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lunedì 3 giugno 2013

ABBAZIA DI SANTA MARIA ARABONA

Santa Maria Arabona è un'abbazia risalente alla fine XII secolo che si trova nell'omonima frazione in comune di Manoppello (PE). Su un'area, in cima ad una collina, da dove si domina parte della vallata del Pescara, dedicata ai tempi dei Romani al culto della Bona Dea (e forse da questo deriva il termine "Arabona"), sul quale esisteva un tempio pagano, andato distrutto, che ha fornito una parte dei materiali con cui è stata realizzata l'abbazia che i Cistercensi cominciarono nel 1197, dedicando la chiesa abbaziale in costruzione, alla Vergine Maria; ancora oggi è possibile notare alcune strutture e pietre del preesistente tempio romano. L'edificazione fu iniziata dalla parte absidale e dal transetto, poiché la navata centrale, interrotta all'altezza della seconda campata, risulta essere anteriore di almeno mezzo secolo alla sua prosecuzione verso la facciata. La mancanza di gran parte del piedicroce è giustificata dall'abbandono del progetto iniziale e dalla conclusione affrettata dei lavori, forse per le avvisaglie di un decadimento economico e strategico all'interno della politica dell'ordine. Di impianto semplice a croce latina, la chiesa si sviluppa soprattutto nella navata centrale che si conclude con l'abside, nella cui apertura è posto l'altare. Le navate laterali sorreggono l'intera volta e gli altari sono disposti lungo il transetto. L'interno è caratterizzato inoltre dalla presenza delle costolature che danno slancio ai volumi e sottolineano le luci degli archi e le fughe delle volte. In mezzo ad uno spazio sobrio e lineare spicca la ricchezza degli arredi costituiti dal tabernacolo e dal candelabro. Il tabernacolo è formato da un'edicola gotica finemente lavorata, che appoggia al muro; il cero si innalza con un'aerea leggerezza su una snella colonnina, sostenuta da due cani e da un leone rampante. Tre dipinti firmati da Antonio Martini di Atri e datati al 1377, decorano la parete del coro: rappresentano, nell'ordine, una Santa coronata, una Crocifissione e una Vergine in trono con Bambino, che a sua volta tiene tra le mani un piccolo cane bianco. La chiesa è circondata da un parco dal quale si accede al corpo restante dell'abbazia.
Nei primi anni cinquanta l'abbazia fu sottoposta a restauri che si conclusero con la riapertura al culto il 25 settembre 1952 alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana Luigi Einaudi. La famiglia Zambra, proprietaria dell'abbazia sin dal 1799, dopo la morte del loro unico figlio Dino Zambra, avvenuta il 3 gennaio 1944 durante la Seconda guerra mondiale, nel 1968 la donò alla congregazione dei Salesiani. Dal 1998, l'abbazia è sotto il diretto controllo dell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto. All'interno dell'abbazia è presente una cappella dedicata all'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme usata dalla "Sezione Abruzzo e Molise" dell'ordine.

Fonte: WIkipedia

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