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mercoledì 18 dicembre 2013

UNA PERLA DI MEDIOEVO NELLA SNOQUALMIE VALLEY

 
Il turista che si addentra nella bellissima valle dello Snoqualmie (stato di Washington, sulla costa Pacifica), ricca di laghi, fiumi, alberi, splendide cascate e salmoni, mai e poi mai potrebbe immaginare quello che incontrerebbe visitando il piccolo e simpatico paese di Carnation. Con poco più di 1900 abitanti Carnation è, insieme a Duvall (dove ora risiedo) un paese molto attivo sia dal punto di vista turistico sia dal punto di vista culturale. Entrambi i paesi hanno delle associazioni no-profit che conservano memoria storica dei primi insediamenti europei alla ricerca dell’oro e della fortuna. Ma Carnation ha qualcosa di davvero straordinario, direi del tutto atipico sicuramente per la realtà statunitense e, senza esagerare, uno dei pochi esempi al mondo nel suo genere. Stiamo parlando di Camlann Medieval Village, che è un progetto storico vivente. Da molti anni i membri del gruppo stanno ricostruendo un villaggio rurale dell’Inghilterra del 1376. Le tecniche di costruzione sono quelle del XIV secolo. 
Lo scopo di questo stupendo progetto è, come mi ha detto personalmente Roger Shell, quello di offrire al pubblico una forte e coinvolgente esperienza della storia.
 “Noi Americani siamo Europei e siamo ciò che siamo come conseguenza dei secoli passati. Molti Americani lo stanno dimenticando”. Questo è ciò che più o meno mi ha detto il presidente ed io condivido pienamente tale concetto. Il villaggio offre svariate attività rivolte a calare le persone nella realtà di quel tempo. Una cosa simpatica è che durante la visita ognuno può affittare un abito in stile inglese del XIV secolo sia esso di tipo nobiliare sia popolare. Sembra una tipica “americanata”, come direbbe qualcuno, ma è un’idea davvero bella e istruttiva. Un’altra simpatica particolarità è che durante la visita non si possono usare i dollari per acquistare oggetti e alimenti presenti nel villaggio. All’ingresso i dollari vengono convertiti in monete coniate dal gruppo, simili a quelle Inglesi del XIV secolo. Il villaggio è aperto al pubblico, nella sua interezza, durante i fine settimana nell’arco della stagione estiva. È davvero bello e singolare vedere come si anima durante le ore di apertura. Sembra davvero di essere calati in un altro tempo! Durante le ore che si trascorrono al villaggio, ognuno può imparare molte cose, visto che i membri dell’associazione sono persone che si dedicano costantemente alla ricerca ed allo studio della vita delle comunità rurali Inglesi del XIV secolo.  
Come già detto lo scopo principale dell’associazione è quello di fornire una profonda conoscenza della relazione fra gli eventi storici del passato e il moderno stile di vita della società occidentale. Che Camlann sia esistito o no nella realtà, un dato di fatto è che quando si entra nel villaggio medievale a Carnation ci si tuffa in un altro mondo. Il turista può imparare come si facevano le candele, i mannelli di lana grezza, le riserve di erbe officinali, le essenze base per profumare ambienti e persone, come si lavorava il ferro e molte altre cose. Molto bello è l’ “ufficio” del miniaturista, dove una persona da anni si dedica allo studio e riproduzione delle miniature e alla creazione di inchiostri  e “penne” come venivano fatte in quel tempo. Bellissime sono anche le armature create da uno dei membri del gruppo. Vi e’ anche una bella biblioteca di libri sia moderni sia antichi. Alcuni di questi si possono leggere e, in qualche caso, acquistare. Altra cosa interessante e’ la locanda dotata di 2 ambienti, oltre la cucina. 
L’associazione conta molto sull’attivita’ culinaria come fonte di sovvenzionamento economico, visto che e’ un gruppo no-profit e, come avviene anche in Italia, i donatori non sono poi cosi’ tanti.L’edificio in oggetto consta di un bellissimo ingresso per le prenotazioni e per l’eventuale attesa, di una grande stanza stile locanda e di uno stupendo salone per ricevimenti e banchetti con affreschi che mi ricordano varie sale del castello di Issogne in Val D’Aosta. Come e cosa si mangia a Camlann Medieval Village? Anche questo e’ molto interessante! Nel rispetto del mantenimento delle abitudini di quel tempo, non ci sono forchette, ne’ piatti e ne’ bicchieri. Si mangia con coltello, cucchiao e mani. Si beve in coppette rudimentali fatte in terracotta, ci si lava le mani con acqua intrisa di limone e si beve o idromele o vino non fermentato (davvero eccellente). Le portate sono ottime e sembra nel rispetto delle ricette del tempo. Durante la cena si viene intrattenuti 3 o 4 volte da due cantori eccellenti: uno e’ il presidente, Roger Shell, e l’altro e’ una cuoca con una voce davvero celestiale. Vengono usati strumenti musicali fatti con le tecniche del tempo cosi’ come le canzoni sono originali del XIV secolo. La locanda e’ illuminata con candele e devo dire che l’atmosfera e’ meravigliosa, oltre che alla bonta’ dei cibi. Durante il mese di novembre si tengono corsi, cosi’ come in primavera. Quelli di questo anno sono: “Giardini Medievali”, “Realizzazione di vestiti nel XIV secolo”, “Vita e abitudini degli abitanti del villaggio nel 1376”. Vengono inoltre tenute lezioni di due ore sull’ ”esplorazione” della vita giornaliera nel medioevo: architettura, alimentazione, usi e costumi, tecnologie del tempo, armature, moda e musica. Vengono inoltre mostrati stumenti di vario genere di uso comune nella vita giornaliera del tempo. Oltre a questi, vengono poi organizzati eventi a tema in base a vari periodi dell’anno. Insomma...se capitate in questa zona, non mancate di andare a Carnation. Il Medioevo vi catturera’...

Articolo di Marcella Nardi, autrice di “Medioevo in Giallo”

domenica 8 settembre 2013

"MEDIOEVO IN GIALLO". UNA INTERESSANTISSIMA OPERA DI MARCELLA NARDI

La nostra amica Marcella Nardi è appassionata di fotografia, viaggi, storia, libri gialli e di avventura. Grazie alla sua passione nel 2011 si classifica al terzo posto al Premio "Philobiblon" Premio Italia Medievale con l'opera "Dietro quel velo nero". Insegnante di Italiano ed inglese vive tra Milano e Seattle. inoltre costruisce castelli in miniatura di pregevole qualità. Marcella ha pubblicato il libro "Medioevo in Giallo" con il self Publishing "ilmiolibro.it" e può essere acquistato online presso i maggiori store. Lo si può acquistare anche su Feltrinelli, Lulu (cartaceo ed eBook) e su Amazon. Il libro sarà inserito nei principali database bibliografici e sarà disponibile su Amazon negli stati uniti e in europa entro 8 settimane. Inoltre, sarà disponibile anche presso rivenditori online di tutto il mondo, tra cui Amazon.com, Baker & Taylor e Barnes & Noble.

Premi:

- Terza Classificata a "Philobiblon" Premio Italia Medievale 2011
- Concorso Art&Craft nella sezione “Opere 3D” (2009 – Woodinville, USA)

mercoledì 10 settembre 2014

FINCHE' MORTE NON CI RIUNIRA'....INTERVISTA ALL'AUTORE TRATTO DAL SITO TALENTO NELLA STORIA

Anno Domini 1565. L'Impero Turco Ottomano governato da Solimano il Magnifico grazie a svariate conquiste militari si espande sino a raggiungere le porte di Vienna. Il mar Mediterraneo è quasi interamente sotto il controllo musulmano dei corsari turchi. Agli ordini dall'ammiraglio Dragut, i corsari compiono razzie e depredano le coste della maggior parte dei regni cristiani che non hanno accordi con l'Impero Ottomano. Solimano, per proseguire nella sua avanzata e raggiungere l'obiettivo finale, Roma, decide di attaccare Malta, l'ultimo baluardo nel Mediterraneo a difesa della Cristianità. Jean Parisot de La Valette, gran maestro dell'Ordine dei Cavalieri Ospitalieri, al comando di settecento cavalieri e ottomila miliziani, guida la strenua ed epica resistenza cercando di tener testa all'esercito turco che conta quarantamila uomini in uno scontro che è passato alla storia come Il Grande Assedio di Malta. Un evento che ha cambiato la storia: con un esito diverso, probabilmente la famosa battaglia di Lepanto del 1571 non sarebbe mai avvenuta. Sullo sfondo di questo periodo storico, si susseguono le vicende del mercante Niccolò e della sua amata moglie Eleonora caduta prigioniera dei corsari e dei due amici Marco e Ettore, sempre pronti a rallegrare i momenti passati assieme con del buon vino e a difendere a costo della vita la cultura e le tradizioni cristiane..

L'intervista

01. "Finché morte non ci riunirà" è la tua prima "puntata" nel genere storico. Cosa ti ha spinto ad intraprendere la strada del romanzo storico e perché la scelta è caduta proprio sull'Assedio di Malta del 1565? Cosa ti ha colpito di questo specifico evento per convincerti ad ambientarci le vicende dei tuoi personaggi?

Ritengo che una battaglia o una guerra non si possa spiegare senza aver prima illustrato il contesto sociopolitico dell’epoca. Altrimenti si rischia di non comprendere appieno le ragioni del conflitto. Infatti, ho conosciuto in maniera approfondita il Grande Assedio di Malta del 1565 leggendo un saggio che racconta in maniera dettagliata i protagonisti e le strategie attuate dai comandanti nella famosissima battaglia di Lepanto del 1571. 
Suleiman the Magnificent of the Ottoman Empire.jpgUno scontro che molto probabilmente non sarebbe mai avvenuto se l’assedio dell’isola maltese, sei anni prima, avesse avuto un esito diverso. Il periodo in questione vide il massimo splendore dell’impero Ottomano che a livello territoriale arrivò fino alle mura di Vienna che nel 1529 fu assediata senza successo dal Sultano Solimano (evento da non confondere con lo scontro avvenuto nel secolo successivo). Nonostante la sconfitta, i turchi rappresentavano una minaccia costante per i sovrani europei, che temendo seriamente una loro penetrazione nei territori occidentali, pur di non incrociare le armi con loro, strinsero accordi economici con il Sultano. La Repubblica di Venezia versava un contributo regolare per mantenere la pace, il Sacro Romano Impero gli vendeva archibugi e la Francia artiglieria. Filippo II, il re spagnolo e re di Napoli e del regno di Sicilia, pur di non mettere nuovamente a repentaglio la sua flotta, si guardava bene dall’infastidire nuovamente gli Ottomani e i suoi corsari. Solimano, invece, desiderando ardentemente una rivalsa, e per conseguire il suo sogno di far abbeverare i propri cavalli a Roma e trasformare S. Pietro in una moschea, abbandonò l’idea di assediare Vienna una seconda volta, decidendo di conquistare Malta per ottenere il controllo assoluto del Mediterraneo per poi sbarcare in Sicilia e giungere a Roma. A Malta risiedeva il Sacro Ordine dei Cavalieri Ospitalieri che con la sua piccola flotta, era l’unica forza in grado di contrastare le frequenti scorrerie dei corsari turchi che avvenivano specialmente sulle coste italiane meridionali, facendo nascere il grido “mamma li turchi!” che ancor oggi, sporadicamente, ripetiamo o sentiamo dire. Inoltre Malta, per gli Ottomani sembrava un obiettivo molto più facile da conquistare rispetto Vienna per i quarantamila uomini schierati da Solimano. Anche tutti i sovrani europei erano della stessa idea e si rifiutarono ad accorrere in aiuto ai cavalieri che potevano contare solamente su settecento uomini e seimila miliziani. Nonostante ciò, gli Ospitalieri per evitare che la cristiana Europa cadesse interamente in mani Ottomane, decisero di combattere immolandosi uno a uno, fino alla morte, per difendere la Chiesa Cattolica e gli stessi fratelli cristiani che li abbandonarono al loro destino. E’ stato questo atto di fede, altruismo, sacrificio e amore per le terre e tradizioni occidentali, assieme alle gesta eroiche dei cavalieri che respinsero al mittente ogni richiesta di resa, a ispirarmi il desiderio di scrivere un romanzo storico in chiave epica per far conoscere le loro gesta anche a chi le ignora, tenendo conto che si, il Grande Assedio di Malta è un evento noto, ma non così tanto dai non appassionati di storia. Spesso si nomina e si parla della battaglia di Lepanto senza citare un evento chiave avvenuto pochi anni prima. Infine, penso sia giusto ritenere “Finché morte non ci riunirà” la mia prima “puntata” al genere storico siccome non è stata la prima volta in cui mi sono cimentato a scrivere. Anni orsono, in un concorso ottenni una menzione speciale per “Stazione della vita”, un mio racconto che due anni fa è stato pubblicato in un’antologia, e in più scrissi la sceneggiatura per due cortometraggi.

02. Leggendo di critiche e recensioni, il tuo romanzo ha colpito lettori e addetti ai lavori per la scrittura molto fluida e armoniosa e per la trattazione precisa e puntale dell'evento storico con particolare enfasi per le battaglie. Ritieni anche tu che siano questi i punti di forza che hanno permesso a "Finché morte non ci riunirà" di ottenere diversi riconoscimenti come l'essere finalista al concorso letterario "Gaetano Cingari 2011" o la segnalazione sul blog letterario del "Sole 24 Ore" e molto altro ancora? E per un autore che tenta, grazie alle proprie forze e al talento, di emergere nel difficile mondo editoriale cosa significa ricevere simili attestati?

I punti forti corrispondono a una logica. Quando ho incominciato ad approfondire i miei studi storici, mi sono documentato sulle più importanti battaglie di ogni epoca, comprese quelle contemporanee. Man mano, mi sono soffermato sul medioevo, in particolare attorno al 1200 e 1500 senza dimenticare di assumere nozioni di strategia e politica di grandi esperti del passato come per esempio Sun Tzu con il suo “L’arte della guerra” e Machiavelli con “Il principe”. Questi studi mi hanno permesso di capire i movimenti sul campo degli eserciti e di “entrare” nella mente dei comandanti e dei soldati. Potendo “vivere” i loro sentimenti e le loro emozioni. Per quanto riguarda la trattazione precisa dell’avvenimento, è fortemente voluta. Il mio non è un romanzo storico ambientato in un’epoca realmente esistita ma che allo stesso tempo racconta avvenimenti totalmente di fantasia. Scrivendo, mi sono imposto di raccontare esattamente gli eventi accaduti. Per fare un semplice esempio, leggendo il mio testo, se un protagonista dell’assedio viene ferito, è proprio perché in quel momento dello scontro fu colpito. Per non annoiare il lettore e per rendere l’evento ancor più accattivante e coinvolgente dal punto di vista narrativo, mi sono aiutato usando personaggi di fantasia per i quali, ovviamente, potevo “disporre” liberamente dei loro destini. Inoltre, ho voluto lasciare il linguaggio il più scorrevole possibile per fare in modo che il romanzo potesse piacere anche alle persone non amanti del genere. Non ho mai voluto indirizzarmi a una nicchia precisa di assidui lettori, ma piuttosto il mio intento era quello di rivolgermi a tutti… Altrimenti come ho risposto nella precedente domanda, come avrei potuto pensare di far conoscere a più persone possibili il Grande Assedio di Malta? In definitiva, considerando tutti gli elementi che ho appena descritto, in un certo senso non sono sorpreso dei punti di forza segnalati, anche se, ovviamente, i riconoscimenti che ho ottenuto mi hanno riempito di soddisfazione perché mi hanno fatto capire che ho lavorato bene su tutti gli obiettivi che mi ero prefissato. Gli attestati che hai elencato, e i commenti ricevuti anche privatamente, sono in un certo senso vitali per spronare ad andare avanti uno scrittore emergente come me. D’altronde non sono certo presente nelle vetrine di ogni libreria. Il passaparola e le recensioni credo siano la chiave per ottenere visibilità. Per esempio, questi riconoscimenti, mi hanno donato la possibilità di incontrare la regista Anna Patrizia Caminati, che mi ha invitato a presentare il libro durante le rievocazioni storiche nelle quali ha la direzione artistica: “Revello Maggio Castello” e “I fieri Cameresi al riscatto della libertà”. E non dimentico di certo il centro arcieristico Altana del Motto Rosso con il quale è stata organizzata una cena denominata “Cavalieri… storie e leggende”. Come si usa disse spesso, “da cosa nasce cosa”... In seguito, mi hai contattato per un’intervista su questo interessantissimo portale di approfondimento che non conoscevo. Grazie!

03. Il romanzo storico pur non essendo un'opera di saggistica e godendo di situazioni e personaggi di fantasia, deve però essere storicamente ineccepibile. Dalla coerenza spazio-temporale allo studio delle fonti, non solo per battaglie e grandi eventi ma anche per la semplice quotidianità, usi e costumi per non parlare di una ricerca etimologica da applicare ai dialoghi per evitare concessioni al "moderno". Come hai affrontato tutte queste tematiche e hai avuto qualche momento di particolare difficoltà nel confrontarti con le fonti storiografiche?

Sulle fonti che ho studiato sul Grande Assedio di Malta, non ho trovato particolari difficoltà essendo tutte più o meno uniformi nel racconto. Il vero problema può sorgere quando più fonti raccontano il dettaglio di un evento in maniera totalmente diversa. A volte addirittura sembra di sentir parlare di fatti diversi, non dello stesso! Ma di questo non do certo colpa ai ricercatori. Quando si ricostruisce la storia antica, a volte bisogna riempire qualche “buco” con supposizioni personali. Nel momento in cui mi trovo davanti a difficoltà del genere, anche solo per interesse personale, cerco di capire la versione secondo me più credibile. Tendenzialmente è quella più ricca di dettagli o quella che cerca di interpretare le azioni delle persone che hanno vissuto l’evento. D’altronde anche i nostri padri avevano sentimenti, perciò credo che a volte, probabilmente, si faccia un po’ troppo presto a battezzare come folle un atteggiamento. Magari l’azione, seppur strana, poteva essere figlia di un grande amore o di un ideale che noi, oggi, non riusciamo a concepire. Per fare un esempio pratico, tempo fa, cercai di capire come morì Riccardo Cuor di Leone. Alcune fonti che trovai, sostenevano che era morto durante la guerra contro i francesi, altre che era stato avventato per aver esaminato troppo da vicino le mura di un castello ribelle. Non soddisfatto, trovai una biografia sul famoso re che mi risolse il dubbio. Con dovizia di particolari, l’autrice spiegò che Riccardo fu contattato da un vassallo del quale non si fidava perché mentre era in crociata, sostenne Giovanni, il fratello di Riccardo, desiderandolo al trono. Il re accettò di andare a fargli visita perché fu incuriosito dal presunto ritrovamento di una reliquia. Seguito solamente dalla sua guardia personale, non fidandosi ciecamente dell’invito, si avvicinò alle mura del vassallo per studiare la situazione. In quel momento un balestriere lo colpì a una spalla. Riccardo morì pochi giorni dopo a causa di un’infezione. A prescindere dal carattere del sovrano che sprezzante del pericolo guidava i suoi eserciti in prima “linea” con grande ardore, elemento testimoniato anche dal fatto che quando fu colpito da quel balestriere contraccambiò complimentandosi per la mira, ecco, a mio personalissimo e modesto modo di vedere, una morte del genere assomiglia tanto a una cospirazione, a un omicidio. Se è stato realmente così, per me è sin troppo riduttivo dire che è morto durante la sua lotta con i francesi. Tornando a noi, a “Finché morte non ci riunirà”, le più grandi difficoltà, anche se può sembrare assurdo, le ho incontrate per gli oggetti di uso quotidiano. Avevo una paura tremenda di rovinare il tutto inserendo, un bicchiere, un telo o un dettaglio che seppur di poco conto, poteva rovinarmi l’intera ricostruzione storica. E quindi mi sono prodigato in molte ricerche in tal senso. Per quanto riguarda i dialoghi, gli usi e costumi, al contrario, non ho avuto alcuna difficoltà. Riesco a calarmi con grande naturalezza e spontaneità nell’epoca. Non posso spiegare come ciò accada. Non perché voglia tenere il segreto, ma proprio perché non saprei come spiegarlo. Ancor prima di interessarmi realmente alla storia, sono sempre stato appassionato al medioevo, considerandolo l’epoca del passato in cui mi sarebbe piaciuto vivere. Ipotesi sempre più confermata quando cominciai ad approfondire i miei studi. Potrei citare decine e decine di libri, documentari, ma penso sarebbe inutile. Man mano che il tempo passava, accumulavo nozioni che ora fanno di parte di me, permettendomi di narrare la vita dell’epoca. A tal proposito, uno dei primi lettori, mi chiese se sono un reduce dell’assedio, perché leggendo il testo, quasi gli sembrava che lo fossi! Sebbene fosse una domanda “inusuale”, rimasi molto felice di rispondere che scrivo quello che “vedo” e che “vivo” mentre sono al fianco dei protagonisti. Non so se è così anche per gli altri scrittori, ma per me lo è.

04. "Finché morte non ci riunirà" si caratterizza di personaggi reali e di fantasia. Questi ultimi nati e sviluppati completamente nella tua testa di scrittore. A quale ti senti in qualche modo più legato e perché? E tornando invece a quelli che realmente combatterono a Malta nel 1565, chi ha stimolato di più il tuo desiderio di conoscenza e per quali motivi?

Sono legato a tutti i principali personaggi di fantasia. Tramite loro, ho voluto far rivivere nella mente del lettore le sofferenze e le gioie della vita quotidiana dell’epoca in giorni di pace e in periodo di assedio. Per noi oggi in un certo senso è più facile. Spegniamo la sveglia, ci alziamo da letto e andiamo al lavoro (se c’è…) per poi tornare a casa. Nel 1500, se avessimo vissuto ipoteticamente sulla costa meridionale dell’Italia, in un qualsiasi momento potevamo trovarci di fronte a decine o centinaia di corsari pronti a derubarci di tutto e a incendiarci la casa senza alcun avvertimento. Per non dire che magari avremmo potuto finire i nostri giorni incatenati a un remo di una galea… Entrando nello specifico, il mercante siciliano protagonista, Niccolò Lanza, porta nel nome due personali dediche. Una a Niccolò Machiavelli, l’altra a Shakespeare. Il cognome deriva dalla recente revisione storica per la quale si sostiene che il noto scrittore inglese sia stato in realtà un siciliano che si chiamava Crollalanza (Shake - Crolla, Spear - Lanza o lancia). Non che abbia deciso di credere a questa teoria, però sembrandomi ad ogni modo calzante, ho deciso di fare questa dedica. E non a caso, il protagonista s’improvviserà scrittore come le persone delle quali porta il nome… Quando Eleonora, sua moglie, viene rapita dai corsari, Niccolò, credendo di poterla riabbracciare solamente in paradiso, senza più averi, decide di unirsi ai cavalieri cominciando a scrivere lettere d’amore indirizzate all’amata con le quali racconta anche le sofferenze vissute durante l’assedio. Eleonora invece è una “dedica” speciale a tutte le donne dell’epoca. Non amo particolarmente i romanzi medievali dove le donne appaiono succubi, impotenti e maltrattate. In passato, ci sono state varie donne influenti, anche a capo di principati o piccoli regni. A me piace ricordare queste donne dei tempi passati. Proprio come Eleonora d’Aquitania, moglie di due re e madre di tre re che seguì il primo marito in crociata e fu molto influente su un figlio in particolare, il già citato Riccardo I Cuor di Leone. Marco Rosso è un mercenario che essendo nato mentre le campane del suo paese suonavano, decide di accorrere immediatamente a Malta per difendere le tradizioni della sua terra. Come proprio il suono delle campane. I corsari turchi, odiando le loro note, le fondevano o le gettavano in mare. Inoltre combatte perché le campagne continuino a profumare d’uva e di vino, bevanda proibita per gli Ottomani. E sarà proprio grazie a Marco Rosso, che Ettore Sinibaldi, un mercenario che combatte solamente per denaro, capirà l’importanza di combattere per un ideale. Considerando tutto ciò, comunque, se proprio devo fare una scelta, sono legato un po’ più a Marco e a Eleonora, perché come ha detto Pia Sgarbossa nella sua recensione su Qlibri, credo che: “dentro un’armatura, c’è sempre un uomo… che ha un cuore, che ama! E quell’uomo è un grande, perché dietro di a lui, c’è una grande donna”.
Riguardo i personaggi realmente esistiti, posso dire che ho sempre avuto un debole per i Cavalieri Ospitalieri. L’unico Ordine nato in seguito alle Crociate sorto inizialmente per curare i feriti e soccorrere i pellegrini che giungevano in Terra Santa stremati. Solo in un secondo momento, vedendosi costretti, impugnarono le armi senza però dimenticare la loro missione originaria. Infatti, l’Ordine che è tuttora esistente, noto come Sovrano Ordine Militare di Malta, gestisce vari ospedali e s’impegna in operazioni umanitarie. Tutto ciò però, è in parte anche merito del passato vissuto sul campo di battaglia dei cavalieri e dei loro Gran Maestri, come Jean Parisot de la Valette che in un momento di crisi, riuscì a rinsaldare l’Ordine e a spronarlo a combattere fino alla morte nell’assedio Ottomano accanto ai miliziani maltesi, i nativi dell’isola. Mi preme sottolineare che tale compito non fu per niente facile e per niente scontato da portare a termine. Qualche decennio prima, i cavalieri furono costretti ad arrendersi e ad abbandonare Rodi perché gli abitanti dell’isola non volevano più combattere a differenza dei maltesi, che nella stragrande maggioranza, gradendo il governo dei cavalieri, accettarono di combattere fino all’ultimo respiro. In tutto questo, è bene ricordare che durante l’Assedio di Malta, la Valette era più che settantenne… In più momenti indossò l’armatura e combatté spalla a spalla con i suoi fratelli cavalieri. Voci dell’epoca, addirittura, sostengono che si gettò in uno scontro senza alcuna protezione… Ovviamente tale ipotesi non è considerata in assoluto veritiera, ma per me, ciò ha poca importanza perché ci fa ancor più capire come il Gran Maestro fosse amato dai suoi cavalieri e dalla popolazione maltese. Ognuno è figlio della sua epoca, vero, ma per me ha fatto cose che io non riuscirei a fare oggi, figuriamoci a settantenni! Per questo lo ammiro enormemente. Le sue spoglie sono conservate nella cripta della co-cattedrale più famosa a Malta, da anni chiusa a tempo indefinito per restauro. Spero che la riaprano presto perché desidero ardentemente salutarlo, inchinandomi di fronte a lui.

05. Ogni scrittore ha i suoi miti letterari presenti e passati. In alcuni casi sono talmente forti da "influenzare" anche il modo di scrivere, la caratterizzazione di ambienti e personaggi etc etc. Un esempio su tutti che mi viene in mente è quanto Tolkien abbia condizionato, di sicuro in positivo le menti di tanti autori successivi. Tornando a noi, il tuo stile risente di qualche influenza oppure hai cercato di lavorare su uno stile narrativo che possa distinguerti? Come potresti definirti da un punto di vista squisitamente stilistico?

Da adolescente, ho cominciato ad appassionarmi alla lettura divorandomi i “Libri Game”, specialmente i fantasy di Joe Dever. Con il passare del tempo, ho letto molti generi diversi tra loro. Per fare qualche esempio, ho letto romanzi storici di autori diversi, avventure varie, thriller fantapolitici, qualche giallo, tutti i racconti di fantascienza sui robot di Asimov, due libri di Stephen King, uno di Tom Clancy, romanzi surreali. Ma in definitiva, direi che non sono stato particolarmente influenzato da nessun autore, più probabilmente, magari senza rendermene conto, sono diventati “miei” vari elementi della scrittura di più autori. Inoltre, indubbiamente, come detto in precedenza, avendo un piccolo passato da sceneggiatore, sono stato influenzato anche dalla cinematografia prediligendo i generi già menzionati. Per alcuni lettori, il mio stile è marcatamente derivato da questa ispirazione probabilmente inusuale per uno scrittore. Gli eventi vissuti da ogni personaggio di “Finché morte non ci riunirà”, procedono in parallelo come una sorta di montaggio video, con frequenti cambi di “scena”. Questo stile narrativo è così spontaneo che per me è l’unica maniera di far scorrere con naturalezza la storia che ho in mente. Una delle prime case editrici alla quale inviai il manoscritto, mi rispose che avrebbe pubblicato volentieri il romanzo ponendo però importanti condizioni: la modifica del titolo giudicata non consona per un romanzo storico, e la revisione profonda di alcuni dialoghi che dovevano contenere termini più aulici per rendere complessivamente il testo più simile ai romanzi storici già pubblicati ai quali il lettore è abituato. Dopo una breve riflessione, decisi di rifiutare. Decisi di prendere il rischio di non poter rendere noto a più persone possibili il Grande Assedio di Malta. Pensai che fosse meglio lasciare tutto così, appena mi sfiorò l’idea di modificare forzatamente il mio stile per tentare di assomigliare a qualcuno di più famoso, inorridii al pensiero di dover studiare più testi di uno stesso autore da aggiungere al tempo necessario per compiere le mie ricerche storiche. E, cosa più importante, per me il titolo è perfetto. Non l’avrei mai cambiato. Il suo significato più profondo è presente in tutto il testo e strettamente correlato alla vita dei protagonisti. Infatti, scommetterei che qualcuno leggendo le mie risposte precedenti abbia già immaginato cosa intendo dire. Inoltre, anche i dialoghi per me vanno bene così. Durante un assalto Ottomano alle mura di Castel Sant’Elmo, mentre i cavalieri sono sugli spalti, bersagliati da frecce e proiettili d’archibugio, attorniati da così tanti uomini sempre pronti a salire sulle scale o entrare nelle brecce aperte nelle mura, di certo, se dovevano scambiarsi qualche parola o qualche ordine, non lo facevano recitando in prosa o dilungandosi in cordialità! O almeno io, personalmente, ne sono convinto.
In conclusione, spiegati i motivi della mia scelta, di cui non mi pento, sono comunque conscio delle “difficoltà” alle quali vado incontro. Altri magari, avrebbero scelto il genere che va di moda al momento ispirandosi direttamente al best seller di turno. Una via sicuramente più facile per trovare fin da subito un numero maggiore di lettori rispetto la mia. Ma vedremo. Essendo un emergente pubblicato da piccoli editori, per ora non sembra andar male. Per il futuro, ovviamente non so. Come disse Shakespeare nel suo “Giulio Cesare”, - Oh, se uno potesse già conoscere l'esito degli avvenimenti d'oggi! Ma basterà che si concluda il giorno, e tutto si saprà. –

martedì 7 febbraio 2012

IL GIULLARE

Il termine giullare (dal provenzale (occitano) joglar a sua volta derivante dal lemma latino iocularis) designa tutti quegli artisti che, tra la fine della tarda antichità e l'avvento dell'età moderna, si guadagnavano da vivere esibendosi davanti ad un pubblico: attori, mimi, musicisti, ciarlatani, addestratori di animali, ballerini, acrobati. Nel Duecento e nel Trecento i giullari, uomini di media cultura (molto spesso chierici vaganti per le corti o per le piazze) che vivevano alla giornata facendo i cantastorie, i buffoni e i giocolieri, divennero il maggior elemento di unione tra la letteratura colta e quella popolare. Costoro erano guardati con sospetto dalla Chiesa cattolica che ne condannava il modello di vita e i canti. I giullari, considerati i primi veri professionisti delle lettere perché vivevano della loro arte, ebbero una funzione molto importante nella diffusione di notizie, idee, forme di spettacolo e di intrattenimento vario.

martedì 16 aprile 2019

"I CUSTODI DELLA PERGAMENA DEL DIAVOLO" IL NUOVO LIBRO DI FRANCESCA RAMACCIOTTI


Un tesoro scomparso all’ombra di un monastero, un assassino che semina morte tra donne innocenti e un inquietante mistero che attraversa i secoli...  Il thriller storico “I custodi della pergamena del diavolo” di Francesca Ramacciotti (Newton Compton) è ambientato a Pisa nel XII° secolo e ai giorni nostri. Nel 1174 dello Stile Pisano, anno in cui l’architetto Deotisalvi inizia a costruire la Torre di Pisa, viene rubato l’oro che un tempo rivestiva l’antico arco di trionfo della città: la Porta Aurea. Inoltre Pisa è funestata da una serie di strani femminicidi, su cui indaga il giovane perito legale Lanfranco, pupillo di Deotisalvi. Ai giorni nostri, Yasser Martani, uno scrittore di saggi storici, convinto che il ladro sia un notabile di Pisa e che per questo motivo le fonti siano inspiegabilmente carenti di notizie su quell'anno, cerca di scoprirne l’identità e ritrovare l’oro. Con lui collabora Emma, una bella dottoranda in storia medievale, in possesso di una cronaca scritta da una suora, proprio a partire dal 1174. Nel testo la monaca accenna a un malfattore che la minaccia e che ha nascosto in un luogo misterioso il frutto del suo crimine. Sia nelle fonti in possesso dello scrittore che nella cronaca della suora, compare l’espressione Porta del demonio. Dato che l’oro, nel medioevo era detto “frutto del demonio”, i due pensano che l’espressione fosse il nome criptato della Porta Aurea. Yasser ed Emma credono, quindi, che il criminale citato dalla monaca sia l’autore del furto e iniziano una caccia all'oro a ritroso nel tempo, proprio nel periodo in cui Lanfranco tenta di catturare l’assassino delle giovani donne. I delitti e gli intrighi del passato si congiungeranno al quelli del presente, fino all'insospettabile epilogo.


Francesca Ramacciotti, scrittrice livornese, dedicata il suo nuovo romanzo alla città di Pisa.

“Pisa altera Roma: così San Bernardo di Chiaravalle invocava che Pisa diventasse la sede della Chiesa, al posto di una Roma decadente e corrotta. Infatti, nel XII° secolo, Pisa era forse la più ricca e potente città d’Italia, anche se nei libri di storia niente si legge in merito – spiega Francesca Ramacciotti - Per rimediare a questa “ingiustizia” storica, nel mio romanzo “I custodi della pergamena del diavolo”, uscito il 28 marzo per Newton Compton, ho ricreato l’universo, ricco di luci e ombre, della Pisa medievale, grazie anche all’aiuto di due storici pisani, Agostino Agostini e Maurizio Vaglini. Durante le mie ricerche, durate un anno, mi sono posta alcune domande: perché non esistono, di fatto, notizie sull'inizio della costruzione della Torre di Pisa e sul suo architetto? Dov'è finito l’oro che ricopriva la Porta Aurea, antico arco di trionfo della città? Quale mistero nasconde l’enigmatica chiesa di San Sepolcro, che nel 1174 era la sede del Gran Priorato gerosolimitano, antesignano dell’Ordine di Malta? Il mio libro, che non vuole essere un saggio ma un thriller storico, ricostruisce uno scenario letterario inedito e risponde a queste e ad altre domande, intrecciando realtà storica e fantasia, medioevo e giorni nostri, santi e meretrici. ”I custodi della pergamena del diavolo”, uscito per Newton Compton, è il mio secondo romanzo ed è il primo di una trilogia ambientata nel XII secolo, con il perito legale Lanfranco come protagonista”.

Il protagonista del libro è il perito legale Lanfranco, pupillo dell’architetto Deotisalvi e di Santa Ubaldesca. Indaga su una serie di strani omicidi nella Pisa del 1174, mentre viene rubato l’oro della Porta Aurea, che doveva finanziare la costruzione del Campanile. Mentre ai giorni nostri, Yasser Martani, scrittore di saggi storici, è convinto, grazie a un’antica pergamena, che il tesoro rubato sia ancora nascosto in città e cerca di ritrovarlo. Ma un assassino sembra riemergere dal medioevo, uccidendo ancora per impadronirsi della pergamena.

Nei vicoli di Chinzica e nelle vie della Civitas, in luoghi ancora adesso riconoscibili, i lettori si appassioneranno agli intrighi del passato, legati al presente da un segreto inconfessabile. E, al tempo stesso, visiteranno una Pisa inedita, antica ma viva e affascinante. E se lo dice una scrittrice livornese, c’è da crederci.

“Francesca Ramacciotti può essere definita la Signora italiana del thriller storico. La sua Pisa del XII secolo, dove intrighi e delitti si consumano a ritmo serrato durante la costruzione della torre pendente, non si dimentica”. Carlo A. Martigli

Francesca Ramacciotti è nata a Livorno ma ama anche Pisa. Laureata in Giurisprudenza all’Università di Pisa, è stata giudice conciliatore per sei anni e attualmente insegna Diritto ed Economia all’Itis G. Galilei di Livorno. Accanita lettrice, ha sempre praticato la scrittura, sia creativa che in forma di sceneggiatura e testi teatrali. Ha collaborato con registi a Pisa e Livorno, dove sono stati rappresentati i suoi testi teatrali. Con il cortometraggio “Gnam Gnam”, di cui ha realizzato soggetto e sceneggiatura, ha vinto numerosi premi, fra cui il secondo posto al Corto Festival di Chianciano Terme. È stata allieva di Giulio Mozzi, Sebastiano Mondadori e Carlo A. Martigli. Prima classificata al premio letterario internazionale Città di Barletta, patrocinato dall’Unesco, nel 2010 e al premio Giallo di Donna nel 2011, ha scritto molti racconti presenti in antologie e riviste. Nel 2013 è stata fra i vincitori del Torneo letterario IoScrittore, bandito dal gruppo editoriale GeMS, con la conseguente pubblicazione in eBook del romanzo “Un angelo nel pallone”. I custodi della pergamena del diavolo, uscito per Newton Compton, è il suo secondo romanzo ed è il primo di una trilogia ambientata nel XII secolo, con il perito legale Lanfranco come protagonista. Francesca non esce mai di casa senza gli orecchini e un libro.

domenica 21 ottobre 2012

CHIESA DI SANTO STEFANO ROTONDO A ROMA

La costruzione fu probabilmente voluta da papa Leone I (440-461), sotto il quale era stata edificata anche un'altra chiesa dedicata a santo Stefano (Santo Stefano sulla via Latina), e dovette essere iniziata negli anni finali del suo pontificato: sono infatti state rinvenute in un tratto delle fondazioni dell'edificio due monete dell'imperatore Libio Severo (461-465); inoltre tramite la dendrocronologia si è appurato che il legno utilizzato nelle travi del tetto era stato tagliato intorno al 455. Dalle fonti sappiamo che tuttavia la chiesa venne consacrata solo successivamente, da papa Simplicio (468-483). L'edificio aveva pianta circolare, costituita in origine da tre cerchi concentrici: uno spazio centrale (diametro 22 m) era delimitato da un cerchio di 22 colonne architravate, sulle quali poggia un tamburo (alto 22,16 m); tale parte centrale era circondata da due ambulacri più bassi ad anello: quello più interno (diametro 42 m) era delimitato da un secondo cerchio di colonne collegate da archi, oggi inserite in un muro continuo, mentre quello più esterno (diametro 66 m), scomparso, era chiuso da un basso muro. Nell'anello più esterno dei colonnati radiali sormontati da un muro delimitavano quattro ambienti di maggiore altezza, che iscrivevano nella pianta circolare una croce greca riconoscibile anche all'esterno per la differenza di altezza delle coperture. I tratti intermedi dell'anello più esterno, di altezza inferiore, erano ulteriormente suddivisi in uno stretto corridoio esterno, coperto da una volta a botte anulare, e in uno spazio più interno, probabilmente scoperto. Dai corridoi, a cui si accedeva dall'esterno mediante otto piccole porte, si passava agli ambienti radiali della croce greca, e da qui all'ambulacro interno e allo spazio centrale, coperti probabilmente con volte autoportanti, costituite forse da tubi fittili. Gli interni erano riccamente decorati con lastre di marmo: sono stati rinvenuti tratti del pavimento originale, con lastre in marmo cipollino e fori sulle pareti testimoniano la presenza di un rivestimento parietale nello stesso materiale. Nello spazio centrale si trovava l'altare, inserito in uno spazio recintato.
Il colonnato che circonda lo spazio centrale è composto da 22 colonne con fusti e basi di reimpiego (di altezza diversa l'una dall'altra), mentre i capitelli ionici furono appositamente eseguiti nel V secolo per la chiesa. Anche gli architravi sopra le colonne, probabilmente rilavorati da blocchi reimpiegati di diversa origine, hanno altezze leggermente diverse. L'edificio si inserisce nella "rinascita classica" dell'architettura paleocristiana romana, che raggiunse la sua massima espressione negli anni tra il 430 e il 460 (basilica di Santa Maria Maggiore, basilica di Santa Sabina, rifacimento del Battistero lateranense, mausoleo di Santa Costanza) e fu caratterizzata dal richiamo consapevole all'architettura romana e tardo-antica.
La pianta riprende, fondendoli, i due modelli di edifici a pianta centrale, la pianta circolare con deambulatorio e la pianta a croce greca, utilizzate già in epoca costantiniana per gli edifici di culto e in particolare per i martyria, memorie dei martiri. La struttura dell'edificio presenta analogie con la pianta della rotonda (Anastasis) della chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme che, per il suo grande prestigio, rappresentò un modello duraturo per l'architettura occidentale, fino a tutto il medioevo. Tra il 523 e il 529, sotto i papi Giovanni I e Felice IV, sappiamo dalle fonti che la chiesa fu ornata da mosaici e rivestita in marmi preziosi.
Nella chiesa aveva predicato il papa Gregorio Magno, al quale viene attribuita una cattedra che tuttora vi è conservata, un sedile in marmo di epoca romana, dal quale vennero eliminati nel XIII secolo la spalliera e i braccioli. Presso la chiesa, ricorda l'Armellini, in Notizie storiche e topografiche delle chiese di Roma vol. II, p. 121,

« v'era il monastero e la chiesa di s. Erasmo, dove visse già monaco Adeodato che divenne poi papa. Fra le rovine di quello nel 1554 e 1561 furono rinvenute memorie domestiche degli Aradî Rufini Valerî Proculi del secolo IV, le quali attestano che ivi sorgeva un giorno la loro casa; [...] Quella casa nel secolo VI o nel VII mutata in cenobio col nome di Erasmo, non perdè affatto l antica nomina poiché fu chiamata Xenodochium Valerii. »

In questo monastero trovarono rifugio i seguaci di San Benedetto messi in fuga dai monasteri di Subiaco per opera dei Longobardi dopo il 601. Nel VII secolo papa Teodoro I (642-649) trasferì a Santo Stefano Rotondo le reliquie dei santi martiri Primo e Feliciano. Sul nuovo sepolcro dei martiri, collocato nel braccio nord-orientale, venne eretto un nuovo altare, con un paliotto d'argento, alle spalle del quale il muro esterno venne demolito per realizzarvi una piccola abside. Il catino absidale venne decorato da un mosaico a fondo d'oro, sul quale sono raffigurati i due santi ai lati di una croce gemmata, sormontata da un medaglione con il busto del Cristo; da un anello superiore si intravede il cielo stellato, con la mano di Dio che offre la corona del martirio. Il mosaico, uno dei pochi esempi di quest'epoca ad essersi conservato a Roma, fu probabilmente eseguito da un artista di origine bizantina. Nell'XI secolo la cappella fu ristretta con tramezzi per ospitare una sacrestia e un coro secondario e nel 1586 le pareti furono affrescate da Antonio Tempesta con le storie del martirio dei due santi. L'attuale altare si deve al 1736 ed è opera di Filippo Barigoni. La chiesa decadde nei secoli successivi e perse le coperture originarie. Fu restaurata ad opera di papa Innocenzo II negli anni tra il 1139 e il 1143: l'anello esterno e tre dei quattro bracci vennero abbandonati, mentre rimase intatto solo quello che ospitava la cappella dei santi Primo e Feliciano. Il colonnato più esterno venne chiuso con muri in mattoni e fu creato un porticato di ingresso, coperto a volta, a cinque arcate su colonne con fusti di reimpiego in granito e capitelli tuscanici. Nel rifacimento delle coperture dello spazio centrale si costruì, per ridurre l'ampiezza, un muro di tramezzo, aperto con tre archi (quello centrale più ampio dei due laterali) sostenuti da due grandi colonne, con fusti di granito e capitelli corinzi e basi di reimpiego. Infine, per consolidare la struttura, 14 delle finestre aperte sul tamburo vennero murate. L'edificio, privo di un clero regolare, continuò ad essere trascurato e nel 1420 la chiesa venne descritta come basilica disrupta e se ne giunse a interpretare i resti come quelli di un tempio dedicato al dio Fauno. La convinzione che la chiesa derivasse dalla riutilizzazione di un edificio romano durò fino al XIX secolo, così come la denominazione di "Tempio di Bacco". Papa Niccolò V (1447-1455) affidò il restauro completo dell'edificio allo scultore fiorentino Bernardo Rossellino, che rifece le coperture e il pavimento, rialzandone la quota, collocò al centro dell'edificio un altare marmoreo, eliminò definitivamente il cadente ambulacro esterno e tamponò con un muro le colonne del secondo anello con un robusto cilindro murario che corrisponde all'attuale parete esterna dell'edificio. Dei bracci della croce greca ne rimase quindi uno solo utilizzato come vestibolo in corrispondenza dell'atrio. Alcuni autori hanno ipotizzato un ruolo progettuale anche di Leon Battista Alberti. Nel 1613 sull'altare venne collocato un alto tabernacolo di legno intagliato, oggi scomparso.
La chiesa venne quindi affidata all'ordine paolino che la mantenne fino al 1580, quando papa Gregorio XIII la affidò al "Collegium hungaricum", poi a sua volta unificato al "Collegium germanicum", un convitto retto dai gesuiti destinato ai sacerdoti di lingua tedesca. Nello stesso anno venne realizzata la nuova porta della sacrestia e intorno all'altare venne costruito un recinto ottagonale, decorato con sculture (stemmi papali) e affreschi di Niccolò Circignani, detto il Pomarancio. Il recinto è decorato con 24 scene che imitano rilievi scultorei, in toni di giallo, raffiguranti la storia di santo Stefano e del suo culto, in particolare, in Ungheria (vedi in particolare la scena del sogno di Sarota, madre di santo Stefano d'Ungheria). Nel 1583 lo stesso Pomarancio ricevette l'incarico di affrescare il muro che chiudeva l'ambulacro con scene di martirio. Il ciclo inizia con la Strage degli innocenti, continuando con la Crocifissione di Gesù, a cui segue il martirio di santo Stefano, con sullo sfondo le raffigurazioni dei supplizi degli Apostoli. I dipinti sono forniti di didascalie in latino e in italiano. Alcune delle scene, in cattivo stato di conservazione, vennero malamente ridipinte nel XIX secolo.

Fonte: Wikipedia




martedì 25 ottobre 2011

I VIAGGI DI AMERIGO VESPUCCI

Con i viaggi di Amerigo Vespucci usciamo da quella che convenzionalmente è la data della fine del Medioevo (1492). Si è deciso di metterlo per completezza di informazioni


Amerigo Vespucci (Firenze, 9 marzo 1454 – Siviglia, 22 febbraio 1512) è stato un navigatore ed esploratore italiano. Fu tra i primi e più importanti esploratori del Nuovo Mondo, tanto da lasciare il suo nome al continente. L'intuizione fondamentale di Vespucci risiedette nell'aver compreso che le nuove terre non costituissero porzioni di territorio del continente asiatico, ma facessero parte di una "quarta parte del globo". Egli notò infatti, compiendo un viaggio al servizio del Portogallo nel 1501, che l'estensione delle zone scoperte si spingeva fino al 50º grado di latitudine sud. Da tale notevole grandezza comprese di essere in presenza di un continente fino ad allora sconosciuto. 



venerdì 13 luglio 2012

LA SINDONE E' VERA?

Nel novembre 2011 il fisico e dirigente di ricerca presso l’ENEA di Frascati, Paolo Di Lazzaro, ha presentato in anteprima uno studio scientifico svolto sulla Sacra Sindone, concentratosi sulla formazione dell’immagine. La conclusione è stata la presa di coscienza che oggi la scienza non è in grado di spiegare come si sia formata l’immagine corporea sulla Sindone, facendo diventare dunque non ragionevole l’ipotesi di un falsario medioevale. Soltanto utilizzando la luce UV e VUV di un laser eccimero impulsato della durata di alcuni miliardesimi di secondo, si è potuto colorare il lino in modo similsindonico.

giovedì 28 maggio 2015

50° CORTEO MATILDICO 30/31 MAGGIO 2015

Corteo Matildico

Il Corteo storico matildico è una manifestazione rievocativa di carattere storico, che si svolge con cadenza annuale, a Quattro Castella, in provincia di Reggio Emilia, dal 1955; è stato interrotto negli anni dal 1972 al 1984. La manifestazione è attualmente organizzata dal Comitato Matildico, gruppo composto da 26 volontari castellesi. Il Comitato Matildico è il soggetto organizzatore della manifestazione dal 1984, anno della ripresa del Corteo dopo quasi 10 anni di interruzione. Il Comitato opera in nome e per conto del Comune di Quattro Castella. La manifestazione si svolge comunemente l’ultima domenica di maggio, e rievoca l’episodio dell’incoronazione di Matilde di Canossa per mano di Enrico V, avvenuta ai piedi delCastello di Bianello tra il 6 e l’11 maggio dell’anno 1111. L’imperatore era il figlio di Enrico IV che trent’anni prima ottenne dal papa Gregorio VII, grazie alla mediazione di Matilde, il perdono di Canossa. Donizone di Canossa, biografo di Matilde e cronista dell’epoca, racconta che l’imperatore raggiunse il castello di Bianello di ritorno da Roma e incoronò la granduchessa con il titolo di “vice regina vicaria imperiale d’Italia”. Tale episodio fu il passo decisivo verso il concordato di Worms. Fonti storiche riportano che la cerimonia ebbe luogo sul sagrato della chiesa di Sant’Antonino, poco distante da dove attualmente avviene la manifestazione. Lo spettacolo consiste nella rievocazione teatrale dell’episodio storico, con la figura di Matilde e quella dell’imperatore Enrico V interpretate comunemente da figure note dello spettacolo, della cultura e dello sport. L’evento presenta tradizionalmente diversi spettacoli medievali:
  • Le esibizioni delle contrade di sbandieratori e musici castellesi (Contrada di Monticelli, Contrada della Corte, Contrada della Maestà della Battaglia)
  • Le sfilate e le esibizioni dei principali gruppi storici castellesi (Contrada di Borgoleto, Gruppo Storico dei Villici, Gruppo Storico Arcieri delle Quattro Castella)
  • La Quintana dell’Anello: Si tratta di un gioco d’abilità per cavalieri. I partecipanti devono riuscire ad infilare con la lancia durante una cavalcata degli anelli, che diventano mano a mano più piccoli.
  • Il Gran Passo d’Armi, altrimenti noto come “Gioco del Ponte” o “Lotta del Ponte”: Due squadre composte da 7 lottatori si affrontano in duello sopra un ponte di legno. Vince la squadra che riesce a far cadere tutti i componenti della squadra avversaria dal ponte, lasciando almeno uno dei propri membri ancora sopra.
  • Il Corteo storico matildico trae il suo nome dalla sfilata (“corteo”) finale di oltre 1000 comparse in costume d’epoca, lungo le vie di Quattro Castella.

Gruppo Storico “Villici delle Quattro Castella”

Fondato nel 1987, il gruppo rappresenta la plebe del basso medioevo. Nelle numerose esibizioni in giro per l’Italia rievocano la vita del popolo attraverso la cucina tradizionale, gli abiti fedelmente ricostruiti e gli animali della tradizione contadina. Nella tradizionale ricostruzione del villaggio medievale mostrano i mestieri antichi del medioevo con strumenti dell’epoca: la macinazione della farina, la lavorazione del ferro, la falegnameria e la tessitura della lana.

Arcieri delle Quattro Castella

 Gruppo Storico “I Cavalieri di Matilde”

Già presenti al Corteo Matildico del 1995, si sono strutturati come gruppo storico organizzato nel 1999. Partecipano a manifestazioni equestri, cortei e rievocazioni storiche in vari territori del Nord Italia. In questi anni si sono caratterizzati per l’organizzazione di giostre e tornei medievali con tanto di banditore, maestro di campo, musica d’epoca e in certe occasioni se richiesto la presenza di Matilde di Canossa a cavallo. Tra i giochi più conosciuti “la Quintana dell’Anello” che si svolge ogni anno al Corteo Matildico di Quattro Castella.

Contrada della Corte

Contrada del Borgoleto

Contrada di Monticelli

Contrada Maestà della Battaglia

Gruppo storico “Gran Passo d’Armi” – Lottatori del Ponte

Fondati nel 2013, il gruppo raccoglie i partecipanti delle 4 gualdane di Quattro Castella. Ognuna delle gualdane corrisponde ad uno dei quattro colli castellesi: Monte Vetro (nero-rosso), Bianello (nero-bianco), Monte Lucio (nero-verde) e Monte Zane (nero-giallo). Ogni anno organizzano al Corteo Matildico il Gran Passo d’Armi (comunemente noto come Gioco del Ponte) e la sfida della Ruota Contesa alle Feste Medievali. Come gruppo di armigeri e soldati partecipano a varie manifestazioni in tutta Italia.


sabato 30 agosto 2014

GLI INGREDIENTI PER CUCINARE NEL MEDIOEVO

In linea di massima i cuochi medioevali avevano i cibi che abbiamo noi: carni, pesci, pollame, uova, cereali, legumi, erbe e spezie, vino, latte e latticini. Un tale John of Garland scrisse un Dictionarius verso il 1250 nel quale sono indicati gli alimenti presenti sulle tavole dell'epoca e possiamo trovare: ciliegie, pere, mele, prugne, cotogne, nespole, pesche, noci, nocciole, fichi, uva, salvia, cardo, finocchio, cavolo, borragine, senape, solo per citarne alcuni. Lungo le strade venditori, che non applicavano le buone prassi igieniche, vendevano oltre ai già citati alimenti, formaggi, frutta e verdura d'importazione come fichi, uva secca di Damasco, latte, burro, uova e cacciagione. Venivano, poi, venduti prodotti già lavorati come salsa all'aglio, fagioli cotti e salsa verde.
Carni, pesci e selvaggina: La lista delle carni e dei pesci usati nel Medioevo è vastissima. Si spazia dalla carne di maiale al vitello, al cervo, all’oca, al coniglio, al capretto, al daino, al montone. Per i pesci vale la stessa regola della molteplicità della scelta: luccio, storione, salmone, tinca, crostacei (come gambero, aragosta, ostrica), e poi ancora merluzzo, nasello, branzino, fino ad arrivare alle balene, foche e ai trichechi, tutti classificati come pesci. Non dimentichiamo che nel Medioevo il calendario cristiano prevedeva un’alternanza di giorni in cui era permesso il consumo della carne e del pesce. Molte ricette avevano versioni “per i giorni di magro” e “per i giorni di grasso”. Anche gli uccelli contribuivano ad aumentare la scelta delle portate per il banchetto: pernice, fagiano, piccione, anatra selvatica, quaglia, beccaccino erano i più amati. Gli uccelli di piccole dimensioni erano usati per farcire le torte salate. Carni, pesci e selvaggina subivano comunque una lunga cottura , poiché si pensava che così fossero più facilmente digeribili.
Erbe e spezie: L’uso massiccio delle erbe era dettato anche da motivi di salute, infatti con le erbe ci si curava. Oltre a quelle che era possibile coltivare nell’orto, le ricette prevedevano l’impiego di tante spezie costose provenienti dall’Oriente, come la cannella, lo zenzero e la noce moscata. Si riteneva infatti che lo zenzero “scaldasse” lo stomaco, aiutando la digestione e che i chiodi di garofano distendessero i nervi. Sempre secondo gli erboristi medievali, la noce moscata combatteva il raffreddore ed era indicata per le forme di depressione, mentre il cinnamomo era considerato un tonico importante. Naturalmente la presenza di una spezia costosa era evidente segno di ricchezza e di potere, ma i concetti di salute e ricchezza sono in questo caso strettamente legati.
Frutta e verdura: Con la frutta si iniziava solitamente il pranzo e con la frutta accompagnata da confetti lo si finiva. Era molto usata anche nelle torte salate e negli arrosti. La mela cotogna, il melograno, l’uva, il dattero, il fico, l’uva sultanina e la pera erano tra le preferite. Il succo d’uva puro era impiegato per pesci o carni in umido. Tra le verdure più comuni troviamo: lattuga, cavolo, piselli, sedano, rafano, porro, carciofo, lenticchie, rape. Anche noci, nocciole e castagne erano amatissime, ma le mandorle rivestivano un’importanza del tutto particolare, perché erano utilizzate in moltissime ricette, non solo per il loro sapore ma anche per il colore.
Mandorle: Le mandorle erano impiegate nei modi più disparati: tritate, macinate, a pezzetti, alla griglia, bollite. Esse erano inoltre l’ingrediente base per il “Biancomangiare”: una minestra preparata con riso o farina di riso, carne o pesce, più brodo e l’aggiunta delle mandorle che conferivano un gusto amarognolo molto gradito ai palati medievali. Il latte alle mandorle era usato sia come bevanda che come brodo per minestre e salse. Lo si otteneva aggiungendo al latte le mandorle tritate grossolanamente.
Uova: Il consumo di uova raggiungeva limiti strabilianti. Le ricette medievale le adoperavano da sole, nelle salse, con le erbe, per i ripieni e la decorazione finale: la famosa “doratura”. Questa operazione complessa fatta da persone specializzate proprio in quest’arte, consisteva nello spalmare arrosti di carne, selvaggina, pesci o torte salate, con una mistura di tuorli d’uovo, per dare loro un colore giallo acceso.
Miele: Il miele era onnipresente. Lo si adoperava non solo nei dolci al posto dello zucchero, ma anche nel pane, nei piatti di carne e in quelli di frutta. Il miele, infatti, era più facilmente reperibile e meno costoso dello zucchero che era importato, poiché spesso era prodotto nelle arnie domestiche.
Condimenti: Il condimento universalmente usato era il grasso di maiale, ossia il lardo, che era cotto e poi lasciato riposare per conservarlo. Diffuso era anche l’olio, utilizzato soprattutto crudo, per condire. La Chiesa raccomandava di osservare i giorni di magro (mercoledì, venerdì e sabato), perciò l’olio sostituiva il lardo e lo strutto nelle fritture, nei giorni di “penitenza alimentare”. Il burro era appannaggio dei ricchi, e spesso lo si doveva dissalare prima di utilizzarlo.

Articolo per gentile concessione del sito http://www.saperesapori.it/

lunedì 17 ottobre 2016

IL GIOCO DEGLI ARCANI - NUOVO LIBRO DI BARBARA FRALE

Risultati immagini per il gioco degli arcani barbara fraleNell’anno del Giubileo della misericordia, un giallo che riporta in vita le atmosfere del primo Giubileo della storia della cristianità. Roma, anno 1300. Papa Bonifacio VIII ha indetto il primo Giubileo della storia e in una città affollata e in preda alla frenesia non vuole altri problemi. Tantomeno un omicidio. Ma Giovanna Savelli, una delle nobildonne più in vista dell’Urbe, è stata trovata morta, forse avvelenata. E la principale indiziata è la bellissima Immacolata Colonna, che appartiene a una famiglia ostile al pontefice: processarla senza prove certe potrebbe scatenare una rivolta.

A chi affidare un’indagine così delicata? Il papa sceglie una strana coppia: suo nipote Crescenzio Caetani, che sogna di diventare medico, e la potente badessa di San Silvestro in Capite. Un braccio, giovane e ardimentoso, e una mente sottile protetta dalla clausura. Ben presto, si delineano due piste distinte. La prima conduce dritta a madamigella Colonna, ai suoi affari di cuore e al suo insidioso fascino. La seconda porta alla misteriosa zingara saracena Zaira, e al mazzo di carte con cui legge la fortuna e si dice dispensi la morte. Passando per il giardino dello scorbutico medico del pontefice, Arnaldo da Villanova, in cui a nessuno è permesso entrare… In questo giallo incalzante, Barbara Frale attinge alle ricche simbologie e agli affascinanti intrighi di un Medioevo ricostruito con passione, per tessere una tela in cui si intrecciano amore e vendetta, politica e magia. «Chi cerca maghi, trova il demonio», dice l’accorta badessa: il diavolo è furbo. Ma la verità trova sempre una via, per quanto tortuosa, per venire alla luce.

Barbara Frale, (Viterbo, 1970) è una storica medievista dell’Archivio Segreto Vaticano. Esperta di scritture e documenti antichi, ha pubblicato diversi saggi scientifici sui Templari, la Sindone di Torino e le discusse dimissioni di papa Celestino V. È anche autrice di romanzi storici ispirati alle fonti originali che rappresentano il suo normale ambito di lavoro, tra cui La lingua segreta degli dei (2012).

lunedì 19 settembre 2011

IL CODICE GIGAS

Il Codex Gigas (in italiano: Libro Gigante) è il più grande manoscritto medioevale esistente al mondo. Si ipotizza sia stato creato nel monastero benedettino di Podlažice in Boemia (ora nella Repubblica Ceca): la sua realizzazione si colloca nel primo trentennio del XIII secolo. Nel 1648, durante la Guerra dei trent'anni, l'opera fu presa dall'esercito svedese come bottino di guerra ed è ora conservata presso la Biblioteca nazionale svedese a Stoccolma. È anche conosciuto col nome di Bibbia del Diavolo per la grande illustrazione del demonio in esso contenuta e per la leggenda riguardo alla sua creazione. Il Codex Gigas è contenuto in una copertina di legno ricoperta di pelle, con alcuni ornamenti in metallo. Le dimensioni sono: 92 centimetri di lunghezza, 50 di larghezza e 22 di spessore, misure che lo rendono il manoscritto più voluminoso del medioevo. Inizialmente conteneva 320 pagine di vellum, ma otto di queste sono state successivamente rimosse. Il suo peso è di circa 75 kg. Il codice pare sia stato creato da un certo Herman il Recluso nel monastero Benedettino di Podlažice nei pressi di Chrudim, che venne distrutta nel XV secolo. Nel codex, il 1229 viene registrato come l'anno di completamento dell'opera. Il libro fece poi la sua comparsa nel monastero cistercense di Sedlec e successivamente venne acquistato da quello benedettino di Brevnov.

mercoledì 31 luglio 2013

IL PALIO DE LO DAINO 22-25 AGOSTO 2013 A MONDAINO (RN)

La notevole accuratezza filologica e la cura di ogni particolare, hanno reso il Palio del Daino tra le più affermate manifestazioni a livello nazionale, riconosciuta dal Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche. Gruppi di ricostruzione storica, antichi mestieri, artigiani, arti, botteghe, musici, cantori e giocolieri, spettacoli, oltre che le emozionanti sfide delle contrade, saranno dunque i protagonisti delle quattro serate mondainesi.


Per ulteriori informazioni su luoghi da visitare e sugli eventi:


PROLOCO MONDAINO

Oraro di apertura: tutte le mattine dalle 9.00 alle 12.00

telefono: 0541 869046
cellulare: 393 3604498

Altri siti interessanti:


Dove siamo - Il territorio
Confine naturale tra Adriatico, Pianura Padana e Appennino, tra Italia centrale e settentrionale; confine storico tra Romagna e Marche, tra domini malatestiani e feltreschi; confine culturale nella lingua nel costume e nell’arte. Terra sempre contesa, terra di conflitti e invasioni, terra di uomini dal carattere sanguinoso e risoluto, di gente sincera ma anche protagonista di incontri tra importanti influenze artistiche e culturali. Un confine che ancora caratterizza fortemente il territorio e lo rende incredibilmente diverso e unico. 

Come arrivare

Macchina Autostrada A14 uscita casello Cattolica 16 km
Treno Stazione FFSS Cattolica 18 km
Aereo Aeroporto Rimini Miramare 30 km

LE CONTRADE DI MONDAINO

Mondaino è divisa in 4 contrade:

- Il Borgo
- Castello
- Contado
- Montebello

Le contrade si sfidano al Palio una volta l'anno, con grande partecipazione di tutta la cittadinanza; questo è l'Albo d'Oro dal 1988, prima edizione del Palio.

2011 MONTEBELLO
2010 MONTEBELLO
2009 MONTEBELLO
2008 MONTEBELLO
2007 CASTELLO
2006 BORGO
2005 CASTELLO
2004 CASTELLO
2003 CASTELLO
2002 CASTELLO
2001 MONTEBELLO
2000 CASTELLO
1999 CASTELLO
1998 CASTELLO
1997 CASTELLO
1996 CONTADO
1995 MONTEBELLO
1994 BORGO
1993 CASTELLO
1992 BORGO
1991 MONTEBELLO
1990 CASTELLO
1989 BORGO
1988 MONTEBELLO
I Campioni Mondainesi di Balestra Manesca sono stati:

2011 Ciotti Fabrizio in arte "Bartolo"
2010 Pasqualina Benedetti
2009 Pasqualina Benedetti
2008 Ciotti Fabrizio in arte "Bartolo"
2007 Merli Franco
2006 Ciotti Fabrizio in arte "Bartolo"


I GRUPPI DI RIEVOCAZIONE STORICA DI MONDAINO

Balestrieri

La Compagnia Balestrieri San Michele di Mondaino è stata fondata nel 2000 da un gruppo di appassionati soci della locale Pro Loco e dalle quattro contrade mondainesi (Borgo, Castello, Contado e Montebello), organizzatrici del Palio del Daino. La Compagnia prende il nome dal Santo patrono di questa terra, posta a confine tra Romagna e Marche. Nel periodo medievale e rinascimentale i Malatesta ed i Montefeltro si contesero, con aspri scontri, la possente fortificazione che dominava questi luoghi. Non vi sono notizie storiche, che parlano espressamente di balestrieri mondainesi, (… buona parte dell’archivio parrrochiale è andata distrutta durante il secondo conflitto mondiale), tuttavia è certa la loro presenza, poiché lo stesso fortilizio era vigilato da una guarnigione armata, posta a controllo e tutela di queste terre di confine. Il daino, animale simbolo dal quale Mondaino trae il suo nome, compare nello stendardo della Compagnia con i colori giallo e rosso, caratteristici all’araldica malatestiana. La Compagnia composta da 14 balestrieri armati di balestra manesca, interagisce con il Gruppo dei Musici del Corteo Storico di Mondaino, formato da 12 tamburi e da 8 chiarine, ed è iscritta alla L.I.T.A.B. dal novembre 2000. Nel mese di settembre 2001, la Compagnia Balestrieri di San Michele, in Cortona, durante il 1° campionato di tiro con la balestra manesca, si è aggiudicata i titoli di “Campione nazionale di tiro a squadre ed individuale”.

Sbandieratori

Il gruppo Sbandieratori San Michele Arcangelo di Mondaino nasce nel dicembre 2002 sotto la supervisione del Rione Verde di Faenza e si esibisce in pubblico per la prima volta in occasione del Palio del Daino, nell’agosto 2003. Le bandiere riportano i colori della signoria dei Malatesta che governarono il castello di Mondaino durante il XIV e XV secolo. La costituzione del gruppo è stata promossa dalla Pro Loco di Mondaino e va ad aggiungersi alla Compagnia Musici e Balestrieri composta da circa 35 elementi. Frutti di una ricerca che la Pro Loco di Mondaino porta avanti, da oltre un decennio, attraverso l’organizzazione del “Palio del Daino”.

Musici

Il Gruppo Musici nasce nel 1990 per volontà di alcuni ragazzi mondainesi, spinti dall’interesse sempre maggiore per il medioevo e per tutti gli aspetti collegati con l’allora neonata manifestazione “Palio del Daino”. Il primo gruppo contava 4 chiarine e 5 tamburi. Il crescente interesse della manifestazione e la forte volontà dei componenti del gruppo hanno portato ad una forte presa verso i giovani di Mondaino che, nel volgere di poco tempo, ha consentito l’ingresso di nuovi elementi, di Mondaino e dei paesi limitrofi, fino al raggiungimento di 25 componenti (7 chiarine e 18 tamburi). Al momento il gruppo comprende 16 elementi, 4 chiarine e 12 tamburi; tra questi figurano ancora alcuni dei fondatori del gruppo, la cui partecipazione è sempre molto attiva. L’età dei componenti va dai 14 ai 36 anni ma, nonostante gli anni di differenza, il gruppo è molto compatto. Solo coinvolgendo tutti si può ottenere il massimo in qualsiasi situazione. Ed è quello che cerchiamo di fare. Proprio la crescita numerica ha portato alla necessità di adeguamento del materiale alla nuova realtà. Per fare questo, grazie all’aiuto della Proloco, è stata condotta una ricerca storico-folkloristica che ha portato alla realizzazione di 3 diversi tipi di vestiti, ricerca che è tutt’ora in corso, per un’analisi sempre più approfondita. Si è inoltre potuta acquistare tutta la strumentazione necessaria per consentire, a chiunque volesse partecipare, di entrare a far parte del gruppo.

Li Zanzeri (www.zanzeri.it)

Li Zanzeri non sono artisti di strada, ma sono artisti che lavorano in strada.  Gli attori della compagnia teatrale Li Zanzeri hanno, infatti, accettato la sfida di portare il teatro in mezzo alla gente, di trasformare lo spazio urbano in un luogo teatrale e tramutare ignari passanti, disposti in piedi o seduti sui gradini, in un pubblico in tribuna. Il teatro de Li Zanzeri parte idealmente dal Decamerone di Boccaccio (“Messere, a voi mi manda Biondello, e mandavi pregando che vi piaccia d’arrubinargli questo fiasco del vostro buon vin vermiglio, ch’è si vuole alquanto solazzar con suoi zanzeri”) per percorrere due strade parallele.
La prima è quella tracciata dalle compagnie girovaghe del teatro dell’arte (un solido canovaccio e una buona dose d’improvvisazione come elementi chiave per far “solazzar i compagni di bagordi” o zanzeri di turno) e quella oramai abbandonata delle “sacre rappresentazioni”, un teatro che parla al pubblico attraverso l’immagine, il suono e la musica. Un teatro in cui l’attore riscopre le potenzialità espressive del corpo e le amplifica nell’interazione con un’infinità di elementi naturali e tecnici: i trampoli, i teli, il fuoco, l’acqua, il vento, ecc. Contribuiscono al Palio del Daino con l'animazione itinerante "La confraternita di San Feliciano" o con spettacoli ogni anno diversi. 

domenica 5 luglio 2015

PROGRAMMA COMPLETO DI LUDIKA 1243


Gli organizzatori di Ludika 1243 ci hanno inviato il programma della manifestazione che avrà luogo a Viterbo dal 7 al 12 luglio 2015. Saranno cinque giorni ricchissimi di eventi di ogni tipo che riporteranno la Capitale della Tuscia al medioevo. Spettacoli, battaglie campali, commedie e tanto altro allieteranno questo "viaggio nel tempo" dei forestieri che potranno deliziarsi con il palato e con la mente. Agli organizzatori, un grande augurio per un evento da ricordare!

PROGRAMMA di LUDIKA 1243 – XV° Edizione

MARTEDI' 7 Luglio

ore 16.00 - PIAZZA SAN PELLEGRINO
Apertura delle Gilde a cura dell’Accademia della Croce Scarlatta : arcieri, guerrieri, alchimisti, esploratori.
Laboratori di 'Gioco di Ruolo dal Vivo' per i bambini dagli 8 ai 12 anni

Ore 18.00 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
Gran parata dei Giullari e delle Maschere di Commedia dell'Arte per le vie del centro storico con l’ensamble Histriones Carbij, per inaugurare questa XV° Edizione di LUDIKA 1243 e la II° Edizione del Festival COMEd'ARTE… segui il corteo dell’allegria!!!

Ore 18.30 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
Apertura de “La Piazza dei Giochi”, luogo d'incontro e diletto per tutte le età….vieni a provare i giochi medioevali d’intelletto e di abilità.

Ore 19.00 – PIAZZA DELLA MORTE
Apertura della Cittadella del Fantasy con addestramento delle milizie, a cura di Middena

Ore 20.00 – VIA SAN PELLEGRINO
Apertura Taberna Medievale: scopri i gusti, i sapori e i profumi del 1200. Cena nel Medioevo!

Ore 21.00 – CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA Spettacolo per il Festival 'COMEd'ARTE'

“I Panni Sporchi si Lavano in Piazza”
Pettegolezzi che trovano nella Piazza la loro giusta collocazione. Il bisogno di raccontare, di riferire, di informare, di sapere i fatti, di commentare ogni cosa...

Spettacolo di Commedia dell'Arte classica della Compagnia 'La Bottega dei Comici'

Ore 21.15 – PIAZZA SCACCIARICCI
Spazio libero per piccoli spettacoli di Artisti di Strada

Ore 21.30 – da PIAZZA SAN PELLEGRINO a girare lungo il centro storico Spettacolo d'arte di strada e giullaria :
“Acrobati del Borgo”
Un duo di giullari giocolieri allieteranno le vostre serate con divertenti spettacoli e...attenti... passeggiando potreste incontrarli lungo le strade sui loro alti trampoli

Ore 21.45 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
“Il Giullare Esotico”
Stravaganti giochi di magia, giocoleria, palloncini ed arte di strada creati da Yoji Yanagisawa

Ore 22.00 - CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA
Spettacolo per il Festival 'COMEd'ARTE'
“Una Piuma al Vento”
L'arrivo di uno sconosciuto forestiero in un piccolo paesino del Sud dell'Europa crea un gran scompiglio!
Spettacolo di Commedia dell'Arte contemporanea della Compagnia Neamera

Ore 22.30 – PIAZZA SAN PELLEGRINO
“Favola Buffa”
Spettacolo d'arte di strada, tessuti e acrobazie aeree di Chiara Vitale
Una principessa prigioniera sulla torre, un principe rimediato e una strega impicciona.

Ore 23.00 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
“L’arte del Mangiafuoco”
Spettacolo inaugurale dei Focolieri dei Laboratori Ludyka e Ludykantes

MERCOLEDI' 8 Luglio

Ore 15.00 – CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA 
“L'Arte in Volo”
Stage per il Festival 'COMEd'ARTE' di Acrobatica e Giocoleria di base per artisti di strada, condotto da Chiara Bartolucci, Stefano Scialanca e Michele Marini

Costo di partecipazione : 8 Euro

Ore 16.30 – CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA
“Il Carro Allegorico”
Stage per il Festival 'COMEd'ARTE' di Commedia dell'Arte per bambini aperto a tutte le età, condotto da Alessio Sapienza e Valentina Puccini Costo di partecipazione : 5 Euro

Ore 18.00 – CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA
“L'Arte di Sognare”
Stage per il Festival 'COMEd'ARTE' di Arte del Mangiafuoco e Trampoli, condotto da Federico Moschetti e Irene Scialanca
Costo di partecipazione : 8 Euro

Ore 18.00 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
Presentazione del Gioco dell’Anno “Il Piccolo Principe” e del nuovo gioco di ruolo Savage World

Ore 18.15 – PIAZZA della MORTE
Torneo di Spada per bambini a cura di Middena
Banco del Trucconiglio per visi da veri guerrieri

Ore 18.30 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
Apertura de “La Piazza dei Giochi”, luogo d'incontro e diletto per tutte le età….vieni a provare i giochi medioevali d’intelletto e di abilità.

Ore 19.00 – PIAZZA SAN PELLEGRINO JUGGERBALL:
Lo sport Ufficiale del “gioco di ruolo”!
Per i bambini dagli 8 ai 12 anni, a cura dell’Accademia della Croce Scarlatta

Ore 19.30 – da PIAZZA SAN CARLUCCIO
A girare lungo il centro storico “La Biblioteca dei Commedianti” - Biblioteca ambulante di Libri di Teatro; un invito a leggere testi teatrali e a frequentare l'angolo biblioteca del Festival di 'COMEd'ARTE'

Ore 20.00 – VIA SAN PELLEGRINO
Apertura Taberna Medievale: scopri i gusti, i sapori e i profumi del 1200. Cena nel Medioevo!

Ore 20.30 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
“Il Giullare Esotico”
Stravaganti giochi di magia, giocoleria, palloncini ed arte di strada creati da Yoji Yanagisawa

Ore 21.00 - CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA
Spettacolo per il Festival 'COMEd'ARTE'
“Una Piuma al Vento”
L'arrivo di uno sconosciuto forestiero in un piccolo paesino del Sud dell'Europa crea un gran scompiglio!
Spettacolo di Commedia dell'Arte contemporanea della Compagnia Neamera

Ore 21.15 – PIAZZA SCACCIARICCI
Spazio libero per piccoli spettacoli di Artisti di Strada

Ore 21.30 – da PIAZZA SAN PELLEGRINO a girare lungo il centro storico “Acrobati del Borgo”
Un duo di giullari giocolieri allieteranno le vostre serate con divertenti spettacoli e...attenti... passeggiando potreste incontrarli lungo le strade sui loro alti trampoli

Ore 22.00 – CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA
Spettacolo per il Festival 'COMEd'ARTE'
“I Panni Sporchi si Lavano in Piazza”
Pettegolezzi che trovano nella Piazza la loro giusta collocazione. Il bisogno di raccontare, di riferire, di informare, di sapere i fatti, di commentare ogni cosa...

Spettacolo di Commedia dell'Arte classica della Compagnia 'La Bottega dei Comici'

Ore 22.30 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
“Il Bene e il Male”
Tutti noi abbiamo un angelo custode ed un diavoletto tentatore….ma cosa pensano veramente?
Spettacolo del Laboratorio Ludykantes per la regia di Omar Lombardi

Ore 22.45 – PIAZZA SAN PELLEGRINO
“Favola Buffa”
Una principessa prigioniera sulla torre, un principe rimediato e una strega impicciona. Spettacolo d'arte di strada, tessuti e acrobazie aeree di Chiara Vitale

Ore 23.00 – CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA
Spettacolo per il Festival 'COMEd'ARTE'
“La Seconda Unità d'Italia”
L’Italia viene a trovarsi di nuovo divisa in più stati Il Nord, la repubblica Tosco-emiliana, il Centro e il Sud affidati a governi diversi. A farne le spese è come sempre il popolo...
Spettacolo di Commedia dell'Arte contemporanea della Compagnia Circomare Teatro

GIOVEDI' 9 Luglio

Ore 15.00 – CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA “La Maschera : dalla Terra alla Carne”
Stage per il Festival 'COMEd'ARTE' di studio sulle Maschere di Commedia dell'Arte e di Antropologia della Maschera, condotto da Gabriele Guarino e Vania Castelfranchi
Costo di partecipazione : 8 Euro

Ore 16.00 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
Presentazione del classico dei giochi di ruolo di D&D e del nuovo gioco di ruolo Savage World

Ore 16.30 – CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA “Il Carro Allegorico” Stage per il Festival 'COMEd'ARTE' di Commedia dell'Arte per bambini aperto a tutte le età, condotto da Alessio Sapienza e Valentina Puccini Costo di partecipazione : 5 Euro

Ore 17.00 – PIAZZA SAN PELLEGRINO
Competizione a squadre “Dominio” per piccoli avventurieri a cura dell’Accademia della Croce Scarlatta

Ore 18.00 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
Ballate a cura dell’Ensamble Histriones Carbji

Ore 18.15 – PIAZZA della MORTE
Apertura torneo di spada per grandi e bambini “I giochi Middeni” Addestramento delle milizie per la battagliola

Ore 18.30 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
Apertura de “La Piazza dei Giochi”, luogo d'incontro e diletto per tutte le età….vieni a provare i giochi medioevali d’intelletto e di abilità.

Ore 18.45 – da PIAZZA SAN PELLEGRINO
A girare lungo il centro storico “Le Donne per...Bacco!”. Libera interpretazione ispirata alla Commedia Latina e Greca e al testo 'Pseudolo' di Tito Maccio Plauto. Scuola di EsoTeatro Ygramul per la regia di Vania Castelfranchi

Ore 19.30 – da PIAZZA SAN CARLUCCIO
A girare lungo il centro storico “La Biblioteca dei Commedianti”
Biblioteca ambulante di Libri di Teatro; un invito a leggere testi teatrali e a frequentare l'angolo biblioteca del Festival di 'COMEd'ARTE'

Ore 19.30 - CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA
Saggi per il Festival 'COMEd'ARTE'
“Robin Hood – quando era bambino”. Laboratorio di Commedia dell'Arte condotto da Circomare Teatro nella Scuola primaria di Orte Scalo

Ore 20.00 – VIA SAN PELLEGRINO
Apertura Taberna Medievale: scopri i gusti, i sapori e i profumi del 1200. Cena nel Medioevo! Allietati dalla musica dei Vagus Animis

Ore 20.00 – CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA
Saggi per il Festival 'COMEd'ARTE' “Mazzi di Pazzi conditi di Lazzi”. Una polverosa osteria viterbese gestita da due maldestri servitori è messa a soqquadro da clienti esigenti e fastidiosi.

Laboratorio di Commedia dell'Arte per bambini condotto da Alessio Sapienza e Valentina Puccini

Ore 20.30 – CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA
Saggi per il Festival 'COMEd'ARTE' “Pazzospizio”. Due attori si alternano in sei maschere diverse, per animare le vicende di una casa di riposo, teatro di truffe, lazzi e scherzi di ogni tipo. Corso allievi attori condotto da Gabriele Guarino

Ore 21.00 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
“Il Bene e il Male”
Tutti noi abbiamo un angelo custode ed un diavoletto tentatore….ma cosa pensano veramente? Spettacolo del Laboratorio Ludykantes per la regia di Omar Lombardi

Ore 21.15 – PIAZZA SCACCIARICCI
Spazio libero per piccoli spettacoli di Artisti di Strada

21.30 – CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA
Saggi per il Festival 'COMEd'ARTE'
“La Favola del Figlio Cambiato”
Estratto da 'I Giganti della Montagna' di Luigi Pirandello, gioco d'improvvisazione e rielaborazione in performance dell'uso della Maschera di Commedia

Allievi Scuola di EsoTeatro Ygramul

Ore 21.30 - PIAZZA SAN PELLEGRINO 
“La Grazia del Re”
I Figuranti de La Contesa presentano una rappresentazione storico-goliardica

21.45 – CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA
Consegna attestati per i Saggi del Festival 'COMEd'ARTE'

Ore 22.00 – CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA
Spettacolo per il Festival 'COMEd'ARTE'
“La Seconda Unità d'Italia”
L’Italia viene a trovarsi di nuovo divisa in più stati Il Nord, la repubblica Tosco-emiliana, il Centro e il Sud affidati a governi diversi. A farne le spese è come sempre il popolo...
Spettacolo di Commedia dell'Arte contemporanea della Compagnia Circomare Teatro

Ore 22.15 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
“La Storia Fantastica”
Spettacolo del Laboratorio LUDYKA liberamente ispirato alla divertente e surreale favola del film "The Princess Bride"
Spettacolo del Laboratorio Ludyka per la regia di Vania Castelfranchi

Ore 22.30 – PIAZZA SAN PELLEGRINO
“Frescobaldo Giullare”
Giocoliere equilibrista fantasista propone uno spettacolo divertente e colorato che accompagna il pubblico nel magico mondo di un saltimbanco

Ore 23.00 – PIAZZA della MORTE
“Il Giullare Esotico”
Stravaganti giochi di magia, giocoleria, palloncini ed arte di strada creati da Yoji Yanagisawa

Ore 23.15 – PIAZZA SAN PELLEGRINO
“Favola Buffa”
Una principessa prigioniera sulla torre, un principe rimediato e una strega impicciona. Spettacolo d'arte di strada, tessuti e acrobazie aeree di Chiara Vitale

VENERDI' 10 Luglio

Ore 15.00 – CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA
“La Maschera : dalla Terra alla Carne”
Stage per il Festival 'COMEd'ARTE' di studio sulle Maschere di Commedia dell'Arte e di Antropologia della Maschera, condotto da Gabriele Guarino e Vania Castelfranchi
Costo di partecipazione : 8 Euro

Ore 16.30 – CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA
“Il Carro Allegorico”
Stage per il Festival 'COMEd'ARTE' di Commedia dell'Arte per bambini aperto a tutte le età, condotto da Alessio Sapienza e Valentina Puccini Costo di partecipazione : 5 Euro

Ore 17.00 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
Sessione di gioco di ruolo per bambini a cura dell’Accademia della Croce Scarlatta

Ore 18.00 – PIAZZA della MORTE
Addestramento delle milizie Guelfe e Ghibelline per la battagliola – a seguire tornei di spada per tutte le fazioni – a cura di Middena

Ore 18.15 – VIA SAN PELLEGRINO
“Visita gli antichi mestieri” – a cura dell’Associazione Suteria

Ore 18.30 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
Apertura de “La Piazza dei Giochi”, luogo d'incontro e diletto per tutte le età….vieni a provare i giochi medioevali d’intelletto e di abilità.

Ore 19.00 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
Presentazione del romanzo storico “A.D. 1243- l’ultimo assedio” incontro con la giovane autrice Marta Tempra

Ore 19.15 – PIAZZA della MORTE “Trova l'Assassino”
Giallo interattivo di ambientazione medioevale per tutte le età, scritto da Emmanuele Rossi e interpretato dagli allievi attori della Scuola di EsoTeatro Ygramul.

Partecipa, indaga e scopri l'assassino!
Solo su Prenotazione allo Stand Informazioni con sottoscrizione di 3 Euro

Ore 19.30 – da PIAZZA SAN CARLUCCIO
A girare lungo il centro storico “La Biblioteca dei Commedianti”
Biblioteca ambulante di Libri di Teatro; un invito a leggere testi teatrali e a frequentare l'angolo biblioteca del Festival di 'COMEd'ARTE'

Ore 20.00 – VIA SAN PELLEGRINO
Apertura Taberna Medievale: scopri i gusti, i sapori e i profumi del 1200. Cena nel Medioevo!
Allietati dall’ensamble Histriones Carbji

Ore 20.30 – VIA SAN PELLEGRINO
“Invito a Corte con Delitto”
Partecipa alla cena medievale in gioco più divertente che ci sia, vesti i panni di un cavaliere o di una dama e scopri gli intrighi ed i complotti di palazzo…

Evento organizzato in costume d’epoca da Laboratori Ygramul, Bottega dei Comici e Tana degli Orchi
Posti limitati è obbligatoria la prenotazione al cell. 3802929483

Ore 21.15 – PIAZZA SAN PELLEGRINO
“La Leggenda della Bella Galiana”
Rappresentazione storico-drammatica de 'I Figuranti la Contesa'

Ore 21.30 – PIAZZA SCACCIARICCI
Spazio libero per piccoli spettacoli di Artisti di Strada

Ore 21.45 – PIAZZA della MORTE
“Il Giullare Esotico”
Stravaganti giochi di magia, giocoleria, palloncini ed arte di strada creati da Yoji Yanagisawa

Ore 22.00 – CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA 
Proiezione per il Festival 'COMEd'ARTE'
“Comici e Demoni”
Video-Documentario girato dalla Compagnia Teatri della Viscosa sulle Maschere di Commedia dell'Arte
A seguire dibattito aperto con alcuni interpreti

Ore 22.15 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
“La Storia Fantastica”
Liberamente ispirato alla divertente e surreale favola del film "The Princess Bride" Spettacolo del Laboratorio Ludyka per la regia di Vania Castelfranchi

Ore 22.30 – PIAZZA SAN PELLEGRINO
“Frescobaldo Giullare”
Giocoliere equilibrista fantasista propone uno spettacolo divertente e colorato che accompagna il pubblico nel magico mondo di un saltimbanco

Ore 23.00 – CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA
Spettacolo per il Festival 'COMEd'ARTE'
“La Legge dei Denari – la tragicommedia del Mercante di Venezia”
La tragedia shakespeariana dell'usuraio Shylock e del mercante Antonio rivive nelle forme e nelle maschere della Commedia dell'Arte.
Spettacolo di Commedia dell'Arte classica con la regia di Federico Moschetti

Ore 23.30 – PIAZZA SAN PELLEGRINO
“Favola Buffa”
Una principessa prigioniera sulla torre, un principe rimediato e una strega impicciona. Spettacolo d'arte di strada, tessuti e acrobazie aeree di Chiara Vitale

SABATO 11 Luglio

Ore 12.00 – PIAZZA della MORTE
Inizio Live gioco di ruolo “Le sette Terre” a cura di Middena

Ore 15.00 – CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA
“La Maschera : dalla Terra alla Carne”
Stage per il Festival 'COMEd'ARTE' di studio sulle Maschere di Commedia dell'Arte e di Antropologia della Maschera, condotto da Gabriele Guarino e Vania Castelfranchi
Costo di partecipazione : 8 Euro

Ore 16.00 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
Torneo di scacchi open – a cura dell’Associazione Scacchistica Viterbese

Ore 17.00 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
Partite del Gioco di Narrazione Elish con gli autori

Ore 18.00 – PIAZZA SAN PELLEGRINO 
“I Segreti di Viterbo”
Passeggiate 'particolarmente' guidate con incontri di personaggi della storia medievale di Viterbo nel Quartiere San Pellegrino e dintorni

Le visite sono con posti limitati – obbligatoria la prenotazione al cell. 3802929483

Ore 18.15 – VIA SAN PELLEGRINO
“Visita gli antichi mestieri” – a cura dell’Associazione Suteria

Ore 18.30 – PIAZZA della MORTE
Dimostrazioni e prove di Tiro con l’arco aperte a tutti– a cura della Compagnia Arcieri Viterbiensis

Ore 18.30 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
Apertura de “La Piazza dei Giochi”, luogo d'incontro e diletto per tutte le età….vieni a provare i giochi medioevali d’intelletto e di abilità.

Ore 19.00 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
Presentazione di libri fantasy con gli autori – a seguire partite in cross over delle ambientazioni

Ore 19.15 – PIAZZA della MORTE
“Trova l'Assassino”
Giallo interattivo di ambientazione medioevale per tutte le età, scritto da Emmanuele Rossi e interpretato dagli allievi attori della Scuola di EsoTeatro Ygramul.

Partecipa, indaga e scopri l'assassino!
Solo su Prenotazione allo Stand Informazioni con sottoscrizione di 3 Euro

Ore 19.30 – da PIAZZA SAN CARLUCCIO
A girare lungo il centro storico Ballate folk irlandesi a cura dei Finnegans

Ore 19.30 – da PIAZZA SAN CARLUCCIO
A girare lungo il centro storico “La Biblioteca dei Commedianti”
Biblioteca ambulante di Libri di Teatro; un invito a leggere testi teatrali e a frequentare l'angolo biblioteca del Festival di 'COMEd'ARTE'

Ore 19.45 – PIAZZA SAN PELLEGRINO
Finale competizione Live “Cacciatori di Taglie” dell’Accademia della Croce Scarlatta

Ore 20.00 – VIA SAN PELLEGRINO
Apertura Taberna Medievale: scopri i gusti, i sapori e i profumi del 1200. Cena nel Medioevo!

Ore 20.30 – PIAZZA della MORTE
“Il Giullare Esotico”
Stravaganti giochi di magia, giocoleria, palloncini ed arte di strada creati da Yoji Yanagisawa

Ore 21.00 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
“Teste Tonde e Teste a Punta – ovvero ricco e ricco van d'accordo”
Spettacolo contro ogni forma di razzismo, ispirato all'opera e alla poetica di Bertolt Brecht
Spettacolo del Laboratorio Saltymbanco per la regia di Vania Castelfranchi

Ore 21.00 – CHIESA di SAN SILVESTRO
“Il Sacrilegio nella Chiesa Disonestato da una Fiumana di Sangue”
a cura de Camerata Polifonica Viterbese Zeno Scipioni – Ensamble Aubespine con la direzione di Fabrizio Bastianini – narratore Angelo Tanzi

Ore 21.15 – PIAZZA SAN PELLEGRINO
“Una commedia poco… Divina”
Rappresentazione storico goliardica a cura de I Figuranti la Contesa

Ore 21.30 – CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA
Spettacolo per il Festival 'COMEd'ARTE'
“La Legge dei Denari – la tragicommedia del Mercante di Venezia”
La tragedia shakespeariana dell'usuraio Shylock e del mercante Antonio rivive nelle forme e nelle maschere della Commedia dell'Arte.
Spettacolo di Commedia dell'Arte classica con la regia di Federico Moschetti

Ore 21.30 – PIAZZA SCACCIARICCI
Spazio libero per piccoli spettacoli di Artisti di Strada

Ore 22.00 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
“Il Segreto dell'Abazia Misteriosa”
Commedia surreale, liberamente ispirata ad un'opera di Lillo e Greg, gioco medievale del 'teatro nel teatro'.
Spettacolo del Laboratirio Ludykantes per la regia di Omar Lombardi

Ore 22.15 – CHIESA di SAN SILVESTRO
“La Vita dei Fantasmi”
Lettura sperimentale e moderna de "i Giganti della Montagna" di Luigi Pirandello, in un triplo gioco di interpretazioni tra futurismo, Commedia dell'Arte e Clownerì. Spettacolo degli Allievi Scuola EsoTeatro Ygramul di Vania Castelfranchi

Ore 22.30 – CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA
Spettacolo per il Festival 'COMEd'ARTE'
“Pulcinella servo sciocco e spaventato da nu brigantaggio femminile”
Pulcinella, innamorato della sua padrona Donna Rosa, si fa assumere al suo servizio, ma ne fa di tutti i colori. Riuscirà il nostro Pulcinella a sposare la sua nennella? Spettacolo di Commedia dell'Arte classica della Compagnia di Manuel Pernazza

Ore 22.45 – PIAZZA SAN PELLEGRINO
“Frescobaldo Giullare”
Spettacolo d’ imbonimento, con coinvolgimento attivo del pubblico: i giullari, attori, saltimbanchi esibiscono il loro repertorio di lazzi e numeri circensi, nel rispetto della tradizione del teatro di strada comico!

Ore 23.00 – PIAZZA SAN CARLUCCIO 
“Molto Rumore per Nulla”
Commedia amorosa, moderna e divertente, ispirata al classico di William Shakespeare.
Spettacolo del Laboratorio Zafferano per la regia di Gabriele Tacchi

Ore 23.30 – PIAZZA SAN PELLEGRINO
Concerto del gruppo folk irlandese Finnegans

DOMENICA 12 Luglio

Giornata della rievocazione storico-ludica dell’assedio di Federico II alla città di Viterbo nel 1243.
Il popolo tutto è atteso per partecipare al corteo e alla tenzone per difendere i colori del proprio schieramento.

Ore 15.30 – PIAZZA della MORTE
Reclutamento e vestizione delle milizie Ghibelline
PIAZZA del GESU' Reclutamento e vestizione delle milizie Guelfe
Preparazione degli schieramenti, scelta dello Stendardiere e del Capitano

Ore 16.00 Preparazione dei piccoli guerrieri per la battagliola dei bambini che aprirà la sfida ufficiale

Ore 18.00 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
Raduno delle milizie e partenza dei Cortei verso Valle Faul accompagnati da giullari e Gruppo Musici dell'Associazione Culturale "Pilastro" di Viterbo

Ore 18.30 – VALLE FAUL
“Battagliola Campale” fra le milizie guelfe viterbesi e le truppe ghibelline di Federico II di Svevia: partecipa per la conquista dello stendardo!!!

Ore 19.00 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
Presentazione di libri fantasy con gli autori – a seguire partite in cross over delle ambientazioni

Ore 19.30 – PIAZZA della MORTE
Torneo di Tiro con l’Arco : sfida fra la Compagnia Viterbiens e le compagnie di Amelia e Collescipoli

Ore 19.45 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
Apertura de “La Piazza dei Giochi”, luogo d'incontro e diletto per tutte le età….vieni a provare i giochi medioevali d’intelletto e di abilità.

Ore 20.00 – VIA SAN PELLEGRINO
Apertura Taberna Medievale: scopri i gusti, i sapori e i profumi del 1200. Cena nel Medioevo!

Ore 20.00 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
“Barbablu – che 'genere' di scelta”
Uno spettacolo di ricerca, complesso, legato a 4 diversi livelli di lettura : la Favola, il teatro Shakespeariano, il Clown e il teatro contemporaneo con testimonianze recenti sulle ingiustizie 'di genere' nel mondo.
Spettacolo solo per 25 Spettatori, su Prenotazioni allo Stand Informazioni o al cell. 3314703950
Allievi Scuola EsoTeatro Ygramul di Vania Castelfranchi

21.00 – PIAZZA della MORTE
“Trova l'Assassino”
Giallo interattivo di ambientazione medioevale per tutte le età, scritto da Emmanuele Rossi e interpretato dagli allievi attori della Scuola di EsoTeatro Ygramul.

Partecipa, indaga e scopri l'assassino!
Solo su Prenotazione allo Stand Informazioni con sottoscrizione di 3 Euro

Ore 21.15 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
“Teste Tonde e Teste a Punta – ovvero ricco e ricco van d'accordo”
Spettacolo contro ogni forma di razzismo, ispirato all'opera e alla poetica di Bertolt Brecht
Spettacolo del Laboratorio Saltymbanco per la regia di Vania Castelfranchi

Ore 21.30 – PIAZZA SCACCIARICCI
Spazio libero per piccoli spettacoli di Artisti di Strada

Ore 21.30 – CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA
Spettacolo per il Festival 'COMEd'ARTE'
“Pulcinella servo sciocco e spaventato da nu brigantaggio femminile”
Pulcinella, innamorato della sua padrona Donna Rosa, si fa assumere al suo servizio, ma ne fa di tutti i colori. Riuscirà il nostro Pulcinella a sposare la sua nennella? Spettacolo di Commedia dell'Arte classica della Compagnia di Manuel Pernazza

Ore 22.00 – PIAZZA SAN PELLEGRINO
“Frescobaldo Giullare”
Spettacolo d’ imbonimento, con coinvolgimento attivo del pubblico: i giullari, attori, saltimbanchi esibiscono il loro repertorio di lazzi e numeri circensi, nel rispetto della tradizione del teatro di strada comico!

Ore 22.15 – PIAZZA della MORTE
“Il Giullare Esotico”
Stravaganti giochi di magia, giocoleria, palloncini ed arte di strada creati da Yoji Yanagisawa

Ore 22.30 – CHIOSTRO di SANTA MARIA NUOVA
Spettacolo per il Festival 'COMEd'ARTE'
“Cyrano – Commedia Eroica”
Cyrano è il più grande poeta del proprio tempo e anche lo spadaccino più abile, coraggioso e temuto tra tutti i cadetti di Guascogna. Spettacolo di Commedia dell'Arte sperimentale con la regia di Gabriele Tacchi

Ore 22.45 – PIAZZA SAN CARLUCCIO
“Il Segreto dell'Abazia Misteriosa”
Commedia surreale, liberamente ispirata ad un'opera di Lillo e Greg, gioco medievale del 'teatro nel teatro'.
Spettacolo del Laboratorio Ludykantes per la regia di Omar Lombardi

Ore 23.45 – PIAZZA SAN PELLEGRINO e PIAZZA SAN CARLUCCIO
“Festa del Fuoco”
Giocolieri, Focolieri e Giullari salutano la chiusura di questa XV° Edizione di Ludika 1243 con una gran festa finale!

Grazie agli artisti e a tutti gli amici che con noi hanno condiviso la Festa e il Cammino… nell’attesa del prossimo incontro!

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