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martedì 21 giugno 2016

LA LEGGENDA DELLE STREGHE DI BENEVENTO


La storia delle famose Streghe di Benevento si è diffusa dal XIII secolo proprio dalla celebre città campana che, secondo le varie leggende, è il luogo prediletto dalle streghe italiane. La leggenda delle streghe di Benevento risale addirittura all'epoca romana, quando si diffuse in città il culto della dea egiziana della magia Iside particolarmente cara a Domiziano il quale le fece edificare un tempio in suo onore. Il culto di Iside aveva messo le basi per una forte presenza del paganesimo che fu la religione di stato per secoli tanto che le caratteristiche di alcune streghe sono riscontrabili anche nelle divinità pagane. 

Pietro Piperno, nel suo libro "Della superstiziosa noce di Benevento" risalente al 1639 fece risalire la nascita della leggenda addirittura al VII secolo quando Benevento, capitale di un ducato del regno longobardo, era stata invasa da pagani (anche se convertiti per comodità al cattolicesimo) che adoravano una vipera d'oro simbolo che entrava in correlazione col culto di Iside che, ricordiamo, era in grado di calmare e di dominare i serpenti.

I riti attorno al noce

I longobardi iniziarono una serie di rituali singolari che avvenivano nei pressi del fiume Sabato, fiume a loro sacro: si appendeva la pelle di un caprone ad un albero, si correva vorticosamente con il cavallo attorno allo stesso, si lanciavano lance per strappare porzioni di pelle che poi venivano mangiate. La popolazione cristiana di Benevento collegò questi rituali alle già diffusissime credenze riguardanti le streghe tanto che le urla venivano intesi come emanazione di riti orgiastici e il caprone era l'impersonificazione del diavolo. 

Secondo una leggenda, ritenuta incompatibile con i dati storici, il sacerdote Barbato accusò i longobardi di idolatria e Romualdo, duca di Benevento posta sotto assedio da Costante II, promise di cancellare i culti pagani se la città fosse riuscita a resistere a quel pesante attacco. Costante si ritirò e Barbato divenne vescovo di Benevento il quale decise di abbattere immediatamente l'albero per far costruire al suo posto la chiesa di Santa Maria in Voto. 

I primi anni del Cristianesimo videro una durissima lotta contro i culti pagani che si stavano diffondendo a macchia d'olio dalle periferie alla città: basti pensare che le streghe furono viste come antitesi alla Madonna, dedite a riti di natura orgiasti e amiche del diavolo. 

Fu dopo l'anno 1000 che la leggende sulle streghe iniziò a prendere piede in Europa; durante uno dei tanti processi Matteuccia da Todi, processata nel 1248, affermò che le cerimonie si svolgevano sotto un albero di noce, lo stesso albero che Barbato fece abbattere e che il diavolo mise nuovamente al suo posto. Nel XVI la macabra scoperta di alcune ossa, probabilmente umana, ancora fresche alimentarono ancora di più le credenze popolari. 

Secondo l'iconografia classica le streghe usavano ungersi petto e ascelle con un unguento particolare prima di prendere il volo a bordo di una scopa di saggina oppure in groppa a un "castrato negro". I sabba, o giochi di Diana, erano momenti in cui ci si univa carnalmente con spiriti e demoni che avevano forma di gatto o di caproni; dopo queste "feste" le streghe erano pronte a seminare il terrore, terrore che era causa di sofferenza, di aborti o di nascite di bambini con gravi deformità. 

Le streghe poi assunsero anche una forma incorporea più simile a spiriti tanto che usavano entrare in casa da sotto la porta, proprio per questo si soleva mettere una scopa o del sale sull'uscio della porta. La scopa, simbolo fallico, contrastava la sterilità causata dalla presenza della strega, il sale era ritenuto, a torto in quanto etimologicamente non corretto, portatore di salute. 

Le persecuzioni delle Streghe 

Le persecuzioni contro le streghe furono portate avanti per la prima volta da Bernardino da Siena che gettò i suoi anatemi contro le streghe di Benevento proprio negli anni in cui fu pubblicato il Malleus Maleficarum, edito nel 1486, una vera e propria guida su come riconoscere e interrogare una strega e su quale tortura era più idonea per estorcere una confessione. Furono migliaia le confessioni estorte in ogni modo tra il XV e il XVII secolo fino a quando durante l'Illuminismo, ritenendo non valida la confessione estorta con la tortura, Ludovico Muratori arrivò ad affermare che le streghe erano solamente donne malate e l'unguento usato altro non era che un composto creato con sostanze allucinogene. 

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