALDICA MEDIEVALE 14: I TITOLI NOBILIARI TRASMISSIBILI

Una tra le più originali forme di nuova nobiltà che si pretende far discendere da antichissimi antenati, è la intitolazione di conte, marchese e duca che deriverebbero dalle antiche dignità del periodo medievale. Ovviamente, i pretesi nobili del tutto a digiuno di araldica e titoli, cercano di retrodatare la propria presunta nobiltà, arrivando addirittura al periodo longobardo o tardo imperiale, grazie specialmente ad assonanze onomastiche con cognomi in tutto o in parte simili a quelli di personaggi i cui nomi si trovano in antichi diplomi di quei tempi. A loro avviso un titolo risalente al periodo medievale evoca l’immagine dei più importanti cavalieri e quindi conferisce una dignità di grande rilievo. Ricordo come un signore che era riuscito a fare aggiungere al proprio tre o quattro cognomi di presunti antenati nobili (tra i propri antenati veri era riuscito a trovarne alcuni che avevano lo stesso cognome di famiglie nobili), aveva alla fine adottato anche un predicato in grado di allungare la chilometrica lista. Ebbene, questo predicato era quello di una città meridionale di cui, a suo dire, un lontano proavo era stato conte. Ma, una volta identificato questo conte effettivo di cui l’aspirante nobile portava lo stesso cognome, scopriamo che il personaggio medievale era un conte longobardo, ossia un dominus che non portava un titolo nobiliare ma che godeva di un ruolo amministrativo. Quindi, se vogliamo parlare di nobiltà abbiamo a che fare con un argomento; se invece intendiamo parlare di una designazione, dovremmo dire a lui come ad altri pretesi conti, marchesi e duchi, che un titolo amministrativo (colui che reggeva una contea o un ufficio qualificato con questo grado, un marchesato o un ducato) non era e non è ereditabile e quindi nessun diritto spetta a costoro. Il titolo di Duca, per esempio, fu agli inizi riservato al rango esclusivamente militare, e verso a fine dell’Impero romano fu destinato a volte anche per definire il capo amministrativo di un vasto territorio, fino ai Ducati longobardi che furono ereditari solo fra i grandi del Regno e i parenti del sovrano. Presentarsi o apporre sul biglietto da visita una qualifica come (mettiamo nomi di immaginazione) Francesco Petrarca conte di Conza o dei conti di Conza, rifacendosi a un nobile longobardo, non significa niente, non potendo essere stato tale titolo trasmissibile da padre in figlio. Né si ha il diritto ad usare la corona di Conte su un eventuale stemma adottato. La feudalità come noi la concepiamo, venne introdotta all’epoca dei Normanni, quando i primi titoli comitali ereditari furono concessi ai più importanti parenti o compagni d’armi dei principi conquistatori. Ad avviso dello Spelman si seguiva l’esempio di Ugo Capeto che pochi decenni prima aveva iniziato a concedere titoli ereditari per accrescere intorno a sé il sostegno dei grandi nobili francesi. Non solo in Italia ma anche in Inghilterra dove fra i conti locali fu notissimo Walter Giffard che nel 1097 ricevette il titolo di Conte di Buckingham da Guglielmo il Conquistatore. Da lui acquistò alcune terre Richard de Talbot, antenato della grande famiglia Talbot che per secoli ha poi avuto il titolo di primo Conte d’Inghilterra, avendo ricevuto John Talbot il Barone il titolo di Conte di Shrewsbury nel 1442, e di primo Conte d’Irlanda, per il titolo di Conte di Waterford che era stato conferito allo stesso nobile nel 1446 in quel Regno. Il primo titolo di Marchese in Inghilterra fu concesso invece da Riccardo II in favore di Robert de Vere che venne creato Marchese di Dublino nel 1386 ma che venne privato dei suoi titoli pochi anni dopo. Per cui il titolo di Marchese venne concesso solo molti anni dopo e il rango di primo Marchese d’Inghilterra passò poi ai Paulet, con la nomina di Sir William Paulet a Marchese di Winchester da parte di Enrico VIII nel 1551. Il primo Marchese di Scozia fu invece il Conte William Douglas che nel 1681 ricevette il titolo di Marchese di Queensberry. Il primo titolo di Duca (Duca di Cornovaglia) invece fu concesso da Eduardo III al suo figlio maggiore, Edoardo detto il Principe Nero, nel 1337. Mentre attualmente il titolo di primo Duca d’Inghilterra spetta al Duca di Norfolk (erede del Duca Thomas de Mowbray, pronipote del Re Edoardo I), la cui famiglia ebbe questo titolo nel 1483 in persona di John Howard, da cui discesero Catharine Howard, moglie di Enrico VIII, e Elizabeth Howard, madre di Anna Bolena, altra famosa moglie del Re che si staccò dalla Chiesa cattolica proprio per sposare Anna, originando lo scisma anglicano. Nonostante questi importanti imparentamenti, i Duchi di Norfolk subirono arresti, condanne a morte e privazioni dei titoli pur di rimanere fedeli alla loro Fede cattolica. Anche se reintegrati nei titoli, per secoli gli Howard non poterono esercitare il ruolo di rappresentanza di Primo Lord d’Inghilterra proprio a causa della loro Religione, e rioccuparono il seggio alla Camera dei Lord solo con l’editto di libertà religiosa del XIX che consentì anche ai Cattolici l’ingresso nella vita pubblica inglese.

Articolo di Carmelo Currò Troiano. Tutti i diritti riservati

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