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La Grande Storia dei Cavalieri Templari

Creati per difendere la Terrasanta a seguito della Prima Crociata i Cavalieri Templari destano ancora molto interesse: scopriamo insieme chi erano e come vivevano i Cavalieri del Tempio

La Grande Leggenda dei Cavalieri della Tavola Rotonda

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Le Leggende Medioevali

Personaggi, luoghi e fatti che hanno contribuito a conferire al Medioevo un alone di mistero che lo rende ancora più affascinante ed amato. Dal Ponte del Diavolo ai Cavalieri della Tavola Rotonda passando per Durlindana, la leggendaria spada di Orlando e i misteriosi draghi...

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martedì 16 aprile 2019

INCENDIO A NOTRE DAME, CADE L'ULTIMO BALUARDO DEI VECCHI VALORI CRISTIANI

Risultati immagini per notre dame

Parlare stasera di Notre Dame è facile; altrettanto facile sarebbe cadere nel retorico riempiendo i social media e i giornali di frasi fatte adatte ad ogni occasione. Tuttavia è inutile raccontare ciò che è accaduto a Parigi nel tardo pomeriggio del 15 aprile senza spiegare il perché l'incendio di Notre Dame ha creato uno spartiacque tra il passato e il futuro. Non ci si può esimere dal rimanere sconvolti dagli accadimenti, tra l'alto è insito nella natura umana rispondere con una carica emotiva molto forte a un qualcosa che destabilizza un vecchio equilibrio, così fu per le Torri Gemelle in un'epoca in cui non c'erano i social, in cui internet non era così preponderante, in cui le uniche possibilità di farsi un'idea sui fatti era comprare il giornale o vedere un notiziario. 

Siamo pietrificati nel vedere il simbolo della Cristianità occidentale e ultimo baluardo degli antichi valori crollare come fosse una costruzione di cartapesta. Nonostante buona parte della struttura sia stata salvata, non prendiamoci in giro, Notre Dame, Parigi, l'Europa e il mondo non saranno mai più gli stessi. Notre Dame non era sono una Cattedrale, era, ed è, un simbolo di grandi cambiamenti avvenuti in Europa negli ultimi sei secoli, cambiamenti che hanno toccato tutti gli aspetti della società francese e non solo. E pensare che durante la Rivoluzione Francese si era pensato di distruggerla salvo poi trasformarla nella cattedrale della Dea Ragione; proprio qui Napoleone si cinse la testa con la Corona da Imperatore con la celeberrima frase "Dio me l'ha data, guai a chi me la tocca"; qui Enrico IV di Navarra si convertì esclamando "Parigi val bene una messa"; qui riposano la Corona di Spine di Gesù e il mantello di Luigi IX il Santo; qui perì l'ultimo Gran Maestro dei Templari il 18 marzo 1314 dopo un processo farsa per ordine di Filippo il Bello (che di Luigi IX era un diretto discendente). Come è possibile vedere sono stati menzionati solamente alcuni dei grandi avvenimenti storici che, in un senso o nell'altro, hanno letteralmente cambiato il mondo, proprio per questo abbiamo parlato di spartiacque tra passato e futuro.

In questa serata così emotivamente complicata torna in mente il meraviglioso personaggio di Victor Hugo, Quasimodo, che a Notre Dame ci viveva nascosto dagli occhi non sempre benevoli del popolo: chissà se quelle campane che lui suonava con vigore e sincero amore torneranno a scandire la vita dei francesi e del popolo di tutto il mondo, chissà se Notre Dame tornerà ad essere il simbolo dell'unione tra i popoli e le culture. Noi ci auguriamo che questo mirabile esempio di arte gotica possa, in futuro, tornare a splendere e continuare ad essere quel baluardo di valori e di cultura di cui stasera siamo tutti orfani.

Emiliano Amici




venerdì 24 marzo 2017

EVENTO STORICO A NOTRE DAME: I TEMPLARI NELLA CATTEDRALE!

Il 18 marzo del 2017, la Cattedrale di Notre Dame è stato teatro di un evento di importanza enorme dal punto di vista storico: per la prima volta dai tempi di Napoleone un gruppo neo templare ha ottenuto l'opportunità di entrare in processione in cattedrale per onorare con la celebrazione della Santa Messa il Gran Maestro Jacques De Molay e Geoffrey de Charnay arsi sul rogo proprio nella piazza antistante la cattedrale il 18 marzo del 1307 sancendo la fine dell'Ordine dei Templari.

Gli Ordini in rappresentanza dei fratelli Templari di tutto il mondo: Ordine dei Cavalieri Templari Cristiani Jacques De Molay Gran Priore Internazionale Massimo Maria Civale di San Bernardo; l'Ordre des Chavalier du Temple Gran Maestro Francois d'Andechs; l' Ordine dei Cavalieri Pietà del Pellicano Gran Maestro Nino Aloi; l'Ordine Nouvel Ordre Mondial Templier Gran Maestro Pierre de Lyon; Confederazione Internazionale Templare San Bernardo di Chiaravalle Ambasciatore e Priore della Campania  Fr. Angelo Schiano di Zenise ; Delegazione Ordine dei Cavalieri di Salomone Cavaliere ufficiale Gennaro Fonso e tanti altri Dame e Cavalieri Templari testimoni dell'evento. Dopo la commemorazione (con una preghiera, cinque minuti di raccoglimento e lancio delle rose nella senna), gli ordini si sono incamminati verso la Cattedrale di Notre Dame dove è stata celebrata la messa in ricordo di Jacques De Molay e Geoffrey de Charne , con la partecipazione di circa 3000 persone che hanno assistito alla S.S. Messa. Gli stessi dignitari degli Ordini presenti hanno partecipato con i propri mantelli alla  processione con il parroco all'interno della cattedrale lo stesso che ha celebrato la Santa messa.    

Un evento di portata storica davvero, in grado di riavvicinare la chiesa all'Ordine del Tempio in un tentativo, ben riuscito, di ricucire uno strappo che dura da secoli e mai del tutto risanato. Non è mancato un momento solenne sotto la targa che ricorda il martirio del Gran Maestro e dell'Alto Dignitario dell'Ordine. 

lunedì 1 agosto 2016

SCOPERTA NECROPOLI MEROVINGIA IN FRANCIA

Hanno scoperto una necropoli in Francia con "almeno 600 scheletri" del merovingia

È stata scoperta una necropoli merovingia (V-VIII secolo) con seicento scheletri nella cittadina francese di Monchy-Lagache. I corpi sono stati trovati a circa un metro e mezzo di profondità e, seconto l'INRAP (Institut national de recherches archeologiques preventives) ci si aspetta di trovare 6-800 tombe complete con corredo dato che, per ora, è stato scavato solamente il 12% dell'area prevista. Le tombe sono state trovate intatte e questo esclude qualsiasi tentativo di saccheggio anche perché la profondità della sepoltura è fuori portata per i metal detector. 

A chi appartengono questi corpi? Innanzitutto, data la presenza di bambini, sembra sia una necropoli di un intero villaggio: quattro corpi sono stati prelevati per procedere agli esami di rito mentre i cavi sono stati sospesi fino a fine agosto inizio di settembre quando, probabilmente, altri elementi della necropoli vedranno la luce. La cittadina, di grande importanza nell'epoca gallo-romana, è stata di grande importanza anche durante il medioevo merovingio. Questa scoperta è sicuramente una delle più importanti ed interessanti scoperte archeologiche medievali degli ultimi anni. 

PHOTO: © LE COURRIER PICARD

giovedì 14 gennaio 2016

SCOPERTO UN CIMITERO MEDIEVALE A PARIGI

Cimitero Parigi 6
 
Durante i lavori di ampliamento ai sotterranei del supermercato Monoprix situato sulla Boulevard de Sebastopol a Parigi, è stata rinvenuta una serie di fosse comuni con duecento scheletri di uomini e donne, vecchi e bambini. Monoprix sorge sopra l'ex Ospedale della Trinità fondato nell'anno 1202 e definitivamente demolito nell'anno 1807; gli scheletri erano evidentemente alcune delle vittime che venivano colpite dalle continue pesti che assalirono Parigi nel XIV, XV, XVI secolo unitamente al vaiolo del XVII secolo.
 
La scoperta è stata presa in carico dall'Institut National de Recherches Archeologiques Preventives secondo cui i corpi sarebbero stati inumati in fosse comuni appartenenete al complesso cimiteriale a causa del veloce contagio della malattia che rendeva impossibile cerimonie funebri singole. Per ora sono state scoperte solamente otto fosse; in una di esse vi erano 150 corpi. Alcuni approfondimenti sono ancora in corso: grazie al Carbonio 14, gli studiosi cercano di datare i resti ricavando fondamentali informazioni sull'età precisa e sulla causa della morte delle persone. Questa scoperta è sarà annoverata tra le pià importanti scoperte degli ultimi anni.

lunedì 18 novembre 2013

PROGETTO DI ARCHEOLOGIA SPERIMENTALE NELLA BORGOGNONA

Nella Borgognona è in fase di costruzione un Castello Medievale. No non è uno scherzo! L'idea è di Jacques Moulin nell'ambito di un progetto di archeologia sperimentale iniziato nel 1993 e che terminerà nel 2023. Oltre al castello verrà costruito un villaggio, chiesa ed altri edifici seguendo gli schemi e il materiale dell'epoca risalente al 1300. Tutti i materiali usati sono prodotti sul posto e vi sono anche forni, cave, boscaioli e un allevamento di animali. Il programma è potuto partire grazie al proprietario Monsier Guyot e ai sovvenzionamenti regionali. Per chi si volesse imbattere in una esperienza assolutamente unica, c'è la possibilità di iscriversi all' Association des Compagnons Bâtisseur de Puisaye.



giovedì 3 ottobre 2013

LA CATTEDRALE DI REIMS

La cattedrale metropolitana di Nostra Signora di Reims (in francese: cathédrale métropolitaine de Notre-Dame de Reims) è la cattedrale di Reims, uno dei più alti esempi di arte gotica in Europa. In essa si svolsero le incoronazioni di tutti i re di Francia, a partire dal 987, quando vi fu incoronato re di Francia il conte di Parigi Ugo Capeto, iniziatore della dinastia dei Capetingi, fino al 1825, quando vi si celebrò l'incoronazione di Carlo X. La chiesa è costruita sul sito dove sorgevano le precedenti cattedrali. La prima fu fatta costruire dal vescovo Nicasio, nel IV secolo d.C., sui resti di una chiesa protocristiana che sorgeva sulle terme gallo-romane dell'antica Durocortorum, e fu consacrata nel 401, dallo stesso san Nicasio, che nel 407 sarà poi martirizzato dai Vandali sul suo sagrato. In essa Clodoveo fu battezzato da san Remigio, vescovo di Reims, nel 496, divenendo così il primo re cattolico dei Franchi. Nell'852 fu ampiamente restaurata e ristrutturata e nuovamente consacrata dal vescovo Hincmar. Nel 1210 fu completamente distrutta da un incendio che si sviluppò nel centro della città. Il 6 maggio 1211, l'arcivescovo Aubry de Humbert iniziò la costruzione dell'attuale cattedrale gotica. La costruzione fu condotta da quattro architetti che si succedettero (Jean d'Orbais, Jean-le-Loup, Gaucher di Reims e Bernard di Soissons) e gran parte della costruzione fu completata nel 1275. Le torri furono poi portate a termine nel 1475. Nel 1875 l'Assemblea Nazionale Francese votò un finanziamento per la riparazione della facciata e delle balaustre. La facciata è la parte più bella dell'edificio, e uno dei grandi capolavori del Medioevo. Nel 1914, durante la Prima guerra mondiale, il fuoco d'artiglieria tedesco distrusse parti importanti della cattedrale: crollarono il tetto, la gran parte del soffitto a volte, numerosi elementi decorativi (tra cui i cicli scultorei del portale maggiore), mentre le vetrate (già sostituite in gran numero, dai canonici, con vetri neutri nel corso del XVIII secolo secondo la moda dell'epoca) andarono in frantumi. Al disastro arrecato dalla guerra seguì una notevole opera di restauro e ricostruzione, possibile anche grazie alle sovvenzioni della famiglia Rockefeller. L'8 luglio 1962 il presidente francese Charles de Gaulle e il cancelliere tedesco Konrad Adenauer tennero nella cattedrale una cerimonia che suggellò la riconciliazione tra i loro due paesi 17 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale. L'edificio si articola su una pianta a croce latina, suddivisa in tre navate lungo il corpo principale e il transetto, mentre coro e abside presentano una doppia serie di navatelle, coronate da cinque cappelle radiali; quella centrale, detta assiale, presenta una profondità maggiore, ottenuta grazie all'aggiunta di una campata rispetto all'impianto generale delle altre, che ne rimarca l'importanza visiva e strutturale. La navata centrale risulta suddivisa in nove campate, che si riducono a due per lato in corrispondenza della navata trasversale. Osservando l'impianto della cattedrale di Chartres, di poco anteriore per fondazione, si può notare un'impostazione strutturale pressoché analoga, assunta ancora a modello dagli architetti che più tardi innalzeranno la Notre-Dame di Amiens, esempio di architettura gotica che porta ormai all'apice tutte le potenzialità dello stile. La cattedrale assunse l'aspetto attuale entro la fine del XIII secolo, rimanendo incompiuta: delle sette torri inizialmente progettate (due per ognuna delle tre facciate più una a coronamento del punto d'intersezione tra navata centrale e transetto), tutte sormontate da alte guglie secondo l'idea originaria, furono erette solamente quelle del lato ovest, lasciate tuttavia prive della copertura a cuspide: pensate in origine per innalzarsi fino a 120 metri, non superarono la soglia degli 81. La torre meridionale contiene due grandi campane; una di queste, chiamata Charlotte dal cardinale di Lorena Luigi di Guisa, nel 1570, pesa più di 10 tonnellate. Tale porzione fu eretta nel XIV secolo, su progetti del XIII. La navata era nel frattempo stata allungata, rispetto alle dimensioni inizialmente adottate, per fare spazio alle folle che partecipavano alle incoronazioni. I tre portali sono ricoperti di statue di grandi e piccole proporzioni. Il portale centrale, dedicato alla Vergine Maria, è sormontato da un rosone, laddove la lunetta risulta solitamente ornata, nel panorama gotico, con motivi scultorei in tutto il suo spazio. Una simile scelta, adottata anche per i portali minori, garantisce maggiore illuminazione alle navate poste in corrispondenza di detti ingressi. La "Galleria dei Re", che si snoda tra il rosone centrale e le torri campanarie, raccordando queste ultime al resto della facciata, mostra al centro la statua di Clodoveo, colto nel momento del battesimo, mentre ai lati si collocano i ritratti dei suoi successori. Le facciate dei transetti sono decorate anch'esse con sculture: quella a nord con statue dei principali vescovi di Reims, una rappresentazione del Giudizio universale e una figura di Gesù (le Beau Dieu) mentre sul lato sud è presente un bel rosone con i profeti e gli apostoli. Il fuoco distrusse il tetto e le spire nel 1481: delle quattro torri che fiancheggiavano i transetti, non rimane più niente sopra l'altezza del tetto. Sopra il coro si innalza un elegante campanile di legno e piombo, alto 18 metri, che fu ricostruito nel XV secolo. L'interno della cattedrale è lungo 138,75 m, largo 30 e alto 38 metri al suo centro. Esso comprende una navata centrale con navate laterali, transetti con navate, un coro con doppie navate e un'abside con ambulatorio e cappelle disposte a raggiera. Contiene statue in profusione, simili a quelle presenti all'esterno, e vetrate colorate del XIII secolo. Il rosone sopra il portone principale e la galleria sottostante sono di rara magnificenza. La cattedrale possiede raffinati arazzi. Di questi la serie più importante e quella presentata da Robert de Lenoncourt, arcivescovo durante il regno di Francesco I, che rappresenta la vita della Vergine. Il transetto settentrionale contiene un organo in stile gotico. L'orologio del coro è ornato con curiose figure meccaniche. Diversi dipinti di Tintoretto, Nicolas Poussin e altri. Anche e gli intarsi e le ringhiere del coro meritano una menzione. L'opera del famoso pittore russo Marc Chagall può essere ammirata nella cattedrale grazie alle vetrate successivamente installate sul retro e sul fianco della cattedrale. Il tesoro della cattedrale contiene la Santa Ampolla (Sainte Ampoule), erede dell'antica ampolla che conteneva l'olio crismale con cui venivano unti i re di Francia, che fu rotta durante la Rivoluzione francese, e di cui un frammento è contenuto nell'ampolla odierna. Una parte del tesoro si trova al Palais du Tau (il cui nome dipende dalla forma a T), ove è esposto anche un pendente ritenuto il talismano di Carlo Magno (sec. IX). La cattedrale di Notre-Dame di Reims, l'abbazia di Saint-Remi e il palazzo di Tau sono inclusi nella lista dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO dal 1991.

Fonte: Wikipedia

martedì 1 ottobre 2013

LA CAPPELLA DEI TEMPLARI DI CRESSAC SAIN-GENIS

Cressac Saint-Genis ha un tesoro storico unico, ma è a rischio: la cappella dei Templari dell'XI secolo e in particolare le pitture murali( XII) hanno bisogno di interventi importanti e un progetto di restauro era stato previsto per settembre 2013. Secondo la guida del posto Jean Tardat, alla piccola chiesa sono interessanti molto più gli studenti e gli studiosi dei templari stranieri che non i francesi stessi. I murales nella cappella raffigurano scene di Crociate, scambi di prigionieri e scene religiose. Gli affreschi furono deteriorati a seguito di una campagna di restauro avviata nel 1923, le tecniche dell'epoca non erano di certo idonei tanto che si tolsero parti di affreschi per attaccarli su piatti di legno per poi ricollocarli a parete. Nel 2011 furono chiesti circa 30 mila euro da un laboratorio specializzato. Il progetto prevede il recupero anche di alcune pareti e il rifacimento del tetto. Il restauro è stato finanziato dal comune e dalla comunità in cambio di un programma di visite nella cappella. Ma ancora la cifra è lontana e sarà lanciata una raccolta fondi con la Geritage Foundation per far in modo che le donazioni siano deducibili dalle tasse.

Immagine tratta da http://www.charentelibre.fr/

mercoledì 18 settembre 2013

LOUIS CHARPENTIER "I MISTERI DELLA CATTEDRALE DI CHARTRES"

All'interno della cattedrale di Chartres, nella navata laterale ovest del transetto sud, c'è una pietra rettangolare, incastrata di sbieco nelle altre lastre, la cui bianchezza risalta nettamente sulla generale tinta grigia del lastricato. Questa pietra è contrassegnata da un risalto di metallo brillante, leggermente dorato. Ogni anno, il 21 giugno, quando il sole splende, cosa che generalmente avviene in quell'epoca, un raggio, proprio a mezzogiorno, viene a colpire questa pietra bianca; un raggio che penetra da uno spazio praticato nella vetrata detta di Saint-Apollinaire, la prima del muro ovest di questo transetto. Questa particolarità è segnalata da tutte le guide ed accettata come una bizzarrìa, un divertimento del lastricatore, del vetraio o del costruttore...Trovandomi per caso a Chartres un 21 giugno, ho voluto «vedere il fatto» come una curiosità del luogo. Secondo il mio parere il mezzogiorno locale doveva situarsi tra l'una meno un quarto e l'una meno cinque dei nostri orologi... E fu effettivamente in quel momento che il punto luminoso venne a colpire la lastra. Un raggio di sole che, filtrato nella penombra, produce una macchia sull'impiantito: che c'è di così sorprendente? Sono cose che si vedono tutti i giorni... Tuttavia non potevo liberarmi da uno strano senso di incertezza. Qualcuno una volta si era preso la pena di lasciare uno spazio vuoto, un piccolissimo spazio vuoto, nella vetrata... Qualcun altro, contemporaneamente, si era preso la pena di scegliere una lastra speciale, una lastra diversa da quelle che costituiscono il pavimento di Chartres, più bianca, affinché fosse notata. Si era preso la pena di tagliare di sbieco, nella pavimentazione, un posto pari alla sua dimensione, dove poterla inserire; si era preso la pena di forarla per fissarvi quel risalto di metallo di tinta leggermente dorata: un risalto che non indicava né il centro della lastra né uno dei suoi assi. Era qualcosa di più di un divertimento di lastricatore: un lastricatore non fa un buco in una vetrata per illuminare, qualche giorno all'anno, una pietra...Nemmeno un vetraio trasforma un lastricato per mettere in evidenza la dimenticanza di una particella di vetro nella vetrata che ha appena posto... Una volontà concertata aveva ordinato questo insieme. Lastricatore e vetraio avevano obbedito ad un ordine. E quest'ordine era stato dato in funzione di un tempo determinato: il solo periodo dell'anno in cui il raggio del sole può colpire la lastra è il solstizio d'estate, quando il sole raggiunge l'apice della sua corsa verso il Nord. L'ordine era stato dato, perciò, da un astronomo. E quest'ordine era stato dato in funzione di un luogo specifico: la pietra è situata nel prolungamento del muro sud della nava- ta in mezzo alla navata laterale del transetto - ma non esattamente in centro - e l'inclinazione della pietra, evidentemente, era stata voluta; il luogo era stato scelto da un geometra.
Quando questo giochetto del «sole sulla lastra» nel solstizio d'estate si produce in una delle cattedrali più celebri dell'Occidente, in uno dei luoghi più rinomati di Francia, l'idea dell'enigma subentra nell'animo di chiunque. Subentrò anche in me. Che cos'era questo fatto che s'allontanava dalla «giusta dottrina» del catechismo, dalla teologia o dalla Leggenda dorata? Qual era questo avvertimento? E improvvisamente tutto mi sembrò pieno di mistero. La cattedrale assumeva un aspetto che le era personale e che mi sfuggiva senza tuttavia essermi estraneo. Tutto mi fu contemporaneamente, improvvisamente, estraneo e familiare. Questa volta che io, in un certo qual modo, sentivo strutturata sulla mia persona, si innalzava più alta di una casa di dodici piani; questo monumento, all'apparenza così rapidamente esplorabile avrebbe potuto contenere uno stadio; per cingere questi pilastri così ben proporzionati da essere familiari, sarebbero stati necessari quattro uomini con le braccia aperte... E niente, in tutto questo, che sia oltre le possibilità umane, niente che non sia in grado di fare l'uomo... Che cosa strana! Tutto diventava mistero ma com'era lontana ormai quell'impressione di disagio che mi aveva invaso sulla soglia del tempio di Edfou i cui piloni colossali respingono, come per allontanarvi da un mondo in cui l'uomo non ha posto. Qui, invece... persino la penombra era incantata da luci splendenti. Ogni cosa portava in sé il suo contrario: l'immensità era ospitale; l'altezza invece di schiacciare, ingrandiva. Sebbene il sole volgesse verso il mezzogiorno, era la rosa del Nord che risplendeva di mille luci. Le alte figure di Sant'Anna dal viso nero, con il Giglio e la Vergine, di Salomone e di Davide, di Melchisedech e di Aronne, sebbene immobili, vivevano di luce; sebbene ieratici, erano familiari come immagini dell'infanzia... e tuttavia la scienza delle linee e quella dei colori allontanavano ogni idea di ingenuità. Qual era dunque questa magia che mi sentivo così vicino a capire? Questo incantesimo il cui segreto stava per essermi rivelato, immediatamente, là, vicino a quella pietra, dove il sole aveva per un istante posato la sua immagine rotonda? Ci fu un attimo, lo spazio di un baleno, in cui credetti di «afferrare» Chartres e i suoi misteri, quello delle sue pietre e quello delle sue gemme splendenti...Solo Chartres era riuscita ad attrarmi. Le porte non si aprono senza chiave, né senza sesamo. Bisognava cercare le chiavi.
È difficile precisare a partire da quale momento la ricerca diventa un vizio, come accade agli amatori delle parole incrociate; ma il fatto è che io avevo messo il dito nell'ingranaggio e tutto fu una conseguenza; dallo studio di opere specializzate in rilevamenti di piani, alla formulazione di tesi presto destituite di fondamento nella comparazione delle date, da momenti d'entusiasmo a quelli di scoraggiamento, mi sono trovato immerso, a volte sino a soffocare, in un'inchiesta che risaliva dal tempo passato agli spazi presenti... Sarebbe tedioso descrivere i tortuosi cammini che ho percorso durante questa ricerca; tedioso come le ore passate sulla tavola dei logaritmi che pensavo di aver definitivamente chiuso al tempo dei miei studi liceali. Consegno oggi il risultato di questa ricerca con la speranza che possa interessare qualcuno dei miei contemporanei.
Per la maggior parte delle persone, il mistero non consiste che nell'inconsueto. Chi potrebbe meravigliarsi di ciò che vede ogni giorno? Gli abitanti delle rive del Nilo non trovano alcun mistero nelle centinaia di piramidi che costeggiano il loro fiume. Hanno detto loro che si trattava di tombe e questa spiegazione è per loro sufficiente. La cattedrale di Chartres non è per i visitatori che un monumento gotico in mezzo ad altri monumenti gotici... Meno misterioso di tanti altri perché non contiene nessuno di quei medaglioni o immagini di cui l'Adepto Fulcanelli ha così dottamente rivelato i segreti alchimistici. Tuttavia quanti misteri! Tanto più difficili da chiarire in quanto tra gli uomini di quei tempi e noi c'è stata una rottura che ha fatto precipitare tutta una forma di civiltà; che ha fatto scoppiare quella che era una civiltà in pulviscoli, in particelle di individualità.
Malgrado gli ingannevoli spazi di tempo, la distanza tra i costruttori di cattedrali e gli uomini del Rinascimento è maggiore che tra questi ultimi e noi. La maggior parte dei misteri della cattedrale di Chartres, sono misteri solo per noi, uomini del XX secolo, che abbiamo. riguardo agli uomini di un tempo, solo delle opinioni scolasticamente prefabbricate. Prendendo in considerazione anche solo l'arte gotica, questa pone un enigma al quale non è mai stata data nessuna risposta. Sappiamo tutto delle origini del romanico; se ne segue lo svolgimento di monumento in monumento e di periodo in periodo. Ma il gotico è sempre sfuggito ai tentativi di fissarne l'origine. Il problema della sua periodizzazione storica rimane irrisolto. Esso si presenta improvvisamente, senza elementi premonitori, verso il 1130, e nel giro di qualche anno, raggiunge il suo apogeo, completo e totale, senza prove né tradizioni...E lo straordinario è che si trovano, improvvisamente, maestri di bottega, artigiani, costruttori, in numero sufficiente, per intraprendere, in meno di cento anni, più di ottanta immensi monumenti. Gli storici sono persone sorprendenti. A volte si ha l'impressione che non si pongano domande. Forse è perché la loro formazione è romantica. Vi sono pochissime persone, infatti capaci di sbarazzarsi dall'idea romantica che l'«Arte» è una cosa a sé oppure che l'Arte debba essere l'espressione della personalità di un uomo, ed unicamente l'espressione di questa personalità... Questo dà un certo piacere ai fabbricanti di opere d'arte, e più ancora ai trafficanti di opere d'arte. A questa stregua il gotico è ricondotto al rango di una semplice moda... Si faceva del gotico perché era di moda, come si era fatto del romanico perché era di moda. Tuttavia, coloro che costruirono Chartres non pensavano certamente ad animare con uno slancio verticale, il paesaggio orizzontale della Beauce. Non avevano, nel modo più assoluto, il nostro attuale concetto di «Arte». Non avrebbero certo iniziato a costruire una cattedrale se non l'avessero giudicata «utile» e sarebbe strano che non l'avessero concepita in maniera decisamente «razionale» ... Tutto ciò che noi non comprendiamo, che ci sembra misterioso, o che prendiamo per estro di un architetto o di un fabbricante di immagini, tutto ciò ha una sua ragione d'essere; una ragione d'essere eminentemente utilitaria, anche se non riusciamo a renderci conto con precisione quale fosse questa utilità. Non è certamente per un motivo casuale, anche se artistico, che la chiesa è situata là dove si trova, non è certo un caso se ha un'orientazione inconsueta alle chiese cattoliche: la forma della sua ogiva, la sua larghezza, la sua lunghezza, la sua altezza non sono il risultato delle riflessioni di un esteta...In altre parole, i rapporti di lunghezza, larghezza, altezza, della cattedrale, non sono stati scelti per «renderla graziosa», ma perché sono il risultato di una necessità alla quale i costruttori non potevano sottrarsi; necessità, potremo dire, oggettiva. Parimenti, l'ogiva deriva da una necessità che è l'altra parte più fisiologica che architettonica e queste famose vetrate che non si è mai potuto né analizzare né riprodurre, e che hanno, inondate di luce, proprietà così straordinarie, sono state concepite in questo modo per necessità... Tutto è stato collocato per agire sull'uomo, sugli uomini; tutto, sino al minimo particolare; sino a questo labirinto attualmente invaso di sedie; sino a questa lastra illuminata dal sole di mezzogiorno del solstizio di Saint-Jean-d'Eté...E poi c'è un altro aspetto della questione al quale generalmente non si pensa. Ed è che tutte queste cose, dalle fondamenta ai minimi particolari, sono state realizzate da persone che sapevano quel che facevano... E mistero si aggiunge a mistero perché si ignora chi fossero queste persone, e donde provenisse la loro scienza...E questa scienza era molto grande. Notre-Dame ha settecento anni; essa ha subito, con gli ineluttabili danni provocati dal tempo, almeno un gravissimo incendio e, tuttavia, non ha mai avuto bisogno di essere consolidata, puntellata, restaurata, tranne in qualche piccolo dettaglio... E questi straordinari architetti che la progettarono, questi costruttori che la edificarono, noi in realtà non li conosciamo. Li conosciamo così poco che a volte ci si può chiedere se il mistero non sia stato creato attorno ad essi per qualche ragione d'interesse politico o per qualche altro motivo; se questo mistero non sia stato voluto fin dall'origine, come per sottrarli ad ogni inchiesta o... inquisizione. Tralascio, per il valore che ha, la spiegazione semplicistica che tutto ciò non ha altra fonte che la Fede. La Fede solleva, forse, le montagne, e queste persone, indubbiamente avevano la fede, ma ci vuole altro per equilibrare la più larga volta gotica conosciuta (ed anche una delle più alte): è necessario avere anche delle conoscenze scientifiche. Allora sorge un nuovo mistero. Donde proveniva questa scienza? Ci rappresentano sempre il Medio Evo come un'epoca oscurantista, ma c'è molto di falso in questa affermazione... È l'epoca della crociata contro gli Albigesi, è l'epoca della nascita dell'inquisizione domenicana, è l'epoca dei roghi...Come conciliare tutto questo? Cluny si spiega con i suoi monaci saggi... Ma non Chartres, Amiens, o Sens, o Reims, che non hanno nulla di monacale, che sono templi popolari, costruiti per il popolo, e da laici, cioè da persone appartenenti a questo popolo «ignorante»...Ma in che modo questo popolo ignorante è riuscito a fornire la quantità di carpentieri, di muratori, di tagliapietre, di «fabbricanti di immagini» - così sapienti - necessari per costruire questi immensi «vasi di pietra»? Bisogna ricordare che, solo nella Francia del Nord, al tempo in cui si costruiva Chartres, vi erano quasi venti cattedrali in costruzione, della stessa importanza... E quante chiese minori! Tutte fatte a mano, oserei dire, aventi come solo motore il muscolo umano che mette in azione la mano umana... E bisogna anche pensare che tutta la Francia non doveva avere più di quindici milioni di abitanti... Allora sorge un altro mistero, quello del finanziamento. Nonostante tutta la loro fede, gli operai non lavoravano senza essere pagati... E tutti gli storici sono concordi nel dire che il popolo era povero; cosa che certamente è vera. Allora. donde viene il denaro? Donatori? I loro nomi sono scritti sui registri. Essi donano chi un altare, chi una pala, chi una vetrata. Bazzecole, in confronto all'opera nel suo complesso. Vi sono le questue, ben inteso; a volte delle imposte sui mercati; per Chartres: i pellegrini. Ma i pellegrini non hanno con sé gran quantità di denaro. E ancora il mercato di una piccola borgata non doveva avere una grandissima importanza...Allora bisogna cercare di ragionare logicamente, almeno nelle cose che sono accessibili alla logica umana. Che questa fioritura di cattedrali sia stata voluta e che sia stata voluta da un «organismo» che aveva la scienza necessaria per costruirle, che aveva a disposizione costruttori competenti, che aveva i mezzi per finanziare questi costruttori. Infine, ultima evidente condizione, essi dovevano essere religiosi... Ma il clero secolare, vescovi, canonici, preti, non avevano né la sufficiente esperienza né, ad eccezione delle grandi metropoli, i mezzi per attuare ciò. Solo i grandi Ordini monacali, soprattutto quello benedettino e cistercense, possedevano insieme i mezzi e costruttori; ma riservavano queste forze per le loro abbazie. Né i monaci di Cluny né quelli di Citêaux hanno costruito Chartres... Da un mistero ricadiamo in un altro. E un altro ancora: perché questa chiesa magnifica, immensa, fu costruita in quella borgata che era Chartres? Una chiesa per la cui costruzione furono mobilitati, non possiamo dubitarne, i migliori tra i più abili maestri di bottega, muratori, tagliatori di pietra, scultori, carpentieri.
Chartres sarebbe dunque un luogo privilegiato?

Immagine tratta da Wikipedia, Autore Andreas F. Borchert


mercoledì 5 giugno 2013

LA FORESTA DI PAIMPONT

La Foresta di Paimpont, conosciuta anche come Brocelandia, è situata nel comune francese di Paimpont, vicino alla città di Rennes in Bretagna. Sotto il nome di Brocelandia ebbe un importante ruolo nell'immaginario Medievale come luogo di magia e mistero. La foresta fa da sfondo a numerose avventure del Ciclo bretone, in particolare Yvain il cavaliere del leone di Chrétien de Troyes, e gli abitanti del luogo sostengono che l'albero in cui si suppone che la Dama del Lago abbia imprigionato Merlino sia tutt'ora visibile. Si dice che all'interno della foresta siano presenti altri siti leggendari, tra i quali la Valle senza Ritorno, la tomba di Merlino, la Fonte della Giovinezza, e l'Hotié de Vivianne (il castello della Dama del Lago). Paimpont è una foresta di latifoglie, principalmente querce e faggi, con aree di conifere sia all'interno nelle aree che hanno subito disboscamento che nelle zone periferiche come transizione tra latifoglie e brughiera, per esempio verso Ovest nel settore di Tréhorenteuc e della Val-sans-Retour (= Valle senza Ritorno) che venne devastato da diversi incendi specialmente nel 1976, un anno di grande siccità. La foresta occupa principalmente il territorio del comune di Paimpont, ma si estende anche a comuni confinanti, Guer and Beignon a Sud, Saint-Péran a Nord-Est, e Concoret a Nord. Paimpont è il frammento più grande di una foresta più antica che occupava l'Argoat, la regione interna della Bretagna. In passato veniva spesso chiamata "foresta di Brécélien", ma sia la sua origine antica che altre ragioni sottolineate da diversi autori fecero propendere per il nome di "foresta di Brocéliande," coerentemente con le avventure della leggenda della Tavola rotonda. Questa scelta così altisonante venne rafforzata alla fine del ventesimo secolo dalla nascita dell'istituzione Pays de Brocéliande, volta a facilitare lo sviluppo dei comuni della parte occidentale del dipartimento.
La relativa altitudine della foresta contribuisce a darle un clima simile a quello oceanico delle coste del Finistère. Questa situazione climatica, grazie alla quale i venti provenienti da Ovest e Sud-Ovest portano nuvole e pioggia che supporta la vegetazione, è predominante. L'acqua in eccesso alimenta i numerosi ruscelli che percorrono il fondo di piccole valli per gettarsi prima nel fiume Aff, e poi nella Vilaine, nell'area attorno a Redon nel sud del dipartimento. Il punto più alto della foresta è situato nella parte occidentale (la Haute forêt) a 256 metri s.l.m. L'altitudine scende regolarmente offrendo panorami del dipartimento del Morbihan e del Comune di Mauron, porto della Côtes-d'Armor. Non lontano ha sede la Stazione Biologica di Paimpont dell'Università di Rennes 1, costruita tra il 1966 e il 1967, che domina il lago di Chatenay. La varietà della foresta e dei suoi dintorni costituisce un contesto favorevole per svariati corsi di studio ai quali prendono parte sia studenti di biologia di Rennes 1 che ricercatori stranieri. Le strutture dell'Università forniscono alloggio a circa 70 persone e questi ricercatori lavorano tutto l'anno su soggetti generalmente molto distanti dai biotopi locali, come ad esempio il comportamento dei primati, in particolare dei Cercopitechi, le cui grida sono consuete per chi lavora nell'area ma rappresentano una sorpresa per gli escursionisti che hanno poca familiarità queste specie esotiche. I primi ricercatori, invece, studiarono a lungo l'ecologia delle brughiere armoricane, il territorio e l'idrologia.
La foresta appertiene principalmente a privati che si occupano del suo mantenimento e la sfruttano per il legname e la cacciagione; solo una piccola porzione (10%), nella parte nord orientale, appartiene allo stato ed è gestita dalla Commissione Nazionale per le Foreste. Questa situazione impedisce la libertà di movimento all'interno della foresta. I proprietari, tuttavia, hanno siglato una convenzione che autorizza, dal 1º aprile fino alla fine di settembre, l'utilizzo di alcuni sentieri. Tra le responsabilità delle guardie forestali c'è quella di evitare i comportamenti che potrebbero minacciare la foresta, la sua flora e la sua fauna, come ad esempio atteggiamenti che possono causare incendi, o situazioni potenzialmente pericolose come cani senza guinzaglio. La raccolta di funghi non è strettamente proibita, ma è tollerata solamente nei pressi dei sentieri di libero utilizzo. Vista la sua importanza prima della Rivoluzione Francese, la foresta era sotto le giurisdizione reale tramite un organismo chiamato Commissione Nazionale per le Foreste, dal momento che tradizionalmente i signori del luogo non si occupavano della gestione della foresta. Lo sfruttamento del legname avvenne principalmente per l'approvvigionamento delle fornaci a carbone delle industrie vicine, almeno nel XVII e XVIII secolo; l'invio di alberi di prima scelta alla marina ebbe invece un ruolo marginale.

Fonte: Wikipedia

mercoledì 24 aprile 2013

CARCASSONNE

Carcassonne (in italiano e in occitano Carcassona) è una città francese situata nel dipartimento dell'Aude, del quale è capoluogo, nella regione della Linguadoca-Rossiglione. Le prime tracce di insediamento nella regione di Carcassonne, sono state datate al 3500 a.C. Attorno all'800 a.C., la collina di Carsac divenne un importante luogo di scambi commerciali. Carcassonne divenne strategicamente importante quando i Romani fortificarono la cima della collina attorno all'anno 100 a.C. e resero il centro capitale della colonia di Julia Carcaso, in seguito Carcasum. La parte principale delle mura settentrionali risale a quell'epoca. All'inizio del VII secolo, i Visigoti presero il controllo della zona e costruirono ulteriori fortificazioni, tuttora esistenti. Grazie a queste riuscirono a respingere gli attacchi dei Franchi. I Saraceni presero Carcassonne nel 725, ma Pipino il Breve li scacciò nel 759. Nel 1067 Carcassonne divenne, tramite un matrimonio, proprietà di Raimond Roger Trencavel, Visconte di Albi e Nîmes. Nei secoli successivi la famiglia Trencavel si alleò alternativamente con Barcellona o Tolosa. I Trecanvel fecero costruire il Castello Comitale (Chateau Comtal) e la Basilica di Saint-Nazaire. Carcassonne divenne famosa per il suo ruolo nella Crociata albigese, quando la città era una roccaforte dei Catari francesi. Nell'agosto 1209, l'esercito crociato di Simone di Montfort costrinse i cittadini alla resa. Monfort fece uccidere Trencavel e divenne il nuovo Visconte. Egli ampliò le fortificazioni. Carcassonne divenne una cittadella di frontiera tra Francia e Aragona. Nel 1240 il figlio di Trencavel cercò di riconquistare il vecchio dominio ma senza successo. La città si sottomise al potere del Re di Francia nel 1247 e Luigi IX di Francia fondò la parte nuova della città oltre il fiume. Luigi e il suo successore Filippo III costruirono le mura più esterne. Secondo i contemporanei la fortezza era considerata inespugnabile. Nel 1355, durante la Guerra dei cent'anni, Edoardo il Principe Nero non riuscì a prendere la città, anche se le sue truppe distrussero la Città Bassa. Nel 1659, il Trattato dei Pirenei trasferì la provincia di confine del Rossiglione alla Francia, e l'importanza militare di Carcassonne venne ridotta. Le fortificazioni vennero abbandonate e la città divenne principalmente un centro economico, incentrato sull'industria tessile. Alla fine la cittadella fortificata di Carcassonne cadde in rovina; a tal punto che il governo francese considerò seriamente la sua demolizione. Un decreto in tal senso venne reso ufficiale nel 1849, ma causò un tumulto. Lo storico Jean-Pierre Cros-Mayrevielle e lo scrittore Prosper Mérimée, guidarono una campagna per preservare la fortezza come monumento storico. In seguito, nello stesso anno, l'architetto Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc venne incaricato del rinnovamento del luogo. Il restauro della città fortificata costituisce un caso di studio nell'ambito dei corsi di restauro; Viollet-le-Duc sintetizzo così il suo approccio ai lavori di restauro del castello: "Restaurare un edificio, non è solo mantenerlo, ripararlo, o ricostruirlo, è riportarlo ad una condizione completa che potrebbe non essere mai esistita". Il pensiero del francese Le-Duc in materia di restauro era all'opposto di quello dell'inglese John Ruskin che negli stessi anni teorizzava un modello romantico di restauro conservativo che alterasse il meno possibile i monumenti e che doveva mostrare, e non nascondere, i segni del tempo. L'architetto francese si attenne rigorosamente ai suoi principi in occasione dei restauri del castello e l'edificio divenne così l'emblema stesso del restauro stilistico e fonte di accese critiche da parte degli architetti e restauratori favorevoli all'approccio conservativo, che lo accusavano di aver inventato di sana pianta parti del castello. Le fortificazioni consistono di una doppia cerchia di mura e di 53 torri. La fortezza venne aggiunta alla lista dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel 1997. La città fortificata di Carcassonne servì da ispirazione a Klaus-Jürgen Wrede per il suo gioco da tavolo Carcassonne edito in Germania da Hans im Glück e in Italia da Venice Connection. La parte nuova della città (Ville), sulla sponda opposta del fiume Aude è sede di manifatture di scarpe, gomma e tessili. Carcassonne è inoltre al centro di un'importante regione di produzione del vino. Gran parte delle entrate, comunque, derivano dal turismo attratto dalle fortificazioni (Cité). Carcassonne riceve annualmente circa 3 milioni di visitatori.

Fonte: Wikipedia

Immagine tratta da Wikipedia, Autore Jean-Pol Grandmont

mercoledì 30 gennaio 2013

CASTELLO DI CHAUMONT

Il Castello di Chaumont-sur-Loire è situato a Chaumont-sur-Loire, dipartimento Loir-et-Cher, Francia. Fu costruito nel XI secolo da Odo I, Conte di Blois. Passato al cavaliere normanno Gelduin, questi fece consolidare le fortificazioni. La sua pronipote, Denise de Fougère, lo recò in dote al suo sposo Sulpice d'Amboise ed il castello passò nelle mani degli Amboise rimanendovi per cinque secoli. Nel 1455 il castello fu fatto incendiare e radere al suolo da Luigi XI, quale punizione a Pietro d'Amboise (1408 – 1473) per la sua partecipazione alla Lega del bene pubblico. Perdonati gli Amboise dal re, questi contribuì finanziariamente alla ricostruzione del castello, operata fra il 1465 ed il 1475 dal figlio di Pietro d'Amboise, Carlo I d'Amboise (1430 – 1481), che vi fece anche aggiungere un'ala a nord (oggi non più esistente). Nel 1560, la proprietà del castello passò a Caterina de Medici la quale vi ospitò numerosi astrologi, incluso Nostradamus. Alla morte del marito, Enrico II di Francia, Caterina usò il suo potere per costringere Diana di Poitiers, amante del marito, ad accettare il castello di Chaumont in cambio del più ambito Castello di Chenonceau. Diana di Poitiers visse a Chaumont per un breve periodo dopo il quale il castello fu rivenduto. 

Fonte: Wikipedia

venerdì 25 gennaio 2013

L'ABBAZIA DI MONT-SAINT-MICHAEL

Mont Saint-Michel (fonte: Wikipedia)
Autore: Kamel15
L'abbazia di Mont-Saint-Michel è un noto complesso abbaziale e storica meta di pellegrinaggi costruita sul Mont-Saint-Michel, particolare isolotto roccioso che spunta dalla Manica di fronte alla costa della Normandia. Famoso luogo di influenza delle maree è uno dei centri turistici più visitati della Francia e sede di un grande complesso gotico che le hanno meritato l'iscrizione alla lista del Patrimonio dell'Umanità promossa dall'UNESCO. Nei pressi del Mont Saint-Michel, la foresta di Scissy, allora non ancora invasa dal mare, era sede di due tribù celtiche, che utilizzavano la roccia per i culti druidici. Secondo l'abate Gilles Deric, uno storico bretone del XVIII secolo, il santuario era dedicato a Beleno, il dio gallico del Sole (Mons vel tumba Beleni, ossia "Monte o tomba di Beleno"). Con l'arrivo dei Romani si vide la costruzione di nuove strade che percorrevano l'intera Armorica: una di queste, che collegava Dol a Fanafmers (Saint-Pair) passava ad ovest del Mons Belenus ("Monte Beleno"). Man mano che le acque avanzavano fu progressivamente spostata verso est, fino a fondersi con la via che passava per Avranches. Il Cristianesimo fece la sua comparsa in Armorica intorno al IV secolo e un primo oratorio dedicato a Santo Stefano, il primo martire cristiano, sorse a mezza altezza del monte, a cui ne seguì un secondo in onore di San Sinforiano, primo martire dei Galli, ai piedi della roccia. Vegliavano sui luoghi degli eremiti, sotto la tutela del curato di Astériac (Beauvoir); il monaco irlandese San Colombano evangelizzatore d'Europa, attorno al 590 avrebbe pregato nell'oratorio di Santo Stefano nel cammino destinato a condurlo a Luxeuil ed infine a Bobbio. Secondo la leggenda l'arcangelo Michele apparve nel 709 al vescovo di Avranches, sant'Auberto, chiedendo che gli fosse costruita una chiesa sulla roccia. Il vescovo ignorò tuttavia per due volte la richiesta finché san Michele non gli bruciò il cranio con un foro rotondo provocato dal tocco del suo dito, lasciandolo tuttavia in vita. Il cranio di Sant'Auberto con il foro è conservato nella cattedrale di Avranches. Venne quindi sistemato un primo oratorio in una grotta e la precedente denominazione di Mont-Tombe fu sostituita con quella già citata di Mont-Saint-Michel-au-péril-de-la-Mer. I conti di Rouen, poi duchi di Normandia fecero sempre ricchi doni ai religiosi, che le precedenti incursioni dei Normanni avevano fatto fuggire. Il Mont Saint-Michel aveva inoltre acquisito valore strategico con l'annessione al Ducato di Normandia della penisola del Cotentin nel 933, venendosi a trovare al confine con il Ducato di Bretagna. Il duca Riccardo I (943-996) nel corso dei suoi pellegrinaggi al santuario rimase indignato dal lassismo dei canonici, che delegavano il culto a clerici salariati, e ottenne dal papa Giovanni XIII una bolla che gli dava l'autorità di riportare l'ordine nel monastero e fondò una nuova abbazia benedettina nel 966, con monaci provenienti da Saint Wandrille (abbazia di Fontenelle). La ricchezza e la potenza di questa abbazia e il suo prestigio come centro di pellegrinaggio durarono fino al periodo della riforma protestante. Un villaggio si sviluppò ai piedi del santuario per dare accoglienza ai pellegrini. L'abbazia continuò a ricevere doni dai duchi di Normandia e quindi dai re di Francia. Durante la guerra dei cent'anni l'abbazia si fortificò contro gli inglesi con una nuova cinta muraria che circondò anche la cittadina sottostante. A partire dal 1523 l'abate fu nominato direttamente dal re di Francia e fu spesso un laico che godeva delle rendite abbaziali. In seguito alle Guerre di religione il monastero si spopolò. Nel 1622 l'abbazia passò al ramo benedettino della Congregazione di San Mauro (Mauristi) che vi fondarono una scuola ma tralasciando la manutenzione degli edifici. Nel 1791, in seguito alla Rivoluzione francese gli ultimi monaci furono cacciati dall'abbazia, che divenne una prigione: vi furono incarcerati a partire dal 1793 più di 300 sacerdoti che rifiutavano la nuova costituzione civile del clero. Nel 1794 un dispositivo telegrafico ottico (sistema di Chappe), fu installato sulla sommità del campanile e il Mont-Saint-Michel fu inserito nella linea telegrafica tra Parigi e Brest. L'architetto Eugène Viollet-le-Duc visitò la prigione nel 1835. In seguito alle proteste per la detenzione dei socialisti Martin Bernard, Armand Barbès e Auguste Blanqui. La prigione fu chiusa nel 1863 per decreto imperiale. L'abbazia passò quindi al vescovo di Coutances e venne profondamente restaurata. In occasione del millenario della fondazione, nel 1966, una piccola comunità monastica si è nuovamente insediata nell'abbazia. L'abbazia benedettina fu edificata a partire dal X secolo con parti che si sono sovrapposte le une alle altre negli stili che vanno dal carolingio al romanico al gotico e gotico fiammeggiante. I diversi edifici necessari alle attività del monastero benedettino sono stati inseriti nello spazio angusto a disposizione.

Fonte: Wikipedia

mercoledì 3 agosto 2011

VIAGGIO NELLA CAPITALE DELL'ESOTERISMO: "SONO QUI I TESORI PERDUTI: TROVEREMO ANCHE L'ARCA"

Al bar-ristorante «Le jardin de Marie» la birretta ristoratrice viene interrotta da un’americana pazza che, ricoperta di collane e amuleti, chiede a tutti dov’è la tomba di Cristo e di Maria Maddalena. Cosa si può risponderle, di domandare a Giuseppe d’Arimatea? Cose che capitano a Rennes-le-Château, dipartimento dell’Aude, guardando una carta della Francia, in basso a destra. Rennes-le-Château: 23 abitanti nel villaggio, 65 nel comune, 120 mila turisti ogni anno, aumentati dopo il boom del Codice da Vinci e dei suoi derivati. Perché il piccolo paese è una delle grandi capitali dell’esoterismo. Al supermarket del mistero non manca nulla: Templari, Catari, priori di Sion, il Graal e naturalmente i tesori nascosti, non si sa se spirituali o più concreti. Per cercarli, arrivano qui gli svitati di tutto il mondo, ma anche pochi studiosi seri e molti curiosi. E sembra di vivere dentro un programma di Roberto Giacobbo. 

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