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sabato 4 luglio 2015

ROBERTO NINI DI NARNI SOTTERRANEA VINCE IL PREMIO LETTERARIO "L'IGUANA"

Carcere dell’Inquisizione a Narni, Roberto Nini premiato per ‘Il Sant’Uffizio di Spoleto’Quando le cose si fanno davvero con amore e passione ogni risultato è possibile. Questo è quello che avrà pensato sicuramente Roberto Nini dopo la vittoria al Premio Letterario "L'Iguana" nella location del castello di Prata Sannita, nel casertano. Poco dopo il conferimento del premio, un'altra soddisfazione: il libro è stato inserito nei principali archivi bibliotecari degli Stati Uniti. «Quando intrapresi la ricerca negli Archivi Vaticani per scoprire cosa era veramente accaduto nella Narni Sotterranea, da noi scoperta nel 1979, mi resi conto – racconta Roberto – di aver scoperchiato il vaso di Pandora. Per oltre un secolo nessuno aveva consultato quelle carte polverosissime che mi si presentavano di fronte. Cominciavano a scorrermi davanti nomi di città e territori a me famigliari e tra esse quello di Narni. Mi accorsi subito che in quei sotterranei narnesi c’era stato il Sant’Uffizio o Inquisizione Romana dalla metà del XVI° secolo al 1860 e che il vicariato di Narni era direttamente dipendente da quello di Spoleto» esordisce Roberto «Fu gioco forza – prosegue – cercare fra le carte di Spoleto per scoprire se vi erano testimonianze della presenza del prigioniero che nella cella, da noi ritrovata, aveva graffito il suo testamento, di lui sapevamo che si chiamava Giuseppe Andrea Lombardini e che era stato rinchiuso là sotto nel 1759. Gli appunti presi si stavano moltiplicando quindi pensai che il mio lavoro potesse tornare utile ad altri. Sulla mia strada incontrai ‘Il Formichiere’ di Foligno, un editore che mi spinse a pubblicare. Io non sono mai stato un bravo scrittore, quindi ho provato a ordinare cronologicamente tutti i fatti dei quali si parla nella corrispondenza da me consultata. Ne è venuto fuori una sorta di diario, se vogliamo chiamarlo così, dove emerge uno spaccato di vita dell’Inquisizione spoletina altrimenti ricostruibile».

Un altro grandissimo riconoscimento per Roberto Nini che ha avuto il merito indiscutibile di aver fatto letteralmente riemergere una part di Narni sconosciuta fino a non molti anni fa trasformandola in un vero e proprio punto di interesse archeologico e culturale tra i più importanti in Italia e non solo.

Citazione da Umbria24.it

giovedì 2 luglio 2015

NARNI SOTTERRANEA

Il percorso guidato inizia dal complesso conventuale di S. Domenico con l'ingresso in una chiesa del XII secolo, scoperta solo nel 1979, da sei giovani speleologi, che conserva affreschi tra i più antichi della città. Attraverso un varco nella muratura si passa in un locale con una cisterna romana, probabilmente resto di una domus. In questa sala, grazie a degli effetti speciali, si potrà entrare in maniera virtuale nei cunicoli dell'acquedotto Romano della Formina. Subito dopo, percorrendo un lungo corridoio, si giunge in una grande sala, dove avevano luogo gli interrogatori del Tribunale dell'Inquisizione. Quest'ambiente è chiamato Stanza dei Tormenti nei documenti ritrovati negli Archivi Vaticani e al Trinity College di Dublino. Una piccola cella adiacente, unica nel suo genere, documenta con segni graffiti sulle pareti le sofferenze patite dagli inquisiti, uno dei quali ha voluto lasciare un messaggio attraverso un codice grafico, con simboli alchemico massonici non ancora completamente decifrati. Una serie di casuali coincidenze ha portato a svelare un intricato mistero che si celava dietro quei simboli. I recenti scavi archeologici hanno permesso di portare alla luce una cripta del XII sec. e l'abside dell'antica chiesa di Santa Maria Maggiore,un tempo cattedrale di Narni. Nella stessa è possibile ammirare, grazie al recente ritrovamento, uno splendido mosaico bizantino del VI sec. La visita nei Sotterranei non è una visita convenzionale, la storia di cui parliamo è iniziata secoli fà con l’istituzione del Sant'Uffizio, ma continua ancora oggi ad intrecciarsi con il presente. 
Risultati immagini per narni sotterraneaLa storia dei ritrovamenti dei Sotterranei di Narni è stata raccontata nel libro "Alla ricerca della verità" che contiene anche alcuni estratti dei processi avvenuti a Narni, ma per un lettore più attento ed interessato c'è la possibilità di approfondire ulteriormente l'argomento. Le ricerche effettuate negli archivi del Sant' Uffizio sono stati pubblicati dalla più antica accademia del mondo, l'Accademia Nazionale dei Lincei. L'Associazione Culturale Subterranea è nata nel 1994 dalla passione di un nutrito gruppo di volontari che da anni operano a Narni. Lo scopo principale è  la salvaguardia e la valorizzazione del sito archeologico stesso e di portare alla luce quelle porzioni di storia narnese cancellate nei secoli dagli uomini o dagli eventi. La ricerca della documentazione ha avuto inizio sin dalla scoperta nel 1979 e continua tutt’ora. Importanti successi si sono ottenuti consultando l’Archivio Segreto Vaticano, l’Archivio dell’ex Sant’Uffizio e l’Archivio del Trinity College di Dublino. I risultati delle ricerche sono confluiti in importanti pubblicazioni fra le quali un prestigioso volume dell’Accademia Nazionale dei Lincei. L’Associazione è senza fini di lucro e nel corso degli anni si è già impegnata in importanti realizzazioni che hanno contribuito ad amplificare l’immagine del sito archeologico, tra esse la produzione di un film-documentario (andato in onda sulla televisione nazionale e premiato alla Rassegna internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto), la pubblicazione di alcuni articoli su prestigiose testate (Financial Times, Die Zeit, CNN) l’organizzazione di concerti per raccogliere fondi a scopo umanitario, iniziative contro la violenza sulle donne, ecc.
Per ulteriori informazioni e collaborazioni: 

ASSOCIAZIONE CULTURALE SUBTERRANEA
VIA SAN BERNARDO 12  -  05035 - NARNI (TERNI) ITALY    
Cell. +39 339.1041645            
Tel. 0744.722292

SPECIALE SGUARDO SUL MEDIOEVO SU NARNI

Press Area Narni Sotterranea



giovedì 6 novembre 2014

CATTEDRALE DI SAN RUFINO, ASSISI

La Cattedrale di San Rufino sorge nell'omonima piazza luogo dove, in epoca romana, sorgeva il foro della città romana si Asisium. San Pier Damiani scrisse che proprio in questo luogo si trovava una basilica con le sacre spoglie di san Rufino: inoltre Damiani racconta di come il vescovo Ugone fosse in perenni contrasti con il popolo perchè voleva traslare le i resti di Rufino nella cattedrale di Santa Maria Maggiore. Durante l'epoca feudale, san Rufino era il punto principale della "cittadella dei canonici"; divenne cattedrale nell'anno 1036 e nel 1140 fu iniziata una ricostruzione più grande seguendo il progetto di Giovanni da Gubbio. Nel 1228 l'altare maggiore ricevette la consacrazione di papa Gregorio IX e nell'anno 1253 si arrivò al completamento dell'intero edificio. La facciata è in tipico stile romanico-umbro: la fascia inferiore è del XII secolo unitamente ai tre portali con a fianco leoni e grifoni. Il portale centrale è davvero molto ricco...la decorazione soprastante ospita il Cristo in trono entro un clipeo, tra il sole, la luna, la Madonna che allatta e San Rufino. Il portale destro ha una lunetta con Due uccelli che si abbeverano a una fonte (simbolo delle anime cristiane che si abbeverano alla grazia divina), mentre quello sinistro ha Due leoni attorno a un vaso. La fascia subito sopra i portali ha molte figure di animali e mensole con teste umane e zoomorfe. La zona centrale ha tre rosoni contornati da altorilievi. Particolarmente interessante è quello centrale intorno al quale vi sono i Simboli degli Evangelisti e tre Telamoni. Questa parte della facciata è del XIII secolo ed è composta da una coronazione triangolare con all'interno un arco gotico. A sinistra della facciata notiamo il bel campanile romanico.


 


L'interno è composto da tre navate divise da pilastri. All'inizio della navata destra troviamo la fonte battesimale dove furono battezzati san Francesco, santa Chiara, san Gabriele dell'Addolorata e forse, nel 1197, Federico II di Svevia.

martedì 4 novembre 2014

ABBAZIA DI SANT'ANGELO IN MASSA NARNI


L'Abbazia di Sant'Angelo in massa si trova nei pressi di Taizzano e sorge su un luogo occupato da una villa romana che risale ai tempi di Antonino. Da alcuni documenti nel 996 l'abbazia fu ceduta ai benedettini per poi diventare proprietà dell'Abbazia di Farfa nell'anno 1037. L'edificio ha una struttura a basilica con tre navate divise da colonne di pietra che sorreggono archi a tutto sesto. Si accede alla chiesa da un portico che risale al rinascimento costituito da sei pilastri in pietra costruito dal Cardinale Borgia. Sulla parete di fondo è ammirabile un meraviglioso altare di marmo e due elegantissimi portali. Sopra l'altare c'è una tela della Natività opera di Michelangelo Braidi risalente al 1595. 

Immagine tratta dal sito www.camminoprotomartiri.it

SANTUARIO DI SAN MICHELE ARCANGELO A NARNI


Il Santuario di San Michele Arcangelo si trova a circa 8 km da Narni tra Poggio e Otricoli. Più precisamente si trova ad un km da Schifanoia. La chiesa risale al XII secolo è ricca di affreschi risalenti al XIII e XIV secolo che raffigurano gli evangelisti, la Vergine, Michele Arcangelo e Cristo. Secondo alcuni documenti la chiesa fu usata dai domenicani dagli inizi del secolo XIV e veniva usata come sala capitolare. Dopo il 2000 la chiesa fu restaurata e tornò ad essere luogo di culto. All'interno dell'edificio possiamo notare anche le stanze segrete del Sant'Uffizio.

Immagine tratta dal sito www.schifanoia.it

CASTELLO DI SAN GIROLAMO A NARNI

Castello di San Girolamo

Il Castello di San Girolamo si trova nei pressi di Narni ed è un convento francescano di cui oggi sono visibili ancora la chiesa, la base del campanile. Secondo alcune fonti tra il 1461 e 1471 il pontefice Paolo II concesse a Bernardo Eroli, cardinale, la possibilità di costruire un convento. La costruzione era ritenuta eccessivamente sfarzosa e i frati non la abitarono mai...il colpo di grazia fu dato dai Lanzichenecchi che nel 1527 lo saccheggiarono. Solo nel 1860 il convento divenne di proprietà del comune e fu rivenduto nel 1898 al conte di Valbranca per farne luogo di vacanze regalandogli una nuova vita con una opera di restauro molto imponente tuttora ammirabile. Vicino al castello vi è un parco giochi, una piscina comunale e lo stadio luogo della Corsa all'Anello.

CHIESA DI SANT'AGOSTINO A NARNI


La Chiesa di Sant'Agostino fu costruita nei primissimi anni del 1300 dai frati agostiniani ai quali Orlando, Vescovo di Narni, concesse l'antico monastero di Sant'Andrea della Valle unitamente alla parrocchia e alla chiesa. La chiesa che possiamo ammirare ancora oggi fu costruita, successivamente ad alcuni crolli importanti, tra il XIII e XIV secolo. La chiesa è composta da tre navate divise da due file di pilastri che hanno la funzione di sostenere le enormi arcate. L'abside è gotica e al centro vi è un bellissimo altare in pietra. Le opere pittoriche sono degne di nota: entrando a sinistra possiamo notare una Madonna con il Bambino, essa è un'opera di Matteo da Amelia. La cappella di San Sebastiano risale al 1400 e dinanzi ad essa vi è una pala d'altare opera di Antoniazzo Romano. Il crocifisso di legno è uno dei tesori della chiesa ed è opera di ignoti.

PALAZZO COMUNALE DI NARNI


Il Palazzo del Comune di Narni si affaccia su Platea Major o piazza dei Priori luogo pulsante del folklore narnese. Fu costruito verso la fine del 1200: da alcuni documenti appartenente all'archivio comunale risulta che  “il 5 agosto 1273, congregato il Consiglio generale e speciale nella chiesa di S. Severino, per autorità e mandato di Alberto da Montebono podestà e di Giacomo da Massa capitano del popolo, veniva eletto Berrettino pubblico banditore a sindaco e procuratore per comprare le case e la torre poste nella parrocchia di S. Salvato, situata in Piazza Priora, che un tempo appartenevano a Sinibaldo di Sinibaldo, nobile narnese, per il prezzo di mille libbre cortonesi. Il giorno 13 lo stesso berrettino, a nome del comune, comprava allo stesso prezzo da Giovannuccio di Simonzone e da Giovanni Andrea una casa e una torre e, più tardi, nel giorno 19, le case e le torri, situate nella stessa parrocchia e confinanti con quella già acquistata, dal cavaliere milite Tommaso di Matteo Oddone”. Le tre torre erano separate, ma furono poi unite creando un'unica costruzione e ciò è intuibile dalle diverse murature. Tra il 1300 e il 1400 furono compiuti vari lavori di ristrutturazione e al piano nobile furono aperte le suggestive finestre a croce. Molto interessante sono i bassorilievi posti sopra il portale a destra di quello principale: episodio di Giuditta e Oloferne, Cavalieri giostranti e Caccia con il falcone. L'ingresso è rinascimentale e porta in un bellissimo atrio ricavato da alcuni lavori di trasformazione della torre centrale grazie ad un pilastro su cui poggiano due archi che permettono la comunicazione tra la scala e la parte scoperta. Proprio nell'atrio possiamo ammirare alcune evidenze archeologiche scoperte nei dintorni della città e una tomba romana.

IL PALAZZO DEI PRIORI DI NARNI


Il Palazzo dei Priori è uno dei monumenti più interessanti di Narni. Ha un portale molto suggestivo, una loggia detta "del banditore" e una più grande attribuita a Gattapone. La bella torre campanaria risale al 1200 e dominava non solo la città ma tutta la vallata. Sul pilastro centrale possiamo notare lo stemma degli Orsini e soprattutto alcuni anelli di ferro che, probabilmente, erano la gogna. Sede, durante il Medioevo della magistratura cittadina, ha subito alcuni rifacimenti fino al 1618 quando divenne sede dei Padri Scolopi che nell' '800 fondarono la scuola cittadina. Secondo la tradizione San Bernardino da Siena si affacciò dalla loggetta del banditore predicando al suo popolo e proprio da qui il 13 giugno del 1944 giorno della Liberazione di Narni fu proclamato il primo sindaco.

lunedì 3 novembre 2014

LA SCOPERTA DI NARNI SOTTERRANEA, INTERVISTA A ROBERTO NINI

Nel 1979 un giovanissimo gruppo di appassionati speleologi si imbatté in una scoperta incredibile...siamo a Narni, in provincia di terni e nei pressi di un paesaggio nascosto dalla bellissima natura circostante, i ragazzi si trovarono dinanzi ad un ambiente appartenente all'inquisizione narnese medievale... Grazie all'aiuto di tanti volontari, nel 1994 il percorso fu reso accessibile al pubblico ed è conosciuto come Narni Sotterranea. Ma ciò che attira la curiosità di tutti è proprio la Stanza dei Tormenti, così chiamata dai numerosi documenti rinvenuti all'interno degli Archivi del Vaticano. Sembra, infatti, che il Sant'Uffizio ebbe una sede proprio a Narni negli anni successivi il Concilio di Trento e la prova è un interessante documento del 1726 salvato da innumerevoli saccheggi napoleonici prima e post unità d'Italia poi che si trova a Dublino...Cuore dell'ipogeo è la cella, ricca di segni e graffiti la cui decifrazione è ancora un mistero. L'autore, un certo Giuseppe Andrea Lombardini, rimase nel carcere per 90 giorni tra il 1759 e il 1760: il linguaggio, forse anche iniziatico, testimonia una grande cultura, voglia di giustizia e soprattutto fede. il percorso si conclude con la chiesa di Santa Maria Maggiore, che oggi è conosciuta come San Domenico che fino al XII era la Cattedrale della città.

Andai a Narni l'ultima volta nel 2006 e visitai gli ipogei...recentemente ho contattato colui che ha avuto il grande merito di scoprire questo gioiello archeologico unico nel suo genere...stiamo parlando del dott. Roberto Nini che ci ha onorato di una sua breve intervista dal carattere molto ermetico peroprio perchè abbiamo deciso instillare nel cuore del lettore quella curiosità che lo spingerebbe a recarsi a Narni...

1. COME SI E' ARRIVATI A SCOPRIRE I SOTTERRANEI DI NARNI?

La scoperta fu casuale, grazie ad un anziano ortolano che ci indicò uno stretto pertugio fra i ruderi di un convento domenicano, stavamo facendo un’esercitazione di speleologia, lui si chiamava Proietti Ernani.

2. SENZA DUBBIO DI GRANDE INTERESSE E' LA CELLA DELL'INQUISIZIONE, QUALI SONO LE TEORIE PIU' ACCREDITATE SUI SIMBOLI INCISI?

Il simbolismo è di matrice alchemico massonica, lo attestano numerosi studi sulla materia.

3. DURANTE UNA VISITA GUIDATA DI ANNI FA, DICESTI CHE ALCUNE TESTIMONIANZE SUI PERSONAGGI DI QUESTA VICENDA SI TROVANO A DUBLINO, COME E' POSSIBILE COLLEGARE NARNI ALLA CAPITALE IRLANDESE?

A Dublino c’è un intero processo svoltosi a Narni ma non riguarda il nostro personaggio Giuseppe Andrea Lombardini, bensì un bigamo imprigionato nel 1726. La documentazione su Lombardini l’abbiamo trovata nell’archivio del S. Uffizio in Vaticano. A Dublino i documenti conservati ci sono arrivati dopo che sono stati trafugati da Napoleone nel 1809 e portati a Parigi. Una parte di essi fu distrutta, una parte fu trafugata ed arrivò, dopo una serie di rocamboleschi passaggi, nella capitale irlandese.

3. CHE RUOLO AVEVA L'INQUISIZIONE A NARNI?

La sede di Narni era un vicariato di Spoleto, per questo ti consiglio di leggere il lavoro che ho scritto e trovi sul nostro sito www.narnisotterranea.it  cliccando su “I sotterranei” e poi in basso a sinistra su “Notizie storiche”

4. A CHE PUNTO SONO I LAVORI DI SCAVO AL 2014?

Gli scavi stanno procedendo, nella piccola chiesa ipogea ne inizieremo uno nuovo a dicembre/gennaio per riportare alla luce i livelli più antichi … vedremo!

5. I PROSSIMI OBIETTIVI?

Realizzare un pavimento vetrato sopra lo scavo, realizzare una visita virtuale della chiesa ipogea come era nel XII secolo, continuare le ricerche negli archivi e chi più ne ha più ne metta!!!!!

6. SEI L'AUTORE ANCHE DI UN LIBRO, E' CORRETTO?

Esiste un libro che è possibile trovare da noi, lo possiamo anche spedire, dal titolo “Alla ricerca della verità” dal quale abbiamo tratto un film documentario che RAI Storia ha messo in onda 8 volte ed è stato premiato al festival internazionale del cinema archeologico di Rovereto (primi fra 23 nazioni), nella sezione “Archeologia e società”.

Un ringraziamento a Roberto Nini per la sua intervista

Associazione Culturale Subterranea 
Via San Bernardo 12 
05035 NARNI 
Telefono 0744/722292 - 339/1041645 

venerdì 28 febbraio 2014

"NARNI CITTA' MEDIEVALE E SOTTERRANEA"

File:Narni 19.jpg

Mercoledì 26 gennaio è un giorno che sarà ricordato per sempre dagli abitanti di Narni. Poco prima dell'entrata in città sono stati installati nuovi pannelli sulla strada Terni-Orte uscite Narni, Capitone e Sangemini, nei due sensi di marcia, i cartelli turistici che indicano “NARNI CITTA’ MEDIEVALE” e “NARNI SOTTERRANEA”. Ciò è stato possibile grazie allo sforzo del Comune di Narni e l'Associazione Culturale Narni Sotterranea che hanno equamente diviso le spese. Nelle parole Medievale e Sotterranea si racchiude l'essenza di Narni: il medioevo vive durante il periodo della Corsa All'Anello durante il quale i tre terzieri lottano tra di loro per accaparrarsi la vittoria in un'atmosfera unica fatta di ristorantini medievali, forni aperti che sfornano una focaccia a dir poco unica, sfilate e musica tra i vicoli illuminate da fiaccole. Sotterranea, in quanto è presente un vero e proprio mondo ipogeo fatta da cunicoli, una sala con graffiti misteriosi e una sala dell'Inquisizione dove vengono esposti alcuni strumenti utilizzati dai domenicani. L'aver posto questi due aggettivi sui cartelli costituisce una era operazione di marketing volta ad aumentare l'interesse turistico della zona, interesse di cui ne gioverebbe anche l'economia del territorio.

LINK PER APPROFONDIMENTI


Immagine tratta da Wikipedia, Autore: Nicholas Gemini

venerdì 6 settembre 2013

NARNI, UN GIOIELLO MEDIEVALE UMBRO

Narni è un comune di 20.331 abitanti della provincia di Terni. Narni fu un insediamento preromano con il nome di Nequinum, quindi nel 300 a.C. rientrò negli interessi di Roma, che la fece assediare con il console Quinto Appuleio Pansa ottenendo tuttavia risultati infruttuosi vista la sua impervia posizione. Ci volle oltre un anno per compiere l'impresa, avvenuta nel 299 a.C. grazie al tradimento di due persone locali che permisero ai Romani l'ingresso tra le mura. Divenne così colonia romana col nome latino di Narnia. Non si hanno molte notizie relative a quel periodo, si pensa però che la città potesse aver avuto un ruolo di una certa importanza durante il corso delle prime due Guerre Puniche. Lungo il fiume Nera, nei pressi della frazione di Stifone, dove anticamente si trovava il porto della città romana, è stato infatti recentemente individuato il sito archeologico di quello che appare come un cantiere navale romano. Dell'antica navigabilità del fiume Nera si hanno peraltro notizie su Strabone e Tacito. Noto il passo in cui il console Gneo Calpurnio Pisone, nel 19, decise di imbarcarsi a Narni con la moglie Plancina al fine di raggiungere Roma senza destare sospetti. Divenne Municipium nel 90 a.C. Non si conosce con certezza quando la città di Narnia cambiò il suo nome in Narni, ma probabilmente questo avvenne gradualmente nel tempo a partire dal XIII secolo per poi divenire effettivo dopo la rivoluzione francese, anche se fino alla fine del XIX secolo si trovavano ancora nelle lapidi e negli scritti ufficiali iscrizioni con l'antico nome di Narnia. Lo scrittore Walter Hooper, che fu tra l'altro segretario e biografo di C.S. Lewis, autore de "Le cronache di Narnia", ha anche trattato diverse volte nei suoi libri le origini del nome "Narnia" come si nota ad esempio a pagina 306 del suo libro scritto a quattro mani con Roger Lancelyn Green: C.S. Lewis: A Biography, pubblicato nel 2002. Una leggenda narnese vuole che, in epoca medievale, nel territorio tra Narni e Perugia ci fosse un Grifone, contro il quale le due città, tra loro in guerra, si erano coalizzate per abbatterlo, una volta ucciso come trofeo Perugia si tenne le ossa del Grifone (bianca) e Narni la pelle (rossa). Per questo il Grifone di Perugia è bianco e quello di Narni è rosso. 

Monumenti e luoghi di interesse

I Tre Terzieri Narnesi
Documentario su Narni Sotterranea
I Sotterranei di Narni
Convegno "I Misteri dell'Inquisizione a Narni e il Sant'Uffizio di Spoleto"

Bibliografia

Alla Ricerca della Verità, Roberto Nini
Il Sant'Uffizio di Spoleto. Repertorio delle Fonti di un'Inquisizione Umbra - Roberto Nini
Intervista a Roberto Nini, scopritore di Narni Sotterranea

PER ARRIVARE A NARNI

In auto percorrendo l'autostrada A1 Roma-Milano. Uscita ORTE provenendo sia da Nord che da Sud. Per chi proviene da Sud è possibile uscire anche a Magliano Sabina.Uscendo ad ORTE ci si immette direttamente sul raccordo TERNI-ORTE. Da qui proseguire fino alle indicazioni di uscita per NARNI. Provenendo da Roma o da Fano si può raggiungere Narni attraverso la via Flamina (SS 3). Provenendo da Cesena si può raggiungere attraverso la E-45 e quindi reimmettersi sul raccordo TERNI-ORTE al termine della E-45 - Uscita Sangemini-Narni Scalo direzione Narni Scalo.
In treno lungo le linee Ancona-Roma e Perugia-Roma (linee dirette che non necessitano di cambio) e Firenze-Roma (cambio ad Orte su treno regionale) con fermata alla stazione di Narni-Amelia. Il centro è raggiungibile attraverso il trasporto pubblico di autobus della ATC (linea urbana).

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DOVE SI TROVA NARNI?


CHE TEMPO FA A NARNI?




Dagli amici di LuoghiMisteriosi.it, un interessante articolo su Narni Sotterranea



giovedì 13 giugno 2013

LA NARNI TOURIST CARD DA PORTARE SEMPRE CON VOI

La "Narni Tourist Card" consente a tutti di usufruire gratuitamente delùi molteplici servizi offerti dalla città umbra. Sconti, parcheggi gratuiti per un ora e tanto altro ancora, senza contare sconti nei ristoranti e negozi convenzionati. Come avere la tessera? E' molto semplice, basta cliccare sul link di seguito e si aprirà un file word, ritagliatelo laddove segnalato e portate la "tessera" sempre con voi! Per maggiori informazioni si consiglia di visitare il sito istituzionale del comune di Narni: www.comune.narni.tr.

Link per scaricare la tessera:

http://www.comune.narni.tr.it/portaldata/UserFiles/File/comune/TouristCard.doc

giovedì 2 maggio 2013

LA CHIESA DI SAN FRANCESCO A NARNI


La chiesa di San Francesco è una chiesa di Narni. Fu costruita dopo la morte del Santo nel 1226 ed edificata nel luogo in cui aveva dimorato San Francesco. L'interno della chiesa è a tre navate, divise da pilastri cilindrici che sostengono delle arcate. Sulle navate laterali si aprono cinque cappelle su ogni lato; fra queste, entrando sulla destra, si trova la Cappella degli Eroli, caratteristica per l'architettura quattrocentesca, decorata con affreschi riproducenti alcuni episodi della vita di San Francesco. La chiesa è ricca di affreschi, sia sui pilastri che nelle cappelle.

Fonte: Wikipedia

SANTUARIO DELLA MADONNA DEL PONTE A NARNI

Il santuario della Madonna del Ponte è una chiesa di Narni; il toponimo deriva dalla presenza nelle vicinanze dei resti di un ponte di epoca romana, il Ponte di Augusto. L'edificio sacro è costruito intorno ad una grotta che contiene splendidi affreschi probabilmente del1200. A destra l'affresco raffigurante la Madonna col Bambino in braccio; a fianco alcuni frammenti di affreschi. Oltre la grotta interessante è la collezione degli ex voto.

Fonte: Wikipedia

mercoledì 1 maggio 2013

CONCATTEDRALE DI SAN GIOVENALE A NARNI

La concattedrale di San Giovenale, già cattedrale della diocesi di Narni, è la chiesa più importante di Narni. Dedicata al suo primo vescovo San Giovenale ed edificata nel XII secolo, è una chiesa a quattro navate. La costruzione della chiesa iniziò nel 1047, in adiacenza alle mura urbiche e dopo un’interruzione dovuta all’alluvione del 1053, fu completata nel 1145. Durante la sua realizzazione, anche il sacello subì profonde modifiche. Nel XIV secolo furono eseguiti interventi di rinnovamento ed ampliamento; l’abside fu completamente rinnovato, sul lato destro fu aggiunta una navata con una serie di cappelle. Quest’ultima operazione consentì l’annessione al recinto murario della Chiesa. Anche la parte orientale dell’edificio subì interventi a partire del 1322 durante i quali fu completata la facciata. Gli ultimi interventi risalgono al Quattrocento, con l’aggiunta di un portico sul prospetto principale e la realizzazione della cripta nel 1642. La chiesa è ubicata a ridosso della cinta muraria della città di Narni, ed è disposta ad angolo tra piazza Garibaldi, sulla quale prospetta la fiancata preceduta dall’alta scalinata, e piazza Cavour che gode della vista del portico sul fronte principale. L’impianto basilicale a croce latina immissa (a “T”), è a tre navate con una grande abside poligonale di conclusione. Colonne in gran parte di reimpiego coronate da capitelli a fogliari, sostengono gli archi molto ribassati che dividono le tre navate. Il transetto è separato dal corpo longitudinale attraverso un diaframma creato da tre archi corrispondenti alle tre navate. Il presbiterio, dotato di una balaustra del XVII-XVIII secolo nella parte centrale, è rialzato per fare spazio alla sottostante cripta. Accanto alla navatella di destra, di dispone una quarta navata con cappelle laterali (XIV secolo). La copertura è con volte a crociera, mentre l'abside presenta una volta unghiata con costoloni, anch'essa frutto degli interventi trecenteschi. Il fronte principale è preceduto da un portico quattrocentesco che lascia intravedere i tre bei portali (il maggiore dei quali, duecentesco, è ornato con fregi a fogliame). Decorato da un fregio rinascimentale, realizzato in parte con materiali di spoglio, il portico ha il lato destro chiuso da una cappella dove si trova il fonte battesimale del 1506. Al di sopra del portico, la cortina originaria conserva tre monofore centinate. Nella facciata laterale si apre un ulteriore ingresso sottolineato da un portale arcuato, con decori a girali (foglie di acanto che si sviluppano con vario intreccio) nella cornice e due leoni a tutto tondo alla base. Un'ampia scalinata in pietra supera il dislivello con la piazza sottostante. All’interno, degna di nota è la quarta cappella situata sulla parete destra della chiesa (coincidente con il sacello di San Giovenale) con una fronte marmorea realizzata nel XIV secolo e un mosaico raffigurante il Cristo benedicente, restaurato dalla sovraintendenza di Perugia nel 1954. La parete di collegamento fu eseguita con materiale di spoglio proveniente da un sarcofago romano ed ornata da riquadrature e mosaici cosmateschi ascrivibili al VI secolo. Le origini della Chiesa risalgono ad un primitivo santuario del IX secolo, edificato a sua volta su una preesistente cella della seconda metà del VI secolo che conteneva i corpi di San Giovenale, San Massimo e San Cassio. Notevole il coro (1474) in legno intarsiato commissionato dal cardinale Berardo Eroli, con i pannelli terminali raffiguranti le figure dell'Arcangelo Gabriele (soprastante lo stemma del Cardinale Eroli) e della Madonna, intese a raffigurare nel loro insieme l'Annunciazione.

Fonte: Wikipedia

SPECO DI SAN FRANCESCO A NARNI

Lo Speco di San Francesco è uno dei santuari più importanti del francescanesimo, situato nelle vicinanze di Narni a circa 600 m s.l.m.: costruito in prossimità delle grotte ove il santo di Assisi soleva ritirarsi in preghiera, è meta di numerosissimi pellegrinaggi. Lo speco è una spaccatura lunga 60 m che scende quasi verticalmente nella vallata sottostante. San Francesco giunse nel 1213 in questo luogo, che era noto all'epoca come Eremo di Sant'Urbano: fondato dai Benedettini intorno all'anno 1000, comprendeva l'Oratorio di San Silvestro e alcune grotte. L'eremo divenne luogo di meditazione e preghiera per la comunità francescana; Francesco si ritirava spesso in solitudine nella piccola chiesa, e più in alto nel bosco, in una fenditura della roccia. Trascorse qui anche un periodo di malattia, durante il quale i frati costruirono per lui, accanto allo speco, una celletta in pietra con un letto in legno, tuttora esposto in una teca di vetro, e un piccolo oratorio, per permettergli di raccogliersi in preghiera senza spostarsi in chiesa. Tommaso da Celano nel Trattato dei miracoli narra alcuni eventi miracolosi che accaddero in questi luoghi. Durante la sua malattia, Francesco chiese del vino, ma poiché non ve ne era, gli fu portata dell'acqua. Egli la benedisse con un segno di croce, e l'acqua acquistò il sapore del vino; dopo averla bevuta, guarì dalla malattia. In seguito, ancora convalescente, si appoggiava ad un bastone; lasciando lo speco, volgendo un ultimo sguardo al bosco, piantò nella terra il bastone: il legno germogliò e diede vita ad un grande albero di castagno, che la tradizione identifica con quello ancora esistente nel prato antistante la cella del Santo. Si entra al santuario percorrendo una strada pedonale denominata Viale del perdono; all' ingresso si trova la piccola chiesa, edificata tra il 1585 e i primi anni del Seicento. Costituita da un solo ambiente, presenta un crocifisso ligneo cinquecentesco e un tabernacolo del Seicento. Accanto si apre il chiostro, risalente al Quattrocento, da cui si accede alla Cappella di San Silvestro. L'oratorio, edificato dai Benedettini intorno all'anno 1000, presenta nell'abside un affresco del Trecento, con il Crocifisso e la Madonna, san Giovanni Evangelista, san Francesco e san Silvestro. Altri affreschi raffigurano santa Chiara, san Girolamo e santa Caterina d'Alessandria. Dietro l'abside, vi è l'antico pozzo da cui, secondo la tradizione, fu attinta l'acqua che san Francesco tramutò in vino. Dal chiostro si entra anche nel quattrocentesco Refettorio di San Bernardino, dove si conservano le antiche tavole e un lavello in pietra. Al piano superiore sono situate le celle del Convento di San Bernardino; fondato dal predicatore francescano per accogliere i novizi dell'ordine, ospitò, oltre allo stesso Bernardino, il beato Giovanni Bonvisi da Lucca e il beato Pietro da Rieti. Ingrandito nel corso dei secoli, nell'Ottocento il convento fu prima soppresso e poi riaperto, e solo dal 1942, dopo un restauro, venne nuovamente abitato dai frati. Un viale nel bosco conduce dall'eremo allo speco e agli edifici attigui. Nella fenditura della roccia alcuni ex voto sono riposti nel luogo dove Francesco si ritirava in preghiera. Nell'Oratorio di San Francesco due affreschi raffigurano l'episodio miracoloso dell'acqua trasformata in vino. La piccola cella accanto custodisce il letto del Santo. Nello spazio antistante si erge una alta roccia isolata, chiamata Colonna dell'Angelo, su cui, secondo la tradizione, un angelo apparve al santo suonando una cetra. Il prato è dominato dal castagno secolare; poco distante, in una nicchia nella roccia, una cappella con altare ricorda la predicazione di san Bernardino.

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LA FONTE FERONIA A NARNI

La fonte di Feronia è una fonte d'acqua di origine preromana che si trova a Narni. Era dedicata alla dea Feronia che, nella Narni dell'epoca, godeva di un culto e un rispetto tali da essere venerata, oltre che dagli umbri, anche tra gli etruschi, i volsci e i sabini. L'acqua della sorgente, oggi dichiarata non potabile e non controllata, era molto apprezzata dai nequinati (Nequinum era l'antico nome di Narni) per le sue caratteristiche di purezza e leggerezza. Caratteristiche che portavano gli antichi abitanti molto lontano dal centro della vita cittadina divenendo così meta di pellegrinaggi in onore della dea che, tra le altre virtù, rappresentava l'eterna primavera e la purezza delle acque. Il tempio originale, la statua di Feronia e il sacro bosco di elci ombrosi furono distrutti dai primi cristiani narnesi. Come conseguenza quel luogo, ritenuto sacro fino a poco tempo prima, venne chiamato "maccla mortua" (ovvero "macula morta",macchia morta). La prima indicazione storica del sito si ha nel 1100, come si evince dallo scritto Liber gemniagraphus sive cleronomialis Ecclesiae Farfensis, meglio noto con il nome di Regestum Farfense scritto da Gregorio di Catino nel 1128, dove viene riportato il volere di un nobile narnese, Beraldo di Rolando, che donò tutti i suoi beni all'Abbazia di Farfa fatta eccezione per la "maccla mortua quae vocatur Ferone" ("la macchia morta che si chiama Feronia"). Negli statuti di Narni si trovano diverse citazioni che fanno riferimento a porta Feronia e alla fonte Feronia. Nel capitolo 143 del libro 111 si può leggere "si ingiunge che nessuna offesa sia fatta alle donne che vanno ad attingere acqua alla sorgente di Feronia, sia all'andata che al ritorno." Il poeta ungherese Giano Pannonio (Janus Pannonius) , trovandosi a passare a Narni nel 1458, trovò l'ispirazione nel dissetarsi dalle acque della fonte scrivendo così un'elegante poesia latina dal titolo "Carmen de fonte narniensi" qui riportata nella sua versione in latino :

Sacri fontis ave, mater Feronia, cuius felix Paeonias Narnia potat aquas.
Iam prope litorei tetigit sol brac(c)hia cancri, sentit et Icarium fervida terra canem.
Tolle sitim; saevis tulerat Langia Pelasgis, quae nostra exurit pectora, tolle sitim.
Sic tibi magna parens alimenta aeterna ministret, sic nunquam vena pauperiore fluas!
En semel, en iterum, quos ferrea fistula fundit, excipiunt latices guttura sicca tuos.
O quantus rediit membris vigor, o mea quanto viscera divinus liberat igne liquor!
Nec venter, quamvis repetito immurmurat haustu, sudorem subitum nec gravis humor agit.
Ergo operae nobis pretium fuit alta labantis ad iuga clivoso tramite ferre gradus.
Iam libet et pulchram mirari turribus arcem, quae surgit sanctis proxima gurgitibus,
audire et strepitum, quem subter valle profunda spumea sulfurei fluminis unda facit,
ac totos circum-lustrare ex ordine montis, pura salutiferi quos fovet aura poli.
Ante voluptatem spectacula nulla movebant, cum premeret torrens ora perusta vapor.
Ocius huc adsit toto grege pinguior haedus, mutet et effusus vitrea stagna cruor.
Adsint et liquido Bacchi cum munere flores, nec cesset laudes vox resonare pias:
salve iterum e Latiis longe celeberrima Nymphis, hospitis et grati suscipe dona libens.
Tu placidam miseris requiem mortalibus affers corpora morosis febribus aegra levans.
Nec soli debent homines tibi, debet at aether, aurea cum pascas roribus astra tuis.
Phryx puer haud alias miscet cum nectare lymphas, nec sua Mars alio vulnera fonte lavat.
Debita solventur semper tibi vota quotannis, dum mea vitalis spiritus ossa reget.
Nec plus Castalias, quam te, venerabimus undas, Musarum et nobis numinis instar eris.
Sed tamen in fessas unde haec medicina medullas, omnia quae nostis, dicite, quaeso, deae.
Euander ternis Herilum spoliaverat armis, crudeles genitrix invocat orba deos.
Iupiter est flentem caelo miseratus ab alto, corpus et in tenues iussit abire lacus,
nec voluit rivis esse ex vulgaribus unum, sed superis magno fecit honore parem.
Praecipua hinc levitas, hinc vis contraria morbis, hinc clarum tota nomen in Ausonia.

Nel 1582 la fonte fu soggetta a restauro, per volere di Monsignor Giulio Ranuzi goverantore di Narni, presumibilmente completato nel 1609 come riportato nella targa all'interno della fonte. Nel 1851 lo storico narnese Giovanni Eroli commissionò all'università di Perugia un'analisi dell'acqua della fonte che restituì la seguente risposta "A ben ragione l’acqua detta di Feronia è in reputazione fra le acque potabili, giacché ella gode al massimo grado dei principali requisiti di cui deggion le acque potabili esser fornite, quelli cioè di contenere molto ossigeno e pochissima dose di altre sostanze in dissoluzione”. Il gruppo speleologico locale ha effettuato, intorno al 1984, dei rilievi esplorativi all'interno del cunicolo dell'antica fonte datandolo, per caratteristiche e tecniche costruttive, tra il IV secolo a.C. ed il III secolo a.C. La collocazione temporale del manufatto avvalora la tesi del luogo di culto pagano già espressa intorno alla fine del 1800 da Giovanni Cotogni di Narni « Fra li altri templi che esistevano in Narni dalla superstizione de' gentili applicati alle false deità eravi quello del Luco e Fonte di Feronia in oggi con nome alterato detto quel sito Ferogna. Ivi probabilmente, come in alcuni altri luoghi, Gravi il tempio e la statua della dea Feronia essendovi anche presentemente un marmo in quel fonte in cui è scolpita una gran fiamma forse l'insegna di quella antica vanità. La verità si è che quella fonte avendo transito per miniere stimate è d'un'acqua molto salubre, e grandemente tenuta in pregio sì quanto alla sua rara limpidezza, che per la prerogativa che ha di facile digestione ». Nel 1997, finanziata dalla fondazione di un istituto di credito locale, la fontana fu nuovamente restaurata passando dalle caratteristiche pareti con pietre a vista a un più anonimo, e sicuramente meno suggestivo, intonaco.

ABBAZIA DI SAN CASSIANO A NARNI

L'abbazia di San Cassiano è un'abbazia benedettina del X secolo situata nei pressi di Narni in provincia di Terni. L'abbazia è ubicata sulle pendici scoscese del monte S.Croce, non distante dall'imboccatura della gola del fiume Nera, in una posizione che domina l'antico tracciato della via Flaminia, tra Narni Scalo e Stifone. L'abbazia di San Cassiano è nominata per la prima volta con certezza in un documento dell'abbazia di Farfa del 1081, tuttavia il ritrovamento di un'iscrizione durante gli ultimi restauri effettuati negli anni settanta indica una datazione molto anteriore; infatti l'iscrizione era posta su un sarcofago di epoca romana, donato al probabile primo abate di San Cassiano (il beato Orso) da tale Crescenzio di Teodorada. Poiché Crescenzio morì nell'anno 984 d.C. (fu sepolto nella chiesa di Sant'Alessio sull'Aventino), si può dedurre che l'abbazia esistesse già diversi anni prima e dunque la datazione è certamente da porre almeno alla seconda metà del X secolo. Si hanno poi poche notizie certe, se non quella dell'anno 1334 relativa alla modifica dell'impianto dell'edificio dalla forma a croce greca a quello del modello basilicale a tre navate, con abbattimento delle estremità delle braccia trasversali. In un periodo compreso fra gli anni 1538 e 1546 fu abate tale Gian Rinaldo Montoro; dopo tale indicazione mancano notizie certe e probabilmente fu intorno a quella data, a partire dal tardo XVI secolo, che iniziò la decadenza dell'abbazia con il progressivo abbandono dei monaci. Seguì un periodo di totale abbandono e progressivo impoverimento dell'edificio, con le consuete asportazioni di tutto il materiale ritenuto di utilità, fino ai lavori di recupero effettuati a spese dello stato negli anni settanta, effettuati per forte interessamento del senatore Giuseppe Ermini che li associò, per reperire i fondi necessari, a quelli per la protezione della vicina ferrovia. Gli interventi tardo medievali, abolendo i bracci trasversali, ne avevano ridotto l'originario impianto cruciforme ad un più ordinario schema a tre navate, ma con i restauri degli anni 1970 del XX secolo tale impianto è stato reso nuovamente leggibile, rintracciando le colonne murate nei muri aggiunti in epoca tarda e permettendo di ricostruire idealmente, con buona approssimazione, l'edificio originario. La chiesa primitiva era a croce, con i quattro bracci uguali ad eccezione di quello d'ingresso, più lungo di un'arcata; ciascun braccio era diviso in tre brevi navate da due arcate poggianti su colonne ed era concluso da un'abside, sempre con l'eccezione del braccio d'ingresso che forse si concludeva come oggi con una facciata piana. Il centro della chiesa è marcato da quattro pilastri quadrilobi, ciascuno composto da quattro semicolonne addossate ad un nucleo quadrato. Su tali semicolonne si appoggiano le arcate che dividono in navate i quattro bracci e le due grandi arcate che, scavalcando le navate centrali trasversali, ne inquadravano le absidi. Le quattro semicolonne volte verso la navata maggiore si presentano invece libere, non sostengono infatti nessun arco ad essa trasversale, cosicché i bracci longitudinali della croce, formando un unico ambiente, acquistano una decisa accentuazione, ulteriormente marcata dall'allungarsi di un'arcata del braccio di ingresso. Anche la qualità della muratura della chiesa costituisce un'eccezione nel contesto di Narni, presenta infatti una tessitura irregolare, a conci solo sbozzati, a tratti disposti a spina di pesce, come si riscontra in edifici altomedievali, e legati da abbondanti letti di malta. Alcune arcate in laterizio sono a doppia ghiera, come in edifici romani del IX secolo (Ss. Quattro Coronati, S. Prassede, S. Martino ai Monti). Data l'esilità dei sostegni, la chiesa dev'essere stata sin dall'origine coperta a capriate, come oggi, e, per la mancanza delle arcate trasversali alla navata maggiore, non deve avere mai avuto una cupola all'incrocio dei bracci. L'impianto cruciforme è di possibile influenza bizantina, ma è accostabile anche al Duomo di Pisa e a San Ciriaco e a S. Maria di Portonuovo ad Ancona, per cui è stato proposto di datare - dubitativamente - la chiesa di San Cassiano all'XI secolo.

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