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mercoledì 27 gennaio 2016

COSA SIGNIFICA IL DETTO "METTERSI NELLE MANI DI QUALCUNO"?


Il modo di dire "Mettersi nelle mani di qualcuno" deriva dal Medioevo e indica il giuramento di fedeltà del vassallo al signore, cerimonia nata durante l'epopea carolingia infatti, con la "immixtio manuum" (immissione delle mani"), il vassallo metteva le sue mani in quelle del feudatario legandosi tra di loro. 

Il sistema feudale non è da considerarsi come una forma di potere piramidale, ma era una condivisione di prerogative stabilite secondo un patto stretto e sacro da un padrone e un vassallo.

Durante la luminosa epoca di Carlo Magno, le guerre rappresentavano il mezzo attraverso cui era possibile conquistare grandi appezzamenti di terra: la divisione che ne nasceva portò alla necessità, per il sovrano, di avere tanti altri governatori "minori" che amministrassero le rendite in cambio di concessioni e benefici

La parola omaggio deriva dal latino "homagium" (parola composta da homo e agere) che sta proprio a significare come il nobile si lasciava guidare dal proprio padrone. Abbiamo detto nobile, infatti solo una persona di alta elevazione sociale poteva prestare omaggio sancito durante la cerimonia che doveva avvenire in maniera solenne sotto giuramento di combattere per il proprio padrone.

L'omaggio si pronunciava mettendo una mano sui Vangeli o sulle reliquie dei santi più importanti; successivamente il vassallo baciava (osculum) il feudatario sulla bocca diventando "uomo di bocca e di mani". La cerimonia dell'omaggio cambia anche il modo di approcciarsi alla preghiera, non più con le braccia aperte e mani rivolte verso il cielo ma a mani unite.

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