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venerdì 26 febbraio 2016

PAGANESIMO E CRISTIANESIMO: COMPRESENZE E SOVRAPPOSIZIONI


La sovrapposizione dei culti in età tardoantioca è dovuta anche, in prima istanza, alle poche pretese da parte della leadership ecclesiastica, riguardo la profondità della fede verso il culto, e dall'accettazione di pratiche non ortodosse, più vicine alle ritualità pagane. Tutto questo creava confusione sia sul piano pratico, sia sul piano della mentalità religiosa, infatti, a tale riguardo, si parla di acculturazione (cioè di scambio culturale) e non di indottrinamento vero e proprio. 

Inoltre, si creano, proprio per questo, due tipi di approcci narrativi, funzionali alla diffusione della religione cristiana: l'agiografia, diretta a chi ancora seguiva i culti pagani, e la pastorale, rivolta a chi, già convertito, resta ancora aggrappato ai vecchi riti, soprattutto in ambito rurale. Ovviamente, dato l'analfabetismo che caratterizzava i ceti più bassi, la tradizione è prettamente orale, ma questo non deve trarre in inganno, in quanto ciò non determina una minore accuratezza del  messaggio comunicato.

La lingua usata non è casuale: per rivolgersi alle masse contadine si usa il sermo rusticus, con il quale si raffigurano scene di grande impressione, ma si usano anche metodi di coinvolgimento emotivo, come particolari rappresentazione, quali, ad esempio, il culto di reliquie e immagini sacre, l'invito al pellegrinaggio, e la narrazione di storie edificanti e di vite di santi ed eremiti. 

Importante, per creare un coinvolgimento emotivo forte, è l'uso delle processioni: come ci dice Marie-Noel Colette, nel medioevo occidentale, queste hanno vari caratteri (penitenziale, lustrale, festivo), e rispondono a momenti straordinari (avvenimenti particolari) o ordinari, come le stazioni dei vespri, quotidiane, le processioni penitenziali del mercoledì e del venerdì, o le processioni ai fonti battesimali nelle veglie pasquali, ognuna con un proprio repertorio musicale, ad aumentare il coinvolgimento emotivo dei fedeli.

Questo esempio della processione è, quindi, in ultima analisi esplicativo della compresenza, in una lunga fase iniziale, dei due culti religiosi, se si pensa, ad esempio, che, molto spesso, i luoghi considerati come caratterizzati da potere divino in età pagana (alberi, sorgenti, pietre), in fase tardoantica, vengono ripresi dalla ritualità cristiana e assorbiti al nuovo culto.

Articolo di Valentina D'Innocenzi. Tutti i diritti riservati.

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