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La Grande Storia dei Cavalieri Templari

Creati per difendere la Terrasanta a seguito della Prima Crociata i Cavalieri Templari destano ancora molto interesse: scopriamo insieme chi erano e come vivevano i Cavalieri del Tempio

La Grande Leggenda dei Cavalieri della Tavola Rotonda

I personaggi e i fatti più importanti del ciclo arturiano e della Tavola Rotonda

Le Leggende Medioevali

Personaggi, luoghi e fatti che hanno contribuito a conferire al Medioevo un alone di mistero che lo rende ancora più affascinante ed amato. Dal Ponte del Diavolo ai Cavalieri della Tavola Rotonda passando per Durlindana, la leggendaria spada di Orlando e i misteriosi draghi...

giovedì 3 aprile 2014

A MENDRISIO (SVIZZERA) SCOPERTA DI UN CIMITERO MEDIEVALE

La Svizzera è ricca di meraviglie (non solo fiscali) ma anche storiche ed archeologiche e proprio dalla terra tanto agognata dai più importanti finanzieri, criminali del mondo, ci arriva la notizia di una interessante scoperta archeologica. A Mendrisio, gli archeologi ’Ufficio beni culturali del Territorio stavano scavando alla ricerca di una villa romana quando invece si sono imbattuti in un cimitero medievale. La zona in questione è quella del sagrato di Santa Maria in Borgo. Per ora sono state rinvenute l'abside della chiesa romanica unitamente a dieci sepolture, i cui scheletri sono stati trasportati in laboratorio per le analisi di rito. Gli uffici però conoscevano l'alto potenziale storico ed archeologico della zona dato che proprio in questa zone sono stati trovati mosaici romani e proprio grazie ad un lavoro di canalizzazione che passa sotto il sagrato della chiesa è stato scoperta un'altra zona ricca di mosaici. A questo punto si è convenuto di allargare l'area di scavo scoprendo quindi anche il cimitero medievale. I lavori continueranno a ritmo spedito cercando di arrivare ad altri mosaici romani che completeranno quelli già parzialmente rinvenuti.

IL PROCESSO AI TEMPLARI - 7


Il 20 agosto 1308 si concluse l’inchiesta riservata di Chinon con l’assoluzione di Jacques de Molay e degli altri dignitari, i quali tornarono a ricevere i sacramenti. Tuttavia, la vittoria riportata dalla parte pontificia era solo momentanea: l’intento di Clemente V era imporre all’ordine del Tempio una riforma profonda che lo avrebbe epurato di tutte le sue mancanze, per poi dotarlo di una nuova regola e fonderlo con l’ordine degli Ospitalieri. Ma Filippo il Bello aveva sferrato l’attacco al Tempio perché spinto da una necessità pragmatica: la Francia infatti era sull’orlo della bancarotta per via dei costi enormi che aveva comportato la guerra contro il re d’Inghilterra, cominciata nel 1294 con la prospettiva di una vittoria molto rapida e che invece si era trascinata per più di dieci anni. L’ordine del Tempio possedeva proprio in territorio francese la maggior parte dei suoi beni fondiari e dei suoi capitali liquidi, perciò era stato individuato come un’ottima soluzione per il problema. Il sovrano aveva dapprima tentato di impadronirsi del patrimonio templare in via pacifica, con accordi politici o sotto forma di prestito; però aveva trovato la fiera opposizione proprio di Jacques de Molay, perché il denaro custodito dall’ordine era stato donato da tutta la cristianità per il recupero della Terrasanta, e non poteva essere usato per altri scopi. A quel punto Filippo il Bello aveva abbracciato l’antico adagio mors tua, vita mea; l’ordine del Tempio, che pure era formato in gran parte da suoi sudditi francesi, fu
sacrificato per tutelare la politica reale divenendo vittima illustre di quella che poi sarebbe stata chiamata “ragion di stato”.  Quando l’inchiesta di Chinon divenne di dominio pubblico, Clemente V fu sottoposto ad un vero e proprio ricatto: se si ostinava a voler salvare l’ordine del Tempio, la monarchia francese avrebbe
riesumato le ossa di papa Bonifacio VIII per celebrare un processo alla sua memoria, in seguito al quale la salma del papa dichiarato illegittimo sarebbe stata bruciata sul rogo con l’accusa di stregoneria. Così tutta la successione apostolica dopo Celestino V sarebbe stata dichiarata nulla; e Clemente V, divenuto improvvisamente papa illegittimo, sarebbe stato deposto per procedere poi all’elezione di un nuovo pontefice più cedevole agli interessi reali.  Se Clemente V avesse voluto mantenere l’ordine templare, in pratica avrebbe dovuto accettare l’apertura di uno scisma in seno al cattolicesimo, con la formazione di una chiesa di Francia separata e indipendente dall’obbedienza romana. Clemente V scelse di sacrificare quanto restava dell’ordine templare per tutelare l’unità della Chiesa, che aveva ereditato integra e che aveva giurato di custodire. Durante il concilio celebrato a Vienne nel 1312 il papa sancì espressamente che l’ordine del Tempio non poteva essere condannato per eresia perché il processo non aveva portato alla luce le prove necessarie. Dunque lo proclamò sospeso con una modalità particolare, frutto del suo genio giuridico, 
che in pratica poneva il Tempio al di fuori della realtà concreta senza decretarne la condanna. Il Tempio veniva come “tolto via” dalla storia non in forza di una sentenza giudiziaria bensì con un semplice atto amministrativo, un provvedimento d’emergenza preso per salvare la Chiesa.

Articolo per gentile concessione della dott.ssa Barbara Frale

martedì 1 aprile 2014

IL PROCESSO AI TEMPLARI - 6


File:Logis royaux vue du donjon Chinon.JPG


Nonostante la sorpresa e l’immaginabile ira del papa nello scoprire che i capi dell’ordine gli erano stati sottratti ancora una volta, Clemente V mostrò di accettare quello stato di cose e tenne comunque la sua inchiesta sull’ordine del Tempio con i soli frati che lo avevano raggiunto. Agli inizi di luglio gli imputati, dopo aver chiesto il perdono della Chiesa, ricevono l’assoluzione e il procedimento sembra concluso a tutti gli effetti.  Il pontefice dichiara che si riserverà in futuro una decisione finale, intanto indice le ferie estive con le
quali sospende l’attività della Curia. Il 20 luglio Filippo il Bello parte per tornare a Parigi e i suoi agenti presso la Curia lo seguiranno pochi giorni dopo, visto che tutto è fermo ed il pontefice ha cominciato la sua villeggiatura.  Ma nella notte del 14 agosto 1308 tre cardinali delegati, ai quali sono stati conferiti pieni poteri, partono in segreto diretti al castello di Chinon e lì realizzano quell’inchiesta pontificia sui capi del Tempio che il re di Francia aveva inteso impedire. Capo di questa Commissione è il cardinal Bérenger Frédol, nipote e braccio destro di Clemente V: è un uomo che conosce a fondo sia le abitudini degli eretici sia le tecniche dell’Inquisizione. Alcuni anni prima era stato inviato nella Linguadoca sulla base di certe denunce che accusavano alcuni inquisitori di crudeltà e abuso di potere. Egli fa comprendere a Jacques de Molay che una
dichiarazione di totale innocenza non può essere fatta: i Templari si sono comunque macchiati di una grave colpa, anche se solo per obbedire a un comando dei superiori, ad un rituale militare.  Secondo la dottrina della Chiesa chi rinnega Cristo si mette automaticamente al di fuori della comunione cattolica, anche se lo fa soltanto fingendo e persino per salvarsi la vita.  Piegandosi al loro cerimoniale d’ingresso, i Templari si erano in pratica scomunicati da soli; ora non restava che chiedere perdono alla Chiesa, e in virtù di questo pentimento ricevere l’assoluzione. 

Articolo per gentile concessione della dott.ssa Barbara Frale. 

+++E' MORTO JACQUES LE GOFF+++


E' morto il famoso storico francese Jacques Le Goff: la notizia è stata diffusa dal quotidiano francese le Monde. Nato a Tolone il 1 Gennaio del 1924, era studioso appassionato di storia e sociologia del Medioevo ed è stato uno dei maggiori esperti in questo campo. Particolarmente importante è il testo agiografico dedicato a Luigi IX il Santo. Con "L'Italia nello specchio del Medioevo" del 1974 collaborò con la Storia d'Italia di Einaudi e curò alti volumi di Mondadori e dell'Edizioni Il Mulino. E' stato insignito a Commendatore dell'Ordine delle Arti e delle Lettere nel 1997 e una Laura Honoris Causa in Filosofia nel 2000 dall'Università di pisa

Citazioni


  • Gli uomini e le donne, se sanno cogliere il piccolo dono di libertà, di libero arbitrio e di volontà efficace che la natura umana e la storia concedono loro, possono servirsene per cambiare il mondo e la società, faticosamente, attraverso alti e bassi, balzi in avanti e arretramenti, senza che niente sia definitivamente dato per scontato. La storia può essere, deve essere libertà. (da Cinque personaggi del passato per il nostro presente, traduzione di Francesco Sircana, Ibis)
  • Per me, l'attuale papa Giovanni Paolo II è il Medioevo più la televisione (Intervista sulla storia, Trento, 1993)
  • Intervista di Silvia Luperini, Il Medioevo e le radici dell'Europa, in la Repubblica, 17 gennaio 2007
  • È anche grazie al culto mariano che la donna è stata rivalutata nelle società medievali.
  • Il Medioevo ammetteva il male, purché si manifestasse al margine della società, lontano dal suo centro sacro.
  • Piuttosto che volerlo sradicare del tutto, il cristianesimo ha sempre cercato di limitare il male attraverso la confessione e il pentimento. La Chiesa medievale rifiutava la nudità, e con essa la maggior parte dell'arte antica che, soprattutto nella scultura, rappresentava corpi nudi. Con il Rinascimento in Europa, soprattutto nel Cinquecento, avviene la riscoperta dei nudi. Gli stessi che prima erano rappresentati negli affreschi delle basiliche soltanto nelle scene della resurrezione dei corpi.


Bibliografia

  • Mercanti e banchieri nel Medioevo, Messina-Firenze, D'Anna, 1976.
  • Genio del Medioevo, Milano, A. Mondadori, 1959; come Gli intellettuali nel Medioevo dal 1979.
  • La civiltà dell'Occidente medievale, Firenze, Sansoni, 1969.
  • Storia universale Feltrinelli, XI, Il basso Medioevo, Milano, Feltrinelli, 1967.
  • Hérésie et sociétés dans l'Europe pré-industrielle. XI-XVIII siècle: Actes du colloque de Royaumont, Paris-La Haye, Mouton, 1968.
  • Faire de l'histoire, sous la direction de et avec Pierre Nora, 3 voll., Paris, Gallimard, 1974.
  • Fare storia, a cura di e con Pierre Nora, Torino, Einaudi, 1981.
  • Prefazione a David O'Connell, Les Propos de Saint Louis, Paris, Gallimard, 1974.
  • Storia delle religioni, X, Il cristianesimo medievale, con Jules Leroy e Olivier Clément, Roma-Bari, Laterza, 1977.
  • Famiglia e parentela nell'Italia Medievale, a cura di e con Georges Duby, Bologna, Il Mulino, 1977.
  • Tempo della Chiesa e tempo del mercante, e altri saggi sul lavoro e la cultura nel Medioevo, Torino, Einaudi, 1977.
  • Pour un autre Moyen Âge. Temps, travail et culture en Occident. 18 essais, Paris, Gallimard, 1977.
  • La Nouvelle Histoire, sous la direction de et avec Roger Chartier et Jacques Revel, Paris, CEPL, 1978.
  • La nuova storia, a cura di, Milano, A. Mondadori, 1980.
  • La Naissance du purgatoire, Paris, Gallimard, 1981.
  • La nascita del purgatorio, Torino, Einaudi, 1982.
  • L'apogée de la chrétienté. v.1180-v.1330, Paris, Bordas, 1982.
  • Intervista sulla storia, Roma-Bari, Laterza, 1982.
  • Il meraviglioso e il quotidiano nell'occidente medievale, Roma-Bari, Laterza, 1983. ISBN 88-420-2225-X.
  • L'imaginaire médiéval, Paris, Gallimard, 1985.
  • L'immaginario medievale, Roma-Bari, Laterza, 1998. ISBN 88-420-3004-X.
  • Storia e memoria, Torino, Einaudi, 1986.
  • Crise de l'urbain, futur de la ville: actes, Paris, Economica, 1986.
  • La bourse et la vie. Economie et religion au Moyen Age, Evreux, Hachette, 1986.
  • La borsa e la vita. Dall'usuraio al banchiere, Roma-Bari, Laterza, 1987. ISBN 88-420-2882-7.
  • Per una storia delle malattie, a cura di e con Jean-Charles Sournia, Bari, Dedalo, 1986. ISBN 88-220-0518-X.
  • La cucina e la tavola, presentazione di e con Jean Ferniot, Bari, Dedalo, 1987. ISBN 88-220-0520-1.
  • Histoire de la France religieuse (dir., avec René Rémond), 4 volumes, Seuil, 1988-1992
  • Histoire et mémoire, Gallimard, 1988
  • Du silence à la parole: droit du travail-société-État, 1830-1989, Calligrammes, 1989
  • L'État et les pouvoirs, (dir.), Seuil, 1989
  • Le XIII siècle: l'apogée de la chrétienté, Bordas, 1992
  • La Vieille Europe et la nôtre, Seuil, 1994
  • L'Homme médiéval (dir.), Seuil, 1994
  • L'uomo del medioevo, Laterza, Bari-Roma
  • Saint Louis, Gallimard, 1995
  • San Luigi, Einaudi, Torino 1996
  • L'Europe racontée aux jeunes, Seuil, 1996
  • Pour l'amour des villes (en collaboration avec Jean Lebrun), Textuel, 1997
  • Le Moyen Âge aujourd'hui, Léopard d'Or, 1998
  • Un autre Moyen Âge, Gallimard, 1999
  • Dictionnaire raisonné de l'Occident médiéval (en collaboration avec Jean-Claude Schmidt), Fayard, 1999. ISBN 978-2-213-60264-6
  • Saint François d'Assise, Gallimard, 1999
  • San Francesco d'Assisi; con una postfazione di Jacques Dalarun. Laterza, Roma-Bari 2000. ISBN 884206114X
  • Un Moyen Âge en images, Hazan, 2000
  • Le Sacre royal à l'époque de Saint-Louis, Gallimard, 2001
  • À la recherche du Moyen Âge, Louis Audibert, 2003
  • Alla ricerca del Medioevo; con la collaborazione di Jean-Maurice de Montremy, Laterza, Roma 2003. ISBN 8842070416
  • Une histoire du corps au Moyen Âge (avec Nicolas Truong), Liana Lévi, 2003
  • Il corpo nel Medioevo; in collaborazione con Nicolas Truong; Laterza, Roma - Bari 2005. ISBN 8842072745
  • Le Dieu du Moyen Âge, Bayard, 2003
  • Il Dio del Medioevo: conversazioni con Jean-Luc Pouthier, Laterza, Roma 2006. ISBN 8842073970
  • L’Europe est-elle née au Moyen Âge ?, Seuil, 2003
  • Il Medioevo, alle origini dell'identità europea, Laterza, Roma-Bari 1996 9788842048145
  • Un long Moyen Âge, Paris, Tallandier, 2004, ISBN 2-84734-179-X
  • Un lungo Medioevo, Dedalo, Bari 2006. ISBN 9788822005649
  • Héros du Moyen Âge, Le roi, le saint, au Moyen Âge, Gallimard Quarto, 2004
  • Héros et merveilles du Moyen Âge, Seuil, 2005
  • Eroi & meraviglie del Medioevo, Laterza, Roma - Bari 2005. ISBN 8842077682
  • Avec Hanka, Gallimard, 2008
  • Con Hanka, Laterza, Roma - Bari 2010. ISBN 9788842092049
  • Le Moyen Âge et l'argent, Perrin, 2010, ISBN 978-2-262-03260-9
  • Lo sterco del diavolo: il denaro nel Medioevo, Laterza, Roma - Bari 2010. ISBN 9788842093640
  • À la recherche du temps sacré, Jacques de Voragine et la Légende dorée, Paris, Perrin, coll. Pour l'histoire, 2011. ISBN 9782262033927
  • Il tempo sacro dell'uomo, Laterza, 2012. ISBN 978-8842099949
  • Hommes et femmes du Moyen Âge (dir., avec Martin Aurell, John W. Baldwin et Michel Banniard), Paris, Flammarion, coll. Histoire de l'art, 2012. ISBN 978-2-081-28558-3
  • Uomini e donne del Medioevo, Laterza, Roma - Bari 2013. ISBN 978-8858108703

LE ORIGINI DELLA COLOMBA PASQUALE

Colomba, Bird, Animale, Piuma, Piumaggio, Ala
La colomba pasquale è una vera e propria eccellenza culinaria italiana le cui origini risalgono addirittura al Medioevo. La leggenda più di moda è quella di San Colombano al quale fu offerto un pranzo luculliano dopo il suo arrivo probabilmente a Pavia o a Milano nel 612. Era un venerdì, e Colombano decise di non mangiare tutto quel ben di Dio. Teodolina, regina longobarda, non comprese il suo rifiuto e vi rimase molto male. Colombano decise di ritrattare la sua decisione affermando che avrebbe mangiato solo dopo la benedizione del pasto, e così fece: al segno della croce la carne si trasformò in una colomba bianca che rimase anche il suo Simbolo iconografico. Colpita dalla santità dell'uomo, la regina donò il territorio di Bobbio dove nacque la meravigliosa Abbazia di San Colombano

Un'altra leggenda longobarda vuole la paternità del famoso dolce pasquale

Si narra che nel VI secolo Alboino, famoso re dei Longobardi,dopo aver conquistato Pavia nel 527 ricevette molti doni dagli abitanti tra cui spiccavano 12 fanciulle di bell'aspetto nella speranza che l'ira del re si placasse dato che stava meditando di trucidare la popolazione e di incendiare la città. All'improvviso gli si avvicinò un uomo anziano che donò al re un cesto pieno di pani e dolci dicendo: "mio sire, le porto queste colombe come segno di pace nel sacro giorno di Pasqua". Il re ne rimase talmente estasiato che sancì la pace immediata giurando di rispettare sempre le colombe che simboleggiavano la pace. E proprio per questo motivo, Pavia fu salva e con lei anche i suoi abitanti. 

Una leggenda, sempre medievale, riposta alla battaglia di Legnano, quando ben tre colombe si posarono sulle insegne lombarde portando fortuna all'esercito di Carroccio che sconfisse le temibili armate dell'imperatore Federico Barbarossa

OMELETTE D'ARANCE PER...PROSTITUTE


Attorno all'anno 1430 il cuoco di Martino V tal Johannes di Bockenheim scrisse un libello di ricette in uno stile minimalista tanto da non essere sempre molto preciso e dettagliato, dettagli che non mancano in riferimento ai destinatari delle sue ricette che venivano suddivisi in base al rango che avevano nella società a partire dalle prostitute per arrivare ai nobili, re o principi. Non sappiamo perchè alcune ricette fossero dirette alle prostitute in quanto non vi sono particolari carni o spezie note per "infiammare le carni e gli animi umani". Del suo Registrum Coquine, composto tra il 1431 e il 1435, sono noti due manoscritti, uno conservato alla Biblioteca nazionale di Parigi e l’altro presso una collezione privata di Londra. 

Il procedimento è uguale a quello delle omelette ossia si sbattono uova in una terrina e si aggiunge zucchero, sale, succo delle arance e limoni. Si cuoce tutti in padella con un filo di olio di oliva.

Ingredienti

6 Uova fresche
2 arance
1 limone
2 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di olio di oliva
sale

Dato che nel Medioevo gli agrumi erano decisamente più aspri di quelli attuali, mescoliamo arance e succo di limone.

Bibliografia

Registrum Coquine, di Johannes da Bockenheim

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