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mercoledì 7 gennaio 2015

LE QUATTRO DEFENESTRAZIONI DI PRAGA

Defenestrare significa gettare dalla finestra e si usa in vari ambiti della vita di tutti i giorni anche quando ci si riferisce all'estromissione di un determinato individuo da una carica ad esempio. A Praga non vanno per il sottile ed era solito gettare dalla finestra i propri avversari politici. In questo articoli parleremo brevemente delle quattro defenestrazioni con la prima nel 1419 e l'ultima nel 1948...

La Defenestrazione del 1419



Iniziamo con la prima protesta che risale al 1419. Ci troviamo come detto a Praga e siamo al 30 luglio quando una folla di radicali cechi hussiti uccise sette membri del consiglio cittadino a loro avverso iniziando di conseguenza una "guerra hussita" che terminerà solamente nel 1436. Il prete hussita Jan Zelivsky organizzò una processione dei suoi fedeli nelle strade cittadine fino ad arrivare al palazzo del Municipio della Città Nuova. Questo era un segno di protesta dato il rifiuto delle autorità comunali di accettare uno scambio di prigionieri che mirava a liberare alcuni prigionieri hussiti rinchiusi nelle carceri. La processione era figlia di un malcontento imperante causato dall'ineguaglianza tra le posizioni nobiliari e la chiesa unitamente ad un fervente nazionalismo che, guidato proprio da Zelivsky, si scagliò pesantemente contro la Chiesa Cattolica e la sua corruzione. Fu durante questa processione che avvenne l'irreparabile: una pietra lanciata da una finestra colpì in pieno Zelivsky: questo gesto iniziò un furente attacco della folla che, guidata da Jan Toznowsky famoso e leggendario condottiero, entrò nel palazzo prendendo come prigionieri il borgomastro, un giudici e alcuni membri del consiglio gettandole da una finestra per essere linciate dalla folla. Secondo alcuni studiosi, il re Venceslao IV morì di ictus dopo aver appreso del fatto drammatico...

La Defenestrazione del 1483


Quella che passò alla storia come seconda defenestrazione di Praga avvenne il 24 settembre dell'anno 1483 e fu figlia delle tensioni tra ussiti conservatori e radicali. Nonostante la vittoria cattolica nelle guerre hussite, le tensioni tra le fazioni erano sempre molto alte. Il periodo di anarchia terminò con l'elezione di Giorgio di Podebrady a re di Boemia e, dopo la morte di quest'ultimo, all'elezione del cattolico Ladislao VII che permise ai cattolici di riacquistare il potere cercando di cacciare da Praga i propri rivali i quali, avvertiti da alcune "sentinelle", entrarono il 24 settembre del 1483 nei municipi della Città Vecchia e della Città Nuova dove uccisero il borgomastro per poi defenestrarlo insieme ad altri membri del consiglio cittadino.


La Defenestrazione del 1618

Quella del 1618 è, forse, la defenestrazione più importante: avvenne il 23 maggio dell'anno 1618 e portò alla Guerra dei Trent'anni. Fin dall'anno 1526 il Regno di Boemia era governato dagli Asburgo che non imposero il principio del "cuius regio eius religio" (cioè i sudditi seguano la religione del proprio governante) ad una popolazione decisamente protestante. Rodolfo II, data l'aggravarsi della sua malattia mentale, stava per essere sostituito da Mattia, suo fratello minore e promulgò la Lettera di maestà con l'intento di garantire la libertà di culto con la possibilità di costruire chiese e scuole confessionali. Nel 1612 Rodolfo morì, Mattia prese il suo posto e nell'anno 1617 elesse Ferdinando II re di Boemia, suo cugino famoso per essere un fiero sostenitore della Controriforma Cattolica e quindi poco disposto a scendere a patti con la maggioranza protestante. La goccia che fece traboccare il proverbiale vaso, fu quando lo stesso imperatore impedì la costruzione di cappelle protestanti su terreni di proprietà della chiesa. La situazione sfuggì purtroppo di mano e al castello di Hradcany il 23 maggio del 1618 alcuni aristocratici, sotto il comando di Enrico Matteo di Thun, catturarono due governatori imperiali lanciandoli fuori dalla finestra (Martiniz e Slavata) unitamente ad un segretario (Fabricius che fu nominato nobile dall'imperatore con il titolo caduto dall'alto, von Honefall).  Non ci furono vittime e questo non fece altro che aizzare la rivolta cattolica che riteneva l'incolumità dei tre membri imperiali dovuta alla mano di Dio. A seguito della defenestrazione avvenne una rivolta boema i cui ribelli eleggere re Federico V del Palatinato invocando l'aiuto dell'Unione Evangelica. Le forze imperiali invasero i territori ribelli vincendo con facilità nella battaglia della Montagna Bianca. 

La Defenestrazione del 1948

L'ultima defenestrazione di praga ci porta al periodo subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. La vittima fu Jan Masaryk ministro degli esteri cecoslovacco morto il 10 marzo del 1948. Egli fu trovato morto sotto la finestra corrispondente ad un bano del Palazzo Cernin, sede del ministero degli esteri a Praga. Masaryk era l'unico ministro socialista in un governo dominato dai comunisti costituito solamente un mese prima. Il caso fu archiviato come suicidio ma ancora oggi non ci sono prove nè di un suicidio nè di un omicidio

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