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giovedì 16 giugno 2016

NOME, COGNOME, SIGILLO E STEMMA: UN SEGNO DI IDENTITA'


Il nome e il cognome rientrano tra i segni di riconoscibilità e di identità della persona sia come individuo che come membro del gruppo più ampio della cerchia famigliare. Il sigillo e lo stemma adempiono anch' essi al fine di riconoscibilità e, in quanto riferibili al soggetto possessore, fanno parte di una sorta d’identità che viene dispiegata per autenticare documenti e firme e, nel caso del sigillo, a garantire l’inviolabilità del contenuto di documenti da tenere segreti o a garantire i contenitori che vanno protetti per ciò che custodiscono. Altro discorso per lo stemma che è riconoscibilità ed identità del singolo e nel contempo è simbolo di appartenenza ad una determinata ed identificata Famiglia: il Casato. Lo stemma è assimilabile come riconoscibilità al cognome.

Tali segni distintivi non hanno avuto, nel tempo, sempre la stessa valenza e la loro struttura e funzione non è stata così come la conosciamo e pratichiamo al nostro tempo cioè Generalizzata e Regolamentata. Il periodo che ritengo sia stato importante per lo sviluppo e l’evoluzione del nome, del cognome e degli altri segni di identità è quello a cavallo tra l’XI e XII secolo. Con ciò non voglio asserire che prima, di tale epoca, vi erano individui privi del nome proprio di persona o che era completamente inesistente una sorta di cognome. Esisteva una sorta di identificazione basata sull’appartenenza o sulla soggezione ad una Famiglia potente, ricca ed influente basti ricordare la ” GENS” istituzione caratteristica del mondo romano. Stesso discorso per i sigilli che già esistevano fin da epoca remota. Diversa è invece la questione intorno alla nascita e allo sviluppo degli stemmi. La loro rigida regolamentazione (ARALDICA) pone il periodo iniziale proprio a cavallo tra l’XI e il XII secolo e continuerà, con le stesse regole, fino alla nostra epoca.

Il periodo indicato, XI e XII secolo, rappresenta una sorta di rinascita dell’individuo dopo il terrore ancestrale di concludere la propria esistenza e quella del genere umano con lo scoccare dell’anno mille. Ogni millennio, per l’uomo, è fonte di ansia e preoccupazione, suona sempre sinistro il monito : “Mille e non più Mille”. Anche di recente, l’uomo moderno ha predisposto eccezionali misure di sicurezza e di prevenzione per la custodia dei dati elettronici e di allerta per, eventuali, interventi di necessità generici e non bene identificati, ma tutti riconducibili allo scoccare dell’anno 2000.

Durante i primi secoli del secondo millennio si assiste ad un rinnovato potere temporale della Chiesa, che sovrasta tutte le terre e nazioni dell’epoca. Potere che si estrinseca nell’ordinare a re e monarchi di armarsi e di intraprendere costose guerre, in terre lontane, per liberare Gerusalemme il Luogo Santo della Cristianità. Solo chi fosse stato dotato di grande potere e prestigio avrebbe potuto chiedere a condottieri, a cavalieri e soldati di partecipare alle crociate: un potere notevole che andava ben oltre l’ossequio per l’autorità spirituale.

Questo nuovo fermento associato allo sviluppo economico e sociale crea nuove necessità e nuove aspirazioni. Infatti, sorgono regimi feudali in località dove fino ad allora erano sconosciuti (Meridione) mentre cominciano a sorgere e formarsi movimenti e aspirazioni finalizzati a liberarsi dal giogo feudale e a dare vita a nuove forme di amministrazione come le città comunali in contrapposizione all'autorità feudale e regia. (Settentrione).

La Chiesa si riprende ed accentua il controllo di tutte le attività quotidiane del popolo, si libera da quella sorta di soggezione in cui era caduta in concomitanza alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente sopraffatto da orde di popoli pagani.

Ma come si è modificato il nome, come è sorto il cognome che evolverà, nei secoli, fino alla struttura da noi conosciuta e praticata ? E il sigillo come atto di autenticazione e probatorio, che fa sorgere un embrione di diritto all’immagine quando reca incisa l’immagine, l’ effige ? Come nasce e si sviluppa lo stemma, un altro segno di identità, che sarà caratterizzante per tutta l’epopea cavalleresca e delle relative norme araldiche che hanno mantenuto la loro validità fino ai giorni nostri ?

NOME PROPRIO

In qualsiasi vocabolario il lemma “nome” è distinto in comune e proprio, dove il “proprio” può essere di luogo, di popolo, di persona. Il nome proprio di persona è quello per intenderci dell’onomastico che caratterizza la discendenza Famigliare. Come è noto, accanto alla trasmissione del nome in linea paterna vi è anche quella in linea materna. La trasmissione del nome avveniva, uso il passato perché in tempi recenti è invalso l’uso di “imporre” ai figli anche nomi estranei alla cerchia famigliare (casato), con una sequenza mista: i figli ricevevano i nomi dalla famiglia del padre e della madre, in maniera alternativa secondo l’ordine di nascita.

Nell’XI secolo, la Chiesa ha cominciato ad esercitare un controllo più stretto del “nome di battesimo” per poter meglio individuare i gradi di parentela che avrebbero ostato alla celebrazione dei matrimoni tra consanguinei. Spesso il “nome di battesimo” era imposto per strategie matrimoniali e per una convenienza simbolica per future eredità. Infatti, nella trasmissione ereditaria si comprendeva oltre al patrimonio materiale anche tutta una serie di diritti , e il “nome” poteva essere di grande aiuto nel caso di impugnazioni di atti e di contestazioni di eredità. Inoltre, era di grande valenza e prestigio portare il “nome” degli avi più illustri.
Era consentito aggiungere al primo “nome di battesimo” altri nomi, alcuni ispirati da opere letterarie (Lancillotto, Tristano, Parsifal) altri per il richiamo di personaggi illustri (attori, scrittori, musicisti, politici, dittatori).

Dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476) e fino all’anno mille,(Alto Medioevo) si comincia a perdere progressivamente l’uso dei TRIA NOMINA dei Latini costituiti da nome, patronimico (cognome), nome dell’antenato o il soprannome. Il nome Latino diviene sempre più raro e non viene più trasmesso nemmeno tra gli appartenenti alla antica e nobile casta dei discendenti dei Senatori Romani. Si afferma così un’influenza sempre più ampia dell’adozione di nomi di origine germanica. Questi nomi erano definiti “nomi programmi” perché contenevano parole che richiamavano la memoria degli avi, le virtù desiderate e la protezione degli dei. (esempio Federico = Fried / pace - Reich / re). La diffusione di tali nomi germanici comincia ad attenuarsi fino a scomparire, per l’azione della Chiesa che osteggia i nomi di origine pagana.

È proprio nel corso dell’XI secolo che si assiste alla notevole riduzione dei nomi di origine germanica a tutto vantaggio di quelli associati al culto dei Santi (onomastico) e ai nomi dei personaggi della Bibbia. Questi nuovi nomi si diffondono con numerose varianti locali e anche con diminutivi. Il nome Nicola origina altri nomi e persino cognomi: Cola, Coletta, Klaus, Nicolet, Colin… quello femminile di Elisabetta si diffonde con le varianti di Elisa, Isabella, Eloisa, Lisa, Lisetta… Una notevole diffusione si registra per il nome Giovanni, imposto in memoria sia del Santo che battezzò Gesù Cristo che dell’Evangelista, che originò anche numerose varianti.

COGNOME

Le nuove esigenze, sia di ordine amministrativo che fiscale, inducono a ricercare un nuovo segno di identità stabile ricollegabile direttamente alla famiglia di appartenenza. Il cognome, quindi, sorge e diviene una sorta di “nome più ampio” ricomprendente più persone della medesima Famiglia, del Casato. Il Cognominare, come atto di designare mediante l’attribuzione di cognome caratterizza il periodo intorno alla fine del 1100. Inizialmente, il cognome consiste nell'adottare il nome del luogo del feudo per i nobili laici, la denominazione della comunità o del luogo dove vi è l’istituzione ecclesiastica per i religiosi. L’attribuzione, l’uso e la diffusione del cognome riguarda tutta la società del tempo e include pure le donne e ha carattere ereditario. Tale struttura è l’origine del nostro attuale sistema che pone di seguito al nome proprio personale il nome di Famiglia (cognome).

Si sono fatte svariate ipotesi sulla nascita e l’affermarsi del cognome, riconducendolo a motivi di radicamento dell’aristocrazia terriera, alla crescita demografica, sia nelle campagne che nelle città, alla maggiore mobilità della popolazione dovuta all'espansione e allo sviluppo economico del XII e XIII secolo. Un ruolo importante si ritiene che l’abbia svolto un’ evoluzione dei costumi, della mentalità e la percezione nuova della persona-individuo. Diverse e svariate sono le tipologie di cognomi, con riferimento ai luoghi di provenienza o di origine territoriale sono quelli di Calabrese/i, Campano, Pugliese/i, Siciliano/i, Toscano/i. Altri cognomi non sono altro che il nome del padre o della madre abbiamo così: Di Giovanni, Di Leo, De Titta, Di Girolamo. 

I soprannomi hanno rappresentato una fonte quasi inesauribile di cognomi. Connotando pregi e difetti, fisici o morali, hanno portato alla formazione dei cognomi: Moro, Belli, Brutto, Piccolo/i, Sordi, Zoppo/i, Malfatti, Boni, Degli Esposti, Esposito, Rosso/i. Non vengono ignorati nella nascita dei cognomi l’esercizio di arti, professioni e mestieri così: Ferraro, Ferrero, Ferrara, Fabbri, Sacchi, Sarti (Schneider), Vaccaro/i (Vacheron), Molinaro/i, Calzolaro (Shumacher), Medici, Martelli.

Il cognome si afferma inizialmente presso le classi feudali aristocratiche. Il processo di sviluppo e diffusione agli altri ceti sociali è stato lento e progressivo raggiungendo solo nel corso del XV secolo una generalizzazione e regolamentazione molto simile a quella attualmente in uso.

MARCHIO - SCRITTURA E FIRMA

Come abbiamo accennato esistono altri segni di identità che sono conseguenza diretta e naturale della formazione del nome e del cognome in capo ad un individuo. Così nella nostra epoca, se associamo un nome, un cognome, un luogo e una data di nascita ricaviamo un codice che serve ad identificarci e a renderci riconoscibili ovunque e per svariate e diverse finalità.(Codice Fiscale)

Nei secoli passati era, invece, l’iscrizione del proprio nome e cognome che serviva per così dire a “marchiare” ogni tipo di oggetto. Si “marchiava”un oggetto per formulare un voto, per ringraziare per grazia ricevuta (ex voto), per memoria perpetua di un fondatore, di un donante, di un defunto si “marchiavano” monumenti e lapidi. Il “marchio” consisteva nel nome e cognome per esteso o anche in forma abbreviata o addirittura ridotto ad un monogramma o alle semplici lettere iniziali del nome e del cognome.
Tra i segni più personali spicca la scrittura e anche in questo caso il nome serve ad autenticare il contenuto e il significato che ne traspare. Nasce così la firma autografa, che diviene un segno di identità che rinforza lo scritto e aumenta l’efficacia e l’effetto probatorio.

Alcune firme del passato vengono apposte con un semplice segno di croce, ma tale grafo non sempre e non necessariamente rappresenta la firma di una persona analfabeta. Spesso questo segno di croce assume, al pari del gesto di segnarsi, una forte valenza simbolica di fronte a Dio e agli uomini. (Si veda la firma di Carlo Magno). La firma per esteso e autografa diviene un nuovo segno personale di identità e la sua pratica si diffonde progressivamente in tutte le classi sociali, infine viene recepita, riconosciuta e tutelata dal Codice Civile.

SIGILLO

Con lo sviluppo economico e il crescente numero di atti e documenti, si fa più pressante la necessità di avere uno strumento idoneo ad autenticare la firma dei contraenti e a cristallizzarne il contenuto, si individua così nel sigillo tale caratteristica. Così per garantire, autenticare il contenuto e/o il segreto di missive, di testamenti o di contenitori era uso apporre il sigillo. Tale oggetto è uno strumento, di metallo o di pietra dura, che reca inciso un simbolo, uno stemma, delle iniziali o delle figure-immagini, che impresso su cera fusa lascia un’impronta in rilievo.

Molto usato fin dall'antichità, a Roma veniva utilizzato sotto forma di anello “sigillare”. Prosegue l’uso dell’anello sigillare anche nell'Alto Medioevo per autentica di diplomi di origine reale. Nel corso dell’XI secolo l’uso viene esteso anche in ambito episcopale e presso i principi. Nel XII e XIII secolo, diviene di uso normale e generalizzato da parte dei notai che se ne servono per validare gli atti giuridici. La forma dell’impronta in genere rotonda o ogivale (a navetta) era impressa nella cera fusa mescolata con resine colorate. L’impronta, in un primo tempo, era apposta in calce alle carte, ma a partire dal XII secolo tali impronte vengono appese ai documenti per il tramite di matassine di seta, di lino o di canapa, con strisce di cuoio o di pergamena.

Onde evitare l’uso fraudolento dell’impronta in cera che poteva essere staccata, dal documento, ed utilizzata per autenticare un altro atto con altro contenuto e quindi un atto falso, si apponeva un controsigillo sul retro della cera, già impressa, creando una seconda impronta. La funzione del sigillo è di identificare pubblicamente il suo possessore (il sigillante) che apponendolo valida i contenuti dell’atto comprese le firme.
La diffusione dell’uso dei sigilli porta alla configurazione del “diritto di immagine” che non ha avuto eguali fino all’invenzione della fotografia. La sfragistica è la scienza che studia i sigilli dal punto di vista tecnico, artistico e storico. Il repertorio degli emblemi dei sigilli è ricchissimo e rappresenta, per quantità e qualità, una fonte importante per lo studio della storia, dell’economia, del diritto, delle istituzioni, del progresso della mentalità, del costume e dello sviluppo materiale e sociale di una comunità.

Altro importante aspetto è che essendo immagine e rappresentazione in effige, il sigillo è anche un’opera d’arte sia come strumento inciso che come impronta lasciata. Ne derivano informazioni, facilmente databili, sul modo di vestire, sul tipo di armature, elmi e scudi dei cavalieri,sull’uso di abiti liturgici, per gli ecclesiastici, e non meno importante la moda e le acconciature delle dame.

STEMMI (Araldica)

Nel XII secolo, come accennato, appaiono gli stemmi che vengono catalogati in un codice sociale aperto, ma rigoroso. Il fatto caratterizzante è proprio l’esistenza di tali regole che formano il sistema araldico e differenziano gli stemmi da altri emblemi anteriori sia militari che civili. Presso le varie culture esistono segni che servono ad indicare l’identità dei singoli e dei gruppi, a far conoscere il loro valore e la posizione che occupano nella gerarchia della comunità. Questi segni si palesano attraverso formule proprie e utilizzano supporti di qualsiasi natura e materiale.

Si formulano numerose ipotesi circa l’origine degli stemmi. Alcune appaiono proprio fantasiose come quelle che farebbero risalire gli stemmi ad Adamo, a Giulio Cesare o a re Artù. Tra le ipotesi che hanno avuto un buon seguito e una lunga durata menzioniamo quella che vorrebbe l’origine degli stemmi in oriente e quindi l’assimilazione, durante la prima crociata, di una cultura musulmana per alcuni, bizantina per altri. Anche questa ipotesi è stata respinta dagli studiosi che si sono dichiarati per ipotesi che tengano conto della trasformazione della società medioevale dopo l’anno mille, dell’evoluzione degli equipaggiamenti militari tra la fine dellXI secolo e i primi decenni del XII.

Anche l’ipotesi dell’origine derivante dall'evoluzione dell’equipaggiamento militare non è idonea a fornire una spiegazione pienamente valida ed accettata. In effetti la comparsa degli stemmi si può collegare più direttamente al nuovo ordine sociale che si andava formando e che interessava tutta la società occidentale in epoca feudale. Nella stessa epoca, XI e XII secolo, nascono i nomi patronimici e gli attributi iconografici, che si concretizzano in immagini. L’araldica, dal canto suo, contiene questi “segni di identità nuove”, di una società in corso di riorganizzazione. Gli individui si collocano in nuovi gruppi e questi gruppi costituiscono il nuovo sistema sociale. 

Per tale motivo gli stemmi che inizialmente rappresentano un emblema individuale, si estendono poi alla cerchia della parentela Familiare. Dalla fine del XII secolo lo stemma diviene, nell'ambito della Famiglia, ereditario. La regola di trasmissione dello stemma prevede che all'interno di una famiglia (casato) un solo individuo abbia il diritto di portare lo stemma nella sua interezza ed originalità, è il primogenito in linea di primogenitura. Agli altri membri della famiglia (fratelli, figli e nipoti) è consentito l’uso dello stemma, ma con modifiche che indichino chiaramente che non sono loro il “capo d’arme” cioè il primogenito della linea di primogenitura.

Senza inoltrarci oltre in argomenti che caratterizzano gli stemmi e che richiederebbero copiose descrizioni di segni, simboli, scudi, colori, corone, elmi … è sufficiente aver dato il concetto di stemma come il complesso delle figure che costituiscono il contrassegno stabile e riconosciuto di persone e famiglie (casato).Il filo logico che ha legato il nome, il cognome, il sigillo e lo stemma sorge e si sviluppa nel corso dell’XI e XII secolo e per certi versi continua il suo cammino attraversando anche il XXI secolo.

Articolo del Cav. Avv. Antonio Fotia 27 maggio 2016

Fonte Foto: Notiziario Araldico

venerdì 10 giugno 2016

XVII FESTA MEDIEVALE - CALA LA NOTTE SI ILLUMINA LA ROCCA (25/26 GIUGNO 2016)



Il fascino di un Borgo Medievale e di una Rocca Sforzesca tra le meglio conservate in Lombardia, un centinaio di figuranti vestiti con abiti d’epoca, accampamenti militari rigorosamente allestiti e un mercato medievale con prodotti accuratamente ricercati e selezionati. E’ quello che la Pro loco di Soncino sta organizzando per la XVII Edizione di “Cala la Notte si Illumina la Rocca” che si terrà a Soncino Sabato 25 e Domenica 26 Giugno. Potrete ammirare scene di vita quotidiana, tornei di ascia e lancia, spettacoli di maestri d’arme e entusiasmanti dimostrazioni cavalleresche mentre dame, giullari, imbonitori, artigiani, musici e numerosi personaggi in costume faranno rivivere le goliardiche e suggestive atmosfere dell’epoca.

In occasione della Notte Romantica dei Borghi più Belli d’Italia, Sabato 25 Giugno si potrà assistere e, soprattutto, partecipare ad un vero matrimonio celtico e medievale. Chi lo vorrà, infatti, potrà “farsi sposare” secondo il rito celtico e medievale usato in passato per la celebrazione dei matrimoni. Sarà possibile gustare prelibati manicaretti ai piedi dell’antico maniero, farsi incantare dalla voce e dalle melodie delle Uttern con Denise Cannas e lasciarsi trasportare in un mondo magico grazie al gruppo Ira Tenebris che presenterà Origines uno Spettacolo di Fuoco e Acrobatica Aerea che si terrà nei fossati della Rocca Sforzesca, una degna conclusione per questa straordinaria Notte Romantica.



La domenica sarà impreziosita dall'evento più atteso, il 3°Torneo di Arcieria – Città di Soncino che vedrà sfidarsi i migliori arcieri professionisti della Lombardia. Quest’anno prenderà il via anche il Torneo di Cucina Medievale, i concorrenti dovranno competere a suon di mestoli e cucchiai, in un’ambientazione unica, capace di ricreare i fasti e le suggestioni di un passato ricco di fascino e magia.

Le giornate saranno all'insegna di antichi giochi, gare di spada e lancia, tornei di tiro con l’arco, dove il pubblico potrà assistere e cimentarsi imparando i segreti di queste antiche discipline. Per i più piccoli spazi a loro dedicati con giochi e intrattenimenti, battesimo della sella e laboratori didattici; ampio spazio anche alle visite guidate gratuite alla Rocca e al Borgo Medievale.

Punto ristoro dell’Associazione Pro loco allestito all’ombra della Rocca Sforzesca in cui sarà possibile rifocillarsi, gustando prelibatezze accuratamente preparate e sorseggiando dell’ottima birra.

Per informazioni:
Pro loco Soncino, via Carlo Cattaneo 1 – 26029 Soncino (CR)
Tel. 0374/84883 – Fax. 0374/84499

martedì 7 giugno 2016

ORVIETOFEST 2016: MIRACOLO DI BELLEZZA 17/18/19 GIUGNO 2016



Dopo gli esiti positivi della scorsa edizione, Orvietofest 2016: Miracolo di Bellezza - ideato da Argot Produzioni e realizzato in collaborazione con Orvieto Arte Cultura e Sviluppo e Comune di Orvieto e con la partecipazione straordinaria della Città di Marostica - propone per l’edizione 2016 una serie di appuntamenti di alto livello culturale, previsti per le giornate del 17, 18, 19 Giugno 2016 nella città di Orvieto.

Il tema di questa edizione prende spunto dall’enciclica di Papa Francesco Laudato Sii. Una grande riflessione sulla bellezza e sulla necessità di aderire al messaggio di S. Francesco. Quattro appuntamenti tra cui una produzione in esclusiva per il Festival Il Cantico dei Cantici del Maestro Paolo Vivaldi. In programma anche il concerto di Raffaello Simeoni, cantante musicista compositore che regalerà alla città di Orvieto un viaggio affascinante tra la musica sacra di tutto il mondo.

Il Festival avrà inizio subito dopo le celebrazioni del Corpus Domini, manifestazione religiosa e popolare di grande tradizione per la città di Orvieto, culminando in una tre giorni densa di eventi per l’occasione le città di Marostica e Orvieto, forti di un patto d’amicizia siglato nella passata edizione dell’evento, daranno vita a CONVIVIUM, banchetto medievale con animazione e spettacolo in Piazza del Popolo e alla spettacolare Partita a Scacchi a personaggi viventi , storica manifestazione cittadina marosticense. Durante gli eventi sono previste degustazioni enogastronomiche volte a promuovere i prodotti tipici dei due territori.

DICHIARAZIONI:

“Considerato il riscontro positivo del Festival Miracolo di Bellezza della scorsa edizione, risultato di un lavoro volto a coinvolgere gli abitanti del territorio e ad offrire una programmazione di alto livello artistico rivolto anche ad un  pubblico internazionale e, forti del patto di amicizia stretto con la città di Marostica, il Comune di Orvieto anche quest’anno propone la suggestiva Partita a Scacchi.
Con Orvietofest 2016 Miracolo di Bellezza ricco di appuntamenti ed eventi la Compagnia Argot Produzioni ci regalerà momenti di grande suggestione magia, bellezza e musica”.
(Giuseppe Germani, Sindaco di Orvieto)

“Quest’anno l’Oacs, Orvieto Arte, cultura, sviluppo srl sostiene e promuove l’evento Miracolo di bellezza 2016 per l’impatto culturale e turistico che questo progetto identitario favorisce. Attraverso il Festival vengono valorizzate così le eccellenze del territorio e l’incontro tra le comunità di Marostica e di Orvieto stessa”.
(Vincenzo Fumi, Presidente Fondazione Cassa di Risparmio Orvieto)

“Orvieto è per sua natura e vocazione una delle città nel mondo ad essere rappresentante esemplare di arte, bellezza e cultura. Tutta la città si presta ad essere un palcoscenico naturale, ogni piazza, ogni palazzo diventano luogo ideale di rappresentazione. Una città fortemente spirituale dove arte, cultura e bellezza si fondono e proprio qui trova e consolida le sue fondamenta la manifestazione Orvietofest 2016: Miracolo di Bellezza, in una cornice unica e suggestiva che ci riporta alla fastosità delle grandi feste di piazza medievali. Un progetto ricco ed articolato finalizzato all’implementazione turistica e ad un’offerta culturale di alta qualità per la città”.
(Maurizio Panici, Dir. Artistico Argot Produzioni e Orvietofest)

PROGRAMMA COMPLETO:

*17 GIUGNO 2016 - ORE 18.30
Auditorium Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto
IL CANTICO DELLE CREATURE
Amor mi fa cantar alla Francesca
Cantico trio con Raffaello Simeoni, Gabriele Russo e Massimo Giuntini
voce narrante Maurizio Panici

Canti di viaggio e pellegrinaggio, storie di incontri fantastici immersi in ambienti naturali di straordinaria bellezza sono i motivi con cui Raffaello Simeoni costruisce una trama narrativa di struggente commozione poetica. La sua potente voce ricanta nell'antico dialetto dell’Italia francescana racconti antichi, strambotti d’amore, invocazioni alla Madre natura, ninna nanne, richiami agli animali, canti di osteria, generando una trama narrativa che scuote, affascina e trascina il pubblico in un viaggio immaginario lungo antichi sentieri di pellegrinaggi medievali. Echi di arcaici discanti appenninici riprendono nuova forma grazie al potere della voce di Simeoni, uno dei maggiori interpreti italiani di canto popolare. Questo ensemble darà vita ad un coinvolgente e suggestivo viaggio sonoro, denso di passioni, poesia, energia e pervaso da uno spirito di profonda amicizia, come pellegrini alla ricerca di echi sonori francescani.

*17 GIUGNO 2016 - ORE 21.30
Piazza del Popolo
CONVIVIUM - L’ARTE DEL BANCHETTO
Musiche di Raffaello Simeoni eseguite dal vivo dal Cantico Trio
con Gabriele Russo e Massimo Giuntini
con la partecipazione di Gianluca Foresi

Nel Medioevo grande era l’attenzione per il cibo e l’ospitalità. Il banchetto era una vera e propria arte; era molto di più di una semplice, seppure raffinata, consumazione dei pasti: era un momento pubblico, di incontro, festa e convivialità. Orvieto e Marostica si incontrano per rendere omaggio all’antica arte del banchetto con una serata speciale dedicata proprio al rituale del convivio. A partire dalle suggestioni di un tipico banchetto medievale una serata speciale per parlare di cibo e ascoltare musica; un grande momento di festa in un atmosfera unica. Un evento/spettacolo che vede la partecipazione di musicisti, giocolieri, acrobati per ricreare e rivivere la particolare suggestione di un’Era come il Medioevo.

*18 GIUGNO 2016 - ORE 18.30
Piazza del Popolo
PARTITA A SCACCHI A PERSONAGGI VIVENTI

Dalla famosissima rappresentazione della Partita a Scacchi di Marostica a personaggi viventi e in costume d’epoca un grande omaggio alla Città di Orvieto alla quale la comunità di Marostica è legata da un profondo patto di amicizia. La Partita è considerata una tra le più importanti manifestazioni storiche della tradizione italiana ed è stata riconosciuta nel 2011 Patrimonio d’Italia per la tradizione dal Ministero del Turismo.

*18 GIUGNO 2016 ORE 21.30
Palazzo dei Congressi
CANTICO DEI CANTICI
musiche composte e dirette da Paolo Vivaldi,
primo violino Alberto Mina, secondo violino Miwa Shiozaki , viola Gaia Orsoni
violoncello Nasim Saad, contrabbasso Anita Mazzantini
Maestro collaboratore Alessandro Sartini
voci narranti Massimiliano Franciosa e Claudia Crisafio
Edizioni musicali Flipper Music

La musica è certo l’unica arte che può superare ogni barriera di lingua e di cultura. E la musica corale religiosa in particolare, visto che i maggiori compositori hanno sempre scelto questo meraviglioso “strumento”, che è il coro, per esprimere al meglio la loro passione religiosa, la loro vocazione. La voce umana come strumento perfetto di preghiera musicale, di riflessione sulla forza della Fede, sulla luce e sui misteri della religione. È uno dei testi più lirici e inusuali delle Sacre scritture. Il contenuto di questo libro è fra i più originali e, si direbbe, fra i più inaspettati della Bibbia: parla infatti esclusivamente di amore.

19 GIUGNO 2016 - ORE 11
Piazza del popolo
SALUTO ALLA CITTÀ
Con sbandieratori dei borghi e sestieri fiorentini.

*Per le serate del 17 e 18 giugno Orvietofest ha organizzato in collaborazione con alcuni ristoranti e trattorie convenzionate, nel centro storico della città di Orvieto, la possibilità di degustare una tipica cena medievale che unisce i sapori tipici umbri alla tradizione enogastronomica della cucina medievale.

Ufficio Stampa Orvietofest:
Giulia Taglienti +39.339.8142317
tutte le informazioni relative a ristoranti e hotel convenzionati e sull’ acquisto delle prevendite sul sito ufficiale: www.orvietofest.it

Per informazioni e pacchetti alloggio scarica la guida

PERUGIA 1416. IL RISVEGLIO DI UNA CITTA’ 11/12 GIUGNO 2016


L’11 e 12 giugno Perugia riscopre i suoi fasti medievali, nel seicentesimo anniversario della
Battaglia di Sant’Egidio. Una rievocazione storica rigorosa, che unisce i territori e che vedrà anche il pubblico protagonista

Un viaggio nel tempo, in quel Medioevo di cui si è andati, con attenzione e rigore, a riscoprire storia, usanze, costumi, ricette, giochi. Con Perugia 1416, il risveglio di una città il capoluogo umbro tornerà, come per incanto, a rivivere i fasti di seicento anni fa per due giornate, sabato 11 e domenica 12 giugno in un appuntamento ideato e organizzato dal Comune di Perugia e dall’Associazione Perugia 1416

E i viaggiatori del tempo in questo caso non saranno solo i perugini, ma gli stessi visitatori che potranno passeggiare per il centro storico cittadino indossando costumi di foggia medievale, partecipare ai diversi appuntamenti in programma e magari gustare i piatti della tradizione dell’epoca, riscoperti e riproposti nelle taverne dei rioni e nei ristoranti della città.

PERUGIA 1416. IL RISVEGLIO DI UNA CITTA’
L’11 e 12 giugno Perugia riscopre i suoi fasti medievali, nel seicentesimo anniversario della
Battaglia di Sant’Egidio.
Una rievocazione storica rigorosa, che unisce i territori e che vedrà anche il pubblico protagonista




Nelle due giornate si svolgeranno tradizionali giochi medievali, che vedranno sfidarsi i rappresentanti dei cinque rioni -Porta Sole, Porta Santa Susanna, Porta Sant’Angelo, Porta San Pietro e Porta Eburnea- in un’appassionante gara ad eliminazione, a cui il pubblico assisterà facendo il tifo per il rione prescelto. Piazza Matteotti sarà, così, lo scenario della Mossa alla Torre, una sorta di gioco degli scacchi personificato; la bellissima Piazza di San Francesco al Prato, i Giardini del Frontone e il Parco della Cupa ospiteranno il Tiro del Giavellotto ed, infine, Corso Vannucci e Piazza Italia, il salotto buono della città, saranno lo splendido sfondo della tradizionale Corsa del Drappo.

Ad animare il centro cittadino saranno anche spettacoli di strada con giocolieri, trampolieri, mangiafuoco, ed ancora musica dell’epoca suonata con strumenti originali, danze e spettacoli teatrali all’aperto e nelle più belle sale dei Palazzi storici.

A mettere in piedi il ricco programma di Perugia 1416, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune, le tantissime associazioni di cittadini, che in ognuno dei cinque rioni in cui è suddivisa Perugia, hanno riportato alla luce tradizioni e patrimoni, le associazioni e gli operatori culturali che, ciascuno nella propria arte, hanno ideato appositamente per Perugia 1416, momenti di intrattenimento unici.

Non mancheranno i momenti di approfondimento per i più appassionati, grazie alla proficua collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia, l’Università per Stranieri che ha sede nel capoluogo umbro, l’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci, la Fondazione Ranieri di Sorbello, l'Archivio di Stato, la  Deputazione di Storia Patria, l'Esercito, l'Archivio Storico di San Pietro, il NID e gli Istituti di Scuola Media Superiore della città. Gli appuntamenti che questa ricca “armata culturale” ha organizzato, peraltro, non si esauriscono nelle due giornate dell’11 e 12 giugno, ma –partiti già lo scorso febbraio con conferenze di accompagnamento alla rievocazione- proseguiranno per tutto il 2016 con l’obiettivo di riportare alla luce un patrimonio identitario unico.



Perugia 1416 –sostiene l’Assessore alla Cultura del Comune di Perugia, Maria Teresa Severini- mira a promuovere la città con la grande ricchezza di cui la natura e la storia l’hanno dotata, al contempo favorendo la partecipazione attiva della popolazione cittadina e comprensoriale a un progetto con precise finalità di aggregazione sociale, rivalorizzazione urbana, promozione culturale ed economica”.
***
Perugia 1416 nasce dalla ricorrenza dei seicento anni della battaglia di Sant’Egidio, combattuta il 12 luglio 1416 nelle campagne perugine, ai piedi del piccolo borgo di Sant’Egidio,  con la quale Andrea (detto Braccio) Fortebracci, vittorioso, prese in mano il governo della città. Un Braccio, arguto stratega e pacificatore, nato a Perugia ma più noto come Braccio da Montone, rientrò così in una città alla quale, con lungimiranza, portò pace e nuova energia, rispettandone gli assetti statutari ed apportando valore ed opere ancora oggi segni del suo buon governo.

L’impegno amministrativo di Braccio, primo e ultimo “signore” della città, lascerà entro le mura di Perugia e in gran parte del territorio tracce evidenti, quali, ad esempio, la costruzione delle Logge di Braccio, perché con ogni tempo uno spazio coperto fosse disponibile per il mercato accanto quello che fu il palazzo signorile fra il Duomo e il Vescovato purtroppo distrutto da un antico incendio, il consolidamento della Piazza del Sopramuro, grazie alle Briglie che ancora portano il suo nome, e la bonifica del Trasimeno con opere di ingegneria idraulica tuttora percepibili. Braccio fu capace di circondarsi di un forte consenso popolare, grazie alla sua capacità di dialogare con i cittadini d'ogni ceto e di capire e soddisfare le loro esigenze.

Contatti per la stampa
Tel. 075 5772353/3047
Cristiano Mazzone 347 5594972
Maria Luisa Lucchesi 328 0368578

lunedì 6 giugno 2016

LUDI TUSCOLANI 8-9-10 LUGLIO 2016


A quale delle quattro casate apparterrai? Dopo il successo dello scorso anno, tornano i Ludi Tuscolani. L'evento, che si svolgerà dall' 8 al 10 Luglio 2016 farà rivivere il medioevo attraverso giochi, sfide, musica e danze per adulti e ragazzi di cui tu sarai il vero protagonista. Potrai degustare presso la nostra "taverna" cibi e bevande medievali e vivere con noi un fine settimana immerso nella storia presso il parco di Villa Sciarra a Frascati. Il parco per l'occasione si trasformerà in un villaggio medievale con accampamento militare, banchi didattici e mercato di artigianato.

Le nostre attività mattutine:

Gastronomia, Mercato, Visita del Campo Storico, Workshop* di:

- Falconeria,
- Cavalleria Medievale,
- Calligrafia,
- Scherma Medievale,
- Tiro con l'arco,
- "I Giardini di Camelot" (laboratorio per i bambini).

*Informazioni o prenotazioni scrivere a info@accademiamedioevo.it

Le nostre attività pomeridiane:

Visita del Campo Storico, Grandi Giochi e Tornei, Mercato, Gastronomia, Spettacoli.

L'evento è patrocinato dal Comune di Frascati

PROGRAMMA

VENERDI' 8 luglio

17.00 Apertura dei cancelli, del mercatino e di tutte le attività;
17.00 Apertura campo di Tiro con l'Arco e Qualificazioni Torneo*;
18.30 Inaugurazione con le Istituzioni;
19.00 Rievocazione Battaglia di Prata Porci;
20.00 Serata in Villaggio Medievale con musica dal vivo, cucina, birra artigianale, racconti e danze intorno al fuoco, antiche maestranze, un' immersione nella Storia Viva. INGRESSO LIBERO
23.00 Chiusura dei cancelli e di tutte le attività.

SABATO 9 luglio

10.00 Apertura dei cancelli, del mercatino e di tutte le attività;
10.30/12.30 Workshop di Cavalleria Medievale*
11.00 Apertura campo di Tiro con l'Arco e Qualificazioni Torneo;
11.00/12.30 Workshop di Calligrafia*
17.00 Inizio Ludi Tuscolani;
21.00 Stage di Danze Medievali;
22.00 CONCERTO "ONYDANSE" Suoni e danze fra Medioevo e Tradizione
24.00 Chiusura dei cancelli e di tutte le attività.

DOMENICA 10 luglio

10.00 Apertura dei cancelli, del mercatino e di tutte le attività;
11.00/12.30 workshop di Falconeria*
10.30/12.30 Workshop di Cavalleria Medievale*
11.00/12.30 Laboratorio per bambini "I giardini di Camelot"*
18.00 Esibizione Equestre e Falconeria;
19.30 Finale del Torneo di Tiro con l'Arco;
21.30 Finale Ludi Tuscolani;
23.00 Chiusura della manifestazione.

* ATTIVITA' CON CONTRIBUTO
ATTIVITA' IN PROGRAMMA PER TUTTI, GRANDI E PICCINI
MERCATINO DI ARTIGIANATO

Un vasto insieme di mastri artigiani dal medioevo ad oggi per mantenere vivo il valore del saper fare.

"LA BATTAGLIA DI PRATAPORCI" (venerdi ore 19.00)

Una breve rievocazione della storica battaglia che vide Tusculum battere Roma nel 1167.

"UNA SERA DA MEDIEVALE" (venerdi dalle 20.00 in poi)

Una magica serata in Villaggio Medievale con musica dal vivo, cucina, birra artigianale, racconti e danze intorno al fuoco, antiche maestranze, un' immersione nella Storia Viva.

"WORKSHOP CAVALLERIA MEDIEVALE" (dalle 10.30 alle 12.00):

Cenni Teorici sulla Cavalleria Medievale, armi e armamenti. Pratica di Base di Armeggio con la Spada a terra e a Cavallo. E' preferibile la prenotazione il Venerdì al punto info dell'evento.

"WORKSHOP FALCONERIA" (domenica dalle 10.30 alle 12.30):
I partecipanti potranno immergersi in questo mondo, avvicinarsi ai rapaci e provarsi nei panni di un vero falconiere. Sarà possibile con l'occasione effettuare il battesimo del guanto. E' preferibile la prenotazione il Venerdì al punto info.

"WORKSHOP CALLIGRAFIA" (dalle 10.30 alle 12.30):
Apprendere la meravigliosa arte della Calligrafia con caratteri gotici ed onciali. Un'esperienza che vi immergerà in un tempo fuori dall'ordinario.

"I GIARDINI DI CAMELOT" ( domenica dalle 11.00 alle 12.30):
laboratorio creativo per i più piccoli nel quale sarà possibile allestire un piccolo giardino medievale corredato da una torre e da semi da curare.

"IL BATTESIMO DEL PUGNO" ( sabato pomeriggio e domenica mattina)

Incontrare da vicino i rapaci e provare l'ebbrezza di tenerne uno sul pugno

"IL BATTESIMO DELLA SELLA" (domenica mattina)

Un'occasione per grandi e piccini per provare l'emozione di montare a cavallo

"LUDI TUSCOLANI" (dalle 17.00 alle 21.00):
Per tutti gli adulti, solo dopo essersi iscritti, potranno partecipare ai Grandi Giochi organizzati, tra cui il lancio del tronco, il ponte, il labirinto... sfide cavalleresche, prove di destrezza, agilità e forza. Una delle quattro casate vi aspetta per portare in gloria il proprio vessillo. INGRESSO GRATUITO

"TORNEO DI TIRO CON L'ARCO" (dalle 15.30 alle 19.00):
Per tutti i partecipanti è possibile iscriversi e partecipare al Torneo di Tiro con l'Arco. Le qualificazioni avverranno tutti i giorni negli orari di apertura del campo di tiro con l'arco. I qualificati sosterranno la finale Domenica alle ore 19.30. ATTIVITA' A PAGAMENTO

CONCERTO "ONYDANSE" (Sabato ore 21.00/23.30)

Danze in cerchio e d'ensemble, con una predilezione per quelli dell'area bretone, dallo spiccato carattere medievale, quali an-dro, hanter-dro, kost ‘ar choat, gavotte, oltre a chapelloise, bourrée, circoli circassiani, accompagnati dal suono di cornamuse, violino, organetto, ghironda, bombarde. Lo spettacolo sarà abbinato a uno stage per imparare i passi-base di alcune danze in programma.

STAND GASTRONOMICO E BIRRE ARTIGIANALI

Sara possibile gustare pranzi e cene dal sapore medievale presso i nostri Stand, un'occasione per restare con noi e dare un contributo a sostegno dell'organizzazione dell'intero evento.

lunedì 2 maggio 2016

ABBADIA SAN SALVATORE: IL MEDIOEVO TORNA A RISPLENDERE


Ad Abbadia San Salvatore (Siena) il medioevo torna a risplendere grazie ai suoi cittadini che per tre giorni smettono gli abiti contemporanei e tornano a vestire quelli dei loro avi dando vita a una delle più imponenti rievocazioni storiche italiane. Nel secondo fine settimana di luglio la città del Monte Amiata riscopre le sue origini di “Castrum” medievale e mette in scena una festa in costume, unica nel suo genere, che offre un singolare spaccato della vita di quel tempo.

Nel cuore del caratteristico borgo, rivivono i terzieri, mentre le piazze e le strade si trasformano in un palcoscenico naturale capace di accogliere taverne, botteghe di arti e mestieri e mercatini. Per le vie si muovono musicanti e danzatori, cantori e giocolieri mentre nel vicino accampamento militare si susseguono sfide e duelli. Qui per tre giorni e tre notti si prepara l’Offerta dei Censi recuperando una “pratica” spesso descritta nella ricca documentazione del secolo XIII, relativa ad Abbadia San Salvatore.

Le carte parlano infatti dei “censi in natura” (ovvero prodotti locali) che venivano offerti al Monastero di San Salvatore dagli abitanti a sancire lo stretto rapporto tra la comunità del borgo e l’imponente struttura monastica, ancora oggi una delle meraviglie che Abbadia offre al visitatore. Ed è proprio in memoria di questo antico legame che nasce una grande festa in costume, momento in cui la comunità badenga riscopre la sua antichissima storia con una celebrazione collettiva.



La rievocazione medievale prenderà il via venerdì 8 luglio quando i figuranti in costume sfileranno dal cuore del paese al monastero per richiedere la concessione da parte dell'abate dello svolgimento del mercato sabbatico. Quindi, inizieranno i "Giochi dei Terzieri" con la gara di tiro con l'arco. I giochi proseguiranno anche sabato 9 luglio, una giornata caratterizzata da spettacoli, mercati e antichi mestieri perduti nella memoria.

La festa raggiungerà poi il suo momento cruciale domenica 10 luglio quando i figuranti daranno vita all’Offerta dei Censi. Già dalla mattina, un corteo di fabbri, falegnami, tessitrici, lanaioli, abitanti del villaggio, guidato dal podestà, dai priori, dal camerlengo e dai membri dei terzieri, percorrerà un tratto della Via Francigena in onore della sua riscoperta e dell’inaugurazione della variante ufficiale del percorso che attraversa Abbadia San Salvatore. 

Nel pomeriggio, il corteo si snoderà per le vie del centro storico fino a raggiungere l’Abbazia, dove verrà accolto dai rappresentanti ecclesiastici. Qui si svolgerà la “Gara delle portantine” che concluderà i Giochi dei Terzieri e decreterà il terziere vincitore. La festa poi proseguirà con banchetti e musica fino a tarda notte.

Come ogni anno, la festa medievale avrà un gustoso prologo: da lunedì 4 a giovedì 7 luglio ogni sera dopo cena ci saranno le prove dei gruppi delle ballerine, dei musici, dei cavalieri, degli arcieri e gli ultimi allenamenti dei partecipanti ai giochi dei terzieri.

Per maggiori informazioni: tel/fax: 0577778324/0577775221

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