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lunedì 4 luglio 2016

LA LEGGENDARIA FIGURA DI INGOLFUR ARNARSON


Ingolfur Arnarson è stato un grande esploratore conosciuto come il primo uomo ad aver colonizzato l'Islanda. Senco il libro medievale Landnamabok, Ingolfur decise di costruire la sua fattoria a Reykjavik (l'attuale capitale della Repubblica Islandese) nell'anno 870 periodo in cui iniziò l'eta della colonizzazione terminata nel 930. In realtà, egli non fu il primo a visitare l'isola: un verto Gardar Svavarsson lo precedette rimanendo un intero inverno nella città di Husavik. 

Il cronachista Thorgillsson ammette l'importanza di Arnarson come il primo scandinavo a insediarsi in Islanda anche se afferma che alcuni monaci irlandesi vi abitarono molti anni prima di andare via per non mischiarsi agli adoratori del paganesimo. Il suo approdo sull'isola è ammantato dalla leggenda. Ingolfur lasciò la Scandinavia per scappare da una dura faida; decise di dirigersi verso questa terra misteriosa insieme al suo caro amico Hjorleifur Hrodmarsson. Una volta giungi nel pressi della riva, gettò a mare i sostegni della barca promettendo di approdare nel punto in cui essi si sarebbero fermati. 

Sembra che la ricerca dei remi durò ben tre anni, prima di ritrovarli nella baia di quella che poi divenne Reykjavik. In questo periodo, il suo amico Hjorleifur fu ucciso dagli schiavi irlandesi che lui stesso maltrattava e, di tutta risposta, Ingolfur si vendico uccidendoli nelle isole Vestmann. Il figlio Thorsteinn Ingolfsson fu un importante capo che fondò il primo parlamento, l'Althing.

LA GRANDE FIGURA DI ARI PORGILSSON


Ari Porgilsson è un importante scrittore islandese autore dell'Islendingabok (Libro degli islandesi) che descrive le storie delle primissime famiglia colonizzatrici tra l'anno del Signore 870 e 930. Lo scrittore era membro della famiglia degli Haukdaelir e fu studente del figlio di Isleifur Gissurarson, il primo vescovo di Islanda grazie al quale poté acquisire una vastissima cultura di stampo classico. 

Islendingabok è l'unico libro la cui paternità risulta con assoluta certezza anche se gli vengono attribuiti altri libri tra cui una parte molto importante del Landnamabok. Ari era considerato un uomo di grande cultura e di grande importanza, basti pensare che nel primo saggio sulla grammatica islandese, che risale all'anno del Signore 1160, egli appare come un uomo eccezionale e di grande carisma.



LA FIGURA DEL "LOGSOGUMADUR"


Nella cultura della penisola scandinava, il Logsogumadur era quella persona che aveva l'obbligo di recitare tutte le regole, le leggi e le consuetudini che vigevano in una comunità tribale: egli doveva essere dotato di una grande capacità mnemonica dato che le regole erano tramandate oralmente.

Dato che questa figura era di grande importanza (anche perchè era una carica elettiva) nelal cultura scandinava e islandese, abbiamo un elenco dei logsogumenn islandesi dalla findazione del Parlamento del 930 all'anno 1271 quando l'Islanda entrò a far parte del Regno di Norvegia

L'elenco dei Logsogumadur

Hrafn Ketilsson (930-949)
Þórarinn Ragabróðir Óleifsson (950-969)
Þorkell máni Þorsteinsson (970-984)
Þorgeir Ljósvetningagoði Þorkelsson (985-1001)
Grímur Svertingsson frá Mosfelli (1002-1003)
Skafti Þóroddsson (1004-1030)
Steinn Þorgestsson (1031-1033)
Þorkell Tjörvason (1034-1053)
Gellir Bölverksson (1054-1062)
Gunnar hinn spaki Þorgrímsson (1063-1065)
Kolbeinn Flosason (1066-1071)
Gellir Bölverksson (1072-1074)
Gunnar hinn spaki Þorgrímsson (1075)
Sighvatur Surtsson (1076-1083)
Markús Skeggjason (1084-1107)
Úlfhéðinn Gunnarsson (1108-1116)
Bergþór Hrafnsson (1117-1122)
Guðmundur Þorgeirsson (1123-1124)
Hrafn Úlfhéðinsson (1135-1138)
Finnur Hallsson (1139-1145)
Gunnar Úlfhéðinsson (1146-1155)
Snorri Húnbogason (1156-1170)
Styrkár Oddason (1171-1180)
Gissur Hallsson (1181-1202)
Hallur Gissurarson (1203-1209)
Styrmir hinn fróði Kárason (1210-1214)
Snorri Sturluson (1215-1218)
Teitur Þorvaldsson (1219-1221)
Snorri Sturluson (1222-1231)
Styrmir hinn fróði Kárason (1232-1235)
Teitur Þorvaldsson (1236-1247)
Ólafur hvítaskáld Þórðarson (1248-1250)
Sturla Þórðarson (1251)
Ólafur hvítaskáld Þórðarson (1252)
Teitur Einarsson (1253-1258)
Ketill Þorláksson (1259-1262)
Þorleifur hreimur Ketilsson (1263-1265)
Sigurður Þorvaldsson (1266)
Jón Einarsson (1267)
Þorleifur hreimur Ketilsson (1268)
Jón Einarsson (1269-1270)
Þorleifur hreimur Ketilsson (1271)

IL LANDNAMABOK - IL LIBRO SULLE ORIGINI DELL'ISLANDA


Il Landnamabok, altrimenti detto "Libro dell'insediamento", è un libro che descrive fin nei minimi dettagli la storia della colonizzazione dell'Islanda da parte dei Vichinghi nel periodo che va dal IX al X secolo. Viene universalmente riconosciuta come una delle prime e più importanti opere islandesi sull'epoca della colonizzazione.

Il libro inizia con la storia di Ingolf Arnarson che si insediò nella baia di Reykjavik avocando a se tutta la terra circostante fino ai fiumi Olfusa, Oxara e Brynjudalsa; successivamente il testo descrive i discendenti dei primi coloni con le fasi più importanti della loro storia, proprio per questa il Landnamabok, oltre ad essere un importante fonte, è anche un testo che fa luce sulla genealogia dell'intera popolazione islandese. 

Sono tre le versioni originali del libro sopravvisute:

Lo Sturlubók, scritto da Sturla Þórðarson tra il 1275 e il 1280;
L'Hauksbók, scritto da Haukr Erlendsson tra 1306 e il 1308;
Il Melabók, scritto da Snorri Markússon di Melar intorno al 1313.

LE SAGHE ISLANDESI


Le saghe degli islandesi narrano gran parte degli episodi che risalgono alle colonizzazioni dell'Islanda nei primi secoli dello Stato Libero (870-1030) trascritte tra il XII e il XV secolo. Ancora oggi al datazione è un'incognita; dato che l'alfabeto è giunto solo nel XII secolo le ipotesi fatte sono essenzialmente due...o i racconti erano stati elaborati e trasmesse sulla base di racconti orali per almeno quattro secoli prima di essere trascritte oppure furono creati in un periodo successivo all'introduzione della scrittura. Gli autori sono ignoti, sembra solamente che l'Egils saga sia opera di Snorri Sturluson. 

Le saghe

La saga più antica è la  Heiðarvíga saga ("Saga della battaglia nella brughiera") trascritta nel 1200 e risale ad un periodo di poco successivo all'instaurazione del Cristianesimo (introdotto nell'anno mille dal Parlamento). Nel 1280 fu trascritta la Njals saga, forse la più bella saga islandese.

Sono ben quaranta le saghe giunte fino ai giorni nostri:

Bandamanna saga
Bárðar saga Snæfellsáss
Bjarnar saga Hítdœlakappa
Brennu-Njáls saga, considerata da alcuni la più grande delle saghe in prosa islandesi
Droplaugarsona saga
Egils saga Skalla-Grímssonar, che parla delle avventure di Egill Skalla-Grímsson, il poeta guerriero e avventuriero
Eiríks saga rauða
Eyrbyggja saga
Færeyinga saga
Finnboga saga ramma
Fljótsdæla saga
Flóamanna saga
Fóstbrœðra saga (due versioni)
Gísla saga Súrssonar (due versioni), di un poeta fuorilegge.
Grettis saga
Grœnlendinga saga
Gull-Þóris saga
Gunnars saga Keldugnúpsfífls
Gunnlaugs saga ormstungu
Hallfreðar saga (due versioni)
Harðar saga ok Hólmverja
Hávarðar saga Ísfirðings
Heiðarvíga saga
Hœnsa-Þóris saga
Hrafnkels saga Freysgoða
Hrana saga hrings
Kjalnesinga saga
Kormáks saga
Króka-Refs saga
Laxdœla saga
Ljósvetninga saga (tre versioni)
Ölkofra saga
Reykdœla saga ok Víga-Skútu
Svarfdœla saga
Þórðar saga hreðu
Þorsteins saga hvíta
Þorsteins saga Síðu-Hallssonar
Valla-Ljóts saga
Vápnfirðinga saga
Vatnsdœla saga
Víga-Glúms saga
Víglundar saga

Le saghe sono le più famose opere letterarie tanto che il medioevo letterario islandese ha rappresentato una vera e propria epoca d'oro degno del medioevo francese, provenzale o italiano in grado di ispirare anche i più grandi scrittori dell'occidente. 

domenica 3 luglio 2016

STORIA DELL'ISLANDA NEL MEDIOEVO

(Baumg1889) Kirchliche Einteilung (Bistümer) Islands im Mittelalter.jpg

Secondo il libro "Landnamabok" l'Islanda venne scoperta dal celebre navigatore Naddoddr che, durante il suo viaggio dalla Norvegia alle Isole Faer Oer si trovò catapultato letteralmente sulla costa est dell'isola che chiamò Snaeland (Terra della neve). Il primo colono ad insediarsi era un capo tribù norvegese un certo Ingolfur Arnarson il quale, secondo la leggenda, mentre si stava avvicinando alla terra gettò fuori bordo i due bracci del suo seggio giurando di creare il suo regno nel punto in cui essi avrebbero raggiunto la terra. 

Come promesso, si insediò nella costa sud occidentale nell'874  in un luogo che chiamò Reykyavik (Baia dei fiumi) a causa dei celeberrimi vapori che uscivano dal sottosuolo.  È da notare come il Landnamabok non sia ritenuto completamente attendibile dagli storici che, tuttavia, continuano ad usarlo come fonte primaria: a sostegno di quanto scritto sul libro, alcuni scavi archeologici recenti sembrerebbero confermare la presenza di un insediamento proprio a Reykiavik nell'anno 870.

I primi clan islandesi

Il fondatore Ingolfur fu emulato anche da altri capi tribù di origine norvegese infatti, sempre secondo il Landnamabok, la Norvegia era governata col pugno di ferro dal re Harald il Biondo che contribuì ad unificare alcune zone che poi hanno dato la conformazione della Norvegia attuale. Nell'anno del Signore 930 i capi del governo crearono un primo parlamento, l'Althing, che si riuniva ogni estate ed era presenziato dai capi più importanti. Nel parlamento, probabilmente il più antico della storia, si creavano leggi, che non venivano scritte ma venivano "ricordate" da un "logsogumaor (un portavoce della legge). Era totalmente assente il potere esecutivo, pertanto le regole venivano fatte rispettare dal popolo e questo scatenavano faide di sangue che divennero le principali fonti per gli autori della saghe. Proprio in questo periodo l'Islanda inizia ad ingrandirsi: furono Eric il rosso e Leif Ericsson a creare molti insediamenti a Terranova e in Groenlandia.

I primi colonizzatori dell'Islanda

Ma chi erano i colonizzatori? Erano essenzialmente pagani, adoratori di Odino, Thor e Freyja e solamente nel X secolo proprio in prossimità dell'anno mille e della fine del mondo che il mondo cristiano aveva predetto, si ebbero le prime conversioni al cristianesimo. Questo portò ad una possibile guerra civile tra cristiani e pagani tanto che il parlamento nominò Ljosvetningagooi come arbitro per evitare la guerra il quale decise di far convertire l'isola al cristianesimo consentendo ai pagani di poter professare il proprio culto in segreto. Il primo vescovo islandese ad essere consacrato fu Isleifr Gizurarson nell'anno 1056.

Dopo il XII secolo, la centralizzazione del potere divenne una vera e propria scure contro le istituzioni dello stato tanto che il parlamento stava perdendo le proprie prerogative in favore dei gruppi familiari, non a caso il periodo che va dal 1200 al 1262 viene ricordato come Sturlungaold (l'epoca dei Sturlungar) in riferimento a  Sturla Þórðarson e ai suoi figli: Þórður, Sighvatur e Snorri che costituivano uno dei principali clan che avevano il controllo dell'isola saccheggiando le zone contadine che non potevano essere lasciate sguarnite. Nell'anno 1220 Snorri fu nominato vassallo di Haakon IV re di Norvegia così come suo nipote e questo consentì a Sturla per continuare la guerra contro gli altri clan islandesi. 

L'isola rimase indipendente fino all'anno 1262 quando il trattato Gamli Sattmali stabilì l'unione con la monarchia norvegese. Secondo il trattato gli islandesi avevano l'obbligo di pagare una tassa al re di Norvegia in cambio di un codice legislativo che avrebbe garantito la pace e la possibilità di mantenere i trasporti regolari tra Norvegia e Islanda i cui cittadini ottennero la parità dei diritti nei rispettivi paesi. Nel 1281 le leggi dello Stato Libero d'Islanda furono aggiornate nello Jonsbok.

L'unione tra i due paesi durò fino al 17 giugno del 1944 quando, durante la Seconda Guerra Mondiale, fu proclamata la Repubblica d'Islanda

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