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giovedì 2 febbraio 2012

ERESIE A PUNTATE: 6. IL DEMONIO NEL MEDIOEVO

In linea con l’interpretazione agostiniana anche per la Demonologia altomedievale, e in particolare agli scritti di Isidoro di Siviglia, Beda il Venerabile, Cassiano e soprattutto Gregorio Magno, il Male è una mancanza, privazione, volontaria. Rifacendosi ai testi biblici, Gregorio interpreta la sofferenza come risultato della caduta di un essere primordiale, Lucifero, ribelle alla volontà divina. E in analogia alla cacciata dall’Eden di Adamo e Eva, la caduta di Lucifero è conseguenza di un atto di orgoglio e invidia nei confronti di Dio. E’ il Diavolo che causa e giustifica la tendenza al peccato propria del genere umano. Essa è anche, però, il mezzo attraverso il quale Dio fortifica gli animi degli eletti. Gregorio definisce “interiorità” la tendenza ad avvicinarsi intimamente all’armonia divina, contrapposta all’ “esteriorità”, ovvero la tendenza al mondano e alla corporeità, che ci aliena dalla verità.

mercoledì 1 febbraio 2012

ERESIE A PUNTATE: 5. LUMEN FIDEI

Per Tommaso, la vera felicità si può ottenere solo dopo la morte. E se la beatitudine è il godimento che deriva dalla visione beatifica di Dio, si capisce che la vita terrena deve essere vissuta in funzione di quella ultraterrena. Tuttavia, è possibile anche nel mondo che conosciamo una qualche felicità, sia pure imperfetta, perché, grazie al lumen fidei, la contemplazione, abbiamo una percezione di quel Dio che vedremo a faccia a faccia nell’aldilà. Tommaso afferma, quindi, che la felicità terrena, pur incompleta, è possibile e richiede tutti quei beni, e solo quei beni, che sono irrinunciabili per la vita spirituale. In Tommaso l’anima ha decisamente preso il posto dell’uomo e l’aldilà della vita terrena ed è chiaro che nella visione tomistica la vita contemplativa dà luogo ad una beatitudine maggiore della vita attiva mondana.

ERESIE A PUNTATE: 4. LA RISCOPERTA DI ARISTOTELE E TOMMASO D’AQUINO

In un contesto sociale e culturale così saturo di pessimismo circa il mondo e la vita terrena, la scoperta del pensiero di Aristotele, agli inizi del ’200, produsse effetti prorompenti. La prospettiva aristotelica metteva, infatti, in discussione l’interpretazione platonica del Vangelo, che si era consolidata nel corso dei secoli precedenti. I magistri delle Università si divideranno proprio su tale questione: rifiutare Aristotele o accettarlo, mettendo, così, in pericolo delle verità che sembravano acquisite una volta per tutte, immutabili ed eterne?
La soluzione del dilemma la propose Tommaso d’Aquino, maggiore intellettuale del tredicesimo secolo, che riuscì ad accogliere e ad armonizzare le principali tesi aristoteliche col platonismo della tradizione cristiana. Il suo fu uno sguardo sul mondo meno pessimista di quello agostiniano, tentando di concepire l’uomo come unione di anima e di corpo.

ERESIE A PUNTATE: 3. DISPREZZO DEL MONDO

Se il male è la mancanza del bene dovuto, e se esso è frutto della libera scelta dell’uomo, tutto il genere umano è immerso nel peccato. Partendo da questi ragionamenti Agostino asserisce, quindi, anche che la grazia donata ai credenti dal Redentore è la fonte della salvezza e che le sofferenze terrene, giusta retribuzione del peccato, sono mezzo di espiazione per gli eletti e anticipazione della punizione eterna per i reprobi. Il mondo e la storia dell’umanità diventano il campo della lotta tra bene e male, tra la civitas dei e la civitas diaboli (e il ruolo di Satana come avversario di Dio si farà ancora più marcato nella spiritualità medievale), con la condanna eterna della maggior parte degli uomini. Nessuno nasce innocente. Anche i bambini che muoiono senza battesimo saranno “giustamente” puniti per l’eternità: essi, scrive Agostino, "subiranno gli effetti della sentenza pronunciata contro quanti non hanno creduto e saranno, quindi, condannati" (Lettera 217).

ERESIE A PUNTATE: 2. AGOSTINO

La Chiesa riuscì ad avere la meglio nel confronto con la gnosi, e nel IV secolo, ottenuto l’appoggio dall’autorità dello stato, riuscì a reprimerla, facendo intervenire anche la forza politica contro di essa. Lo gnosticismo, però, non scomparve del tutto. In qualche modo troviamo sue influenze, ad esempio, nel rigore ascetico dei primi monaci, come nei sistemi teologici dei Padri della Chiesa, da Ireneo (vescovo di Lione intorno al 175) a Clemente Alessandrino (150-212) e Origene (185-253). Ma forse il caso più emblematico è quello di Agostino, il pensatore che più di ogni altro ha influenzato non solo il pensiero medievale ma anche la dottrina della chiesa cattolica. Seguace dal 373 al 382 della setta manichea, assimilati, poi, i principi della filosofia platonica e neoplatonica, nel 386 si converte al cristianesimo. Agostino è desideroso di capire, di trovare una risposta teoretica ai dubbi che lo assillano e, avendo rinnegato l’impostazione manichea dei due principi e accolto la visione cristiana dell’unico Dio autore di tutte le cose, per quanto riguarda il problema del male, ha bisogno di capire come la sua esistenza sia compatibile con l’idea di un creatore buono e onnipotente.

TEMPLARI: SU DI LORO FANGO ACCADEMICO, E’ ORA DI DIRE BASTA!

Parliamoci chiaro: questo è un articolo polemico. Per quanto si possa essere pacati o consci che “tanto non cambia nulla” da fruitore di informazione e materiale divulgativo sono stufo di dilettantismo e di approssimazione. Al prezzo di € 9,99 ho acquistato anch’io in edicola il volumetto “I Templari” edito da RBA Italia S.r.l,, azienda familiare facente parte di un gruppo editoriale spagnolo. Pensate che questo gruppo si pubblicizza affermando che l’obiettivo aziendale perseguito è il miglioramento della qualità della vita! Forse la loro, non certo la mia, perché al prezzo di € 9,99 a me hanno venduto un po’ di cartone, qualche vecchia illustrazione e tanta aria fritta. La foto accanto è quella di Helen Nicholson, sorridente autrice del testo. Lei si qualifica così: Helen Nicholson - lettrice di storia alla Cardiff University.

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