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La Grande Storia dei Cavalieri Templari

Creati per difendere la Terrasanta a seguito della Prima Crociata i Cavalieri Templari destano ancora molto interesse: scopriamo insieme chi erano e come vivevano i Cavalieri del Tempio

La Grande Leggenda dei Cavalieri della Tavola Rotonda

I personaggi e i fatti più importanti del ciclo arturiano e della Tavola Rotonda

Le Leggende Medioevali

Personaggi, luoghi e fatti che hanno contribuito a conferire al Medioevo un alone di mistero che lo rende ancora più affascinante ed amato. Dal Ponte del Diavolo ai Cavalieri della Tavola Rotonda passando per Durlindana, la leggendaria spada di Orlando e i misteriosi draghi...

mercoledì 13 giugno 2012

PIAZZA BORGO: RITORNO AL MEDIOEVO A PIACENZA

Fervono i preparativi per una manifestazione che occuperà Piazza Borgo a Piacenza la sera del 29 giugno. Si tratta della seconda edizione del "Medioevo in Piazza Borgo", rievocazione storica con cena servita ai tavoli dove i commensali, oltre a gustare un menu veramente invitante, saranno allietati da giullari, artigiani in costume, musici, armati. Quella scorsa è stata un'edizione di grande successo con poco meno di 250 partecipanti e gli organizzatori contano di ripetere il fortunato esordio. Il ricavato, al netto delle spese, verrà devoluto ai terremotati emiliani, cosa che ci sembra magari poco originale ma dovuta. I biglietti per la cena sono già in prevendita e per ogni informazione al riguardo il n° di cell è 335 6372831.    

Fonte: Piacenzasera.it

"INFERNO E PARADISO": WEEKEND DI FESTE MEDIEVALI A MONTERIGGIONI

Duellanti, cavalieri, tamburini, acrobati e cantastorie in cento spettacoli per rivivere lo spirito del Medioevo. A Monteriggioni, in provincia di Siena, torna la festa che riporta indietro nel tempo: nei primi due weekend di luglio (dal 6 all'8 e dal 13 al 15) musica, teatro, danza e antichi sapori invaderanno il piccolo borgo toscano all'insegna del tema "Inferno e Paradiso", lo scontro tra il bene il male, angeli e demoni, luce e ombra. Il programma, selezionato dal direttore artistico Gabriele Tozzi di Jobel Teatro, ha l'obiettivo di ricreare l'atmosfera e l'ambientazione di un villaggio medievale con le sue guarnigioni militari, gli artigiani, i nobili e i popolani. Ogni giorno la Festa Medioevale iniziera' alle 17 per concludersi a mezzanotte, offrendo anche ai turisti la possibilita' di gustare i sapori del passato. I ristoranti proporranno, a prezzi abbordabili, i sapori e gli odori del Medioevo anche a tavola. Ci saranno banchetti d'epoca e taverne all'aperto, dove vino speziato e antiche ricette: da focacce a zuppe, da cacciagione a salumi e formaggi, il tutto innaffiato dal Chianti locale. Per l'occasione, inoltre, all'interno delle mura del Castello, sara' allestito un mercato con prodotti dell'artigianato locale, gestito da espositori provenienti da tutta la Toscana che per l'occasione indossano cotte di maglia, elmi, guanti e spadoni. Dentro il borgo, come ogni anno, circolera' solo l'antica moneta, coniata appositamente in tre tagli, per permettere al pubblico di cambiare la valuta corrente da usare per le spese per bevande, ristoro e souvenir. La Festa Medievale avra' anche una sezione specifica dedicata ai bambini con laboratori didattici e giochi, spettacoli teatrali itineranti e angoli di giocoleria. Non mancheranno anche gli spettacoli delle marionette e la rievocazione di combattimenti in chiave teatrale, portati in scena da compagnie provenienti da tutta Italia ed anche dall'Europa, per un viaggio nel tempo tra sogno e fantasia, musiche e racconti.

Fonte: Adnkronos.it

martedì 12 giugno 2012

VEGLIE FRANCIGENE - V EDIZIONE


La “riscoperta di un cammino nel suo senso più ampio”, dedicato “non solo ai pellegrini” ma voluto e costruito per tutti, “famiglie, bambini, turisti che soggiornano per un più lungo periodo”. Il consigliere Pier Paolo Tognocchi, che rappresenta la Toscana nell’Associazione Europea Vie Francigene, ha illustrato il programma 2012 delle Veglie Francigene, la quinta edizione del “progetto che la Regione sta portando avanti e che raccoglie sempre più consensi”. Nel corso della conferenza stampa di presentazione della rassegna, nella Sala Montanelli di Palazzo Panciatichi, Tognocchi ha ricordato “L’obiettivo che ci siamo dati oltre a quello di aprire tutti i tratti della Francigena entro il 2014: spostare flussi turistici dai centri più visitati verso una Toscana minore che poi minore non è visto che è attraversata proprio da questo itinerario della storia”. L’edizione delle Veglie Francigene 2012 è un momento importante della nuova edizione del Festival Europeo ‘Via Francigena Collective Project’, ampio cartellone di iniziative dal 1 giugno al 30 settembre 2012 promosse dall’Associazione Europea Vie Francigene e dall’Associazione Civita nei vari paesi europei attraversati dal percorso francigeno. Le Veglie Francigene nascono da un progetto della Toscana come “opportunità per i piccoli borghi” e per attrarre un “turismo attento e di qualità che sa diventare motore di sviluppo sostenibile” ha spiegato Sabrina Busato presidente Feisct (Federazione europea itinerari storici culturali turistici). Il ricchissimo cartellone di iniziative, circa settanta, che coinvolge anche regioni limitrofe, si sviluppa attraverso spettacoli, rievocazioni, degustazioni accompagnati da approfondimenti culturali con il “doppio obiettivo di far muovere un turista che cerca l’emozione e di far conoscere meglio ai toscani gli itinerari storici e il proprio passato”. “La veglia – ha concluso Busato - è quindi un forte momento di spettacolarità che ha la funzione di far conoscere il Medioevo e cosa significa essere pellegrino oggi”. La via maestra percorsa in passato da migliaia di pellegrini in viaggio da Canterbury per Roma porta ancora in sé quell’aspetto devozionale che aveva in passato. Il pellegrinaggio ai luoghi santi della religione cristiana è ancora molto partecipato ma il “rafforzato interesse delle associazioni locali – ha aggiunto Tognocchi – che spesso hanno riconvertito le proprie iniziative e i propri scopi, ha creato un movimento e una credibilità al progetto che punta anche a mettere in rete iniziative culturali, musicali, storiche dedicate a famiglie, bambini, semplici turisti”.

Articolo di Federica Cioni per Parlamento Toscana

FORTIFICAZIONI DEL MEDIOEVO: PER PROTEGGERE, PER DOMINARE, PER ESIBIRE

Propedeutica alla nuova mostra del Borgo Medievale dal titolo “Ricetti del Piemonte. I castelli del popolo”, viene proposta mercoledì 13 giugno alle ore 17.30 nella Sala baronale della Rocca una conferenza dedicata alle fortificazioni del Medioevo a cura di Giuseppe Sergi, professore di Storia Medievale presso l’Università degli Studi di Torino e Presidente del C.R.I.S.M. (Centro di Ricerca sulle Istituzioni e Società Medievali).
Il Borgo Medievale di Torino è un’antologia di un gran numero di modelli (di fortificazioni, di edifici abitativi, di chiese e ospizi) attinenti a una vasta zona del Piemonte centro-occidentale del basso medioevo.  Questa antologia ha prodotto un ibrido che, soprattutto nella somma fra Rocca e Borgo vero e proprio, suggerisce una forma insediativa che non ha, in sostanza, un corrispettivo reale nei diversi secoli del medioevo, perché tiene insieme sia il modello tardomedievale del castello residenziale, sia quello del castrum in cui si svolgono varie attività della vita quotidiana. Il castrum altomedievale era molto diverso, consisteva in villaggi fortificati oppure in recinti (murari o lignei), in cui si svolgeva vita sociale, all’occorrenza si potevano rifugiare gli abitanti delle campagne circostanti, vi si concentravano bestiame e derrate agricole. L’evoluzione successiva moltiplica le tipologie costruttive: ai villaggi fortificati si affiancano i primi castelli residenziali di famiglia e, via via che questi si affermano, la vecchia ispirazione di rifugio si applica al nuovo ‘tipo’, i ricetti, che rispondono alle esigenze della difesa dell’abitare e del produrre nel mondo contadino. Alla fine del medioevo abbiamo il castello di famiglia  - sempre più arricchito di valori simbolici e di prestigio  - , il ricetto e le prime fortezze, di uso esclusivamente bellico, la cui dimensione e la cui robustezza sono adatte alle nuove forme di combattimento, agli assedi e alle armi da fuoco. Dal Borgo Medievale non bisogna dedurre immagini del passato caratterizzate da quell’ibrido e dalla concentrazione di varie funzioni in uno spazio ridotto; e tuttavia i singoli elementi si prestano a letture separate che consentono di acquisire informazioni sulla quotidianità della vita di mille anni fa.

Borgo Medievale
Viale Virgilio 107 - Torino

La conferenza, ad ingresso libero, si tiene presso le sale della Rocca
INFO: 011 4431701

lunedì 11 giugno 2012

MONTALBANO ELICONA

Anche se le prime notizie storiche sul posto risalgono al XII secolo, le origini di Montalbano Elicona sono ben più antiche, come testimonia il suo nome. Elicona, infatti, deriva dal greco Helikon (tortuoso), nome che diedero i coloni greci al posto, ricordando il monte greco delle muse. Montalbano, invece, deriverebbe dal latino mons (monte) e albus (bianco), l’antico nome del monte sul quale sorge, anche se altri ritengono derivi dall’arabo al bana (luogo eccellente). Nel 1232 la cittadina fu teatro di una rivolta nei confronti di Federico II di Svevia, nella quale gli abitanti si schierarono dalla parte di Papa Gregorio IX. Dalla fine del XIV secolo divenne feudo della famiglia Lancia di Malvagna, per passare poi ai Romano Calonna di Cesarò ed ai Bonanno di Canicattini.Restaurato e fortificato da Federico II d’Aragona agli inizi del XIV secolo, il castello di Montalbano sorge sui resti di fortificazioni bizantine e arabe. E’ perfettamente conservato ed ospita spesso convegni e mostre. Immerse nel verde che circonda Montalbano sono presenti delle aree che nascondono diversi blocchi granitici, collocati in tempi remoti tra gli elementi naturali, per calcolare i movimenti astronomici. 

MEGALITI DELL'ARGIMUSCO

Un misterioso viaggio nel tempo… L’Argimusco è un altopiano situato poco a nord dell’Etna, al confine tra i Nebrodi e i Peloritani. In questa zona sorgono numerosi megaliti, antichi menhir, dolmen e maestose formazioni rocciose frutto dell’opera di popolazioni preistoriche e dell’azione del vento. Tra i megaliti più affascinanti si riconoscono l’aquila, la Dea, i simboli della fertilità…Il sito megalitico dell’ Argimusco – dal greco "argimoschion" "altopiano delle grandi propaggini" – si estende su un vasto pianoro posto a 1200 metri sul mare in un’area a nord dell’Etna, al confine tra i monti Nebrodi e i Peloritani, nei pressi di Montalbano Elicona (Me), un grazioso paesino medievale in provincia di Messina e a poche centinaia di metri dal Bosco di Malabotta, oggi Riserva Naturale Orientata. Il panorama che si gode una volta raggiunta l'area è stupefacente: a Nord lo sguardo, dopo essere planato su verdi distese di campi degradanti verso il mar Tirreno, raggiunge le Isole Eolie. A Sud, oltre la valle dell’Alcantara, è la maestosa mole del vulcano Etna (per i siciliani "A muntagna ") a fare da scena ai menhir, alle sagome e ai volti di pietra che si ergono su questo pianoro inconsuetamente verdeggiante di felci anche in piena estate. Ad Ovest è possibile scorgere distintamente Capo Calavà sulla costa nei pressi di Gioiosa Marea, più in fondo Cefalù. Ad Est il Capo di Milazzo, che precede l'approssimarsi dello Stretto di Messina e più a Sud-Est l’inconfondibile Rocca di Novara di Sicilia. Questo dell'Argimusco è probabilmente l'unico esempio di sito megalitico in Sicilia (in altre aree si rinvengono costruzioni analoghe ai cubburi, necropoli, ma mai realtà paragonabili a queste). Qui in epoche remote sarebbe stata localizzata una di quelle rare aree adibite alla celebrazione di riti primordiali o all'osservazione degli astri e dei cicli delle stagioni. Sembra che già nel periodo preistorico ci fosse la presenza umana all’Argimusco; probabilmente fu abitato dai “Giganti”, prima popolazione della Sicilia, uomini robusti ed altissimi che praticavano la pastorizia e che preferivano abitare su delle alture per paura del diluvio vissuto anni prima dai loro avi.

I MEGALITI

L’ordine che segue è quello che corrisponde all’itinerario tracciato nell’altipiano, ma la loro posizione assume un significato particolare a seconda se la si consideri rispetto ai punti cardinali (con un’origine posta al centro ideale del complesso megalitico) o rispetto al massiccio considerato principale e cioè quello dell’Orante/Osservatorio Luni-solare. Le rocche dell’Argimusco sono frutto dell’opera umana o dell’azione dell’erosione eolica? Probabilmente di entrambe. Purtroppo gli studi condotti finora sull’area forniscono solo risposte approssimative, ma certamente affascinanti e nuove e approfondite indagini sarebbero davvero decisive per assegnare a questo luogo magico la sua giusta collocazione storico-sociale e ambientale.
Di seguito un elenco indicativo (non esaustivo), secondo l’ordine di disposizione lungo il sentiero che rende attualmente fruibile l’area: I Menhir Maschile e Femminile (dal bretone Men = Pietra e Hir = Lungo) ben visibili da due diverse prospettive (quello femminile va osservato preferibilmente da valle), simboli di fertilità e di nascita. il varco creato fra i due monoliti consente di osservare il sorgere del sole. Il Mammut (caratteristica anche per la crescita di bellissimi esemplari di Agrifoglio tra i suoi anfratti). Il volto. Ci sono molte rocce che possono ricondurre a profili umani, ma alcuni sono più espressivi di altri: I’Aquila, inequivocabile figura che nelle antiche tradizioni scorta le anime dei defunti alla loro dimora eterna. Non a caso il becco punta in direzione di un necropoli. Il Santuario – Pluviometro, una rocca caratterizzata da incisioni parallele utilizzate per la raccolta dell’acqua che veniva convogliata in delle vaschette, a scopo di misurazione ma anche per le cerimonie legate alla pioggia. L’Orante, detta anche la Dea Neolitica (oggi, in linea con la nostra cultura cristiana: la Madonna), uno splendido profilo di donna in atteggiamento di preghiera, perfettamente delineata nei dettagli. L’aureola, il velo, il volto, le mani giunte, l’abito lungo. Questa figura mistica attira l’osservatore, ma più quest’ultimo si avvicina a lei più le sue sembianze svaniscono. L’Osservatorio luni-solare (posto sullo stesso megalite dell’orante), un vero e proprio sestante perfettamente riconoscibile e funzionante, affiancato a una vasca per la raccolta dell’acqua. La Grande Rupe, un maestoso megalite con un gigantesco volto, allineato all’orante con cui crea un varco da cui è possibile osservare il tramonto (che esalta il profilo della dea). Il Tetraedro (posto materialmente prima dei complessi Orante-Osservatorio-Grande Rupe, ma visibile solo dopo essere giunti al centro del pianoro), una sorta di freccia o ago della bussola che punta a nord e chiaramente posizionato dall’uomo. Senza uno specifico significato mistico/religioso, sono i “Parti della Roccia”, considerati semplicemente delle forme di erosione che, lasciando intatti i nuclei interni della roccia, hanno dato risultati insoliti. Si presentano come sfere quasi perfette (o porzioni di sfere) che sbucano dalla roccia.

Si ringraziano per le splendide informazioni il blog http://matrimoniomedievale.blogspot.it
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FRA MEDIOEVO E FANTASY

Val di Magra - Val di Vara - Due giorni tra dame, cavalieri, fate, folletti e… alberi parlanti, in un susseguirsi di performance e intrattenimento. Torna Mikaurìa, la Festa Medievale e Fantasy che tornerà il 16 e 17 giugno prossimo a colorare il suggestivo centro storico di Nicola di Ortonovo. L'inaugurazione si terrà sabato 16 alle 18 con l'apertura dei mercati nei tre borghi del Sole, della Luna e della Stella. Sarà inoltre possibile assistere, fino alle 20.30, alla dimostrazione degli antichi mestieri, riproposti da artigiani in vesti medioevali. Due punti ristoro, con prodotti anche bio e a km zero, accoglieranno i visitatori all'entrata del paese e nella piazzetta dell'Acacia. Sarà possibile raggiungere il centro storico con due bus navetta da 24 posti ciascuno, che si alterneranno nel servizio in partenza dal bivio di San Rocco, al costo complessivo di un euro. La manifestazione è organizzata dall'Associazione Culturale Le Ragazze del Borgo con il patrocinio del Comune di Ortonovo e la collaborazione dell'Assessorato alla Cultura.

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